Premesso che le varie associazioni dei consumatori fanno il loro mestiere,
nel senso che gridano al lupo anche quando non c'è,
qualche considerazione:
1 - fino al 1994 le tariffe erano amministrate, vale a dire che la loro
determinazione non era tecnica ma politica. Infatti le stabiliva il governo
indipendentemente dalla loro congruità. Basta andare a leggere i bilanci
dell'epoca per rendersene conto.
2 - sul sito ISVAP potete leggere che nel 2010 il comparto è stato negativo,
sia pure in misura MINORE rispetto al 2008 e 2009. Questo
significa che, alla faccia di Adusbef, Federconsumatori e compagnia
bella il comparto RCA ha perso soldi, e pure tanti, negli ultimi 3 anni
di cui si hanno i dati definitivi. Questo nonostante la diminuzione dei
sinistri.
3 - che l'ADUSBEF & Co. urlino che le tariffe riferite ai neopatentati
aumentino e di molto, dimostra la loro malafede "istituzionale"
ben sapendo che proprio la legge Bersani ha creato un disquilibrio
notevolissimo a favore dei neopatentati. Normale che le compagnie
tentino di recuperare un equilibrio tecnico delle diverse figure di
assicurati. Qui si scrisse, già nel gennaio 2007, che il decreto Bersani era
a
favore dei ricchi e a danno dei poveri. La conversione in legge del
decreto fece il resto.
4 - Scommettiamo che le associazioni "dimenticano" di tenere conto
dell'aumento del contributo al FVDS e, in particolare, all'aumento del 3,5%
dell'imposta sulle assicurazioni applicato da quasi tutte le provincie
italiane? Solo questi fatti significano un aumento del 4,5% per gli
assicurati
ma nemmeno un centesimo di aumento per le compagnie.
Per finire, scordiamoci che le compagie di assicurazione siano Opere Pie.
Cercano di guadagnare il massimo possibile, anche se due dei principali
gruppi assicurativi
navigano in pessime acque, due compagnie sono state poste in liquidazione
coatta nel 2011, altre ci sono vicine.
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Giampaolo Natali
giampaol...@alice.it