Ho visto ierisera un documentario di "Focus" sulle armi antiche da
lancio. Interessante per certi versi, la tecnica costruttiva di varie
armi mi è sembrata validamente descritta AFAIK, e ingegnosa la
ricostruzione della prima "arma automatica" della storia, il
"polybolos" la cui invenzione è attribuita a Dionisio di Alessandria
da un tardo scrittore Bizantino che ne dà un progetto dettagliato.
(Personalmente ritengo probabile che sia stato il bizantino ad
immaginarsela e l'abbia attribuita a Dioniso per il solito motivo
dell'autorevolezza del nome più antico. In ogni caso dubito sia andata
oltre lo stadio di progetto, doveva incepparsi/rompersi con estrema
facilità)
http://en.wikipedia.org/wiki/Polybolos
Però, come spesso capita con queste trasmissioni, era troppo enfatica,
puntava troppo a sbalordire il pubblico.
Per esempio hanno dichiarato che i trabucchi antichi più tardi avevano
una capacità distruttiva superiore a quella dei cannoni medievali.
Ora, se si considera che i primi cannoni erano armi costosissime,
soggette ad esplodere per difetti di costruzione, lentissime (dovevano
essere compattate alla bocca con terriccio, quindi la polvere, che
peraltro doveva essere ben aereata e mescolata sul momento, prendeva
molto tempo per asciugare tanto che la cadenza di fuoco era di due -
tre colpi al giorno) difficilmente trasportabili e non costruibili sul
posto eccetera, per quale diavolo di motivo avrebbero dovuto via via
sostituire i trabucchi, se oltretutto erano inferiori come potenza
distruttiva?
Secondo me invece era proprio la maggiore efficienza nello smantellare
fortificazioni a motivare il diffondersi del cannone. E' vero che un
trabucco poteva lanciare massi di grande peso, ma i primi cannoni non
sparavano palle, quanto piuttosto "verrettoni" aste di ferro
opportunamente sagomata, e mi pare che l'impatto di un arnese del
genere, con l'energia cinetica che si distribuisce su una piccola area
di contatto debba essere più efficace di un pietrone, contro una
muraglia medievale.
Voi che ne dite?
Saluti da Bhisma
--
...e il pensier libero, è la mia fé!