Il Compagno Jamil Mizher, membro del Comitato Centrale del Fronte
Popolare per la Liberazione della Palestina, ha dichiarato che il
cosiddetto "congelamento degli insediamenti" annunciato dal regime
fascista di Netanyahu è semplicemente una tattica finalizzata ad
ingannare il mondo e a coprire i crimini di guerra dell'occupante.
Inoltre, il Compagno Mizher ha dichiarato il 3 dicembre 2009, in
un'intervista rilasciata a "Jerusalem Net News Agency", che la
posizione degli Stati Uniti sul cosiddetto "congelamento degli
insediamenti" è semplicemente la continuazione della scandalosa e nota
alleanza con l'occupazione sionista.
Ha chiesto all'Autorità Nazionale di fermare ogni forma di
"negoziazione" con l'occupante, diretta o indiretta, affermando che
tali incontri e negoziati, come sempre, forniscono solo la
legittimazione al regime criminale d'occupazione.
Ha inoltre notato come questa sia stata parte dell'inganno portato
avanti dagli Stati Uniti e dallo Stato occupante, dicendo che "la
potenza occupante dice di essere d'accordo con le richieste degli
Stati Uniti di congelare la costruzione degli insediamenti, ma nello
stesso momento continua nella costruzione delle colonie" e nella
ebraizzazione di Gerusalemme. Ha fatto appello a tutte le forze
palestinesi a non farsi ingannare dalla strategia israelo-americana
che trascina la popolazione palestinese ancora una volta
nell'infruttuosa e pericolosa strada dei "negoziati" e del "processo
di pace".
Invece il Compagno Mizher ha espresso la necessità per una revisione
completa dell'intero cosiddetto "processo di pace", sollecitandone un
completo rigetto in favore della strategia palestinese basata su
diritti e rivendicazioni nazionali, basata sui bisogni dei
palestinesi, al contrario della fiducia su illusioni circa il ruolo
degli Stati Uniti, in particolare del Presidente Barak Obama.
Ha detto che il popolo palestinese non deve credergli, deve invece
essere unito nella lotta contro l'occupante, sottolineando
l'importanza di superare divisioni palestinesi e di supportare la
resistenza contro l'occupazione. Ha raccomandato che nessuna risposta
deve essere data alla strategia israeliana avallata
dall'amministrazione statunitense, affermando che i diritti nazionali
palestinesi - la fine dell'occupazione, l'auto-determinazione, il
diritto al ritorno dei profughi - devono essere raggiunti invece che
"negoziati" per ingannevoli "congelamento degli insediamenti" e
"concessioni" dell'occupante. Il Compagno Mizher ha affermato che il
cosiddetto "processo di pace" e il distruttivo processo di Oslo hanno
portato per 15 anni ad un rafforzamento dell'occupazione della terra
palestinese e ad un'espansione degli insediamenti imprigionando i
palestinesi in una trappola politica.
Inoltre, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha
fatto un appello, il 3 dicembre 2009, denunciando la continuazione dei
crimini dell'occupante a Gerusalemme, i suoi attacchi alla presenza
araba, musulmana e cristiana, la pulizia etnica e le flagranti
violazioni della legge e degli standard internazionali e dei diritti
umani.
La dichiarazione denuncia la anche debolezza e la complicità in questi
crimini della dirigenza araba e internazionale, incluso per la
costruzione degli insediamenti, la revoca di migliaia di residenze ai
palestinesi di Gerusalemme, le demolizioni delle case, la chiusura di
organizzazioni, e lo stato di terrorismo attuato contro gli arabi
palestinesi di Gerusalemme, facendo appello a tutte le istituzioni
palestinesi, arabe ed internazionale per attuare pressioni e sanzioni
contro l'occupante e a fare azioni per fermare i continui crimini.
La dichiarazione del PFLP conclude facendo ancora una volta appello
alla fine del cosiddetto "processo di pace" e per porre fine al
fallimentare processo di Oslo, per riuscire a raggiungere un'unità
nazionale e di resistenza che sola può proteggere i nostri diritti
nazionali e porre fine ai crimini dell'occupante contro la nostra
terra e la nostra gente.