I dati sono comprensivi DELLA MATTANZA DI DICEMBRE
(Durata dei bombardamenti israeliani: 23 giorni (dal 27 Dicembre 2008
al 18 Gennaio 2009)
Vittime Palestinesi: oltre 1.300 di cui 412 bambini e 111 donne.
L’82,6% delle vittime non era coinvolta nei combattimenti: tra queste
anche 7 medici e 167 membri della polizia palestinese.
Feriti Palestinesi: 5,300 di cui 1.855 bambini e 795 donne.
Case distrutte: 2.400, di cui 490 centrate dai bombardamenti aerei.
Edifici Palestinesi distrutti: 28 edifici pubblici e amministrativi,
30 moschee e 121 locali commerciali, 60 stazioni di polizia e 29
scuole.
Numero di bombardamenti Israeliani: secondo fonti israeliane i lanci
sono stati almeno 2.500.
Vittime Israeliane dei razzi Palestinesi: 13 civili e 9 militari ( di
cui 6 per “fuoco amico”).
I numeri della oppressione israeliana contro i palestinesi negli anni
otto anni dall'inizio della seconda Intifada
Negli otto anni trascorsi dallo scoppio della seconda Intifada o
Intifada di al-Aqsa, nel settembre del 2000, le forze di occupazione
israeliane hanno intensificato le aggressioni contro la popolazione
palestinese. Questi sono i risultati:
Morti e feriti. Secondo una ricerca condotta dai Comitati per il
lavoro sanitario, i militari hanno ucciso 5389 palestinesi tra
Cisgiordania, Striscia di Gaza, Gerusalemme e Israele. 75 cittadini,
in prevalenza agricoltori, bambini e donne sono stati uccisi dai
coloni. La maggior parte degli omicidi è avvenuto alla presenza di
soldati dell’occupazione.
32.720 sono i palestinesi feriti: 3530 hanno riportato handicap
permanenti.
I bambini uccisi sono 995. Shadha Odeh, direttrice generale dei
Comitati per il lavoro sanitario, ha spiegato che tra le vittime ci
sono 194 donne, 995 bambini e 4200 uomini. 492 sono stati uccisi dai
bombardamenti. 746 militanti sono stati ammazzati attraverso
operazioni mirate. 233 sono morti sui “campi di battaglia”.
Malati morti ai checkpoint. 135 malati sono morti a causa
dell’impossibilità di raggiungere gli ospedali e i centri medici. Sono
stati registrati 70 parti ai checkpoint: 35 neonati sono deceduti a
seguito delle complicazioni igienico-sanitarie.
I posti di blocco sono 630, di cui 93 con la presenza di soldati e 537
formati da barriere di cemento e di cumuli di terra. L’esercito
israeliano ha chiuso il 65% delle strade della Cisgiordania e della
Striscia di Gaza.
Malati e assedio. Durante oltre un anno di assedio alla Striscia di
Gaza, sono morti più di 220 malati a causa della mancanca di medicine
e del divieto di recarsi all’estero per le cure mediche.
Medici e studenti nel mirino. I Comitati hanno denunciato l’uccisione
di 40 operatori sanitari, tra medici, soccorritori e infermieri, e il
ferimento di centinaia di altri.
Gli studenti uccisi sono 664, di 199 erano universitari. I feriti sono
3602, di cui 1245 gli universitari. 37 sono gli insegnanti uccisi e 55
i feriti.
65 mila detenuti. Per quanto riguarda gli arresti, durante gli otto
anni di Intifada, 65.000 palestinesi sono stati imprigionati. 8459,
tra cui 78 donne, sono tuttora detenuti nelle prigioni israeliane.
Sono 195 i prigionieri morti durante la detenzione. A provocare il
decesso è stata la mancanza di adeguate condizioni igienico-sanitarie,
di cure mediche e interventi chirurgici quando necessari, le torture e
le esecuzioni vere e proprie. 1300 soffrono di malattie croniche, La
legge per “la sicurezza generale in Israele” permette la tortura
psicologica e fisica dei detenuti palestinesi.
Pratiche punitive contro i prigionieri. Ai detenuti malati non vengono
somministrate medicine. Per ogni genere di patologia vengono dati solo
“calmanti”. Non vengono eseguite operazioni chirurgiche. Gli
infermieri non sono sempre presenti. Le prigioni sono prive di
attrezzature mediche e apparecchiature per la respirazione.
L’alimentazione è carente e i malati infettivi vivono in promiscuità
con i sani. Quando vengono trasferiti, i detenuti malati sono
ammanettati mani e piedi e visitati da dietro una rete. Sono lasciati
in stanze umide e mal areate.
Donne prigioniere. La maggior parte, in particolare le donne incinte e
le madri, sono rinchiuse nelle carceri di Talmud e ar-Ramleh, dove
manca anche la ginecologa. Al momento del parto, le detenute sono
legate. Il neonato viene trattato come un prigioniero: non riceve cure
mediche e alimentazione adeguata.
(fonte: Infopal.it)
questo dà un senso più completo al filmato di ieri.