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Testi in Siciliano

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Alessandro Riolo

unread,
Jan 22, 2004, 3:13:38 PM1/22/04
to

[c/p e f/u su it.cultura.linguistica]
"Adriana del caribe" wrote:
> D'oggi in poi ti chiamerò Alessandro Piolo ..

L'etimologia è distante, sia semanticamente che geograficamente.
BTW quel thread a cui hai risposto, con una certa latenza, per la
verità, aveva una certa importanza, dacché mi è servito di ulteriore
conferma nella decisione di presentare la richiesta alla Libreria del
Congresso Statunitense (tramite
http://www.loc.gov/standards/iso639-2/iso639-2form.html) perché
aggiungessero il codice a 3 caratteri per la lingua Siciliana nello
standard ISO 639-2. Per il Siciliano, infatti, non è ancora presente il
codice identificativo, per cui i testi nelle biblioteche vengono allo
stato attuale identificati con il codice dell'Italiano (il che
ultimamente mi ha creato non pochi grattacapi). Se ti figuri che anche
il Napoletano ha il suo proprio codice (nap), nonostante in realtà siano
ben pochi quelli che lo considerino una lingua invece che un dialetto,
la mancanza del codice identificativo per il Siciliano è proprio una
grave lacuna da colmare.

--
ale
http://www.sen.it

Marco Cimarosti

unread,
Jan 23, 2004, 10:52:47 AM1/23/04
to
Alessandro Riolo ha scritto:
> [...]

> BTW quel thread a cui hai risposto, con una certa latenza, per
> la verità, aveva una certa importanza, dacché mi è servito di
> ulteriore conferma nella decisione di presentare la richiesta
> alla Libreria del Congresso Statunitense (tramite
> http://www.loc.gov/standards/iso639-2/iso639-2form.html) perché
> aggiungessero il codice a 3 caratteri per la lingua Siciliana
> nello standard ISO 639-2.

Una precisazione: la Biblioteca (non "Libreria") del Congresso è un semplice
utente come tanti dello standard ISO 639-2, quindi non ha alcuna autorità
per modificarlo.

Le modifiche vanno richieste semmai all'ISO. Ma credo che la richiesta sia
ormai inutile: ho saputo che è in corso un progetto di revisione del 639-2
che, probabilmente, porterà all'inclusione in blocco dei codici di lingua
elaborati dal SIL (Summer Institute of Linguistics), che comprendono
senz'altro un codice per il siciliano (e anche di lingue ben meno diffuse).

Gli ultimi due documenti di questa pagina (autore Peter Constable) danno
maggiori informazioni su questa revisione in corso:

http://scripts.sil.org/cms/scripts/page.php?site_id=nrsi&item_id=PCUnicodeDocs&highlight=

> Per il Siciliano, infatti, non è ancora presente il
> codice identificativo, per cui i testi nelle biblioteche
> vengono allo stato attuale identificati con il codice
> dell'Italiano

Questo è comunque un uso sbagliatissimo dello standard! Il siciliano non è
italiano più di quanto lo sia, per dire, il portoghese.

Per le lingue che non hanno (ancora) un loro codice, l'ISO 639-2 prevede
degli appositi codici generici per *famiglie* linguistiche. Nel caso del
siciliano, le biblioteche dovrebbero usare il codice "roa" ("Romance
languages, other" = "lingue neolatine, altre"), come facemmo a suo tempo in
questa pagina:

http://www.columbia.edu/~fdc/pace

Ovviamente, anche il codice "roa" è un ripiego, in quanto non permette, per
esempio, di distinguere il siciliano da, per esempio, il lombardo, il
marsigliese, il sivigliano. Ma vuoi mettere la differenza fra scremare quei
pochi titoli che riguardano altre lingue vernacolari rispetto alla mission
impossible di dover escludere le migliaia di titoli che riguardano una
lingua letteraria nazionale come l'italiano?

> (il che ultimamente mi ha creato non pochi grattacapi). Se ti
> figuri che anche il Napoletano ha il suo proprio codice (nap),
> nonostante in realtà siano ben pochi quelli che lo considerino
> una lingua invece che un dialetto,

Quest'affermazione non ha molto senso, IMHO: tutti i dialetti sono lingue.
Una lingua si chiama "dialetto" quando si vuole evidenziare la sua
appartenenza a una certa famiglia linguistica: "L'italiano è una lingua, il
siciliano è lingua, ed entrambe queste lingue sono dialetti neolatini, più
precisamente, dialetti italiani."

Semmai, si può dire che non tutte le lingue sono dialetti: se una lingua è
isolata, cioè non fa parte di alcuna famiglia linguistica, non ha senso
chiamarla "dialetto".

> la mancanza del codice identificativo per il Siciliano è
> proprio una grave lacuna da colmare.

Decisamente, ma ci stanno arrivando.

Ciao.
Marco


--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Paolo Bonardi dalla Dinamica Modernita' e Futurista

unread,
Jan 23, 2004, 11:02:28 AM1/23/04
to
marco.c...@europe.com (Marco Cimarosti) wrote:

> porterà all'inclusione in blocco dei codici di lingua elaborati dal
> SIL (Summer Institute of Linguistics), che comprendono senz'altro un
> codice per il siciliano (e anche di lingue ben meno diffuse).

A proposito: come andò poi a finire la questione del Viva e dell'Abbasso?

P.
--
Passo lento, disinvolto e spensierato degli alpini che marciano
cantando sotto le parabole successive e accanite degli shrapnels.

Alessandro Riolo

unread,
Jan 23, 2004, 2:47:16 PM1/23/04
to

"Marco Cimarosti" wrote:
> Una precisazione: la Biblioteca (non "Libreria")

gotcha :-)

> del Congresso è un semplice utente come tanti dello standard
> ISO 639-2, quindi non ha alcuna autorità per modificarlo.

Non esattamente. Gestiscono le modifiche allo standard per conto
dell'ISO.

--
ale
http://www.sen.it

Pierpaolo BERNARDI

unread,
Jan 25, 2004, 3:50:51 AM1/25/04
to
"Paolo Bonardi dalla Dinamica Modernita' e Futurista" <p140N...@newsfeeds.com> ha scritto nel messaggio
news:burgil$lcpnf$1...@ID-27084.news.uni-berlin.de...

> marco.c...@europe.com (Marco Cimarosti) wrote:
>
> > porterà all'inclusione in blocco dei codici di lingua elaborati dal
> > SIL (Summer Institute of Linguistics), che comprendono senz'altro un
> > codice per il siciliano (e anche di lingue ben meno diffuse).
>
> A proposito: come andò poi a finire la questione del Viva e dell'Abbasso?

Abbiamo trovato pochissima documentazione,
e a volte contraddittoria.

Ripropongo i filoni originali, nel caso che ci sia qualcuno
all'ascolto, che non c'era a suo tempo:

http://groups.google.com/groups?q=bernardi+cimarosti+abbasso+unicode
http://groups.google.com/groups?q=bonardi+egregioni+fotografici+viva

Ciao
P.

Marco Cimarosti

unread,
Jan 26, 2004, 5:29:05 AM1/26/04
to
Pierpaolo BERNARDI ha scritto:

> "Paolo Bonardi dalla Dinamica Modernita' e Futurista"
> > A proposito: come andò poi a finire la questione del Viva e
> > dell'Abbasso?
>
> Abbiamo trovato pochissima documentazione,
> e a volte contraddittoria.
>
> Ripropongo i filoni originali, nel caso che ci sia qualcuno
> all'ascolto, che non c'era a suo tempo:

E, per rispondere alla domanda del Bonardi, direi che la cosa è finita in
niente...

Se ben ricordo, decidemmo che era inutile proporre un carattere per il
simbolo di "viva" in quanto la normale "W" maiuscola fa perfettamente al
caso.

Eravamo quindi in procinto di proporre il solo simbolo di "abbasso" quando
qualcuno ci disse che era già stata proposta una "W" maiuscola capovolta,
che doveva servire come maiuscola corrispondente al carattere U+028D ("LATIN
SMALL LETTER TURNED W": una lettera dell'Alfabeto Fonetico Internazionale
che, a quanto pare, è entrata a far parte della normale ortografia di non so
quale lingua africana).

Di quella proposta, però, non trovo più traccia: non vedo il carattere in
questione nell'Unicode 4.0.1 né nella "roadmap" dei caratteri in fase di
discussione. O la proposta è stata cassata, o non è mai stata realmente
presentata.

Che si fa, si torna alla carica o si fa finta di nulla?

Pierpaolo BERNARDI

unread,
Jan 26, 2004, 8:50:06 AM1/26/04
to

"Marco Cimarosti" <marco.c...@europe.com> ha scritto nel messaggio news:195Z223Z37Z50Y...@usenet.libero.it...

> Eravamo quindi in procinto di proporre il solo simbolo di "abbasso" quando
> qualcuno ci disse che era già stata proposta una "W" maiuscola capovolta,
> che doveva servire come maiuscola corrispondente al carattere U+028D ("LATIN
> SMALL LETTER TURNED W": una lettera dell'Alfabeto Fonetico Internazionale
> che, a quanto pare, è entrata a far parte della normale ortografia di non so
> quale lingua africana).

Se ti riferisci alla mail di Peter Constable¹, aveva intenzione di
proporre qualcosa di simile, ma non la nostra /\/\. A me sembra
che lui intendesse solo dire che non vedeva ostacoli di principio,
oppure, ottimisticamente, che potevamo aggregarci alla sua
proposta.

Possiamo risentirlo e chiedergli che fine ha fatto la sua idea.

> Che si fa, si torna alla carica o si fa finta di nulla?

Boh.

In effetti, questo carattere è legittimo e prima o poi
dovrà essere incluso. Però la documentazione che
abbiamo trovato finora è poca cosa.

Io sto sempre in campana, ma finora l'unico esempio
tipografico che è saltato fuori è il Devoto-Oli, gli altri
sono manoscritti.

Ciao
P.

¹ I am not aware of any language that is written using this character
[cioè /\/\. NdP]. I am aware, however, of languages that use uppercase
versions of some of the other characters in this block that are not yet in
Unicode. ... I would intend to unify the lowercase pairs to the newly
proposed characters with the characters in the IPA Extensions. I don't
see any reason not to suggest the same for upside-down W.

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