Gli scultori classici, quelli bravi, non commettevano errori
nello scolpire il marmo, le loro statute risultavano scolpite
- si fa per dire - in un sol colpo.
A differenza dei meno bravi che a volte dovevano correggere
incisioni mal fatte facendo otturazioni con cera che veniva poi
ricoperta con polvere di marmo.
Le prime - quelle buone, quelle che non nascondevano
errori - erano sculture "sine cera", donde il nostro "sincera".
Sar� vero oppure no?
Bruno
> Sar� vero oppure no?
come tutti i libri bufala del suddetto.
Se mai il sine cera si riferisce al miele puro, gli scultori non si vede
come possano far parte del quadro. Comunque ci sono altre ventilate
origini (simplex cerus, simul cerus...)
http://www.etimo.it/?term=sincero&find=Cerca
--
P�s g�r ho ait�n lamb�nei, ka� ho zet�n heur�skei, ka� t� kro�onti
anoig�setai
(Euagg�lion kat� Lo�kan 11,10)
> come tutti i libri bufala del suddetto.
> Se mai il sine cera si riferisce al miele puro, gli scultori non si vede
> come possano far parte del quadro. Comunque ci sono altre ventilate
> origini (simplex cerus, simul cerus...)
> http://www.etimo.it/?term=sincero&find=Cerca
Lo Zingarelli propone la radice "sem" (unico) e "cerus" (da "cresco"), per
indicare qualcosa di genuino, puro, non alterato.
Yours sincerely,
Epy
---
"... nel fiume vedo galleggiare una foglia
portata via dalla vita,
ma so che naviga verso le stelle...
Sincerit�, questo � il nome che vorrei dare a te.
Sincerit�, questo � il nome che vorrei io da te..."
http://www.youtube.com/watch?v=xJRPQ7P6hQo
(cit. sincera, ma scocciante)
Non ho letto l'ultimo né ho la minima intenzione di buttarci oltre 20
euro per comprarlo.
--
Armando di Matteo <a r m y ONE NINE EIGHT SEVEN AT e m a i l DOT i t>
Vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole; più non dimandare.
[ T H I S S P A C E I S F O R R E N T ]
Chi è Dan Brown?
Pare che gli scultori non disdegnassero l'uso di strumenti varj
(tipo pantografi) per non sbagliare poi con lo scalpello.
Con quel che costa il marmo, altro che sbagli corretti a cera.
Prima si fa un modello, lo si riporta sul pezzo di marmo facendo
tanti fori a misura col trapano, si sgrossa, poi si finisce,
infine si liscia.
Nessun "al primo colpo".
My 2¢.
--
"I love California. I practically grew up in Phoenix."
-- Dan Quayle
snip
> Pare che gli scultori non disdegnassero l'uso di strumenti varj
> (tipo pantografi) per non sbagliare poi con lo scalpello.
>
> Con quel che costa il marmo, altro che sbagli corretti a cera.
>
> Prima si fa un modello, lo si riporta sul pezzo di marmo facendo
> tanti fori a misura col trapano, si sgrossa, poi si finisce,
> infine si liscia.
>
> Nessun "al primo colpo".
>
> My 2¢.
>
Questo gesso, straordinario per la sensibilità plastica della posa e la resa
del panneggio, reca ancora intatte le repère, tracce di quel particolare
processo creativo che diede origine a molti dei capolavori di Canova. Con il
disegno, l'artista sviluppava un pensiero della scultura che veniva poi
concretizzato in un bozzetto in scala ridotta, per lo più in terracotta e,
in seguito, in un modellino che permetteva uno studio più approfondito della
composizione. Tappa successiva era la realizzazione di un modello a
grandezza naturale, in creta, da cui, con il metodo della forma persa, era
possibile generare il modello definitivo, in gesso; nei punti chiave di tale
modello venivano fissate quelle repère (chiodini metallici usati come veri e
propri punti di riferimento) che permettevano agli aiutanti di bottega, con
appositi strumenti, di trasferire le misure della scultura sul blocco di
marmo prescelto e di sbozzarlo. L'opera, così lavorata, veniva poi affidata
alle cure di Canova, per ricevere ciò che egli stesso chiamava ultima mano,
cioè la rifinitura dell'artista.
(Fonte: www.villacarlotta.it)
S.S.S
che sono le repasre?
--
P�s g�r ho ait�n lamb�nei, ka� ho zet�n heur�skei, ka� t� kro�onti
anoig�setai
(Euagg�lion kat� Lo�kan 11,10)
> che sono le repasre?
Sarebbero le "rep�re" ...
Padre, le vocali accentate del Sapientissimo io le vedo giuste, in compenso
non sono riuscito a reperire sul dizionario il termine "rep�ra", ma immagino
che non possa trattarsi di "pera ripetuta", dal momento che il sostantivo
"pera" ha la "�" chiusa.
Non sar� mica l'infinito, scritto con l'accento spostato, del verbo
"r�pere", che vuol dire "serpeggiare", "strisciare come una serpe"?
Non lo sapremo mai.
Mi benedica.
Epimeteo
---
"... dorme un teatro,
il sangue finto per il sogno di Vittorio,
rosso come il vino del sipario�
Ei p�ra� p�ra..."
http://www.youtube.com/watch?v=rmESz_3N7rs
(cit. perequata)
Punto di r�pere si usa in medicina, per indicare un punto particolare di una
parte del corpo che occorre trovare per eseguire una manovra o un
intervento. Derivera' dal latino reperio?
Antonio
> Punto di rèpere si usa in medicina, per indicare un punto particolare di una
> parte del corpo che occorre trovare per eseguire una manovra o un
> intervento. Derivera' dal latino reperio?
repere
repère 〈rëpèer〉 s. m., fr. [alteraz. di repaire «luogo di ritiro» (der.
di repairier «tornare a casa», che è il lat. tardo repatriare, der. di
patria «patria»), secondo il lat. reperire «trovare»]. – 1. Contrassegno
per ritrovare un allineamento, una distanza, ecc. (cfr. l’espressione
point de repère «punto di riferimento»: v. repere2). 2. Il numero di
controllo destinato ad autenticare la provenienza di un dispaccio in
cifra. (3cani)
--
Pâs gàr ho aitôn lambánei, kaì ho zetôn heurískei, kaì tô kroúonti
anoigésetai
(Euaggélion katà Loûkan 11,10)
> repere
> rep�re �?�rëpÚer�?� s. m., fr. [alteraz. di repaire �luogo di
> ritiro� (der. di repairier �tornare a casa�, che il lat. tardo
> repatriare, der. di patria �patria�), secondo il lat. reperire
> �trovare�]. 1. Contrassegno per ritrovare un allineamento, una
> distanza, ecc. (cfr. l'espressione point de rep�re �punto di
> riferimento�: v. repere2). 2. Il numero di controllo destinato ad
> autenticare la provenienza di un dispaccio in cifra. (3cani)
>
--
> Pare che gli scultori non disdegnassero l'uso di strumenti varj
> (tipo pantografi) per non sbagliare poi con lo scalpello.
pare dimostrato che Michelangelo a met� del lavoro cambi� il progetto
del Mos�, facendogli fare una mezza torsione del busto e spostando una
gamba
Non credo per� che abbia mai tappato buchi con la cera.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
A orecchio a me invece viene in mente il pi� semplice "reperire".
Trattandosi di punti di di riferimento, � opportuno ritrovarli, "reperirli".
In pratica sono chiodi metallici inseriti in molti punti del modello in
gesso.
Ignoravo questa tecnica fino a quando non ho visitato la mostra del
Canova a Forl� dove c'erano anche alcuni modelli cos� "chiodati" che
mi avvevano lasciato perplesso. In una sezione della mostra uno
scultore spiegava e dimostrava le tecniche di pantografia e cos�
ho potuto colmare un' altra piccola lacuna nel mio cammino verso
l'omnniscienza.
S.S.S.
> Le prime - quelle buone, quelle che non nascondevano
> errori - erano sculture "sine cera", donde il nostro "sincera".
>
> Sar� vero oppure no?
S�, certo.
Come "veritiera" viene da "molto tiera" (per� tiera � di etimologia
incerta).
k
> A orecchio a me invece viene in mente il pi� semplice "reperire".
fuochino, ma ancora non l'hai preso: vedi 3cani.
hint: viene dal francese.
Bella!
Come vedi, non occorre essere Dan Brown per essere dei bravi
etimologisti! :-))
k
Ma i chirurghi dicono il r�pere, i r�pere (forse la e stretta o larga
dipende dall'accento regionale), non il r�pere alla francese.
k
> Ma i chirurghi dicono il r�pere, i r�pere (forse la e stretta o larga
> dipende dall'accento regionale), non il r�pere alla francese.
Direi che sbagliano: per 3cani anche quello deriva dal francese
e va pronunciato piano (senza urlare)
> di cui la quale, 'verifica' vuol dire 'molto fica' (in senso buono)
>
>
Per quanto mi impegni non riesco a cogliere un possibile "senso cattivo"
dell'espressione. Sarᅵ il freddo...
Salute
Verde
--
"credo che le istituzioni bancarie siano piᅵ pericolose per le nostre
libertᅵ di quanto non lo siano gli eserciti permanenti. Se il popolo
americano permetterᅵ mai alle banche private di controllare l'emissione
del denaro, dapprima attraverso l'inflazione e poi con la deflazione, le
banche e le compagnie che nasceranno intorno alle banche priveranno il
popolo dei suoi beni finchᅵ i loro figli si ritroveranno senza nemmeno
una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato"
Thomas Jefferson
> Punto di r�pere si usa in medicina, per indicare un punto particolare di
> una parte del corpo che occorre trovare per eseguire una manovra o un
> intervento. Derivera' dal latino reperio?
I miei dizionari e le mie enciclopediette in lingua italiana non riportano
"rep�ra" o "rep�re", mentre il mio dizionario Boch di francese riporta
"rep�re" (sostantivo maschile, con il significato di "contrassegno",
"riferimento") insieme al verbo "rep�rer" (contrassegnare, localizzare,
individuare).
Con la stessa etimologia (il verbo latino "reperio, repperi o reperi,
repertum, reperire", "trovare, scoprire, inventare") in italiano si trovano
"reperire", "reperto", "repertorio", e anche "repertare" ("produrre come
reperto").
Ciao.
Epimeteo
---
"...ho perso le parole
eppure ce le avevo qua un attimo fa,
dovevo dire cose,
cose che sai,
che ti dovevo,
che ti dovrei..."
http://www.youtube.com/watch?v=OVOaHJnEa3M
(cit. irreperibile)
> I miei dizionari e le mie enciclopediette in lingua italiana non riportano
> "rep�ra" o "rep�re", mentre il mio dizionario Boch di francese riporta
> "rep�re" (sostantivo maschile, con il significato di "contrassegno",
> "riferimento") insieme al verbo "rep�rer" (contrassegnare, localizzare,
> individuare).
E' na giornata che vi ho segnalato il Treccani che riporta l'etimologia
dal francese. In italiano viene da l�, che poi il francese rep�re venga
da reperio o da reparo (� questo) � altra cosa.
S�, per� in italiano � "r�pere" non rep�re.
r�pere2 s. m. � Nella locuz. del linguaggio medico punto di r�pere,
rifatta sul fr. point de rep�re (v. rep�re) �punto di riferimento�
(l�accento della forma ital. � dovuto all�influsso del lat. reperire
�trovare�: reperio, repe(ris, ecc.): si usa per indicare, in chirurgia,
aree cutanee di limitate dimensioni, corrispondenti a formazioni
anatomiche facilmente riconoscibili (per es., rilievi ossei), di cui si
serve il medico o il chirurgo a scopo orientativo (per praticare
punture, incisioni, ecc.).
k
> S�, per� in italiano � "r�pere" non rep�re.
Sb�gliato. In arte si dice rep�re.
L'etximologia del termine medico � la stessa. Sono i medici che
pronunciano male (ok, l'uso, ma � settoriale):
"(...) rifatta sul fr. point de rep�re (v. rep�re) �punto di
riferimento� (l�accento della forma ital. � dovuto all�influsso del lat.
reperire �trovare�"
Peccato che reperire c'entri di striscio, visto che il francese viene
dal lat repatriare = ritrovare.
(da rep�re)
fr. [alteraz. di repaire �luogo di ritiro� (der. di repairier �tornare
a casa�, che � il lat. tardo repatriare, der. di patria �patria�),
secondo il lat. reperire �trovare�]. � 1. Contrassegno per ritrovare un
allineamento, una distanza, ecc. (cfr. l�espressione point de rep�re
�punto di riferimento�:
D'accordo, ma lo riporta il Treccani!
Presto qualcuno si affretter� a copiare e, col tempo, si dir�: r�pere
(rep�re antico o poco usato)... come � accaduto con abbecedario!
Anzi peggio, perch� abecedario lo dicono ancora in molti. :-)
k