> Klaram, 14:23, sabato 7 novembre 2009: >> ADPUF ha scritto: >>> abc, 09:27, venerdì 6 novembre 2009: >>>> Sempre riguardo a questa notizia, segnalo il titolo >>>> cacofonico "Scontro tra treni" nella homepage de "La stampa" >>> "Scontro tra tre triremi" >>> (da: Pireo oggi) >> Sulla rotta Trinacria-Trebisonda. > Passando per Tripoli.
Karla si è dimenticata di dire che una delle tre triremi era partita da Trapani e trasportava tre tigri.
> Invece di continuare a rompervi gli zebedei reciprocamente e a tuttu i > poveiclisti, potrebbero le signorie vostre spiegare quali siano i sistemi > di sicurezza che impediscano ad un locomotore di muoversi senza un > macchinista a bordo, se siano automatici o no e se e come possano > essere disinseriti ? Almeno ci faremmo un'idea sulle possibili alternative > al killeraggio.
E' Enrico quello che se ne intende di treni. Io non me ne intendo.
Io so solo ragionare dal punto di vista tecnico e la soluzione tecnica al problema sarebbe banale. Banale come determinare la presenza di una persona seduta o in piedi come fanno i sedili di molte automobili e le scale mobili. Banale sarebbe anche verificare l'integrità di un convoglio, la corretta rotazione delle ruote, l'assenza di vibrazioni fuori norma, la chiusura perfetta delle porte, il binario libero. Enrico sostiene che si può far poco contro la stupidità umana. E' vero che si può far poco, ma spesso quel poco sarebbe sufficiente contro molte disattenzioni umane. Ne sono esempi le doppie porte negli ascensori (si usano anche nelle metropolitane), i sistemi ESP delle auto, la sicura a termocoppia dei fornelli a gas, il salvavita, i termostati di sicurezza, i parapetti sul Grand Canyon...
Ci sta pure il predellino che esce dalla carrozza del treno fino al marciapiede e ci starebbe il blocco di un treno che non marcia regolarmente con porte chiuse, tutti i vagoni alla stessa velocità, velocità adatta al tratto, binario libero davanti, macchinista presente.
> Dicono che la posizione migliore (più sicura) dei sedili degli > aerei sarebbe fronte verso la coda.
Io, se posso, scelgo il centro, vicino alle uscite di sicurezza. Il senso di marcia contrario non me lo posso permettere.
> E se potessero gli ingegneri aeronautici farebbero volentieri a > meno dei finestrini, che indeboliscono e appesantiscono la > cellula.
Però guardando fuori puoi comprendere meglio il pericolo. Tant'è che in caso di emergenza dovresti guardare fuori prima di uscire, anche per decidere da che parte uscire.
> Ma a chi piacerebbe viaggiare a marcia indietro in un tubo?
Lo fanno milioni di persone ogni giorno nelle metropolitane.
> Io so solo ragionare dal punto di vista tecnico e la soluzione > tecnica al problema sarebbe banale. Banale come determinare la > presenza di una persona seduta o in piedi come fanno i sedili > di molte automobili e le scale mobili. Banale sarebbe anche > verificare l'integrità di un convoglio, la corretta rotazione > delle ruote, l'assenza di vibrazioni fuori norma, la chiusura > perfetta delle porte, il binario libero. Enrico sostiene che > si può far poco contro la stupidità umana. E' vero che si può > far poco, ma spesso quel poco sarebbe sufficiente contro molte > disattenzioni umane. Ne sono esempi le doppie porte negli > ascensori (si usano anche nelle metropolitane), i sistemi ESP > delle auto, la sicura a termocoppia dei fornelli a gas, il > salvavita, i termostati di sicurezza, i parapetti sul Grand > Canyon...
> Ci sta pure il predellino che esce dalla carrozza del treno > fino al marciapiede e ci starebbe il blocco di un treno che > non marcia regolarmente con porte chiuse, tutti i vagoni alla > stessa velocità, velocità adatta al tratto, binario libero > davanti, macchinista presente.
> ADPUF: >> Dicono che la posizione migliore (più sicura) dei sedili >> degli aerei sarebbe fronte verso la coda.
> Io, se posso, scelgo il centro, vicino alle uscite di > sicurezza. Il senso di marcia contrario non me lo posso > permettere.
Mi riferivo alla posizione dei sedili: rivolti all'indietro; non a quella dei passeggeri di cui non saprei dire quale sia la più sicura.
>> E se potessero gli ingegneri aeronautici farebbero volentieri >> a meno dei finestrini, che indeboliscono e appesantiscono la >> cellula.
> Però guardando fuori puoi comprendere meglio il pericolo. > Tant'è che in caso di emergenza dovresti guardare fuori prima > di uscire, anche per decidere da che parte uscire.
Per gli ingegneri questo è un aspetto di minor interesse. Credo che le domande che si fanno sono: "sai quanti kg si risparmierebbero per ogni oblò in meno?"
>> Ma a chi piacerebbe viaggiare a marcia indietro in un tubo?
> Lo fanno milioni di persone ogni giorno nelle metropolitane.
C'è sempre il finestrino che ti permette di vedere muri che scorrono...
Penso che si voglia evitare una specie di "effetto bara".
-- "Le mariage est la seule aventure ouverte aux lâches." -- Voltaire
> "ADPUF" <flyhun...@mosq.it> ha scritto nel messaggio >> Klaram, 14:23, sabato 7 novembre 2009: >>> ADPUF ha scritto: >>>> abc, 09:27, venerdì 6 novembre 2009: >>>>> Sempre riguardo a questa notizia, segnalo il titolo >>>>> cacofonico "Scontro tra treni" nella homepage de "La >>>>> stampa"
>>>> "Scontro tra tre triremi" >>>> (da: Pireo oggi)
>>> Sulla rotta Trinacria-Trebisonda.
>> Passando per Tripoli.
> Karla si è dimenticata di dire che una delle tre triremi era > partita da Trapani e trasportava tre tigri.
E un'altra trasportava trifoglio tritato, di cui c'è gran richiesta.
(Ma le triremi sono navi da guerra, non da carico!)
> "... dammi tre parole, > sole, cuore, amore, > dammi un bacio che non fa parlare..." > (cit. trita e ritrita)
Il tritatritolo è un mestiere a rischio.
-- "Troppi pezzi di musica finiscono troppo dopo la fine." -- Igor Stravinskij
> > Io, se posso, scelgo il centro, vicino alle uscite di > > sicurezza. Il senso di marcia contrario non me lo posso > > permettere.
> Mi riferivo alla posizione dei sedili: rivolti all'indietro;
Anch'io. I sedili al contrario sono solo quelli dei lettini di prima classe.
> > Però guardando fuori puoi comprendere meglio il pericolo. > > Tant'è che in caso di emergenza dovresti guardare fuori prima > > di uscire, anche per decidere da che parte uscire.
> Per gli ingegneri questo è un aspetto di minor interesse.
Non mi pare che la sicurezza sia di minore interesse.
> Credo che le domande che si fanno sono: > "sai quanti kg si risparmierebbero per ogni oblò in meno?"
Anche. Dopotutto solo un piccolo numero degli 800 passeggeri può vedere fuori.
> >> Ma a chi piacerebbe viaggiare a marcia indietro in un tubo?
> > Lo fanno milioni di persone ogni giorno nelle metropolitane.
> C'è sempre il finestrino che ti permette di vedere muri che > scorrono...
A Milano, Londra e New York non si vede alcunché se non sei in stazione.
Certo: li prendo con tranquillità perché più sicuri di quelli a guida umana. Una delle più lunghe e inverosimili discussioni che ho mai avuto su NG è stata con un esperto di treni che negava risolutamente che esistessero ferrovie con treni senza conducente.
All'epoca non esisteva (o ignoravo) Wikipedia, per cui fui costretto a far tesoro della mia esperienza personale di viaggiatore della DLR di Londra. Mi fu risposto che "train" non indica treno e che "light railway" non è assimilabile a "ferrovia". A proposito della voce di Wikipedia che citi, mi scoccia non poco notare l'omissione della metropolitana torinese.
> Certo: li prendo con tranquillità perché più sicuri di quelli > a guida umana. > Una delle più lunghe e inverosimili discussioni che ho mai > avuto su NG è stata con un esperto di treni che negava > risolutamente che esistessero ferrovie con treni senza > conducente.
> All'epoca non esisteva (o ignoravo) Wikipedia, per cui fui > costretto a far tesoro della mia esperienza personale di > viaggiatore della DLR di Londra. Mi fu risposto che "train" > non indica treno e che "light railway" non è assimilabile a > "ferrovia". A proposito della voce di Wikipedia che citi, mi > scoccia non poco notare l'omissione della metropolitana > torinese.
Add it!
Probabilmente i costi sono elevati ed ammortizzati solo su linee ad altissima capacità.
-- "If my film makes one more person miserable, I'll feel I've done my job." -- Woody Allen
>>>>> "Scontro tra tre triremi" >>>> Sulla rotta Trinacria-Trebisonda. >>> Passando per Tripoli. >> partita da Trapani e trasportava tre tigri. > E un'altra trasportava trifoglio tritato, di cui c'è gran richiesta.
Beh a Marsiglia in un ristorante su una lavagnetta ho visto annunciare una serie di piatti con un aggettivo di cui non ricordo la grafia esatta (tripaire ?) ma che ho interpretato come "trippiero". Non si riferiva pero' solo a frattaglie, ma anche a cose come piedini o musetti.
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> Beh a Marsiglia in un ristorante su una lavagnetta ho visto annunciare > una serie di piatti con un aggettivo di cui non ricordo la grafia esatta > (tripaire ?) ma che ho interpretato come "trippiero". Non si riferiva > pero' solo a frattaglie, ma anche a cose come piedini o musetti.
"-aire" è una desinenza tipicmente occitana: paire, fraire, parlaire, (parlante) ecc.; anche i cognomi in -aire generalmente sono occitani. Nel provenzale alpino per "tripa" si intende tutto l'addome dell'animale, "tripas" è la trippa.
> Beh a Marsiglia in un ristorante su una lavagnetta ho visto annunciare > una serie di piatti con un aggettivo di cui non ricordo la grafia esatta > (tripaire ?) ma che ho interpretato come "trippiero". Non si riferiva > pero' solo a frattaglie, ma anche a cose come piedini o musetti.
Credo che "tripaire" in francese non esista, ma potrebbe essere "tripier", che vuol dire "trippaio" o "trippaiolo".
Epimeteo <e...@tin.it> wrote: > > Beh a Marsiglia in un ristorante su una lavagnetta ho visto annunciare > > una serie di piatti con un aggettivo di cui non ricordo la grafia esatta > > (tripaire ?) ma che ho interpretato come "trippiero". Non si riferiva > > pero' solo a frattaglie, ma anche a cose come piedini o musetti.
> Credo che "tripaire" in francese non esista, ma potrebbe essere "tripier", > che vuol dire "trippaio" o "trippaiolo".
Maurizio Pistone <scriv...@mauriziopistone.it> wrote: > se è a Marsiglia, potrebbe essere occitano
ho trovato una pagina della Wiki in catalano, dove si parla di cucina occitana. Compare il termine tripous, che però indica un piatto dell'Auvergne, che ha una cucina - ed una lingua - un po' diversa da quella dell'Occitania mediterranea.
On Wed, 11 Nov 2009, Epimeteo wrote: > Credo che "tripaire" in francese non esista, ma potrebbe essere "tripier",
Probabile. Iniziava per trip- e NON era occitano. In ogni caso non listava frattaglie e trippe, ma cose come piedini e c.
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>> Credo che "tripaire" in francese non esista, ma potrebbe essere >> "tripier",
> Probabile. Iniziava per trip- e NON era occitano. > In ogni caso non listava frattaglie e trippe, ma cose come piedini e c.
Se non era occitano potrebbe essere "tripaille"? "Tripaille" corrisponde al nostro "frattaglie", ma può anche comprendere mammelle, testina e forse pure piedino.
Non saprei trovare in italiano un termine che comprenda tutte queste parti.
LE COLIS TRIPAILLE: 1 kg tétine de vache – 1 kg rognon blanc – 2 kg tête de veau – 2 kg langue de bœuf – 1 kg gras double – 0.5 kg rognon de veau – 1 kg foie de porc– 0.5 kg cœur de porc – 0.5 kg cervelle – 0.5 mou de porc ou veau.
>> Beh a Marsiglia in un ristorante su una lavagnetta ho visto >> annunciare una serie di piatti con un aggettivo di cui non >> ricordo la grafia esatta (tripaire ?) ma che ho interpretato >> come "trippiero". Non si riferiva pero' solo a frattaglie, ma >> anche a cose come piedini o musetti.
> "-aire" è una desinenza tipicmente occitana: paire, fraire, > parlaire, (parlante) ecc.; anche i cognomi in -aire > generalmente sono occitani. > Nel provenzale alpino per "tripa" si intende tutto l'addome > dell'animale, "tripas" è la trippa.
Allora hanno inventato loro il frigidaire? Un cassone di larice con due scomparti laterali per il ghiaccio prelevato direttamente sulle Alpi.
On Thu, 12 Nov 2009, ADPUF wrote: > Allora hanno inventato loro il frigidaire?
Credevo fosse genovese, u frigideiro :-)
> Un cassone di larice con due scomparti laterali per il ghiaccio > prelevato direttamente sulle Alpi.
La ghiacciaia la hanno inventata a Cazzago Brabbia, un pozzo di pietra con copertura a trullo, rivestito di paglia della palude e riempito col ghiaccio del lago di Varese. Visitati l'altro sabato (il ritorno adeguato al subject, anzi sarebbe meglio dire "stazioni fantasma")
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> Klaram, 13:37, mercoledì 11 novembre 2009: >> Giovanni Drogo ha scritto:
>>> Beh a Marsiglia in un ristorante su una lavagnetta ho visto >>> annunciare una serie di piatti con un aggettivo di cui non >>> ricordo la grafia esatta (tripaire ?) ma che ho interpretato >>> come "trippiero". Non si riferiva pero' solo a frattaglie, ma >>> anche a cose come piedini o musetti. >> "-aire" è una desinenza tipicmente occitana: paire, fraire, >> parlaire, (parlante) ecc.; anche i cognomi in -aire >> generalmente sono occitani. >> Nel provenzale alpino per "tripa" si intende tutto l'addome >> dell'animale, "tripas" è la trippa.
> Allora hanno inventato loro il frigidaire? > Un cassone di larice con due scomparti laterali per il ghiaccio > prelevato direttamente sulle Alpi.
Battista, la piuma!
Mi sembra che Drogo avesse proposto una parola che in francese non esiste. O no?