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'Che la festa cominci' Di Ammaniti

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Marco Z.

unread,
Nov 2, 2009, 8:41:31 AM11/2/09
to
Salve a tutti , come avevo promesso in un thread precedente ho terminato
il nuovo di Ammaniti e vi scrivo il mio parere.

Io dividerei il libro in due parti: preparativi della festa e festa vera
e propria.
La prima parte mi ᅵ piaciuta, gli darei un 7/10 come voto. Molto
simpatico e particolare il personaggio di Mantos , uno sfigato qualunque
che si vuole impegnare nella vita per fare qualcosa di buono. Solo che
il suo buono significa sacrificare qualcuno a satana. A me sto contrasto
ᅵ piaciuto molto. Mantos ragiona come un buono solo che arriva alle
conclusioni di un cattivo.
Meno particolare ᅵ l'altro personaggio chiave del romanzo: Fabrizio
Ciba. Uno scrittore 35enne , donnaiolo presuntuoso e molto egotico. Mi
sa tremendamente di autobiografia di Ammaniti. Ciba ᅵ il solito vip che
crede di esistere solo lui al mondo, ᅵ uno stereotipo di cui si sono
viste milioni di copie.
La seconda parte del libro purtroppo ᅵ confusionaria , si capisce ben
poco delle cause che portano al putiferio che si verifica alla festa.
Rassicuro chi temeva che Ammaniti volesse parlare ancora di fascisti,
per par condicio in questo libro parla di comunisti.
A questa seconda parte do come voto 5/10.

Una nota negativa che esula il racconto:
Il libro ᅵ stampato su carta riciclata ed ha la copertina morbida ma
nonostante questo costa 18 euro , un po' troppo a mio avviso.

In conclusione 6/10.

Alla prossima
Marco

I_AM_I

unread,
Nov 2, 2009, 12:01:43 PM11/2/09
to
Marco Z. ha scritto:

> Salve a tutti , come avevo promesso in un thread precedente ho terminato
> il nuovo di Ammaniti e vi scrivo il mio parere.

"- Allora non hai capito. Il tempo delle figure di merda ᅵ finito,
morto, sepolto. Se n'ᅵ andato per sempre con il vecchio millennio. Le
figure di merda non esistono piᅵ, si sono estinte come le lucciole.
Nessuno le fa piᅵ, tranne te, nella tua testa. Ma non li vedi a questi?
- Indicᅵ una massa che applaudiva Chiatti. - Ci ricopriamo di letame
felici come maiali in un porcile. Guarda me, per esempio -. Si alzᅵ in
piedi barcollando. Allargᅵ le braccia come a mostrarsi a tutti, ma gli
girᅵ la testa e si dovette sedere di nuovo. - Io mi sono specializzato a
Lione con il professor Roland Chateau-Beaubois, ho la cattedra a Urbino,
sono un primario. Guarda come sto ridotto. Secondo i vecchi parametri io
dovrei essere una figura di merda ambulante, un essere infrequentabile,
un cafone impaccato di soldi, un tossico, un personaggio spregevole che
si fa ricco delle debolezze di quattro carampane, eppure non ᅵ cosᅵ.
Sono amato e rispettato. Vengo invitato pure alla festa della Repubblica
al Quirinale e in ogni cazzo di trasmissione medica. [...] Quelle che tu
chiami figure di merda sono sprazzi di splendore mediatico che danno
lustro al personaggio e che ti rendono piᅵ umano e simpatico."


La settimana scorsa ᅵ uscito l'ultimo libro di Niccolᅵ Ammaniti. Si
chiama Che la festa cominci e l'ho finito in tre giorni tre. Segno che,
nonostante non m'abbia del tutto convinto, il lavoro si fa leggere
piuttosto bene, nella tradizione dei libri dello scrittore romano.

Ciᅵ che piᅵ mi rende perplesso riguardo a questo nuovo romanzo - mi
tolgo il dente e poi vado sparato - ᅵ il fatto che, dal promettentissimo
(e speciale) Ti prendo e ti porto via Ammaniti non sembra aver voglia di
cambiare registro. Io non ho paura ᅵ stata una piacevole deviazione
verso territori piᅵ "alti" (stile sobrio, scrittura pulita, tematiche
importanti), mentre Come Dio comanda, pur leggibilissimo, si adagiava di
nuovo sugli stessi binari di Ti prendo e ti porto via ma senza
possederne la stessa intensitᅵ. La nuova opera, stilisticamente
parlando, va ancora in quella direzione, la direzione del grottesco, del
marcio, della pateticitᅵ dell'essere umano, il tutto filtrato da un
linguaggio ultra-scarno, essenziale e, qualche volta, troppo povero.
Troppo cinematografico.

Che la festa cominci suona un po' come se il bellissimo racconto
L'ultimo capodanno dell'umanitᅵ (da Fango) fosse diventato adulto e
avesse cominciato a coltivare delle grandi ambizioni. La storia segue in
parallelo le vicende di un'improbabile e sgangherata setta satanica, Le
Beste di Abadon, e quelle del "giovane" e noto scrittore Fabrizio Ciba,
opportunista e falso ma pubblicamente stimato e ritenuto di estrema
sensibilitᅵ. I membri della setta e Ciba, per motivi diversi, vengono
invitati ad un festa immensa, piezza zeppa di VIP, una festa progettata
dalla mente megalomane di un potente imprenditore, Sasᅵ Chiatti, sorta
di novello Cesare che ha acquistato il parco di Villa Ada dal comune di
Roma per trasformarlo nel simbolo della propria esagerata ricchezza. La
festa non andrᅵ proprio secondo quelle che erano le previsioni e si
trasformerᅵ in un maelstrom pazzesco che Ammaniti sfrutterᅵ per deridere
senza pietᅵ vizi e costumi dell'Italia moderna, alludendo chiaramente a
situazioni politiche e sociali, ma senza mai dimostrare di tifare per
una fazione o l'altra. Tutti, indistintamente, meritano una presa per il
culo. Tutti perdono. Tutti piᅵ o meno si dimostrano viscidi, banali e
ridicoli.

Il romanzo, scegliendo un registro che piᅵ grottesco non si puᅵ, si
risolve dunque in una grande abbuffata di vanitᅵ e ipocrisie ma, pur
essendo a tratti molto divertente e vivace, non riesce a dissimulare il
proprio desiderio di voler essere qualcosa in piᅵ: feroce satira
sociale, innanzitutto. La scrittura di Ammaniti tiene ben salda in mano
la prima parte ma ᅵ forse un tantino frettolosa e confusa nella seconda
metᅵ, quella della festa, che non esce cosᅵ vivida come presumibilmente
si voleva. Troppa voglia di stupire con l'intreccio, poca attenzione
alla forma.

Un libro divertente (la distruzione ideologica delle sette sataniche,
per esempio ᅵ da Nobel: della pace e della letteratura) ma, come
anticipato, da Ammaniti mi aspettavo un passo in avanti, verso qualche
altra parte. Qualsiasi altra parte. Forse, come succede allo scrittore
Ciba, anche a lui tutti chiedono con insistenza di scrivere il Grande
Romanzo. E' impossibile non pensare che nel personaggio di Ciba ci sia
tanta, ma tanta autoironia (e forse anche autocritica). Comincio a
sospettare che Ammaniti non lo farᅵ mai, il Grande Romanzo. Ma solo
perchᅵ deve divertirsi un mondo a buttar giᅵ cose come questo Che la
festa cominci. Chissᅵ che non abbia, in fin dei conti, ragione lui: i 44
paesi in cui i suoi libri vengono tradotti sono, ad essere sinceri, un
buon punto a suo favore.

(dal mio umile blog: http://some1elsenotme.splinder.com/)

G.
--
"In every place with a name/ we play the same territorial game/
hiding behind the lines/ sending out warning signs"
Rush, "Territories"

Nicola Pasa

unread,
Nov 3, 2009, 9:49:27 AM11/3/09
to
Marco Z. ha scritto:

cut

> Una nota negativa che esula il racconto:

> Il libro � stampato su carta riciclata ed ha la copertina morbida ma

> nonostante questo costa 18 euro , un po' troppo a mio avviso.

All'Esselunga costa 15 e 30.

> In conclusione 6/10.

Lo legger� comunque, Amanniti � uno dei pochi scrittori italiani
contemporanei
che apprezzo.

> Alla prossima
> Marco

Grazie a te.

--
Nicola Pasa
La distruzione � parte del processo creativo.


http://www.nicolapasa.it
http://www.nicolapasa.com

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Marco Z.

unread,
Nov 5, 2009, 5:04:50 AM11/5/09
to
Nicola Pasa ha scritto:

> Lo legger� comunque, Amanniti � uno dei pochi scrittori italiani
> contemporanei
> che apprezzo.
>

A costo di attirarmi le critiche pi� svariate, concordo con quello che
dici . Ammaniti mi piace, ho adorato branchie, fango e Io non ho paura.
Un po' meno mi sono piaciuti gli altri.

Visto che ci troviamo dico pure che anche Baricco mi piace. Novecento
l'avr� letto almeno 10 volte.

Ciao Ciao
Marco

Nicola Pasa

unread,
Nov 5, 2009, 9:34:03 AM11/5/09
to
Marco Z. ha scritto:

> Nicola Pasa ha scritto:

> > Lo legger� comunque, Amanniti � uno dei pochi scrittori italiani
> > contemporanei
> > che apprezzo.
> >

> A costo di attirarmi le critiche pi� svariate,

Perch� ? C'� qualcuno in questo ng che discute la grandezza di narratore
di
Ammaniti ?
cut

> Visto che ci troviamo dico pure che anche Baricco mi piace. Novecento
> l'avr� letto almeno 10 volte.

No, qui non ci troviamo proprio, Baricco � insopportabile come scrittore,
trovo invece che sia uno straordinario affabulatore orale, dovrebbe
dedicarsi al teatro e alla televisione.
Preciso che di Baricco ho letto Oceano mare e Castelli di rabbia,
trovandoli
entrambi superflui.

> Ciao Ciao
> Marco
Ciao

Marco Z.

unread,
Nov 5, 2009, 10:57:49 AM11/5/09
to
Nicola Pasa ha scritto:

> Perch� ? C'� qualcuno in questo ng che discute la grandezza di narratore
> di
> Ammaniti ?
> cut

Parlando di tutti gli scrittori che tirano se dici che ti piace ti danno
addosso , se dici che non ti piace sei un intelletualoide.

> No, qui non ci troviamo proprio, Baricco � insopportabile come scrittore,
> trovo invece che sia uno straordinario affabulatore orale, dovrebbe
> dedicarsi al teatro e alla televisione.
> Preciso che di Baricco ho letto Oceano mare e Castelli di rabbia,
> trovandoli entrambi superflui.

Invece ci troviamo eh eh eh. Hai citato i peggiori due libri di Baricco,
pensa che oceano mare non l'ho neanche terminato.
Ti consiglio con tutto il cuore "Novecento" che pi� che un libro � ,
come afferma Baricco stesso, un monologo teatrale. Sono circa 50 pagine
al costo di 4 euro. Poi se ti dovesse piacere leggi Seta e Questa
Storia. Anche "Seta" � pi� un copione che un libro, mentre "Questa
Storia" a mio avviso � il suo unico romanzo valido.
Perch� allora ho affermato che Baricco mi piace ? Per me sono bastati
questi tre titoli validi per farmelo apprezzare. Se poi non lo si fosse
ancora capito considero "Novecento" un vero capolavoro, ci sono alcune
scene che rimarrano piacevolmente con me per sempre.
Attenzione !!! Nel caso ne avessi visto l'orrida trasposizione
cinematografica "La leggenda del pianista sull'oceano" , per favore
dimenticala.


Un saluto
Marco

Nicola Pasa

unread,
Nov 6, 2009, 2:32:50 PM11/6/09
to
I_AM_I ha scritto:

cut
> Comincio a
> sospettare che Ammaniti non lo far� mai, il Grande Romanzo. Ma solo
> perch� deve divertirsi un mondo a buttar gi� cose come questo Che la
> festa cominci. Chiss� che non abbia, in fin dei conti, ragione lui: i 44

> paesi in cui i suoi libri vengono tradotti sono, ad essere sinceri, un
> buon punto a suo favore.

Ma chi se ne importa se non scrive il grande romanzo, a me diverte un
sacco e
questo mi basta.

michela.so...@gmail.com

unread,
Nov 10, 2009, 3:48:04 AM11/10/09
to
On 2 Nov, 14:41, "Marco Z." <marco.zampare...@libero.itNOSPAM> wrote:
ho terminato
>   il nuovo di Ammaniti e vi scrivo il mio parere.

Io stamattina!
>
>
> La prima parte mi è piaciuta, gli darei un 7/10 come voto.
concordo!

> La seconda parte del libro purtroppo è confusionaria , si capisce ben


> poco delle cause che portano al putiferio che si verifica alla festa.

nooooooooooo!!!! è quella che ho preferito!!! ho ritrovato l'Ammaniti
che piace a me!!!! un'artista nello splatter surreale!

> A questa seconda parte do come voto 5/10.

9/10 assolutamente!
>

> Il libro è stampato su carta riciclata ed ha la copertina morbida ma


> nonostante questo costa 18 euro , un po' troppo a mio avviso.

è così per molti titoli purtroppo per noi. :(
>
> In conclusione 6/10.

per me nel suo genere: 8/10
>
> Alla prossima
> Marco

e quale sarà la tua prossima?

buona giornata

Michela

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