Finalmente, a pagina 363 de Il manoscritto di Missolungi, Lord Byron �
andato al creatore. Del resto essendo lui l'immaginario estensore del
manoscritto, l'unico modo di chiudere era che crepasse.
Bel libro per carit�, ma racchiuso in un atmosfera un po' ovattata e a
tratti rarefatta da cui un lettore del terzo millennio si sente
inevitabilmente distante. Si fatica ad esempio a credere che si vivesse
allora con tanta disinvoltura la cornifcazione coniugale e non � chiaro se
l'intento di Prokosch sia di far passare Byron per uno stronzo, quale
probabilmente era come la maggior parte della sua schiatta, oppure
umanizzarlo e renderlo pi� simile ad un qualsiasi uomo moderno,
tendenzialmente puttaniere come i politici nostrani.
In sostanza, un libro che parla di poesia e di sesso e a me la poesia non
piace ed il sesso preferisco praticarlo che leggerne.
Bello ma non avvincente, infatti ci ho messo un eternit� a finirlo.
Frederic Prokosch, Il manoscritto di Missolungi, Adelphi.
Saluti.
Luciano