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obizza

unread,
Dec 31, 2009, 10:29:01 PM12/31/09
to
fallisce il principio di casualita' l'effetto produce la causa.

Mi fareste degli esempi in tal senso ???

Grazie.


seb11GET...@fastwebnet.it

unread,
Jan 1, 2010, 4:57:56 AM1/1/10
to
obizza wrote:

causa ed effetto presuppongono il tempo, cioè il "prima" ed il "dopo" ...
Noi non conosciamo i fenomeni e le cose "in sé", ma come avvengono tramite
la percezione dei nostri sensi che ovviamente sono interpretati e coordinati
dal cervello. Per percezioni sensoriali non intendo solo ciò che è diretto,
ma anche l'enorme "mondo di concetti" che il nostro cervello ha costruito
nei millenni tramite strumenti e mezzi materiali ... Il concetto di terra
sferica -- PER ESEMPIO -- non è certo legato alla nostra percezione visiva
di una sfera, ma all'insieme di percezioni di fatti che danno ad ogni uomo
con un livello culturale minimo la certezza della sfericità terrestre senza
necessità di vedere, toccare, udire, odorare o gustare il globo terracqueo
...

Stabilito quindi che il baricentro di ogni causa/effetto è -- per via
diretta o indiretta -- la nostra percezione condideriamo uno stato
particolare della nostra percezione: quella che abbiamo durante il sonno.

La sveglia suona e noi (è un classico che capita) sognamo un treno in arrivo
fischia ... :-)
In quelle condizioni abbiamo "vissuto realmente" alla rovescia poiché
l'immagine del treno che fischia causando un suono che ci sveglia si forma
"dopo" che la sveglia inizia a squillare. Una volta svegli il meccanismo
mentale che interpreta le percezioni periferiche ci fa capire che abbiamo
vissuto un "sogno".

pino


--
la fede trascende ogni dato empirico,
ogni possibilità di controllo ...
... da cui:
la grande diffusione di qualche fede.

Chenickname

unread,
Jan 1, 2010, 5:59:55 AM1/1/10
to
On 1 Gen, 04:29, "obizza" <obi...@tiscali.it> wrote:
> fallisce il principio di casualita' l'effetto produce la causa.

Se cosi' fosse, sarebbe semplicemente uno scambio di termini, basta
chiamare causa cio' che prima chiamavi effetto e viceversa.

> Mi fareste degli esempi in tal senso ???

In realta' non abbiamo nessun esempio "tangibile" di fallimento della
concatenazione causa/effetto. Anche quando attribuiamo l'effetto al
caso, diciamo semplicemente che non sappiamo o non ci e' dato di
sapere quale sia la causa.

Naturalmente cio' ci disturba, perche' se le cose stanno cosi', allora
siamo immersi nel determinismo, nel Fato degli antichi.

Per uscirne, qualcuno pensa che tutto l'universo risponda alla
concatenazione causa/effetto eccetto il moscerino-uomo. Contento
lui...

Ciao
Livio

seb11GET...@fastwebnet.it

unread,
Jan 1, 2010, 6:41:54 AM1/1/10
to
Chenickname wrote:

può essere -- non lo sappiamo -- che il Fato esista e che sia come un libro
in cui tutto -- passato, presente e futuro -- è scritto in ogni minimo
dettaglio.
Ma se noi non abbiamo i mezzi materiali sufficienti per trovare e leggere
codesto libro è come se avessimo un conto miliardario in una banca non
reperibile; la nostra condizione economica non verrebbe cambiata di una sola
virgola da quell'immenso capitale cui non possiamo accedere ...

Meglio, secondo me, affidarsi a ciò che "esiste" come entità alla portata
dei nostri mezzi materiali, della nostra esistenza materiale ... E' un
obbiettivo forse meno ambizioso, ma almeno è "dentro alla nostra realtà",
qualunque essa sia ... :-)

Icaro insegna ... non volare più alti di quanto le ali che hai consentano!
Quando avrai scoperto un nuovo tipo (reale!) di cera che sopporti una
maggiore temperatura senza sciogliersi, allora potrai avere ali con cui
volare più in alto ...

Chenickname

unread,
Jan 1, 2010, 6:59:47 AM1/1/10
to
On 1 Gen, 12:41, seb11GETRIDOFT...@fastwebnet.it wrote:
> ...
> Meglio, secondo me, affidarsi a ciò che "esiste" come entità alla portata
> dei nostri mezzi materiali, della nostra esistenza materiale ... E' un
> obbiettivo forse meno ambizioso, ma almeno è "dentro alla nostra realtà",
> qualunque essa sia ... :-)

Si' credo di essere d'accordo con te, Pino. Qualunque sia la realta',
la cosa migliore che possiamo fare per noi e' vivere al meglio il
contesto, lontani dalle masturbazioni intellettuali. Ammesso che cio'
sia possibile. :o)

Ciao
Livio

obizza

unread,
Jan 1, 2010, 7:16:29 AM1/1/10
to

<seb11GET...@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:FGj%m.74165$813....@tornado.fastwebnet.it...

> obizza wrote:
>
>> fallisce il principio di casualita' l'effetto produce la causa.
>>
>> Mi fareste degli esempi in tal senso ???
>>
>> Grazie.
>
> causa ed effetto presuppongono il tempo, cio� il "prima" ed il "dopo" ...
> Noi non conosciamo i fenomeni e le cose "in s�", ma come avvengono tramite

> la percezione dei nostri sensi che ovviamente sono interpretati e
> coordinati
> dal cervello. Per percezioni sensoriali non intendo solo ci� che �
> diretto,
> ma anche l'enorme "mondo di concetti" che il nostro cervello ha costruito
> nei millenni tramite strumenti e mezzi materiali ... Il concetto di terra
> sferica -- PER ESEMPIO -- non � certo legato alla nostra percezione visiva

> di una sfera, ma all'insieme di percezioni di fatti che danno ad ogni uomo
> con un livello culturale minimo la certezza della sfericit� terrestre
> senza
> necessit� di vedere, toccare, udire, odorare o gustare il globo terracqueo
> ...
>
> Stabilito quindi che il baricentro di ogni causa/effetto � -- per via

> diretta o indiretta -- la nostra percezione condideriamo uno stato
> particolare della nostra percezione: quella che abbiamo durante il sonno.

Il tempo e' spazio dove la vita si agita.
Il rapporto C/E lo vedo funzionare meglio nelle cose della fisica/geometria
, nel percettivo psichico peraltro spesso fallace le robe si complicano
all'aumentare delle relazioni umane perche,' il legante tra azione e
risultato non e' dieretto ma spesso random/caso vedi eterogenesi dei fini-
che come macchina psichicafilosofica funziona meglio nelle cose
dell'anima/immateriale.
Si perche' se e' vero come e' vero che esiste la materia e altretanto vero
che esiste l'immateriale/antimateria


> La sveglia suona e noi (� un classico che capita) sognamo un treno in
> arrivo

A me non e' mai capitato , personalmente vedo la sveglia come un'orribile
fischio del padrone della ferriera .


obizza

unread,
Jan 1, 2010, 7:26:07 AM1/1/10
to

"Chenickname" <che.ni...@gmail.com> ha scritto nel messaggio news:

Si' credo di essere d'accordo con te, Pino. Qualunque sia la realta',
la cosa migliore che possiamo fare per noi e' vivere al meglio il
contesto, lontani dalle masturbazioni intellettuali. Ammesso che cio'
sia possibile. :o)

Si anche il sottoscritto e' in accordo con voi anche perche' ' la scienza e
la fede non possono abbracciare tutta la complessita' del mondo.
si veda la scienza, che di continuo si mette in discussione e la fede come
un cagnolino fedele si adatta ad essa con nuove e fascinose cosmologie.


Chenickname

unread,
Jan 1, 2010, 9:20:17 AM1/1/10
to
On 1 Gen, 13:26, "obizza" <obi...@tiscali.it> wrote:
>
> si veda la scienza, che di continuo si mette in discussione e la fede come
> un cagnolino fedele si adatta ad essa con nuove e fascinose cosmologie.

Buffo, al riguardo, constatare che questa fede pone la questione della
necessita' di Dio proprio come "Causa Prima" di una catena di cause/
effetti che non si riesce ad immaginare infinita. Non per niente i
concetti di infinitesimo ed infinito nascono nella mente umana dopo
quello di Dio. Cioe' e' piu' facile pensare ad un dio creatore
soluzione dei paradossi piuttosto che convincersi che il paradosso di
Zenone su Achille e la tartaruga non e' un paradosso.


seb11GET...@fastwebnet.it

unread,
Jan 1, 2010, 1:14:24 PM1/1/10
to
Chenickname wrote:

... ammesso che sia possibile ... Più che una battuta è una [tua]
riflessione profonda ... La consapevolezza della realtà non può ignorare
ogni caratteristica (negativa o positiva che sia) sviluppata dalla specie
animale cui apparteniamo in millenni di evoluzione.

> Ciao
> Livio

ma perché parlo con te se ci capiamo al volo ... e perché parlare con chi
non capisce? ... :-)

Forse il linguaggio non è nato per comunicare, ma per rimorchiare un po' di
figa ... che non fa mai male ... :-'

ciao Livio ...

seb11GET...@fastwebnet.it

unread,
Jan 1, 2010, 1:29:09 PM1/1/10
to
obizza wrote:

volendo esser pignoli direi che non sappiamo ancora cosa è e come è fatta la
materia; questo piccolo dettaglio non ha impedito affatto la costruzione di
lance, capanne, grattacieli, aerei, etc... :-)
... e la cottura dei cibi funziona da molti millenni prima che la scienza
scoprisse che il calore è una forma di energia cinetica ... :-))
Le cose si sono ingarbugliate quando per "mangiare" è diventato inessenziale
cacciare ed arrostire sul fuoco in una grotta ... Un uomo attuale che di
mestiere fa lo scienziato deve preoccuparsi di scoprire nuove
interpretazioni della realtà che gli garantiscano un "reddito mensile" per
mangiare i moderni alimenti ... :-)
In questa ottica gli antichi sciamani, monaci o stregoni li hanno anticipati
di parecchio; dispensavano "sapienza" per essere esentati dal lavoro di
cacciatori, contadini o cuochi mantenendo lo stesso il diritto alla
sicurezza del "pane quotidiano" ... ;-))

>> La sveglia suona e noi (� un classico che capita) sognamo un treno in
>> arrivo
>
> A me non e' mai capitato , personalmente vedo la sveglia come un'orribile
> fischio del padrone della ferriera .

beh, allora guardati il "video clip" associato alla canzone "Sixteen Tons"
nell'interpretazione di Johnny Cash, su YouTube ... E' un video clip
istruttivo anche se, secondo me, la più bella interpretazione a livello
vocale di quella canzone anni '50 è quella del basso dei Platters ...
pino

P.S. un po' ho scherzato, ma non troppo ...

seb11GET...@fastwebnet.it

unread,
Jan 1, 2010, 1:32:02 PM1/1/10
to
obizza wrote:

bene, benissimo ... ora, liberi dalle vecchie insidie, stiamo attenti a
quelle nuove ... per esempio ad una scienza che in un tempo anche lungo, ma
finito, tutto spieghi e tutto risolva definitivamente ...
... cadremmo dalla padella alla brace ... :-)

LG

unread,
Jan 5, 2010, 10:16:01 AM1/5/10
to
<seb11GET...@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:FGj%m.74165$813....@tornado.fastwebnet.it...

> Noi non conosciamo i fenomeni e le cose "in sé"

E ci risiamo con le "cose in se'"!
Subito dopo spieghi tu stesso perche' questa locuzione e' insensata, ovvero
non rimanda ad alcunche' di concepibile.Se infatti dici che:

"Per percezioni sensoriali non intendo solo ciò che è diretto" (qui immagino
che tu intenda quello che altri chiamano "ostensione") "ma anche l'enorme

'mondo di concetti' che il nostro cervello ha costruito nei millenni"

...allora, se le "cose in se'", proprio per come sono citate (=intrinseche,
primitive, indipendenti da come un apparato percettivo-concettuale le
confeziona per esperirle, vedi ad es. in Kant), non sono percezioni
sensoriali, esse appartengono (secondo la tua distinzione) al "mondo dei
concetti": ebbene, vorrei proprio sapere come puo' il cervello aver
costruito il concetto di cosa in se', dato che ha sempre avuto a che fare
solamente con delle ostensioni percettive.

Vero e', secondo me, che il concetto - o l'idea - di "cosa in se'" non e'
altro che una psedudo-metafora: viene infatti presentato un esempio
riconoscibile di esperienza comune del mondo (come in tutte le metafore), e
pero' si dichiara, piu' o meno implicitamente, che cio' che in tal modo
viene riferito (l'oggetto a cui una metafora rimanda ) non apparteniene al
mondo. Ha senso? Di dichiarazioni gratuite ed indimostrabili tramite
pseudo-metafore - campate in aria ma agganciate ad un'ostensione
convincente - posso farne infinite, o almeno innumerevoli.

Ribadisco, come gia' fatto altre volte in passato: si deve evitare di tenere
in vita questo fantasma ontologico dell' "in-se'". Non e' concepibile che il
mondo (la realta') abbia modi d'essere propri (in se'): quando lo si
immagina, si implicano sempre i modi d'essere che ci costruisce in cima un
osservatore (parlare di inaccessibilita' "diretta" e' dunque parlare di
intraducibilita' delle descrizioni tra osservatori).

> Il concetto di terra sferica -- PER ESEMPIO --
> non è certo legato alla nostra percezione visiva
> di una sfera, ma all'insieme di percezioni di fatti che danno ad ogni uomo
> con un livello culturale minimo la certezza della sfericità terrestre
> senza
> necessità di vedere, toccare, udire, odorare o gustare il globo terracqueo

Questa modalita' di costruzione di una convinzione ontologica (nel caso, che
esista la Terra e che sia sferica), tramite una costellazione di fatti
percettivi che la testimoniano, non e' pero' quella usata per attestare
l'esistenza dell' "in se'".

Ciao.
LG

LG

unread,
Jan 5, 2010, 10:24:47 AM1/5/10
to
<seb11GET...@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:W9r%m.74348$813....@tornado.fastwebnet.it...

> non sappiamo ancora cosa è e come è fatta la
> materia

"Come e' fatta" puo' solo voler dire: "come osservata da...".
Quanto al "sapere cos'e'", vuol dire: "riuscire a spiegarla con
qualcos'altro di gia' noto".
Se il parlante e' l'homo sapiens, allora questo osservatore sa distinguere
tra parecchi tipi di materia e sa utilizzarla, infatti ci ha costruito
"lance, capanne, grattacieli, aerei, etc.".

LG

LG

unread,
Jan 5, 2010, 10:58:22 AM1/5/10
to
"obizza" <obi...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:4b3d6bff$0$6832$5fc...@news.tiscali.it...

> fallisce il principio di casualita' l'effetto produce la causa.
>
> Mi fareste degli esempi in tal senso ???

Dovrei poter viaggiare piu' veloce della luce: infatti, nella teoria di
Einstein, se si andasse piu' veloce della luce gli effetti precederebbero le
cause. Ovviamente quelli che entro la velocita' della luce chiami "effetti"
dovrebbero allora venir chiamati "cause".

Quanto alla causalita', non sono convinto che essa implichi il determinismo.
Vediamola infatti a livello subatomico: la cosiddetta "funzione d'onda" di
una particella esprime una probabilita', non una determininazione; ovvero i
parametri (li direi "di forma") del nostro mondo, spazio, tempo..., non sono
per essa determinati fino a quando non avviene il contatto CASUALE con una
particella gia' determinata (gia' del nostro universo) - una specie di
trasmettitore di forma ("messa in forma") - che produce una determinazione
("collasso" della funzione d'onda).

Bene, estendi adesso (poi mi dici) questo discorso a tutte le casualita' di
collasso d'onda prodotto dalle particelle determinate dell'universo (so che
per meno non ti ci metteresti!), sia quelle che ci compongono sia quelle che
ci sono esterne (che nell'insieme costituiscono il famoso "divenire").
Comunque sia, la casualita' del contatto e della determinazione fa' si' che
la determinazione stessa abbia globalmente una certa quota di CASUalita',
pur continuando a sussistere la CAUSAlita'.

Statisticamente questo divenire (solo il moto e' l'immobile non e', come NON
diceva Parmenide) continua ad avere una specie d'inerzia di forma, anche se
tutto si trasforma (altrimenti non sarei riuscito a scrivere fin qui:-)).

Ciao.
LG

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