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Re: Il problema dell'italia? [Il Pd in ostaggio del "partito dell'odio" - di Giampaolo Pansa - su Libero]

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L

unread,
Jan 7, 2010, 6:51:15 AM1/7/10
to

Uk...@ukar.net wrote:
>
> On Thu, 07 Jan 2010 00:00:45 GMT, L <parmeni...@yahoo.it> wrote:
>
> >Secondo Pansa esisterebbero un numero non ben precisato di male
> >intenzionati che formerebbero un partito dell'odio.
> >
> >Senza un perch� e un per come (se non il fatto che sono odiosi e
> >odianti) armerebbero le mani degli psicolabili ora verso il governo, poi
> >verso il pontefice, e magari persino nel mettere un po' di bombe qui e
> >un po' di bombe l�.
> >
> >Chi sarebbe ad armare la mano di questi squilibrati?
> >
> >Ma � ovvio: due ex magistrati, Antonio Di Pietro e Luigi de Magistris!
> >
> >E il PD li deve isolare! .. altrimenti "dagli all'untore!"
> >
> >Ecco come la spiega l'"antropologo" Giampaolo Pansa:
> >
> >++
> >cit on
> >++
> >
> >http://213.92.49.28/webeditorials/view/4399
> >
> >05/01/2010
> >
> >Il Pd in ostaggio del partito dell'odio
> >
> >La mia era la scoperta dell�acqua calda, una banalit� suprema. Parlo di
> >quando, in un paio di articoli e di interviste, dissi che il clima
> >politico italiano non mi piaceva. Lo ritenevo troppo rovente, pervaso da
> >pulsioni cattive che potevano sfociare in azioni violente. Era l�autunno
> >del 2009. E qualche settimana dopo, a darmi ragione, ci fu l�attentato a
> >Silvio Berlusconi. Colpito da un mattoide armato di un oggetto pesante,
> >ma che avrebbe anche potuto essere una pistola.
> >
> >Adesso siamo entrati nel 2010. Il Cavaliere, nel suo innato ottimismo,
> >l�ha dichiarato l�Anno dell�Amore. Ma i primi segnali ci dicono il
> >contrario. C�� un capo partito, Antonio Di Pietro, che garantisce di non
> >aver sotterrato per niente l�ascia di guerra. E accusa il presidente
> >della Repubblica, Giorgio Napolitano, per il suo messaggio di Capodanno.
> >Che a sentire Tonino avrebbe �soffiato nelle vele della nave dei
> >pirati�, ossia del centrodestra. C�� il vice capo dello stesso partito,
> >Luigi De Magistris, che propone di mandare in esilio il Cavaliere. Senza
> >rispetto per il proprio rango di deputato europeo, questo ex magistrato
> >chiede che Berlusconi venga imbarcato su un aereo, in compagnia del
> >chitarrista Apicella e di �una graziosa signorina�. E spedito in
> >domicilio coatto alle isole Cayman.
> >
> >Non stiamo parlando di ciarlatani senza potere, ma di due dirigenti di
> >partito con un seguito ragguardevole di militanti e di elettori. Per di
> >pi�, Di Pietro e De Magistris sono insuperabili in un mestiere rischioso
> >per tutti, tranne che per loro. � quello del cinismo brutale, diretto a
> >distruggere invece che a costruire.
> >
> >Questa coppia di politicanti ha un unico interesse: incrementare il
> >proprio fatturato elettorale. Celata sotto l�obiettivo dichiarato,
> >esiste poi la concorrenza fra i due per la leadership dell�Italia dei
> >valori. Uno scontro ancora coperto, ma che emerger� del tutto nel 2010.
> >E li vedr� impegnati in un gara ributtante a chi spara la bestialit� pi�
> >bestiale.
> >
> >Tutto questo potrebbe restare confinato all�interno dell�Idv se non
> >esistesse un problema assai pi� grande. � quello del Partito democratico
> >che non si libera dell�alleanza con Di Pietro & C. Confesso di guardare
> >sbalordito all�inerzia dei capi del Pd. E alla loro riluttanza a
> >troncare un rapporto che pu� soltanto condurre al disastro la ditta
> >guidata da Pier Luigi Bersani. Precipitata in un abisso che mi rammenta
> >un supplizio medioevale degno di essere spiegato.
> >
> >Nel Medioevo i condannati alla pena capitale venivano soppressi in molti
> >modi diversi, ma sempre crudeli. Uno dei pi� infami era il seguente. La
> >persona destinata a morire veniva incatenata a un cadavere. Le catene
> >erano molto strette, tanto che il corpo del vivo aderiva a quello del
> >morto. A poco a poco, i vermi passavano dalla carogna alle membra del
> >condannato e se le mangiavano. La fine arrivava con lentezza, tra
> >sofferenze indicibili.
> >
> >Dedico questo ricordo a Bersani. E gli domando se non si senta
> >prigioniero di un Di Pietro capace soltanto di trasmettergli i vermi
> >della faziosit�, dello scontro continuo, di un populismo ben pi�
> >violento di quello rimproverato a Berlusconi. Perch� il segretario dei
> >Democratici non manda al diavolo Tonino, De Magistris e l�intera
> >compagnia dell�Idv? Che cosa aspetta? Di essere divorato del tutto dalla
> >loro voglia di sfascio?
> >Eredit� comunista
> >
> >Una spiegazione penso di averla. Bersani, come Massimo D�Alema, il suo
> >sponsor pi� importante, viene dal vecchio Pci. Aveva ventun anni quando
> >Enrico Berlinguer, nel 1972, divenne segretario del Partitone Rosso.
> >Tutto il suo percorso politico si � svolto dentro quella struttura forte
> >di milioni di voti e di molte migliaia di militanti.
> >
> >Chi osservava dall�esterno il Pci, come il sottoscritto che allora
> >lavorava per il Corriere della Sera e poi per Repubblica, si chiedeva di
> >continuo come mai quel pachiderma si muovesse con una lentezza estrema.
> >Esitando a dirigersi verso l�unico approdo utile: l�autonomia
> >dall�Unione Sovietica e una linea socialdemocratica.
> >
> >Il motivo principale era chiaro. Il Pci stava inchiodato all�ossessione
> >dell�unit� del partito a tutti i costi. Guai a perdere per strada anche
> >un solo compagno. Giancarlo Pajetta me lo spiegava cos�: �Un grande
> >partito marcia con il passo dell�ultimo compagno della colonna�. Ma la
> >verit� era un�altra.
> >
> >Alle Botteghe Oscure sapevano bene di avere al proprio interno un quota
> >importante di dirigenti e di militanti che non avrebbe mai accettato una
> >svolta riformista. E che rifiutava con sdegno qualsiasi novit�. Volete
> >un esempio?
> >
> >Nel giugno 1976, alla vigilia di una tornata elettorale, intervistai
> >Berlinguer. E lui mi disse che preferiva stare sotto l�ombrello della
> >Nato, ossia dell�Occidente, piuttosto che sotto quello del Patto di
> >Varsavia. Bast� questa confessione per scatenare le ire dell�ala
> >filosovietica. Rammento quanto mi replic� Armando Cossutta: �Ho letto la
> >tua intervista. Enrico me la pagher�.
> >
> >Assai di peggio accadde ad Achille Occhetto. Nell�autunno 1969, dopo la
> >caduta del Muro di Berlino e lo sfascio dell�Urss, decise di cambiare
> >nome al partito e di tentare l�approdo nella socialdemocrazia europea.
> >Ci riusc�, ma perse una frazione importante del Pci: quella che avrebbe
> >subito dato vita a un�altra parrocchia rossa, Rifondazione comunista.
> >
> >Qualche lettore osserver�: che cosa c�entra tutto questo con l�alleanza
> >fra il Pd di Bersani e la diepitrista Italia dei valori? C�entra,
> >eccome! Bersani non � uno sciocco, conosce bene il proprio partito e
> >misura tutte le difficolt� che incontrerebbe nel decidere di rompere con
> >Di Pietro. Una scelta che, certamente, non ha lo stesso peso della
> >rottura con la tradizione comunista compiuta da Occhetto. Ma anche
> >questa gonfia di rischi.
> >Colombe e falchi
> >
> >Il primo pericolo � rappresentato dal gruppo filo-Di Pietro esistente
> >nel Pd. Sappiamo tutti che c��. Ed � molto forte. Lo guidano due ex
> >segretari: Walter Veltroni e Dario Franceschini. Sembravano destinati a
> >un pensionamento anticipato. Invece sono ritornati in pista. Hanno
> >fondato una corrente. Si danno da fare. Con la stessa ostinazione di un
> >tempo. E si avvalgono di un pezzo da novanta: la ferrea Rosy Bindi, una
> >ultr� della guerra senza quartiere a Berlusconi. Se dipendesse da lei,
> >il famoso aereo immaginato da De Magistris sarebbe gi� partito per le
> >isole Cayman. Con a bordo anche un bel po� dirigenti democratici.
> >Ritenuti troppo refrattari nella caccia a Silvio il Caimano. E fra
> >questi, la ringhiosa Bindi sarebbe pure disposta a metterci il
> >segretario Bersani. Colpevole di non aver esultato dopo l�assalto del
> >mattoide Tartaglia al Cavaliere.
> >
> >Il secondo pericolo che paralizza il leader del Pd � riassunto da una
> >domanda: come reagirebbero gli elettori del partito a una rottura netta
> >con Di Pietro? Purtroppo per Bersani, � un quesito senza risposta.
> >
> >A scorno dei sondaggi, nessuno � in grado di valutare quale sia la forza
> >attuale dei democratici. E che cosa accadrebbe il giorno che il Pd
> >iniziasse una guerra contro l�estremismo dipietrista. Affermando che
> >Tonino & C non possono essere alleati di un partito riformista. Un
> >vecchio detto cinese recitava: finta sinistra, vera destra. Ecco una
> >fotografia perfetta dell�Italia dei valori.
> >
> >Ma un altro detto, questa volta italico, dice: chi non risica, non
> >rosica. Bersani e i dirigenti che lo sostengono hanno il dovere di
> >rischiare. Rompendo con Di Pietro, forse perderanno un po� di elettori
> >convinti che la lotta senza quartiere a Berlusconi sia l�unica strada
> >possibile per la sinistra. In compenso ne acquisteranno altri, forse
> >molti altri.
> >
> >Per limitarmi a un esempio solo, penso ai tanti che non vanno pi� a
> >votare. Nauseati da un conflitto fra i due blocchi che non trova una
> >conciliazione, un compromesso onesto, una rinuncia alla guerra civile di
> >parole. Questi elettori esistono, ne conosco molti. Soprattutto ne
> >conosco bene uno: me stesso.
> >
> >Ritornando al punto da dove sono partito, l�unico modo per evitare un
> >clima politico in continuo peggioramento � un dialogo costruttivo fra
> >maggioranza e opposizione. Le colombe dei due blocchi devono sconfiggere
> >i falchi che hanno in casa. Confesso di non avere, in proposito, molte
> >speranze. E temo che l�invito del presidente della Repubblica possa
> >restare lettera morta.
> >
> >Tuttavia non c�� altra strada utile. In caso contrario, vedremo
> >affiorare con prepotenza pericolosa lo scontro avvistato da Libero nel
> >numero di domenica. Se il partito dell�odio contagia la destra, siamo
> >fottuti. Un bel libro di Giorgio Pisan� sulla guerra civile del
> >1943-1945 era intitolato: �Sangue chiama sangue�. Non vorrei mai
> >scriverne uno identico, dedicato all�Italia del 2010.
> >
> >++
> >cit off
> >++
> >
>
> L'analisi di Pansa � lucida, realistica e purtroppo esatta.
>
> Pansaragiona sui fatti e non confonde le sue speranze, le sue
> illusioni o le sue paure senili con la realt� come, ad esempio, fa il
> suo non esimio collega Giorgio Bocca.
>
> Che poi non piaccia a chi � un conformista dell'anticonformismo
> condiviso e corale, politically correct come il Bocca appunto, �
> ovvio.
>
> L'IDV trae i suoi consensi dai voti di quella marea di frustrati che
> sono semplicemente "contro" senza avere la capacit� di sviluppare una
> propria linea politica propositiva.
>
> Troppa fatica! Occorre pensare.
>
> Con il sognatore Veltroni ed il vanesio successore Franceschini, anche
> il PD ha corso il rischio di entrare nel medesimo "cul de sac" nel
> quale sta affondanto l'IDV.
>
> Fortunatamente ora il segretario � Bersani, un ex comunista pragmatico
> e realista (non confonde, come Veltroni & Co., i suoi desiderata
> politico sociali con l'oggettiva realt�).
>
> Rutelli se ne �, finalmente, andato.
>
> Ora occorre che Bersani non ostacoli, non occorre che si attivi, gi�
> da soli stimolano abbastanza la peristalsi, l'inevitabile defecazione
> dal PD della Binetti, Bindi,Bobba, Carra e di tutti i componenti
> residuali del pattume cattolico, Franceschini compreso.
>
> Riavremo, finalmente, una sinistra lucida e realistica in grado di
> contrastare operativamente, nella quotidianit�, l'attuale maggioranza
> di governo, con o senza Berlusconi � irrilevante e di presentarsi, in
> un domani, come credibile alternativa politica di governo.
>
> L'IDV deve solo pregare, d'altro canto Di Pietro � cattolico, che
> Berlusconi abbia lunga attivit� politica.
>
> Scomparso Berlusconi l'IDV non avrebbe pi� luce da riflettere e
> farebbe la fine di quei quattro gatti di sfigati del PDCI e di
> Sinistra ecologia e Libert�.
>
> Avanti tutta Bersani e D'Alema!
>
> Ukar

http://www.youtube.com/watch?v=swntE1iWB5Y

Forza Inciucisti!

Ma D'Alema non ne sa niente degli accordi segreti tra PD & PDL?

Non fu lui che dichiar� "la fininvest non sar� toccata".

Non fu lui che manovr� per fare passare per pazza Clementina Forleo che
indagava su "abbiamo una banca"?

Con la collaborazione di chi fu fermato De Magistris nell'atto della sua
funzione di Magistrato che indagava su Clemente Mastella e Romano Prodi?

L'IDV non deve pregare nessuno.

Di Pietro e onginpersona ha le sue debolezze e incapacit� perch� siamo
tutti persone umane.

Ma che Silvio Berlusconi sia entrato in politica con 4mila miliardi di
lire di debiti e oggi sia una delle 5 persone pi� ricche del mondo �
anche grazie a coloro che hanno giocato con due mazzi di carte, come
D'Alema.

Alla superficie erano il partito dei lavoratori.

Nei fatti grazie alle loro assenze � passato lo scudo fiscale e il
governo ha avuto -anche su questo riciclaggio di capitali di ingnota
(per legge) provenienza- la fiducia dal parlamento.

Ma non tutti vivono solo dell'aspetto della superficie delle cose.

Non tutti si nutrono solo della lode al grande fratel Papi, Silvio Santo
e Martire, che alla veneranda et� di 74 anni deve dire di avere le palle
per spiegare quali sono gli attributi per tenere in mano il timone
dell'Italia e la lotta ai paradisi fiscali (a chiacchiere).

C'� gente che va oltre la superficie dei parrucchini e del soccorso al
vincitore che corre il rischio di andare in delirio di onnipotenza
perch� chi lo circonda fa a gara a tessere lodi per spartire una fetta
di torta che per� � diventato -ormai- raschiare il fondo del barire ..
se � vero -> come � vero -> che hanno messo il tfr (i soldi che dovranno
prendere i lavoratori nell'andare in pensione, quindi soldi di altri) ..
come GARANZIA e copertura per costruire centrali nucleari fra 10 anni e
costruire il ponte sul nulla, visto che l'assetto idorgeologico del
territorio � gi� andato a ramengo senza assistenza n� fondi, n� politica
di programmazione sulle scelte energetiche e calendario delle priorit�
sul lavoro, la scuola, la ricerca, il futuro che non sia solo di coloro
che pensano di poter scappare in tempo con la cassa prima che la gente
non si sia rotta i coglioni, di un modo di fare che insulta -in primis-
non i folli, ma chi sa intendere e volere.

Grazie -comunque- del tuo intervento.

Serviva un termine di paragone di cosa dica chi sostiene la criminalit�
organizzata.

Saluti felicit�,

L

L

unread,
Jan 7, 2010, 6:54:55 AM1/7/10
to

L wrote:

> Ma che Silvio Berlusconi sia entrato in politica con 4mila miliardi di
> lire di debiti e oggi sia una delle 5 persone pi� ricche del mondo �
> anche grazie a coloro che hanno giocato con due mazzi di carte, come
> D'Alema.

http://it.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi

errata: 5
corrige: 70

L

unread,
Jan 7, 2010, 7:05:00 AM1/7/10
to

L wrote:

> Ma D'Alema non ne sa niente degli accordi segreti tra PD & PDL?
>
> Non fu lui che dichiar� "la fininvest non sar� toccata".
>
> Non fu lui che manovr� per fare passare per pazza Clementina Forleo che
> indagava su "abbiamo una banca"?

cit:

http://it.wikipedia.org/wiki/Clementina_Forleo

La seconda iniziativa ruota intorno alle inchieste del 2007 sui
cosiddetti "Furbetti del quartierino". La procura aveva intercettato
delle telefonate di imprenditori sotto inchiesta per reati finanziari e
alcune di queste telefonate erano dirette a parlamentari. La Legge Boato
imponeva in questo caso che le intercettazioni non potessero essere
usate come prova senza che il parlamento avesse concesso
l'autorizzazione. La procura pass� quindi le telefonate a Forleo (in
qualit� di GIP) che doveva valutarne la rilevanza penale ed
eventualmente richiedere al parlamento il permesso di usarle. Forleo
chiese l�autorizzazione all�utilizzo delle intercettazioni che
coinvolgevano alcuni parlamentari (Piero Fassino, Massimo D'Alema,
Romano Comincioli, Nicola Latorre, Salvatore Cicu) non soltanto come
prova contro gli imprenditori inquisiti ma anche come materiale
indiziario per poter inquisire alcuni degli stessi parlamentari che,
secondo quanto scrisse nella richiesta, "appaiono [...] consapevoli
complici di un disegno criminoso". Il presidente della Giunta delle
autorizzazioni della Camera, deputato Carlo Giovanardi, defin� la
richiesta un�inammissibile anticipazione di giudizio, in quanto
preannunciava che l�autorizzazione sarebbe servita a consentire
l�iscrizione dei cinque parlamentari sul registro degli indagati. Per il
Procuratore della Cassazione Delli Priscoli ci� avrebbe violato il
principio secondo cui l�azione penale procede dal pubblico ministero e
non dal GIP (quale � Forleo), la quale avrebbe cos� compiuto un atto
abnorme sanzionabile disciplinarmente. Nella medesima audizione dinanzi
alla prima commissione del CSM Clementina Forleo ricord� che in Procura
a Milano il procuratore aggiunto Greco (in un�intervista al Sole 24 ore)
condivideva la tesi che per l�iscrizione a registro occorresse la previa
autorizzazione parlamentare, che la legge obbliga a far richiedere dal
GIP; una tesi, peraltro, non condivisa da altre Procure, come Catanzaro,
dove il pm Luigi De Magistris iscrisse Clemente Mastella a registro
degli indagati in virt� di un�intercettazione di una telefonata con
l�indagato Saladino senza che di questo utilizzo fosse previamente
richiesta l�autorizzazione alla Camera di appartenenza di Mastella.

L�avvicinamento per approssimazioni alla strada corretta per utilizzare
le intercettazioni � stato reso particolarmente difficoltoso dalla
scarsa giurisprudenza sulla �legge Boato� (140/2003) e dalle molteplici
e divergenti prassi esistenti tra le varie Procure. In pi�, il GIP
Forleo era stata destinataria di moniti alquanto espliciti, in ordine
alle conseguenze processuali di un utilizzo privo di autorizzazione,
dall�unico documento approvato dal Parlamento nell�imminenza
dell�esplosione del caso, la relazione del senatore Giovanni Crema a
nome della Giunta delle elezioni e delle immunit� parlamentari del
Senato nella XV legislatura. Il testo ammoniva anche la Procura di
Milano alla tutela della riservatezza delle conversazioni dei
parlamentari, cosa che aveva convinto la Procura per due anni a mai
sbobinare le intercettazioni in questione (secondo una prassi sino ad
allora seguita solo per le erronee intercettazioni dei colloqui
avvocato-cliente). Clementina Forleo quindi fu particolarmente
garantista, per la funzione parlamentare, nel rendere noto a che scopo
intendesse utilizzare le intercettazioni (invece di richiedere
l�autorizzazione �in bianco� che avanzarono altri giudici in passato),
ma facendo ci� si espose alla critica di aver surrettiziamente
reintrodotto l�abolita autorizzazione a procedere (allo scopo di dare
massimo rilievo mediatico alla richiesta e precostituirne l�esito di
accoglimento da parte della Camera, sotto l�impeto dell�opinione
pubblica). La procedura di trasferimento d'ufficio, attivata presso il
CSM, non ha riscontrato mala fede nella condotta di Forleo, ma ha
ritenuto che le pubbliche dichiarazioni rese dall'interessata abbiano
leso il decoro dell'ordine giudiziario e giustificassero il suo
trasferimento in altra sede. Il 28 luglio 2008 il CSM rasferisce il
giudice Forleo a Cremona.

Contro tale decisione il giudice Forleo ha proposto nel settembre 2008
ricorso al TAR del Lazio che il 30 aprile 2008 ha accettato il ricorsoe
"ritenendo insussitenti i presupposti di quella decisione" annullando
cos� la decisione del CSM[2].

LG

unread,
Jan 7, 2010, 10:25:44 AM1/7/10
to
"L" <parmeni...@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:4B45242B...@yahoo.it...

> Secondo Pansa esisterebbero un numero non ben precisato di male
> intenzionati che formerebbero un partito dell'odio.

Pansa una volta era uno scrittore emergente di sinistra. Poi il suo
narcisismo e' rimastro frustrato. E ne incolpa la Sinistra. E si propone
come un guarito dall' "ideologia".

Quanto al "partito dell'odio", la retorica funziona cosi': chi non ama
Berlusconi lo odia. Non esiste l'indifferenza: se uno se ne frega che venga
attentato, allora lo odia. Chi vede Berlusconi come un "ma chi sei mai, un
ometto arricchito con qualche barzeletta da raccontare", allora lo odia.
Come dire: "Chi non e' con me e' contro di me". Ma l'avevo gia' sentita dire
da qualcun altro...

LG

LG

unread,
Jan 7, 2010, 10:47:30 AM1/7/10
to
<Uk...@ukar.net> ha scritto nel messaggio
news:g94bk5tiqbu1gj063...@4ax.com...

> L'analisi di Pansa � lucida, realistica e purtroppo esatta.

Faresti bene ad essere piu' cauto, su un sito che fino a prova contraria
vorrebbe essere di filosofia, a giocarti termini quali "lucida, realistica,
esatta" e locuzioni quali "ragionare sui fatti".
Non nego che nella contestualita'-Pansa puo' persino esserci qualcuno/molti
che hanno questa impressione, ma chi vuol mai condividere e assentire su
tale contestualita', sui presupposti premessi al discorso?!

> Che poi non piaccia a chi � un conformista dell'anticonformismo
> condiviso e corale, politically correct come il Bocca appunto, �
> ovvio.

Mentre tu che sei fuori dal coro, chissa' come mai canti a squarciagola in
quell'altro (quanto ho appena quotato, fortemente polimico e deprecatorio lo
dimostra). Ma ovviamente tu hai da opporre i "fatti" come testimoni
inopinabili, e sei cosi' "lucido, realista ed esatto" da renderti conto che
Pansa e' "lucido realista, esatto".

> quella marea di frustrati che
> sono semplicemente "contro" senza avere la capacit� di sviluppare una
> propria linea politica propositiva.
> Troppa fatica! Occorre pensare.

Figuriamoci un po' se grandi partiti non hanno una "propria linea politica
propositiva". Non la si puo' condividere, ma, anche se se la danno solo per
una questione di forma, mi par piu' che plausibile che ce l'hanno.
Ma a te serve negarlo, per dare legittimita' oggettiva a tue impressioni
indotte. Faresti meglio ad cercare le fonti che hanno addomesticato cosi'
bene il tuo occhiali preconcetti. Che "lucidi, realisti ed esatti" - in
quanto homo sapiens sapiens come te - sappiamo esserlo anche dalla parte di
qua. E sarebbe ben ridicolo pensare che i "fatti" sono visti solo da te.


.
> Con il sognatore Veltroni ed il vanesio successore Franceschini, anche
> il PD ha corso il rischio di entrare nel medesimo "cul de sac" nel
> quale sta affondanto l'IDV.

Retorica politica.
Te ne potrei confezionare altrettanta e ancor piu' sarcastica per l'altra
parte. E dimostrare che chi parla da dentro un "cul de sac" sei proprio te.

> Scomparso Berlusconi l'IDV non avrebbe pi� luce da riflettere

"luce"?? Semmai avresti dovuto dire "buio su cui risalti la sua luce".

LG

E. Delacroix

unread,
Jan 7, 2010, 7:33:05 PM1/7/10
to
Il Thu, 07 Jan 2010 09:07:03 +0100, Uk...@ukar.net ha scritto:

>
> L'analisi di Pansa ᅵ lucida, realistica e purtroppo esatta.
>

Si puᅵ comprendere come questa pezza d'appoggio alla nota spese di Pansa
non sia completa.
I rubli come motore dell'immobilitᅵ (!) della nomenclatura del Pci, saranno
oggetto di un altra analisi "lucida", "realistica" e "purtroppo esatta" del
gallinaccio al soldo del nano.

Sei Capezzone?
--
E.Delacroix
_ _
o o;
@--

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LG

unread,
Jan 8, 2010, 1:27:53 PM1/8/10
to
<Uk...@ukar.net> ha scritto nel messaggio
news:etldk5t7p4pvvjfga...@4ax.com...

> Che cosa facciano dall'altra parte non � tema di questo thread.
> Qualunque cosa facciano comunque, per quanto abominevole possa essere,
> non sposterebbe di una virgola i fatti.

Non esistono osservatori neutri, i fatti in se' sono delle banalita',
dipende quale piatto della bilancia facciano pendere. Io vedo, come fatto
politicamente rilevante, il fatto che Pansa fa pesare sulla bilancia
politica le sue opinioni. Non stiamo a far questione di equanimita'
filosofica, ma di pesi politici.

LG

max

unread,
Jan 10, 2010, 7:22:32 AM1/10/10
to
On 7 Gen, 12:51, L <parmenide_2...@yahoo.it> wrote:
> > >Il Pd in ostaggio del partito dell'odio

Ormai il "grande bugiardo" non se lo incula più nessuno, tranne
qualche nostalgico del Ventennio o, come scrisse qualcuno, coloro che
fanno parte del "plebeismo borghese" (il bresciano che raccoglie le
firme contro gli immigrati per poi sfruttarli, il bottegaio che
considera sia giusto che si spari alla schiena di un ladro, la signora
per bene, appena uscita dal parrucchiere, che da un euro in
beneficienza e poi chiama il vigile se un extracomunitario è seduto su
una panchina).
Uno che non ha scritto mai una parola sul razzismo in Italia (vero
odio) e sulle condizioni dei precari e dei disoccupati, non può che
essere un borghese provinciale, ben pensante, ipocrita e reazionario.

Vend

unread,
Jan 10, 2010, 11:20:49 AM1/10/10
to
On Jan 8, 8:57 am, U...@ukar.net wrote:
> On Fri, 8 Jan 2010 01:33:05 +0100, "E. Delacroix" <oni...@libero.it>
> wrote:
>
> >Il Thu, 07 Jan 2010 09:07:03 +0100, U...@ukar.net ha scritto:
>
> >> L'analisi di Pansa è lucida, realistica e purtroppo esatta.
>
> >Si può comprendere come questa pezza d'appoggio alla nota spese di Pansa
> >non sia completa.
> >I rubli come motore dell'immobilità (!) della nomenclatura del Pci, saranno

> >oggetto di un altra analisi "lucida", "realistica" e "purtroppo esatta" del
> >gallinaccio al soldo del nano.
>
> Vedo che politicamente sei molto attuale e legato alla
> contemporaneità.
> Il PCI ed i rubli da Mosca appartengono alla storia, non alla politica
> odierna.

Fino a quando quelli che li prendevano avranno cariche pubbliche, i
rubli da Mosca apparterranno alla politca attuale.
Non si ci può aspettare la democrazia da chi era un agente straniero
al soldo di una dittatura.

> Circa il "nano" e chi è al suo soldo, ma è mai possibile che non si
> possa ragionare di politica senza tirarlo sempre e comunque in ballo?

Considerando che detiene il massimo potere politico, economico e
mediatico in Italia, no.

Vend

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Jan 10, 2010, 11:26:29 AM1/10/10
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On Jan 8, 8:22 am, U...@ukar.net wrote:
> Hai perfettamente descritto il meccanismo psicologico degli IDVini e
> dei CATTOetici.
>
> Chi NON è contro Berlusconi è necessariamente FILO Berlusconi, anzi,
> suo complice.
>
> Hai ragione quando affermi di aver già sentito in passato questo
> osceno modo di ragionare, ma non a stupirti.
>
> L'IDV ha infatti molte più affinità con quel tipo di destra manettiera
> forcaiola ed autoritaria, cassata dalla storia, che con la sinistra.

A mio avviso le categorie dell'amore e dell'odio non dovrebbero far
parte della politica, essendo categorie legate all'emozione e non alla
razionalità. Quando il discorso politico si incentra su amore e odio
vuol dire che la politica è populista e demagogica.

Il punto non è se Berlusconi, Di Pietro, Dalema, Fini, ecc. debbano
essere amati oppure odiati, il punto è se siano adatti o meno a
governare il paese.

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Vend

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Jan 10, 2010, 5:25:36 PM1/10/10
to
On Jan 10, 8:49 pm, U...@ukar.net wrote:
> Perfettamente d'accordo con la tua prima affermazione.

Ok.

> Per la tua considerazione finale esistono, nei sistemi democratici, le
> elezioni a suffragio universale che dovrebbero, a seconda delle
> capacità dimostrate, premiare o punire chi è stato idoneo o meno.

D'accordo.
Ma se non ti piace come governa chi ha vinto le elezioni, è tuo
diritto criticarlo.

Comunque ricordo che in Italia, nonostante spesso si faccia finta del
contrario, si elegge il parlamento e non il consiglio dei ministri.

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pirex

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Jan 11, 2010, 5:42:59 PM1/11/10
to
L wrote:
> Secondo Pansa esisterebbero un numero non ben precisato di male
> intenzionati che formerebbero un partito dell'odio.

Uno dei primi � sicuramente Pansa.


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