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Laico e laicista

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Chenickname

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Dec 29, 2009, 5:57:56 AM12/29/09
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Ne abbiamo gia' abbondantemente parlato:
http://groups.google.com/group/it.cultura.filosofia/browse_frm/thread/179aaaa69d358189/e8dff61c7c550d6c?lnk=gst&q=laicita+e+laicismo#e8dff61c7c550d6c

Se ci ritorno, e' solo perche' oggi ho capito una cosa, una cosetta,
una quisquilia che pero' allora non avevo capito. E voglio farvene
partecipe.

Laico e laicista, si sa, alcuni vocabolari li considerano sinonimi,
altri connaturano di negativita' il secondo che ho detto.

La prima volta che ho sentito "laicista" in termini dispregiativi,
l'ho sentito dal neoeletto papa Ratzinger che tuonava condannando:
"Laicista e' colui che vuole essere laico".
Oh bella! Mi dicevo senza capire. Certo che sono laico e voglio essere
laico. Voglio essere laico come il Cavour, libera Chiesa in libero
Stato. Ohibo', dove sta il Male in questa posizione? Non e' neppure
una posizione anticlericale, sancisce la liberta' della Chiesa.
Proprio non capivo dove potesse annidarsi il Male nel "voler essere
laico" a differenza dell'essere laico e basta (senza volerlo?).

Ma l'altra sera mi capita una rimpatriata tra vecchi amici e qualcuno
ricorda il nostro primo impiego da neolaureati ingegneri nell'Ufficio
Ricerche di una nota ditta elettronica. Un giorno il vecchio
capufficio, coi capelli bianchi come Ratzinger, ci fa una quasi
ramanzina, sottolineando che, secondo lui, ogni giovin ingegnere che
si rispetti dovrebbe anelare a diventare Direttore Generale. Ci
immaginava, cioe', "ingegneristi", "direttoristi", gente "che vuole
diventare Direttore Generale".

E che cos'e' un papa? Un direttore generale senz'altro. Ma, dal suo
angolo visivo, anche il rappresentante di Dio in Terra, il non plus
della gerarchia dei migliori, il santo in pectore, il depositario
della Verita' rivelata o perlomeno dogmatizzata. Mettetevi un attimo
nei panni del Papa: come potete pensare che un comune credente non
aneli di "essere lui", cotanta perfezione?
O per lo meno uno dei suoi vicini che hanno mancato il grande
obiettivo anelato tutta la vita: "diventare Papa!", cioe' un vescovo o
un cardinale o, al minimo, un prete.

Eh, caro Ratzinger, ora t'ho capito! E per farlo ho dovuto usare al
livello massimo le mie qualita' di relativista, cioe' mi sono messo
nella tua ottica, cosa che probabilmente tu non sai fare per gli
altri. Per questo, oggi piu' che mai, sbandierero' la mia laicita' e
il mio laicismo, la mia relativita' e il mio relativismo e, visto che
mi costi e non mi dai niente in cambio, la mia anticlericalita' e il
mio anticlericalismo: libera Chiesa si', ma non a spese mie!

Ciao
Livio


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