Imperium Solis - collana Narrativa n. 383, pag. 433, euro 18,60
Mario Farneti ci ha gia' raccontato, in una trilogia, una storia
alternativa che si svolgeva in Italia a partire dal 1940 circa, sino
ai nostri giorni e oltre. Con il romanzo Imperium Solis si torna molto
indietro nel tempo, addirittura nel 353 d.C. e il protagonista questa
volta non è un personaggio di fantasia ma un personaggio storico,
addirittura l'imperatore Giuliano conosciuto anche con l'appellativo
di "apostata" che gli fu attribuito dai cristiano in quanto lo
accusarono di aver tentato di reintrodurre l'antica religione romana.
E' storicamente provato che Giuliano non si era mai professato
cristiano, ma era un adoratore del dio Sole Invitto.
La storia prende l'avvio da un viaggio fatto dal giovane Giuliano
nella città di Ilio nella Troade. Durante una sua visita nel tempio
dedicato a Ettore, quest'ultimo gli appare e gli predice che diverrà
imperatore ma gli annuncia anche che in una battaglia ai Campi Frigi,
gli dei guideranno la lancia di un traditore che lo ucciderà.
Una predizione di morte e della fine miserevole di Roma. Ettore però
lo rassicura, perchè Apollo il dio del Sole lo proteggerà, la lancia
sarà sviata e lui dovrà fingere la sua morte e nascondersi a tutti in
una terra lontana e sconosciuta ai più e li preparare la riscossa
mentre a Roma regneranno uomini deboli e senza valore.
Forte di questa predizione Giuliano prepara in grande segreto, tramite
il fedele Lucio Domizio Claro, una spedizione verso le lontane e
ignote terre di Meropide. Durante la battaglia, protetto dal dio
Apollo, sarà solo ferito dalla lancia traditrice e, travestito da
mercante, andrà sull'isola di Ibernia al confine con l'Estremo
Occidente. In quella terra lontana, Lucio attende l'arrivo
dell'imperatore per affrontare con lui l'Oceano e raggiungere, su una
grande flotta, la favolosa isola di Meropide. Entrambi dovranno
confrontarsi con nemici agguerriti e subdoli, con popoli sconosciuti e
feroci, poiché la posta in gioco sarà grande: raggiungere la
dimora del Dio Sole e, con la sua benevolenza, fondare un nuovo Impero
di Roma oltre l'Oceano.
E da quel momento la storia sarà molto diversa.
La "quarta":
353 d.C. Una fìtta nebbia avvolge il tempio di Ilio e,
all'improvviso, l'imponente figura di Ettore appare davanti al
principe Giuliano. L'eroe troiano gli annuncia che un giorno diventerà
imperatore di Roma, ma che il suo regno sarà breve: infatti morirà
sul campo di battaglia, ucciso da un soldato romano. Inoltre il suo
assassinio segnerà, per l'impero, l'inizio della fine, e il trono dei
Cesari cadrà sotto il giogo dei popoli barbari. Per sovvertire
quell'infausto destino, Giuliano dovrà ingannare gli uomini e il Fato
inscenando la propria morte, per poi fuggire in una regione remota,
oltre le colonne d'Ercole, in cui stabilirsi in attesa di
riconquistare Roma...
Dieci anni dopo. L'imperatore Giuliano, ferito, giace nella sua tenda.
Grazie all'intervento del dio Sole Invitto, è sopravvissuto alla
congiura ordita dai legionari di fede cristiana e ora tutti lo
credono morto. Travestito da mercante, affronta quindi un lungo
viaggio verso l'isola di Hibernia, dove lo attende il fedele Lucio
Domizio Claro, che da mesi prepara in gran segreto una flotta per
salpare verso l'estremo occidente: seguiranno la rotta tracciata
secoli prima da un esploratore di Alessandro Magno che, secondo la
leggenda, aveva raggiunto Meropide, un continente immenso al di là
dell'oceano, grande e fertile oltre ogni immaginazione...
bye
pino
>Imperium Solis - collana Narrativa n. 383, pag. 433, >euro 18,60
Dico la verit�, mi era piaciuto di pi� il ciclo di Occidente.
Ciao,
Giampietro
Pinuzzo, Pinuzzo, non smetti mai di tentarci con quest'italo nulla? Ma non
vuoi proprio convincerti della dura realt�? :-)
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max licari
In particolare a me � piaciuto il primo, poi diventa "troppo" fantastico
per una ucronia. Il tutto IMO ovviamente.
Mah, lui dice di essere debitore di Tolkien, ma � proprio quel quid di
fantasy
a rendere le sue ucronie poco credibili.
Forse l'adattamento fumettistico gli si addice meglio, chi sa?
Ciao,
Giampietro
un piccolo appunto "storico",
Giuliano fu denominato apostata per essersi "convertito" al paganesimo,
in quanto era di educazione e famiglia cristiana, e probabilmente anche
battezzato.