On 15 Apr, 12:23, G <g...@nowhere.invalid> wrote:
> Multivac85 <
multiva...@gmail.com> wrote:
>
> Molto interassante, al momento non ho altre aggiunte se non un particolare
>
> [....]
>
> > 1) Marte attraversato da canali come segni di civilizzazione aliena:
> > teoria proposta per la prima volta nel 1877 dalle osservazioni di
> > Giovanni Schiaparelli (che però non si pronunciò se la loro origine
> > fosse naturale o artificiale) e poi da quelle di Percival Lowell dal
> > 1895, attribuendo esplicitamente i canali a una civilizzazione
> > intelligente,
>
> [....]
>
> A quanto pare il tutto e' dovuto ad un errore di traduzione!
> L'italiano "canali" che e' generico fu tradotto nell' inglese "canals"
> che si riferisce di solito a canali artificiali invece che "channels"
> e da qui le idee seguenti.
>
> G
Esatto, mi ero scordato di aggiungerlo. Per chi volesse approfondire
questa visione di Marte, consiglio la lettura diretta dello studio
dello stesso Lowell "Mars and its canals" del 1906 (con tanto di
disegni e mappe), consultabile in forma integrale qui:
http://archive.org/stream/marsanditscanals033323mbp#page/n5/mode/2up
Adesso che ci penso altre teorie usate in passato nella fantascienza
(ad esempio Jules Verne in "Viaggio al centro della Terra" nel 1864)
ma oggi obsolete in campo scientifico, questa volta non in campo
astronomico, ma in campo geologico, sono quelle che ipotizzavano
enormi zone cave all'interno della terra, l'ultimo scienziato di
professione esperto del campo che propose una teoria del genere è
stato John Leslie nel 1829, ma mi risulta che già a quel tempo l'idea
di grandi strutture cave nella Terra (teorizzate peraltro anche da
scienziati molto importanti come Halley nel 1692) era stata ormai
quasi abbandonata (nel 1798 Cavendish aveva già "pesato" la Terra e
quindi, anche postulando zone interne della Terra estremamente pesanti
che controbilanciavano le ipotetiche zone cave i conti difficilmente
potevano tornare). Insomma si può dire che il romanzo del 1864 di
Verne già a quel tempo conteneva ipotesi scientifiche ormai ritenute
da abbandonare definitivamente nell'ambiente scientifico accademico.
Poi certo, Verne d'altra parte era un buon scrittore d'avventura e
questo aiuta molto a lasciare in secondo piano queste sue effettive
mancanze scientifiche a favore di quelle dell'abilità di raccontare
una storia.
Ciao.