La "quarta":
Pubblicato nel 1987, Terre occidentali chiude la trilogia composta da
Le città della notte rossa e Strade morte, assumendo su di sé tutto il
valore di testamento spirituale e artistico del grande narratore
americano.
Ispirandosi all'antichissimo Libro dei Morti egiziano, Burroughs
esplora il tema dell'immortalità con continue deviazioni spazio-
temporali compiendo un viaggio che è anche meditazione profonda sul
significato della solitudine, della vita e della morte. Il fluire
della prosa avanti e indietro nel tempo, l'infinità di personaggi
ed episodi, molti dei quali chiaramente ispirati alla vita
dell'autore, e la presenza di simboli e miti della contemporaneità
hanno fatto si che Terre occidentali sia stato spesso considerato il
miglior romanzo dell'ultimo
periodo di William Burroughs.
bye
pino