IL NONO PRINCIPIO
LA NON INTERFERENZA DELLA RELIGIONE NELLA POLITICA
La condotta nella vita è motivata da due scopi essenziali:
« La speranza della ricompensa », e « il timore della
punizione ».
Queste speranze e questi timori debbono essere tenuti in
gran considerazione da coloro che occupano importanti
cariche nei governi.
I loro affari consistono nel consultarsi per
la creazione delle leggi e per provvedere alla loro giusta
amministrazione.
La tenda dell'Ordine nel Mondo è sostenuta da due
colonne, « Ricompensa e Retribuzione ».
I governi dispotici sono fatti da uomini senza fede divina;
e dove non v'è il timore della Retribuzione Spirituale,
l'esecuzione delle leggi è tirannica e ingiusta.
Non v'è migliore metodo di prevenire l'oppressione che col
rispetto dei due sentimenti, speranza e timore.
Entrambi hanno conseguenze politiche e spirituali.
Se gli amministratori della legge volessero tener conto delle
conseguenze spirituali delle loro decisioni, seguendo i dettami
della religione,diverrebbero « gli agenti divini nel mondo dell'azione,
i rappresentanti di Dio per coloro che sono sulla terra, e
difenderebbero, per amore di Dio, gli interessi dei Suoi servi,
così come fanno con i propri ».
Se un governante è cosciente della sua responsabilità e teme di
sfidare la legge divina, il suo giudizio sarà equo.
Al contrario se un amministratore dovesse pensare che tutta la
responsabilità per le sue azioni finisce con la sua vita terrena,
ignorando e misconoscendo i favori divini e il regno spirituale della
gioia, egli mancherebbe dell'incentivo per un giusto agire e
dell'ispirazione per distruggere l'oppressione ed il torto.
Quando un sovrano sa che il suo giudizio verrà pesato
sulla bilancia del giudice divino, e che se non sarà trovato in
mancanza, egli perverrà nel Regno Celeste e sarà inondato
dalla luce della munificenza divina, allora egli agirà
sicuramente con giustizia ed equità.
Vedete com'è importante che i ministri di stato siano illuminati
dalla religione!
Con le questioni politiche, però, il clero non ha nulla a che
fare!
Le cose religiose non debbono essere mai mescolate con
la politica, nel presente stato del mondo, poichè i loro
interessi non sono identici.
La religione s'interessa di cose del cuore, dello
spirito e della morale.
La politica si occupa delle cose materiali della vita.
I maestri di religione non debbono invadere il regno della
politica; essi debbono occuparsi dell'educazione spirituale dei
popoli, consigliandoli bene e cercando di servire Dio e l'umanità.
Essi debbono cercare di risvegliare le aspirazioni spirituali e
accrescere la comprensione ed il sapere dell'umanità, migliorando
la morale e aumentando l'amore per la giustizia.
Questo è in accordo con gli Insegnamenti di Bahá'u'lláh.
Nei Vangeli è scritto: « Rendete dunque a Cesare le cose di
Cesare e a Dio le cose di Dio »(1 Luca,xx:25.)
In Persia esistono fra i più importanti ministri di Stato,
alcuni che sono religiosi, di vita esemplare, che venerano
Iddio, e che temono di disobbedire alla Sua Legge.
Altri governanti invece, in quella stessa terra, non hanno
alcun timore di Dio, non pensano alle conseguenze delle loro
azioni, lavorano a soddisfare i propri desideri e hanno portato
la Persia nei malanni e nelle difficoltà.
Oh amici di Dio! Siate gli esempi viventi della Giustizia!
Così che per la grazia di Dio, il mondo possa vedere che le
vostre azioni manifestano gli attributi della giustizia e della
misericordia.
La giustizia non ha limiti; è una qualità universale.
Il suo operare dev'essere portato in tutte le classi, dalle più
umili alle più elevate.
La giustizia dev'essere sacra e gli interessi dei popoli debbono essere
presi in considerazione.
Desiderate per gli altri ciò che desiderate per voi stessi.
Allora potremo gioire nel Sole della Giustizia che brilla
sull'orizzonte di Dio.
Ogni uomo è stato posto in una posizione d'onore; egli non
deve abbandonarla.
Un umile lavoratore che commette un'ingiustizia è tanto da biasimare
quanto un famoso tiranno.
Così noi abbiamo la scelta fra giustizia e ingiustizia.
Io spero che ognuno di voi diverrà giusto e indirizzerà i
suoi pensieri verso l'unità dell'umanità; che nessuno farà male
al suo prossimo né parlerà male di alcuno, che rispetterà i
diritti di tutti gli uomini e si preoccuperà più degli interessi
degli altri che dei propri.
Così diverrete fiaccole della giustizia Divina agendo in
accordo con gli insegnamenti di Bahá'u'lláh, che, durante la
Sua vita, sopportò innumerevoli tribolazioni e persecuzioni
per poter mostrare sulla terra le virtù del Mondo Divino,
rendendo possibile per voi di intendere la Supremazia dello
Spirito e di gioire nella Giustizia di Dio.
Per opera della Sua Misericordia, la Munificenza Divina si
riverserà su di voi, e a questo fine io prego.
Dal libro "La Saggezza di Abdul'Bahà"-pagg.197-198-199
Saluti
f.
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