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Bonino,Bresso e Vendola:trio anticristiano-Grillini? Raglio di asino...

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donquixote

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Mar 25, 2010, 7:51:23 PM3/25/10
to
Avvenire
Quei pregiudizi che soffocano la libertà di educazione
ERNESTO MAINARDI
Sono un genitore che per i suoi tre figli ha scelto il percorso
della scuola paritaria: sentivo il bisogno di essere accompagnato
dall'opera di insegnanti con cui condividere un progetto educativo
e una visione dell'uomo e della vita.
In una società sempre più frammentata, con riferimenti
più labili, dominata dall'individualismo come quella di oggi,
volevo offrire una bussola di orientamento.
Né un privilegio né una scelta eccentrica, ma un diritto riconosciuto
dalla Costituzione. Tre figli a scuola - da quella dell'infanzia fino
alla maturità - corrispondono a 48 anni e, scegliendo la paritaria,
a 48 rette scolastiche da pagare, con molti sacrifici e più di una rinuncia,
vista la mia condizione di 'normale' lavoratore dipendente.
Per questo, ricorrendo in questi giorni i dieci anni dall'approvazione
della legge sulla parità, mi rendo conto di avere subito un'ingiustizia,
e capisco che la subiscono ancor più coloro che non possono
permettersi di scegliere la scuola che giudicano più adeguata
per i loro figli.
Ma in che Paese viviamo, se la libertà proclamata non è garantita?
Non è in gioco la possibilità di scegliersi un'auto o un vestito,
ma la libertà di educazione, che per essere piena deve essere
esercitata senza condizionamenti economici.
È un'ingiustizia che la mia e tante altre famiglie italiane
subiscono mentre in tutta l'Europa la frequenza di un istituto
non statale fa parte dei diritti sostenuti, anche finanziariamente,
dallo Stato.
Quando però le indagini internazionali rilevano gli scadenti
risultati dell'istruzione italiana rispetto alla maggior parte
dei Paesi occidentali, nessuno mette in evidenza che una
delle differenze riguarda proprio lo scarso peso della nostra
scuola paritaria, che all'estero invece accoglie in media il 20
per cento degli studenti.
Risulta evidente che la presenza significativa del comparto
pubblico-non statale favorisce il miglioramento di tutto il sistema
scolastico chiamato a confrontarsi liberamente per raggiungere
risultati migliori e ampliare l'offerta formativa proposta alle famiglie.
Un guadagno secco, dunque, per tutta la società, che si avvantaggia
di una sana emulazione.
In Italia invece quando si parla di finanziamenti alle famiglie
(buoni-scuola o dote) o alle scuole paritarie si risveglia -
nell'informazione dominante, fra i sindacati e nel mondo politico
- una mentalità statalista che (chissà perché solo per quanto
attiene all'istruzione), vede la 'concorrenza' come il fumo negli occhi.
Eppure, è chiaro a tutti che un'adeguata crescita del sistema
nazionale integrato, introdotto dieci anni fa, conviene a tutti
per tanti motivi: garantisce un vero pluralismo, favorisce migliori
risultati formativi degli studenti, permetterebbe (se fosse pienamente
attuato.) un risparmio per le casse dello Stato.
Gli istituti paritari, infatti, hanno un costo pro capite che mediamente
è inferiore a quello delle statali. Guarda caso, alcune esperienze
avviate in Europa da governi conservatori (Svezia, Spagna)
che hanno visto finanziare e crescere le scuole non statali,
sono state confermate da successivi governi di sinistra
a motivo degli evidenti risultati positivi, anche dal punto
di vista del bilancio statale.
Dove si dimostra che il dato di realtà
ha prevalso sull'ideologia.
Perché in Italia questo non accade?
A dieci anni dalla legge sulla parità siamo ancora lontani
dal traguardo: noi genitori ci auguriamo che finalmente
qualcuno abbia il coraggio di investire sulla libertà di educazione.
Per il bene dei nostri figli, di tutte le famiglie e di tutto il Paese.

Il Giornale
Il quoziente che divide le due candidate
di Rita Smordoni
Si scrive quoziente familiare, si legge spartiacque
fra Emma Bonino e Renata Polverini.
Una linea di demarcazione politica netta.
Per la prima è una misura inutile, anzi «dannosa».
Per la Polverini invece è una priorità del programma elettorale.
Sul quoziente familiare è scontro ideologico netto fra
le due candidate alla Regione.
«Mi sembra uno strumento per inchiodare ancora di più
la donna a casa», ha affermato più volte Emma Bonino.
Per Renata Polverini invece è una priorità assoluta del programma
elettorale: «La famiglia è il nucleo fondamentale della nostra società,
daremo sostegno economico e agevolazioni alle famiglie numerose».
A gennaio il sindaco Alemanno ha affermato: «Il primo obiettivo
della riforma fiscale - deve essere il quoziente familiare, poi
può venire la riduzione delle aliquote».
«L'annuncio di Alemanno è un passo fondamentale per un nuovo
welfare impostato sulla sussidiarietà e sulla centralità della famiglia»,
gli ha fatto eco la deputata Barbara Saltamartini, responsabile
Pari opportunità del PdL. Il provvedimento per introdurre il quoziente
familiare a Roma sarà pronto entro l'anno. È già stata istituita
in Campidoglio una commissione per studiare come rimodulare
le tariffe e le imposte. «Rimoduleremo tutte quelle che dipendono
dal Comune, in base al quoziente familiare», ha annunciato
a febbraio il primo cittadino.
A marcare le distanze da Bonino è anche il Forum delle Associazioni
familiari del Lazio, che raggruppa 50 associazioni a livello locale:
«Siamo convinti - ha affermato di recente il presidente del Forum,
Gianluigi De Palo - che la politica debba avere chiare le priorità.
La Bonino sembra non avere minimamente la percezione
del Paese reale. Oggi le famiglie del Lazio non possono aspettare
oltre: il quoziente familiare è una risposta concreta alle loro esigenze.
Il sistema del quoziente familiare è già una realtà in molti Paesi,
assicura fisco più equo e giusto».
In Francia, dove il quotient conjugal funziona da decenni, il tasso
di occupazione femminile è di 13 punti più alto che in Italia.
Peccato che Bonino guardi all'Europa solo quando le fa comodo.
[In questo video è possibile sentire l'orrenda
bestemmia di Emma Bonino
http://www.youtube.com/watch?v=lS28nAtoarM
Emma Bonino è quella che si vantava di avere effettuato
centinaia di aborti con la pompa della bicicletta,
e si esibiva in humor nero sui resti dei feti chiusi
in barattoli della marmellata usati....
http://tinyurl.com/cqgfpu
http://www.libertaepersona.org/public/bonino-ieri.jpg ]

Pontifex
I cattolici votino candidati che appoggiano i valori non negoziabili.
La sinistra ha cercato di azzoppare Formigoni, con una gamba tesa.
Bonino, Bresso e Vendola: trio anticristiano.
Grillini? Raglio di asino....
Bruno Volpe
" La situazione politica italiana oggi é davvero molto confusa
e i cattolici credo che abbiano il diritto ed anche il dovere
di fare sentire le loro ragioni e voci che qualcuno vorrebbe zittire
entrando a gamba tesa, come accaduto a Roma e Milano":
lo afferma il noto sociologo e studioso di cose religiose,
professor Massimo Introvigne.
Esaminiamo la situazione: " io opero in Piemonte dove l'attuale
governatrice, la signora Bresso é davvero antitetica ai valori cattolici,
cresciuta alla scuola della Bonino, un campione di anticlericalismo
becero".
Infatti l'antagonista della Bresso é Cota i cui programmi, seri
e lineari, bene rispecchiano la fedeltà al Magistero della Chiesa:
" la mia opinione é che i cattolici dovrebbero guardare a questo,
ovvero alla coerenza dei candidati, cioé alla loro reale fedeltà
a quelle che sono le radici cristiane, al Magistero del Papa
e della Chiesa, ovvero alla famiglia, vita ed educazione,
cose che sia la Bresso, che la Bonino e Vendola non ricalcano affatto.
Pensavamo, per esempio, nel Lazio che con Marrazzo si fosse
toccato il fondo, ed ecco la Bonino, il peggio del peggio".
Anche in Piemonte non vi é da stare allegri:
" tra matrimoni saffici e pillole del giorno dopo, questa nobile
regione sta andando alla deriva, ecco la ragione per la quale
i cattolici e gli uomini di buona volontà facciano quadrato
attorno a Cota e neghino la loro fiducia alla Bresso".
In che modo valuta il tentativo di eliminare dalla partita
Formigoni e la Polverini?:
" il solito colpo basso della sinistra attuato con la involontaria
complicità dei magistrati. Quando vogliono, si appigliano
al formalismo giuridico. Da che mondo e mondo, alla presentazione
delle liste ci sono state piccole irregolarità formali. Ma bisogna
sempre guardare allo spirito della legge e negare il voto
a tanta gente sarebbe una colossale ingiustizia".
Che cosa pensa di Vendola, Bresso e Bonino?:
" tre campioni dell'anticlericalismo. Ma la più insidiosa
é la Bonino in quanto se eletta sarebbe una new entry.
Anche la Bresso va contenuta ed é ora che il Piemonte,
terra di sano cattolicesimo, riscopra con orgoglio le sue radici".
Quali sono in punti di riferimento per i cattolici?:
" votare ed appoggiare candidati che siano coerenti nelle scelte
politiche e personali con i valori non negoziabili cattolici.
Sia la Bonino che la Bresso, che propongono e incoraggiano
l'aborto, sono fuori gioco e la stessa cosa dicasi per Vendola
che da omosessuale ha promosso le famiglie di fatto e le coppie gay,
oltre che ha ammnistrato male, con un disastro nella sanità.
E' ora di affermare col voto la nostra impronta cattolica".
Il gay Grillini ha lasciato pesanti dichiarazioni su gay e Santa Sede:
" guardi, quel personaggio, ormai fuori gioco, non merita alcun
commento ed é tempo perso. Anche in Piemonte ha dato
in escandescenze, raglio di asino non arriva in cielo".

http://tinyurl.com/5rbq9l


CATTOCOMUNISMO
Rino Cammilleri
Cito, da Mario Palmaro e Alessandro Gnocchi:
"Cattocomunismo dossettiano, la dottrina secondo cui
il radioso destino dell'umanità consisterebbe nell'incontro
di un cattolicesimo un po' meno cattolico con un comunismo
un po' meno comunista.
Teoria che, quando si trasforma in prassi, produce
sempre l'incontro tra un cattolicesimo molto meno cattolico
e un comunismo perfettamente comunista."

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