. L'ULTIMO REGALO DELLA FORNERO
Inviato da: "Cristina" Data: Sab 11 Mag 2013 3:22 pm
L'ULTIMO REGALO DELLA FORNERO
di Riccardo Cascioli11-05-2013 da La Nuova Bussola Quotidiana
Scuole e luoghi di lavoro ridotti a campi di rieducazione in chiave
omosessuale, e sdoganamento della pedofilia (o almeno della efebofilia,
ovvero i rapporti di un adulto con un adolescente). E' questo lo scenario
che ci si prospetta per il prossimo futuro, in quanto l'allora ministro del
Lavoro (con deleghe per le Pari opportunit�) Elsa Fornero ha aderito sei
mesi fa a un progetto sperimentale del Consiglio d'Europa per la lotta alle
discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identit� di genere.
E ora l'Unar (ovvero l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali,
istituito all'interno del Dipartimento per le Pari Opportunit�) ha
pubblicato le linee guida per l'applicazione dei princ�pi contenuti nella
Raccomandazione CM/REC (2010) 5 del Comitato dei ministri del Consiglio
d'Europa, volta a combattere la discriminazione fondata sull'orientamento
sessuale o l'identit� di genere: "
<
http://www.pariopportunita.gov.it/images/strategianazionale_definitiva_29aprile.pdf>
Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle
discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identit� di genere
(2013-2015)", si chiama.
L'intero documento del nostro governo � improntato al pi� radicale
estremismo gay, mentre � nella Raccomandazione del Comitato dei ministri del
Consiglio d'Europa che si trova l'invito agli Stati membri ad abrogare
"qualsiasi legislazione discriminatoria ai sensi della quale sia considerato
reato penale il rapporto sessuale tra adulti consenzienti dello stesso
sesso, ivi comprese le disposizioni che stabiliscono una distinzione tra
l'et� del consenso per gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso e
tra eterosessuali" (art. 18). Considerato che in Italia l'et� del consenso
per i rapporti sessuali � di 14 anni, si vorrebbe che un cinquantenne possa
tranquillamente avere rapporti omosessuali con un 14enne senza incorrere in
reati. Ma potrebbe andare anche peggio, perch� i Radicali stanno da tempo
proponendo di eliminare qualsiasi limite di et� di consenso.
Pur tralasciando questo aspetto, che non viene direttamente ripreso nella
Strategia Nazionale (ma � implicito), il documento dell'Unar � inquietante
perch� impone l'obbligo di considerare l'omosessualit� equivalente
all'eterosessualit� in tutto e per tutto. E soprattutto non � ammesso alcun
dubbio o riserva.
Ma vediamo gli aspetti pi� inquietanti di questa strategia nazionale:
Tutto ci� che non � approvazione di ogni diritto richiesto dalla comunit�
LGBT (Lesbiche, gay, bisessuali e trans) � omofobia, rientra in quei
"pensieri dell'odio" che la legge punisce severamente . In pratica �
obbligatorio pensare che sia sacrosanto il matrimonio tra persone dello
stesso sesso, perch� come radice dell'omofobia viene indicato
l'eterosessismo, vale a dire pensare che solo il rapporto eterosessuale sia
naturale. Non a caso si fa riferimento a personalit� politiche ed
ecclesiastiche, che violerebbero spesso e volentieri questo punto:
"incitamenti all'odio e alla discriminazione permangono nelle dichiarazioni
provenienti dalle autorit� pubbliche e da alcuni rappresentanti delle
istituzioni politiche ed ecclesiastiche, veicolate costantemente dai media
italiani". Sotto questa luce si capisce meglio il "caso Biancofiore",
dapprima nominata sottosegretario alle Pari opportunit� e poi spostata
perch� le organizzazioni gay l'hanno bollata come omofoba: appoggiava in
tutto le battaglie del mondo gay, disposta pure a partecipare ai Gay Pride,
l'unica cosa che non concedeva era il matrimonio, ed � stata "espulsa" dalle
Pari Opportunit�.
N� pu� passare inosservato quel riferimento esplicito alle personalit�
ecclesiastiche che starebbero incitando all'odio: siccome non risulta che ci
siano vescovi che vanno in giro invitando i fedeli a emarginare gli
omosessuali o a picchiarli, possiamo facilmente immaginare cosa potr�
accadere a chi - sul tema omosessualit� - si limiter� anche solo a leggere
il Catechismo della Chiesa.
La scuola sar� il principale teatro delle operazioni: cambiamento dei
programmi scolastici e indottrinamento forzato sull'argomento per promuovere
lo stile di vita LGBT sono i cardini di questa iniziativa. Ecco, ad esempio,
alcuni degli obiettivi e delle misure fissati dall'Unar per le scuole:
ampliare le conoscenze e le competenze di tutti gli attori della comunit�
scolastica sulle tematiche LGBT; favorire l'empowerment delle persone LGBT
nelle scuole, sia tra gli insegnanti che tra gli alunni; contribuire alla
conoscenza delle nuove realt� familiari, superare il pregiudizio legato
all'orientamento affettivo dei genitori per evitare discriminazioni nei
confronti dei figli di genitori omosessuali; realizzazione di percorsi
innovativi di formazione e di aggiornamento per dirigenti, docenti e alunni
sulle materie antidiscriminatorie, con un particolare focus sul tema LGBT e
sui temi del bullismo omofobico e transfobico; integrazione delle materie
antidiscriminatorie nei curricula scolastici (ad es. nei percorsi di
Cittadinanza e Costituzione) con un particolare focus sui temi LGBT;
riconoscimento presso il Ministero dell'Istruzione delle associazioni LGBT;
ulteriori corsi di approfondimento che daranno crediti formativi. Inutile
dire che � previsto che siano direttamente le associazioni LGBT a gestire
corsi di istruzione sul tema.
Per quanto riguarda il lavoro il discorso � analogo, con l'aggiunta di
corsie preferenziali per l'assunzione e la formazione di personale LGBT
(dopo le quote rosa anche quelle arcobaleno) e formazione a tutti i
lavoratori sul tema per cancellare ogni residuo di resistenza. Corsi di
formazione e iniziative varie saranno finanziate con i fondi strutturali
europei, vale a dire con i soldi, in massima parte, della Commissione
Europea, cio� le nostre tasse. C'� poi l'introduzione forzata di una (quasi)
nuova figura professionale, ovvero chi si occupa del diversity management,
gestire e valorizzare le diversit�.
Ovviamente le diversit� in questione sono quelle dell'orientamento sessuale
e dell'identit� di genere, ma le indicazioni sul diversity management
lasciano sconcertati. Ecco alcune indicazioni: creazione di network LGBT
all'interno delle aziende e istituzione a livello di alta dirigenza del
ruolo di mentore LGBT; estensione di benefit specifici per le persone LGBT,
anche in relazione alle famiglie omogenitoriali; certificazione delle
aziende gay friendly.
Questo indottrinamento � previsto specificamente anche per giornalisti,
tutori dell'ordine pubblico, personale carcerario.
E' inoltre prevista una inquietante cabina di regia, definita "Sistema
integrato di governance", composto da Unar, organizzazioni di gay e
lesbiche, diversi ministeri, Ordine dei Giornalisti, sindacati e cos� via.
La governance peraltro � gi� una realt�, visto che il 20 novembre 2012 si �
costituito il Gruppo Nazionale di Lavoro LGBT.
Il ministro Fornero dunque, avr� pure sbagliato i conti sugli esodati, ma
sicuramente ha portato avanti con decisione - e senza fare pubblicit� -
l'agenda della lobby gay, che se non viene fermata ci porta rapidamente
all'approvazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e alla
legalizzazione della pedofilia. Non a caso diciamo "se non viene fermata":
la Raccomandazione del Consiglio d'Europa che � alla base della Strategia
Nazionale � infatti un protocollo cui si aderisce su base volontaria; non
c'� alcun obbligo n� morale n� politico di recepirlo, tanto � vero che
l'Italia � fra i pochissimi paesi che lo hanno fatto. E quindi � possibile
per il nuovo governo ritirarsi dal progetto in qualsiasi momento.
La cosa non sar� per� facile, per due motivi: il Dipartimento delle Pari
Opportunit� � dominato da militanti pro-LGBT, e il nuovo ministro delle Pari
Opportunit� Josefa Idem ha gi� sposato la visione pi� radicale. Basta
leggere la
<
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/05/10/lultima-sfida-di-josefa-basta-coppie-di.html?ref=search>
lunga intervista
rilasciata ieri a "Repubblica" per capire che l'intenzione non � solo di
procedere nella direzione del matrimonio gay, ma di farlo anche rapidamente.
E il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha tutta l'aria di non voler
contrastare questa ondata: ha rimosso Michaela Biancofiore da
sottosegretario alle Pari Opportunit� con il pretesto di un'intervista
rilasciata in violazione di un ordine dato di sobriet� e rinuncia al
protagonismo; nessuna conseguenza invece per l'intervista - ben pi�
dirompente - del ministro Idem.
Ci sar� in questo governo qualche ministro capace di opporsi a questa
deriva, nella convinzione che questa opera di distruzione della famiglia
finir� di distruggere la nostra societ�?
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�Padre nostro che sei nei cieli, io rinuncio alla mia volont� umana, te
l'offro in sacrificio di olocausto. Ti chiedo umilmente di sostituirla con
la Tua, che � Divina. Grazie.�
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