On 18 Apr, 09:57,
due...@gmail.com wrote:
> Il giorno giovedì 18 aprile 2013 05:25:05 UTC+2, ilwolve ha scritto:
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> > On 17 Apr, 19:19,
due...@gmail.com wrote:
>
> > > Il giorno mercoledì 17 aprile 2013 17:34:56 UTC+2, ilwolve ha scritto:
>
> > > > On 17 Apr, 11:11,
due...@gmail.com wrote:
>
> > > > > Cari Utenti della lista,
>
> > > > > sono un giurista appassionato di informatica e vorrei meglio comprendere il tema delle chiavi crittografiche.
>
> > > > > Ho fatto qualche ricerca per conto mio e sono arrivato alle seguenti conclusioni: (i) la chiave è sostanzialmente un numero; (ii) tale numero viene utilizzato in una funzione matematica/algoritmo.
>
> > > > > Per evitare che la chiave (o il numero) possa essere facilmente scoperta con un attacco a forza bruta è necessario che questa venga scelta tra un insieme numeroso di possibili chiavi.
>
> > > > > Più alto è il numero delle possibili chiavi minore sarà la possibilità di individuare la specifica chiave utilizzata.
>
> > > > > Visto che i calcolatori esprimono i numeri in bit e a ogni bit può assumere solamente due valori: 0 o 1, per calcolare le possibili combinazioni di una chiave espressa in bit è necessario elevare il numero dei possibili valori assumibili per il numero di bit utilizzati [2^(numero di bit utilizzati)].
>
> > > > > A ogni sequenza di bit potrà poi essere associato un numero diverso, ad esempio alla sequenza "0000 0001" potrà essere abbinato il numero decimale 1, alla sequenza "0000 0010" potrà essere abbinato il numero decimale 2 e così di seguito.
>
> > > > > Quindi, se non ho capito male, la chiave è una serie di bit a cui corrisponde un numero.
>
> > > > > Ciò che non ho ben compreso è come si passi da una password espressa in lettere, numeri e simboli a un numero (ossia alla chiave) da utilizzare all’interno della funzione crittografica.
>
> > > > > Qualcuno può spiegarmi come funziona tale passaggio oppure segnalarmi delle letture sull’argomento ?
>
> > > > > Ciao
>
> > > > > Matteo
>
> > > > beh, è semplicemente una convenzione di codifica, ce n'è più d'una, il
>
> > > > più comune e usato è l'asciihttp://
it.wikipedia.org/wiki/ASCII
>
> > > Grazie per la risposta, avevo pensato che fosse qualcosa di simile, tuttavia non mi tornavano i conti. Nel senso che se uso la codifica ASCII, che se non ho capito male è a 7 bit, vuole dire che per una chiave a 128 bit dovrei usare 18,28 simboli, il che (a parte il problema della virgola che forse può essere risolto usando codifiche a 8 bit) imporrebbe di usare chiavi composte da 18 (16 nel caso di codifica a 8 bit) caratteri.
>
> > > Mi pare invece che normalmente sia rimessa all'utente la scelta della lunghezza della password. Non capisco quindi come si coordinano lunghezza della password variabile e utilizzo di chiavi con un numero di bit definito.
>
> > > Ciao
>
> > beh se leggi bene, lo standard de facto è in realtà (
>