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Special Guest Jazz a Soliera: opinioni su William Parker?

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alf

unread,
Jul 3, 2009, 3:52:35 AM7/3/09
to
Saluti.

Ieri sera, alla prima serata della manifestazione "Special Guest Jazz"
(Soliera http://www.fazzclub.org/: prossime serate Jesse Davis 4et
9/07 Pasquale Mirra/Hamid Drake 11/07), ho assistito al concerto del
"William Parker Chamber trio" (William Parker contrabbasso, Eri
Yamamoto pianoforte, Leena Conquest voce-danza).

Di positivo: ottima tecnica, swing e interplay di tutti i componenti.
Di negativo: atmosfere e timbrica uniformi, testi con metrica da
elenco telefonico e scarsa cantabilità  delle linee vocali,
propulsione
ritmica in cui l'ottimo sostegno del basso era appannata dall'assenza
della batteria.

In pratica, dal secondo brano in poi una noia mortale: non succedeva
niente, o meglio, succedeva sempre la stessa cosa. Siccome è la prima
volta che ascolto qualcosa di questi artisti mi interessa sentire
altre
opinioni, magari anche per capire che non ho capito.

Cheers,
alf

Niccolo' Carli

unread,
Jul 3, 2009, 5:22:44 AM7/3/09
to
On 3 Lug, 09:52, alf <alessandro.forghi...@gmail.com> wrote:

> In pratica, dal secondo brano in poi una noia mortale: non succedeva
> niente, o meglio, succedeva sempre la stessa cosa. Siccome è la prima
> volta che ascolto qualcosa di questi artisti mi interessa sentire
> altre
> opinioni, magari anche per capire che non ho capito.

Districarsi nella produzione di William Parker, prolificissimo e
attivissimo, in grado di pubblicare quattro dischi all'anno o poco ci
manca, e' un casino - per esempio l'aspetto "cameristico" della sua
produzione non lo conosco manco per sbaglio. Trovo che le sue
formazioni in quartetto, sempre accompagnato da quel fenomeno di
batterista che e' Hamid Drake e una frontline che e' variata piu'
volte (ci e' passato pure l'eccelsa tromba di Roy Campbell), siano
spettacolari: partono dai quartetti de-pianizzati di Coleman e Mingus
e si avventurano per una direzione tutta loro, con brani spesso
lunghissimi e ricchi di incasinatissime esplorazioni ritmico/timbriche
con rimandi, spesso e volentieri, alla musica africana (dico in senso
lato, visto che non mi intendo di musica africana). Le formazioni in
trio sono quasi identiche, solo che di fiati ce n'e' uno solo. Io ti
consiglio di ascoltare Painter's Spring, Ol'Neal's Porch (originale
trattamento del fil rouge che da Charlie Parker arriva a Dolphy),
Sound Unity e il recente Petit Oiseau. Poi ci sono le incisioni con la
Little Huey Creative Music Orchestra, un ensamble orchestrale che puo'
ricordare, fra le altre cose l'Arkestra di Sun Ra o certo tardo Mingus
(penso a Me Myself An Eye soprattutto). Ti consiglio qui Mayor Of
Punkville e For Percy Heath, due lavori densissimi e luculliani a dir
poco! Lo scorso anno e' uscito poi un altro progetto ancora, una
composizione per orchestra jazz, archi e vocalizzi indiani: Double
Sunrise Over Neptune, anch'essa complessa, quasi epica, ma
indubbiamente affascinante. Ci sono poi altre due o trecento
incarnazioni dell'attivita' di Willian Parker che ancora non conosco,
e che un giorno o l'altro esplorero'.

Perdona la rozzezza, spero si capisca qualcosa, se Riccardo o altri
meno trucidi di me vorranno contribuire ben vengano...
Niccolo'.

The Squash Delivery Boy

unread,
Jul 3, 2009, 7:05:20 AM7/3/09
to
alf wrote:

> Saluti.

Ciao

> Ieri sera (...) ho assistito al concerto del


> "William Parker Chamber trio" (William Parker contrabbasso, Eri
> Yamamoto pianoforte, Leena Conquest voce-danza).


Ho avuto l'identica tua impressione ascoltandoli a Milano alcuni mesi fa;
trattandosi di musicisti di un certo valore (almeno Parker e la Yamamoto),
pensavo che si dovesse al fatto di essere un trio raccogliticcio,
occasionale (mi pare che i tre fossero a Milano per dei seminari); a
quanto pare non � cos�... Una musica priva di ogni urgenza.

sv

unread,
Jul 3, 2009, 10:31:01 AM7/3/09
to
Il 03 Lug 2009, 09:52, alf <alessandro...@gmail.com> ha scritto:
> Saluti.
>
> Ieri sera, alla prima serata della manifestazione "Special Guest Jazz"
> (Soliera http://www.fazzclub.org/: prossime serate Jesse Davis 4et
> 9/07 Pasquale Mirra/Hamid Drake 11/07), ho assistito al concerto del
> "William Parker Chamber trio" (William Parker contrabbasso, Eri
> Yamamoto pianoforte, Leena Conquest voce-danza).
>
> Di positivo: ottima tecnica, swing e interplay di tutti i componenti.
> Di negativo: atmosfere e timbrica uniformi, testi con metrica da
> elenco telefonico e scarsa cantabilit� delle linee vocali,

> propulsione
> ritmica in cui l'ottimo sostegno del basso era appannata dall'assenza
> della batteria.
>
> In pratica, dal secondo brano in poi una noia mortale: non succedeva
> niente, o meglio, succedeva sempre la stessa cosa. Siccome � la prima

> volta che ascolto qualcosa di questi artisti mi interessa sentire
> altre
> opinioni, magari anche per capire che non ho capito.
>
> Cheers,
> alf
>

Credo che tu abbia capito benissimo.
Anche a me � capitato spesso di sentire dei concerti in cui il primo brano
era anche interessante e tutto il resto era monotamente uguale.
L'unica cosa che non ho capito e che cosa ci trova d'interessante chi li
osanna
cos� tanto sulle varie riviste.
Una serata no pu� capitare a tutti.
Ma non si capisce perch� mai cos� spesso si assiste cos� spesso a delle
serate no.

sv

sv

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Giancarlo Palumbo

unread,
Jul 12, 2009, 5:29:25 AM7/12/09
to
Ho sentito ieri sera il trio che qualche giorno ti � capitato di ascoltare.
Sono d'accordo per "la scarsa cantabilit� delle linee vocali" e anche le
piroette della voce danzante erano tutt' altro che irresistibili.
Parker ha un'ottima "cavata" al contrabbasso e la Yamamoto raggiunge
interessanti atmosfere al piano. Ti sembrer� strano, Rava a parte � stato il
gruppo che ha preso pi� applausi e consensi."alf"
<alessandro...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:72c163be-6096-49ca...@l31g2000yqb.googlegroups.com...
Saluti.

Ieri sera, alla prima serata della manifestazione "Special Guest Jazz"
(Soliera http://www.fazzclub.org/: prossime serate Jesse Davis 4et
9/07 Pasquale Mirra/Hamid Drake 11/07), ho assistito al concerto del
"William Parker Chamber trio" (William Parker contrabbasso, Eri
Yamamoto pianoforte, Leena Conquest voce-danza).

Di positivo: ottima tecnica, swing e interplay di tutti i componenti.
Di negativo: atmosfere e timbrica uniformi, testi con metrica da

elenco telefonico e scarsa cantabilit� delle linee vocali,


propulsione
ritmica in cui l'ottimo sostegno del basso era appannata dall'assenza
della batteria.

In pratica, dal secondo brano in poi una noia mortale: non succedeva

niente, o meglio, succedeva sempre la stessa cosa. Siccome � la prima

alf

unread,
Jul 12, 2009, 5:42:30 AM7/12/09
to
In effetti il mio problema con la performance del gruppo di Parker è
la staticità. Nonostante la scaletta procedesse, pareva suonassero
sempre lo stesso pezzo. Ma si tratta ovviamente di ottime
individualità.

Quanto agli applausi...boh. A me è anche capitato di sentire il
pubblico spellarsi le mani ad un obbrobrioso concerto di Mario Biondi
(c'ero andato perchè pensavo fosse ancora con gli High Five),
soprattutto sugli assoli di una sassofonista che era ovviamente una
dilettante, fra l'altro di livello molto discutibile, (e ho scoperto
il giorno dopo che si trattava di una corista che copriva il buco
lasciato dal titolare assente per cause di forza maggiore). Si tratta
di un aneddoto, ovviamente, non di una spiegazione.

Cheers,
alf


On Jul 12, 11:29 am, "Giancarlo Palumbo" <palo...@virgilio.it> wrote:
> Ho sentito ieri sera il trio che qualche giorno ti è capitato di ascoltare.
> Sono d'accordo per "la scarsa cantabilità delle linee vocali" e anche le


> piroette della voce danzante erano tutt' altro che irresistibili.
> Parker ha un'ottima "cavata" al contrabbasso e la Yamamoto raggiunge

> interessanti atmosfere al piano. Ti sembrerà strano, Rava a parte è stato il
> gruppo che ha preso più applausi e consensi.

The Squash Delivery Boy

unread,
Jul 12, 2009, 5:57:32 AM7/12/09
to
alessandro forghieri wrote:

> Si tratta
> di un aneddoto, ovviamente, non di una spiegazione.

S�, ma un aneddoto che dice molto del pubblico odierno delle
manifestazioni jazzistiche (e della poca seriet� con cui - a volte! -
vengono organizzate). Quasi un apologo...

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