"luziferszorn" <
pan2...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:ab335d77-fb0c-4d19...@w5g2000vbv.googlegroups.com...
>chiamala come ti pare, nelle battute 1e2 ogni prima semicroma
>determina una "voce prevalente"
No. A batt.1 e 2 non ci sono indicazioni di voci prevalenti, se l'ho
detto -ma non mi pare- mi sono spiegato male. O tu non hai capito, o hai
capito quel che volevi, come sempre insomma.
>e se vogliamo essere filologici
>Debussy scrive "eguale e senza secchezza";
Lo dico dall'inizio. Tu sulla didascalia, che ha la sua importanza, hai
glissato senza parere.
Non si tratta di far emergere. Se il tempo non è esageratamente svelto (ma
anche se è svelto, in realtà), si imprime nell'orecchio quel mi--mi re--re
fa--fa mi e così via. Sei partito anche tu dalle ripetizioni, che si
imprimono nell'orecchio anche se la dinamica è uniforme e determinano la
sensazione di un motivo nascosto, in cui si susseguono a distanza intervalli
"stretti" alternativamente discendenti e ascendenti, che viene ripreso
(modificato) all'ottava superiore (non esattamente un'ottava sopra).
Non è questione di far sentire. Visto lo strumento, e vista la musica per
come è pensata, intendo la successione di suoni, la percezione si impone,
per quanti sforzi faccia lo strumentista. Questo è quel che dico da due
giorni almeno. Vediamo se così ti entra. Anche se ne dubito.
>dunque sarebbe arbitrario
>far emergere alcunché di non specificatamente indicato.
Per me è arbitrario anche marcare troppo le note con la doppia stanghetta di
batt.3 e 4; la scrittura, questo particolare di scrittura, la doppia
stanghetta, si può spiegare anche come tentativo di evidenziare un motivo
nascosto (un accenno di motivo, in realtà), che non si presenta sempre
uguale e che di fatto tornerà, come elemento riconoscibile; assai più
interessante sarebbe riflettere come Debussy gioca sulla memoria più o meno
consapevole e indirizzata dell'ascoltatore. Quelle di battuta 5 e 6 poi sono
semplicemente tenute più a lungo.
L'esecuzione più corretta che posso immaginare delle battute 3 e 4 è un p
uniforme, con una semifrase che va da do del secondo quarto di battuta 5 al
fa del quarto quarto di battuta 6, i cui singoli elementi sono quartine in
cui tre semicrome, legate, culminano sulla prima semicroma della quartina
successiva, che è leggermente staccata, quella segnata con la doppia
stanghetta. il do-re, re-do, do-si si può sentire più o meno, un po' si
sente sempre imho. Per non farlo sentire dovrei marcare le crome-semicrome
(do, re, do, si ecc), che poi sono staccate; ma marcandole vengo meno
all'indicazione di dinamica, che è una sola.
Insomma, per farla sentire contravvengo ad un'altra indicazione.
>Così come dopo
>(btt 3-4 e sgg) è stupidissimo
No; se c'è qualcuno di stupido, qui, sei tu. E meno male che fai l'offeso.
Visto che sei sensibile alle "parolacce" come le vecchie beghine (in realtà
distribuisci di peggio a chiunque non sia pronto a consentire con te)
moraliste le evito, anche se tu sai essere molto, ma molto più offensivo, e
gratuitamente. Per non parlare del saltare di palo in frasca e del girare la
frittata; toh, due metafore, queste ti piaceranno. Che invece, nonstante
tutte le pretese, tu sia un gran pressapochista che vuol passare per
profondo analista (un analista vero si soffermerebbe sulla parte centrale,
non su quel dettaglio), te lo dico letteralmente.
>pensare che Debussy dovesse essere più
>preciso nella notazione per evitare che i pianisti facessero
>rimbalzare l'ultima semicroma come ribattuto dell'ottavo segnato come
>staccato creando l'ormai noto giochino melodico inesistente sulla
>partitura.
Cosa che nessuno, ma proprio nessuno ha detto: si è detta un'altra cosa. Che
se avesse voluto a tutti i costi un una melodia netta, con il resto che fa
da sfondo, l'avrebbe indicata, anche con la dinamica; questo si è detto.
Così com'è, la scrittura conserva un margine di ambiguità, soprattutto se la
si legge tenendo conto della didascalia, come succede in cento altri casi da
Beethoven in poi (mi viene in mente un caso gustoso). Capisco che a te
sembri la stessa cosa. Non lo è.
E poi, che significa "ribalzare"? Caso mai il ribalzo è sulla
croma-semicroma successiva. E' sempre quest'ultima a essere messa in
evidenza.
>E' una sottile imperfezione dell'esecuzione,
No. A volte gli viene in un modo, a volte nell'altro, ma se lo ripete in
esecuzioni differenti, oltre che nella stessa, e la duplicità di soluzione
permane, vuol dire che anche per Lui il passo ammetteva più soluzioni
accettabili.
Se l'avesse considerata un'imperfezione, in quanto tale inaccettabile, non
l'avrebbe più ripetuta; sempre che si sappia chi era Michelangeli.
Fra l'altro ho provato a mettermi al pianoforte, per ragionare meglio appena
ho avuto un minuto.
Non è affatto impossibile, volendo si può fare quel che vuoi tu con relativa
facilità; meccanicamente si può, perché dal punto di vista della lettura
bisogna ignorare l'indicazione di dinamica.
>imho, e come
>tale va studiata nelle varie esecuzioni. E non mi si venga dire che ci
>sta bene.
LOL Non l'ha detto nessuno che stia bene, la vuoi capire?
>Adesso lasciami in pace che devo partorire il mio mostro
Per carità. Non ti sarà difficile.
dR