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Gilels - Scarlatti

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etwas langsamer

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Jul 27, 2012, 9:09:58 AM7/27/12
to
Si parlava di lᅵ di questo immenso pianista.
Imho il suo Scarlatti (di cui avrᅵ fatto si e no
una decina di sonate), specie quello pensoso e "metafisico",
ᅵ definitivo:

http://www.youtube.com/watch?v=tSXBNTyMAbM

http://www.youtube.com/watch?v=YYaIvN7SA6o

http://www.youtube.com/watch?v=Yoxk4r-gnHY


Richter (per rimanere agli allievi di Neuhaus) si rammaricava
alla fine della sua vita di non aver mai suonato Scarlatti,
ma chissᅵ se avrebbe raggiunto la stessa profonditᅵ espressiva.


E

etwas langsamer

unread,
Jul 27, 2012, 9:21:17 AM7/27/12
to
Il 27/07/2012 15:09, etwas langsamer ha scritto:
> Si parlava di lᅵ di questo immenso pianista.

Nota a margine: le incisioni di questi giganti (penso anche
a Horowitz con lo stesso Scarlatti, a Richter con Haendel,
a Gould con Bach...), sono neanche la dimostrazione, ma la mostrazione
assiomatica, che "quella musica lᅵ" ᅵ fatta per il pianoforte.
A prescindere che lo strumento esistesse o meno al tempo
in cui furono composti i brani in questione e a prescindere
che le esecuzioni filologiche suonino, e a buon diritto, in modo
completamente differente.

Per dirla con Calvino: "un classico non ha mai finito di dire quello che
deve dire".


E



Mario_

unread,
Jul 27, 2012, 9:43:23 AM7/27/12
to
etwas langsamer ha scritto:

> Si parlava di l� di questo immenso pianista.
> Imho il suo Scarlatti (di cui avr� fatto si e no
> una decina di sonate), specie quello pensoso e "metafisico",
> � definitivo:

> http://www.youtube.com/watch?v=tSXBNTyMAbM

> http://www.youtube.com/watch?v=YYaIvN7SA6o

meraviglia, grazie per aver condiviso.

Ricordo (seconda met� degli anni novanta mi pare)
un numero di Pianotime (o Amadeus, ma direi Pianotime)
in cui c'era allegato un Cd con 5 sonate di Scarltti eseguite
da Scarlatti, il nostro insegnante rimase cos� entusiasta
da farle studiare a un nostro bravissimo compagno.

Nella recensione Rattalino tentava di spiegare la rotondit� del
suono di Gilels dicendo che quando la meccanica del tasto � azionata
in maniera particolarmente regolare la corda produce un aumento di sonorit�
DOPO essere stata colpita e che nel caso dell'inizio di quella sonata
gli aumenti post-percussione erano addirittura due, e nel CD
effettivamente si sentiva
qualcuno ricorda quel CD e la fantasmagorica recensione?

era compresa anche la Sonata in la K 113 / L345

Mario


--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Mario_

unread,
Jul 27, 2012, 9:46:47 AM7/27/12
to
Mario_ ha scritto:


> in cui c'era allegato un Cd con 5 sonate di Scarlatti eseguite
> da Scarlatti,

da Gilels naturalmente......notevole il lapsus tastierae

etwas langsamer

unread,
Jul 27, 2012, 9:46:01 AM7/27/12
to
Il 27/07/2012 15:43, Mario_ ha scritto:

> in cui c'era allegato un Cd con 5 sonate di Scarltti eseguite
> da Scarlatti,

uno sgub come direbbe Biscardi!


:-)

Blandt Bjergene

unread,
Jul 27, 2012, 9:51:10 AM7/27/12
to
Il 27/07/2012 15:43, Mario_ ha scritto:

> qualcuno ricorda quel CD e la fantasmagorica recensione?
>
> era compresa anche la Sonata in la K 113 / L345


Io ne ho uno che era uscito nel '95 con SYMPHONIA, e oltre a sette
sonate di Scarlatti comprende anche Pour le piano di Debussy e gli
Studi sinfonici di Schumann.



Mario_

unread,
Jul 27, 2012, 10:03:16 AM7/27/12
to
Blandt Bjergene ha scritto:
le sonate di Scarlatti del CD in questione erano 5, probabile poi che
fossero
le stesse incisioni, p.es. la seconda delle sonate postate da Etwas mi
pare
la stessa meravigliosa esecuzione

daniel pennac (portatile)

unread,
Jul 27, 2012, 12:34:33 PM7/27/12
to
etwas langsamer ha scritto:

>CUT

Splendido!

Piccola noticina a margine, superficiale e di costume, credo di aver
conosciuto Gilels come pianista perchᅵ nella Settimana Enigmistica lo si
trova costantemente da decenni come definizione nei cruciverba!

samucito

unread,
Jul 27, 2012, 1:45:24 PM7/27/12
to
Stai dicendo in pratica che i due modi di suonare possono convivere ma
il pianoforte gli si addice comunque di piᅵ: ᅵ una tua opinione personale.
Per me invece ᅵ il linguaggio tonale del '700 che presenta di per se
molteplici possibilitᅵ, per cui ᅵ meglio dire "tastiera" come faceva
Bach e mantenere un margine di libertᅵ di gestirlo e dargli sviluppi
differenti in base anche al materiale che hai a disposizione.
Intendo dire che se suoni un'invenzione a due voci con violino e cello,
la esegui in maniera differente dal cembalo, l'importante ᅵ mantenere
cognizione di causa nel riconoscere ed esprimere l'"affetto"
richiesto(non parlo solo di ritmo e dinamiche, ma ad esempio di vibrato,
che ᅵ un valore aggiunto): ᅵ un concetto che chi fa musica da camera col
pianoforte conosce benissimo perchᅵ deve trovare delle soluzioni che
funzionano insieme su strumenti di tipo differente.

Con questo non intendo fare apologia alla filologia integralista, a me
piacciono tutte le visioni possibili.. anche se trovo quella di Hantai
divina (certo che il nome sembra quello di un porno giapponese)
http://www.youtube.com/watch?v=qmXQOneCX4o

Se poi proprio non possiamo scegliere se suonare all'antica o alla
moderna, possiamo sempre optare per la terza via e seguire le orme di
Gould :D
e a questo punto tiene ragione pure Calvino

egmont

unread,
Jul 27, 2012, 2:56:24 PM7/27/12
to
samucito ha scritto:

> a me
> piacciono tutte le visioni possibili.. anche se trovo quella di Hantai
> divina (certo che il nome sembra quello di un porno giapponese)
> http://www.youtube.com/watch?v=qmXQOneCX4o

Che bellissimo suono ha questo clavicembalo, Samucito!
Sembra un arpicembalo.
Le mie orecchie ti sono grate.

Shapiro used clothes

unread,
Jul 27, 2012, 6:18:18 PM7/27/12
to

"etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:50129327$0$13272$4faf...@reader2.news.tin.it...

> Richter (per rimanere agli allievi di Neuhaus) si rammaricava
> alla fine della sua vita di non aver mai suonato Scarlatti,
> ma chissᅵ se avrebbe raggiunto la stessa profonditᅵ espressiva.

Le tre sonate proposte sono molto belle.
Penso in generale che Gilels sia davvero un grande interprete, e non lo
confronterei a Richter, anche se capisco che l'appartenenza allo stesso
ambiente legittima e favorisce il paragone.
Richter ᅵ leggendario, non si discute, ma anche Gilels ᅵ unico a modo suo
(ho giᅵ detto che ᅵ imho un grande interprete beethoveniano; aggiungo ora
che anche con Mozart se la cava meglio di tanti altri). Richter ᅵ stato un
grande interprete di tanta musica del primo Novecento, forse, che Gilels ha
frequentato con meno convinzione.


dR

Shapiro used clothes

unread,
Jul 28, 2012, 3:31:03 AM7/28/12
to

"etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:50129327$0$13272$4faf...@reader2.news.tin.it...

> ma chissᅵ se avrebbe raggiunto la stessa profonditᅵ espressiva.

Posso dirne una grossa?
Io adoro Richter, ᅵ uno dei miei favoriti in assoluto, ma quello degli
ultimi anni mi lascia spesso un po' perplesso.
Soprattutto quando ᅵ alle prese con il repertorio settecentesco. E un po'
anche con altre cose, il suo Scriabin per esempio non era piᅵ quello di un
tempo, ma vista la portata della richiesta tecnica, lo si puᅵ anche capire.
Quel che invece riesce piᅵ difficile spiegarsi ᅵ certo Bach, del tutto
diverso dalla storica incisione del WTK; sostanzialmente monolitico e
diciamolo, un po' noioso. Ci sono in giro dei dischi, mi pare piuttosto
celebrati, con selezioni delle Suites, sia inglesi che francesi, e altri
pezzi diciamo "minori" che non riascolto affatto con piacere. C'entra anche
una qualitᅵ di registrazione spesso scadente (registrava sempre da vivo,
come del resto ha fatto spessissimo in carriera) ma non ᅵ solo quello; in
certe sale, soprattutto in Cecoslovacchia, pedalizza, magari per problemi
ambientali, in modo massiccio, distruggendo totalmente la percezione della
polifonia. La qualitᅵ di registrazione ᅵ quella che ᅵ anche nei dischi da
vivo degli anni '50 e '60 ma il risultato ᅵ ben diverso.
Non deve aver avuto un estrema maturitᅵ molto serena, e in parte si sapeva.
Ma rendersene conto ripetutamente ᅵ doloroso. In conclusione, che non abbia
preso in mano Scarlatti in quel periodo (grosso modo dopo la fine degli anni
'80, ancora nell'88 aveva serate ottime, spesso documentate) ᅵ davvero
meglio.
Mi sento un po' come se avessi bestemmiato, ma ᅵ quel che penso.
Adesso che ci penso, ricordo di averlo sentito (l'ultima volta) al teatro
Malibran, a Venezia, negli anni novanta in un programma tutto beethoveniano
che si apriva con la Patetica. Anche il Malibran ha un'acustica infelice.
La Sonata op.13 era comunque affogata nel pedale, quasi liquescente. Ho
anche provato a pensare ad un'idea interpretativa particolare, senza
convincermene gran che. Il resto del programma ᅵ stato diversissimo,
peraltro.

dR

Shapiro used clothes

unread,
Jul 28, 2012, 3:33:44 AM7/28/12
to

"etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:50129b9a$0$13272$4faf...@reader2.news.tin.it...

> uno sgub come direbbe Biscardi!

:-))

Mi pare di vedere anche le braccia che vanno su e gi�, come i pupi
siciliani.
Mi d� sempre l'idea che lo muovano con i fili, pel di carota stantia.
Anche se il tormentone biscardiano che pi� mi ossessiona, nel ricordo, �
"Parler� io con il presidente Matarrese"...

dR

janpieterszo...@gmail.com

unread,
Jul 28, 2012, 6:41:53 AM7/28/12
to
etwas langsamer ha scritto:

> Nota a margine: le incisioni di questi giganti (penso anche
>
> a Horowitz con lo stesso Scarlatti, a Richter con Haendel,
>
> a Gould con Bach...), sono neanche la dimostrazione, ma la mostrazione
>
> assiomatica, che "quella musica lì" è fatta per il pianoforte.

Aggiungerei alla "mostrazione" le incisioni di Scarlatti di Ivo Pogorelich e Maria Tipo.

jps

etwas langsamer

unread,
Jul 28, 2012, 2:14:26 PM7/28/12
to
Il 28/07/2012 09:33, Shapiro used clothes ha scritto:
>
> "etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:50129b9a$0$13272$4faf...@reader2.news.tin.it...
>
>> uno sgub come direbbe Biscardi!
>
> :-))
>
> Mi pare di vedere anche le braccia che vanno su e gi�, come i pupi
> siciliani.
> Mi d� sempre l'idea che lo muovano con i fili, pel di carota stantia.
> Anche se il tormentone biscardiano che pi� mi ossessiona, nel ricordo, �
> "Parler� io con il presidente Matarrese"...
>
> dR

Lol.
Per� la sua frase indimenticabile �:

�Non parlate tutti insieme, al massimo due o tre per volta!"

C'� tutto un mondo dentro.


E

etwas langsamer

unread,
Jul 28, 2012, 2:18:23 PM7/28/12
to
Il 28/07/2012 09:31, Shapiro used clothes ha scritto:
>
> "etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:50129327$0$13272$4faf...@reader2.news.tin.it...
>
>> ma chissà se avrebbe raggiunto la stessa profondità espressiva.
>
> Posso dirne una grossa?


Neppure a me il suo Bach acchiappa (e non tantissimo neppure
il suo WTC, ma una bestemmia alla volta...)
Non a caso nell'altro post ho citato lo Haendel da lui eseguito (un po'
più giovane, peraltro, fine anni 70), che è molto più interessante
imho, soprattutto nei meravigliosi tempi lenti:

http://www.youtube.com/watch?v=aS7ylf6vGB8

Poi, anche se di altro repertorio settecentesco si tratta, io
non dimenticherei il suo Haydn (che invece suonò quasi fino all'ultimo
se non sbaglio): anche qui non tanto i tempi brillanti, ma, ad es., gli
Allegro Moderato con cui si aprono diverse sonate, tipo questa

http://www.youtube.com/watch?v=diz1sVIhNDA

o anche la Hob. 46, ancora più bella, in cui c'è un tale equilibrio di
lettura e al tempo stesso di amore per il dettaglio, che sembrano
il distillato di un'intera carriera artistica.
Un po' come il Bach - qui sì - dell'Arrau ottuagenario.


> Mi sento un po' come se avessi bestemmiato, ma è quel che penso.
> Adesso che ci penso, ricordo di averlo sentito (l'ultima volta) al
> teatro Malibran, a Venezia, negli anni novanta in un programma tutto
> beethoveniano che si apriva con la Patetica. Anche il Malibran ha
> un'acustica infelice.
> La Sonata op.13 era comunque affogata nel pedale, quasi liquescente. Ho
> anche provato a pensare ad un'idea interpretativa particolare, senza
> convincermene gran che. Il resto del programma è stato diversissimo,
> peraltro.

Forse è questo il concerto di cui parli?

http://trovar.com/str/dates/94Venice.html

Avrei voluto esserci, liquescenze o no :-)


E



etwas langsamer

unread,
Jul 28, 2012, 2:35:17 PM7/28/12
to
Il 27/07/2012 19:45, samucito ha scritto:
> Il 27/07/2012 15:21, etwas langsamer ha scritto:
>> Il 27/07/2012 15:09, etwas langsamer ha scritto:
>>> Si parlava di là di questo immenso pianista.
>>
>> Nota a margine: le incisioni di questi giganti (penso anche
>> a Horowitz con lo stesso Scarlatti, a Richter con Haendel,
>> a Gould con Bach...), sono neanche la dimostrazione, ma la mostrazione
>> assiomatica, che "quella musica lì" è fatta per il pianoforte.
>> A prescindere che lo strumento esistesse o meno al tempo
>> in cui furono composti i brani in questione e a prescindere
>> che le esecuzioni filologiche suonino, e a buon diritto, in modo
>> completamente differente.
>>
>> Per dirla con Calvino: "un classico non ha mai finito di dire quello che
>> deve dire".
>>
>>
>> E
>
> Stai dicendo in pratica che i due modi di suonare possono convivere ma
> il pianoforte gli si addice comunque di più: è una tua opinione personale.

No, non sostengo che "le si addice di più", ma che musica come questa
(sotto le dita giuste, beninteso) suona "naturaliter" pianistica.
L'articolazione, il fraseggio le micro-dinamiche, la sonorità
generale che un Gilels o un Horowitz sanno dare a questi pezzi,
appaiono talmente appropriate che sembrano richieste dalla musica
stessa, anche se sappiamo che materialmente questo è falso.

Siamo, semmai, in una situazione di perfetta "equipollenza"
tra clavicembalo e pianoforte.
E questo, a mio modo di vedere, è un valore aggiunto di quella "x"
che storicamente si determinerà pure come "Sonata per clavicembalo n.
xyz di D. Scarlatti", ma da un punto di vista artistico (a-storico,
anti-storico, tutto quello che vuoi) è una stupefacente sonata "per
pianoforte" di D. Scarlatti. Non le manca proprio niente, in effetti.

A questo punto però un buon clavicembal-integral-ista ti fermerebbe
dicendoti: "alt, proprio quello che aggiunge il pianoforte - dinamica,
tocco, sonorità - non era neppure immaginabile dal compositore,
*quindi* è estraneo alla composizione. Se suoni questa cosa
al pianoforte, in realtà stai suonando un'altra cosa".

Al che si potrebbe replicare: "ma di quale 'cosa' stiamo parlando?"
La frase di Calvino, applicata alla musica, non vuol dire altro che un
certo brano contiene potenzialità che non è detto riesca a esplicitare
interamente e definitivamente al momento in cui viene alla luce.
Certo, che queste potenzialità vi siano, non lo si può sapere a priori,
ma solo quando un Gilels o un Horowitz si metteranno alla tastiera.

Ma proprio questo è il bello di tutta la faccenda, no? :-)


E

Shapiro used clothes

unread,
Jul 28, 2012, 4:13:47 PM7/28/12
to

"etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:50142cee$0$17956$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Neppure a me il suo Bach acchiappa (e non tantissimo neppure
> il suo WTC, ma una bestemmia alla volta...)

Beh, non ᅵ una bestemmia. C'ᅵ all'opera un pianista fantastico, molto piᅵ in
palla che nelle ultime registrazioni; su questo non ci sono dubbi.
Poi si possono dire tante cose, non necessariamente irriverenti.
Il tardo Bach di Arrau invece lo trovo fantastico.

> http://trovar.com/str/dates/94Venice.html
>
> Avrei voluto esserci, liquescenze o no :-)

Sᅵ, ᅵ questo.
Dopo la Patetica ha finalmente alzato la zampa dal pedale destro.
L'op.22 era notevolissima, anche senza tener presente l'etᅵ.

dR

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