"Benedetto Zaccaria" <
xxx...@xxxx.com> ha scritto nel messaggio
news:70rjs7hpiff7ltau2...@4ax.com...
> Sono fascista o solo troppo vecchio ?
Non lo so :-)
La reazione ad un film è un po' poco, per arrivare a conclusioni simili.
L'essere fascista in particolare non vedo cosa c'entri, per il vecchio c'è
da dire che è un film degli anni '40.
Citizen Kane (il titolo originale) non è un film semplice da vedere.
Per svariati motivi.
Intanto, anche se si vede una copia restaurata, c'è un gap "fisico", visivo
da superare che è tutt'altro che agevole.
Poi è oggettivamente un film impegnativo, che mal si concilia con la visione
casalinga a con lo stato di parziale disattenzione che la visione casalinga
necessariamente comporta.
Forse è il caso di riprovare, e magari di leggere qualcosa. Prima.
Già la storia è raccontata in modo complesso, attraverso le testimonianze di
una pluralità di fonti e un uso continuo delle anacronie (i flash back
necessari, visto che ognuno racconta qualcosa di diverso sulla stessa
persona).
Poi c'è tutto uno spessore di senso che si ricava dalle scelte formali,
espressive, linguistiche. Ogni "testimone" della vita di Charles Foster Kane
ha poi il proprio stile espressivo, il più evidente dei quali è il
cinegiornale citato letteralmente e direttamente con cui inizia il film. Poi
il rifiuto del montaggio tradizionale (piano sequenza, montaggio interno con
profondità di campo, punti di ripresa eterodossi, manipolazione estrema dei
tempi narrativi), su cui tanto insistette André Bazin che rende meno
evidenti e percepibili gli atti rappresentati, incoraggiando lo spettatore a
problematizzarli.
Scelte che *non* sono divenute patrimonio corrente per lo spettatore medio,
nonostante i settant'anni, più o meno, passati dalla sua realizzazione.
Proprio negli anni '30 e '40 i registi più attenti e dotati praticavano un
stile che è difficile da afferrare ancora oggi, non è certo quella forma di
espressione audiovisiva che abbiamo, volenti o nolenti, interiorizzato a
furia di esposizione prolungata.
L'idea di base è comunque che nella vita di un uomo le cose più importanti
sono le meno vistose, quelle quasi inafferrabili; il fatto che Foster Kane
fosse un uomo di successo non semplifica le cose, anzi. Viene sollevato il
problema connesso: possiamo veramente conoscere la vita degli altri? Sapere
come e perché si sono svolte in un certo modo?
Anche saldando e sintetizzando le varie testimonianze, qualcosa di
importante sfugge; la pluralità dei punti di vista (istituto tipicamente
romanzesco, che Welles è fra i primi ad applicare al cinema) non basta.
Parlo di punti di vista in senso narrativo, ovviamente; ma anche sui
caratteri della visione che il film presenta ci sarebbe molto da dire.
Insomma, io non direi che è una boiata. Anzi.
Fermo restando che qualsiasi film può piacere o meno, legittimamente.
dR