PS. Il confronto si limita ad alcuni concerti (essenzialmente al 2� e 3�):
non li ho sentiti tutti dall'inizio alla fine, per ogni incisione. Ed ho
tenuto conto dell'approccio generale (ad esempio non la qualit� dei
solisti).
Ciao
G
Gli anni passano, ma continuo a preferire su tutti Harnoncourt 1981,
con qualche riserva sul Quinto. Il fatto che oggi si trovi "lenta"
quest'interpretazione dovrebbe farci fermare tutti a riflettere sul
baratro in cui l'esecuzione della musica antica è precipitata negli
ultimi 10-15 anni.
Ciao
Mario
> Quale secondo voi la migliore incisione?
Per me quella di Leonhardt.
dR
> Per me quella di Leonhardt.
quoto.
Pinnock ne ha fatte alcune, ma non le ho ascoltate. Ho invece ascoltato
tutti e sei i concerti, sempre Pinnock, in una sola serata all'Aquila. Una
bella esperienza, ma non li conoscevo bene (neanche ora li conosco bene),
quindi non so dare un parere serio.
--
L'Esattore
Give a guy a big nose and some weird hair and he's capable of anything -
Frank Zappa
> Il confronto si limita ad alcuni concerti (essenzialmente al 2� e 3�)
il 2� Karl Richter il terzo Tafelmusik Jeanne Lamon
Trovo ad esempio ottima la versione dei Solisti dell'Olimpico nel I mov. del
2�: dove spesso si sente la tromba "strombazzare" in primo piano (non � il
caso di Harnoncourt, invero), qui invece la linea melodica principale (Fl,
Ob, Vni) non viene scalfita, ed � meravigliosamente briosa. Tutto si
amalgama alla perfezione, e c'� massima trasparenza delle varie linee.
Quando l'ho sentito, ho pensato: "eccolo, finalmente!".
Dimenticavo: c'� anche la versione dell'orchestra di Friburgo su Youtube,
che non � male (ma nel secondo non mi piace molto).
Ciao
G
"Mario Martinoli" <martino...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:a67ecb48-4719-4994...@r9g2000yqa.googlegroups.com...
On 8 Set, 18:26, "giorgio p." <giuppa...@libero.it> wrote:
> Quale secondo voi la migliore incisione?
> A me piace molto quella dei Solisti dell'Olimpico uscita con Amadeus. Il
> 2�
> concerto ad esempio � meraviglioso.
> Scarterei gli estremi (Harnoncourt 1981-85 per la lentezza; Goebel per
> l'estrema velocit�).
> Ho anche Koopman e Hogwood: non mi entusiasmano, anche se preferisco un
> tantino Hogwood.
Gli anni passano, ma continuo a preferire su tutti Harnoncourt 1981,
con qualche riserva sul Quinto. Il fatto che oggi si trovi "lenta"
quest'interpretazione dovrebbe farci fermare tutti a riflettere sul
baratro in cui l'esecuzione della musica antica � precipitata negli
Sono molto curioso, grazie.
Di Tafelmusik ho una selezione dei concerti di Corelli: bellissimo cd.
Ciao
G
Vero, ma penso che uno degli errori che quasi tutti fanno affrontando
i Brandeburghesi è il considerarli musica orchestrale. "Concerts avec
plusierus intruments" avverte Bach nel frontespizio, spesso ignorato
al momento di metter mano alla partitura. I Brandeburghesi sono musica
cameristica, solistica e orchestrale allo stesso tempo e non, come la
vulgata odierna impone, musica puramente orchestrale. La mia
sensazione è che negli ultimi 30 anni si sia sempre più cercato di
inscatolare questi concerti in una dimensione non esclusiva (quella
orchestrale), perdendone il carattere più autentico, ovvero quello di
"fusion" solistico/concertante/orchestrale. La meraviglia di questi
concerti, come spesso accade in Bach, sta proprio nella fusione dei
generi, e nella creazione di un unicum alla prova dei fatti
irripetibile, dove dimensione cameristica, solistica ed orchestrale si
fondono in qualcosa di nuovo e non sono riconducibili a nulla di ciò
che si era abituati ad ascoltare prima (e dopo).
> Dimenticavo: c'è anche la versione dell'orchestra di Friburgo su Youtube,
> che non è male (ma nel secondo non mi piace molto).
Credo che proprio quella versione sia uno dei momenti più bassi della
(non) interpretazione dei Brandeburghesi.
Ciao
Mario
> dell'orchestra di Friburgo
ottimo il 5 e il 6
il primo e specialmente il 4 Ton Koopman 1985
> Mario
cosa pensi di questi?
http://www.rozhlas.cz/d-dur/download_eng
si possono scaricare.
Assolutamente. Non � neppure una "interpretazione". Quelli SONO i
Brandeburghesi.
Antero Petomainen
Insomma... bene il Quarto ed il Quinto, il Primo e il Terzo li trovo
noiosetti...
Ciao
Mario
[...]
> Vero, ma penso che uno degli errori che quasi tutti fanno affrontando
> i Brandeburghesi è il considerarli musica orchestrale. "Concerts avec
> plusierus intruments" avverte Bach nel frontespizio, spesso ignorato
> al momento di metter mano alla partitura. I Brandeburghesi sono musica
> cameristica, solistica e orchestrale allo stesso tempo e non, come la
> vulgata odierna impone, musica puramente orchestrale. La mia
> sensazione è che negli ultimi 30 anni si sia sempre più cercato di
> inscatolare questi concerti in una dimensione non esclusiva (quella
> orchestrale), perdendone il carattere più autentico, ovvero quello di
> "fusion" solistico/concertante/orchestrale. La meraviglia di questi
> concerti, come spesso accade in Bach, sta proprio nella fusione dei
> generi, e nella creazione di un unicum alla prova dei fatti
> irripetibile, dove dimensione cameristica, solistica ed orchestrale si
> fondono in qualcosa di nuovo e non sono riconducibili a nulla di ciò
> che si era abituati ad ascoltare prima (e dopo).
Ad esempio: che cos'è secondo voi il primo movimento del Quinto
Brandeburghese? E' molte cose allo stesso tempo, e nessuna. Il modello
apparente è quello del concerto nello stile italiano, su cui Bach, in
modo quesi eversivo, decide di innestare un "piece de clavecin en
concert" nel modo di Rameau, e, non pago, decide pure di governare la
scrittura dell'intera parte del cembalo, cadenza compresa, come una
toccata di tradizione (più o meno) tedesca. Ed ecco servito il
capolavoro, una totale conciliazione degli opposti dove tutti gli
elementi sono riconoscibili, ma non più scindibili. Io credo che non
si possa suonare bene la musica di Bach se non si capisce che almeno
il 90% della sua opera si fonda su questo principio di fusione degli
opposti, che non è un principio teorico, nè tecnico, ma estetico e
musicale.
Ciao
Mario
> Ad esempio: che cos'� secondo voi il primo movimento del Quinto
> Brandeburghese?
per me la spiegazione sta nel secondo tempo dove suonano solo i 3 solisti.
Il primo tempo mi e' sempre sembrato un trio con accompagnamento
orchestrale.
Ho sempre sostenuto la versione
stranamente filologica di Jasha
Horenstein, caratterizzata dall'essere
Harnoncourt "semplice" violoncellista in
quella versione.
E' in mono, ma e' perfetta.
Come interpretazione piu' "moderna" non si
puo' prescindere da Karl Richter, imho
--
PaDiMa
G
> Come interpretazione piu' "moderna" non si
> puo' prescindere da Karl Richter, imho
Tra l'altro ne ha registrate due o tre versioni. Quelle di Archiv e DG
(una dei primi anni '60, l'altra del '67) sono davvero belle, e si
comprende davvero il peso che ebbe Karl Richter nello scrostare da
Bach le scorie romanticizzanti.
ma il Giardino armonico?