> A volte bisogna operare scelte nel repertorio da presentare, bisogna
> pensare anche all'ascoltatore oltre che al defunto compositore.
Questa è la logica dei classici della letteratura "accorciati"
per essere letti più in fretta, ed è la logica dominante
nella nostra epoca.
"Operare scelte nel repertorio" non significa alterarlo sulla base
di una personale idea di cosa possa o non possa annoiare il pubblico.
Se uno non ama un autore o giudica soporifera una sua composizione, o
semplicemente la ritiene non adatta a un certo pubblico,
non la esegue e basta. Non ne altera la struttura
per renderla più "godibile": così facendo non dimostra rispetto del
compositore, del proprio pubblico e alla fine neanche di se stesso.
Fare arte non significa "venire incontro" a nessuno; significa creare
le condizioni per cui qualcuno (l'ascoltatore, il pubblico) possa
elevarsi a un'esperienza che trascende la sua quotidianità e la sua
stessa individualità. Che questo succeda o meno è responsabilità e
fortuna dell'ascoltatore, non certo dell'interprete che si deve
limitare (hai voglia, non basta una vita per impararlo) a ricreare le
condizioni di fruibilità di un'opera.
Quando Pollini, per dirne uno, suonava nelle fabbriche occupate aveva
in mente esattamente questa visione dell'arte e dell'artista,
che è poi l'unica possibile.
[Tra l'altro c'è un aneddoto divertente in proposito, lo racconta Schiff
nelle sue lezioni sulle sonate di Beethoven; non fa nomi, ma penso che
si riferisca proprio a Pollini.
Il famoso pianista, nella sala mensa di una fabbrica, attorniato
da tutti gli operai, incomincia a introdurre il brano di Schoenberg che
suonerà di lì a poco. Dopo qualche minuto che parla, dal fondo della
sala una voce: "NON PARLARE, SUONA GRAZIE!". Il famoso pianista allora
incomincia a suonare Schoenberg. Dopo un minuto: "ALLORA PARLA GRAZIE!"
:-)) ]
>> (E, permettimi *non* credo che Chailly possa mai aver ragionato a
>> questo modo, con la Sesta di Mahler o Happy Birthday)
> Sentito con queste orecchie. Ok, un'altra provocazione dirai tu... forse
> poteva starsene zitto?
Forse sì, quel che importa poi è che non lo abbia fatto davvero...
>> Nelle prime dieci sta almeno un capolavoro (la K310, ma de gustibus.
>> Ma quello che non mi è chiaro è come puoi confrontare la produzione
>> per piano solo con quella per quartetto d'archi
>> (e poi quali? Mozart ha composto quartetti da quando
>> aveva quindici anni, cioè prima della prima sonata per pf, fino alla
>> morte, cioè dopo l'ultima sonata per pf...)
>> Boh.
> ho scritto 'per esempio'... potevo metterci sinfonie, musica vocale,
> sacra, da camera....ovvio, opere coeve...
Per me è sempre un po' come confrontare le mele con le pere.
>> A volte bisogna operare scelte nel repertorio da presentare, bisogna
>> pensare anche all'ascoltatore oltre che al defunto compositore.
> Questa è la logica dei classici della letteratura "accorciati"
> per essere letti più in fretta, ed è la logica dominante
> nella nostra epoca.
> "Operare scelte nel repertorio" non significa alterarlo sulla base
> di una personale idea di cosa possa o non possa annoiare il pubblico.
> Se uno non ama un autore o giudica soporifera una sua composizione, o
> semplicemente la ritiene non adatta a un certo pubblico,
> non la esegue e basta. Non ne altera la struttura
> per renderla più "godibile": così facendo non dimostra rispetto del
> compositore, del proprio pubblico e alla fine neanche di se stesso.
> Fare arte non significa "venire incontro" a nessuno; significa creare
> le condizioni per cui qualcuno (l'ascoltatore, il pubblico) possa
> elevarsi a un'esperienza che trascende la sua quotidianità e la sua
> stessa individualità. Che questo succeda o meno è responsabilità e
> fortuna dell'ascoltatore, non certo dell'interprete che si deve
> limitare (hai voglia, non basta una vita per impararlo) a ricreare le
> condizioni di fruibilità di un'opera.
assolutamente in disaccordo....
continuiamo a pensare alla musica come a una cosa da elite, ci ritroveremo 4 vecchietti in teatro prima della chiusura definitiva.
Stai estremizzando il discorso che bisogno c'è? Un grande interprete non è necessariamente un filologo estremo.
> Forse sì, quel che importa poi è che non lo abbia fatto davvero...
Se non l'avesse fatto perche l'avrebbe detto allora...
> Per me è sempre un po' come confrontare le mele con le pere.
beh allora stiamocene zitti e non parliamone proprio..
>> Non hai capito: nella testa di un compositore c'è una velocità ideale,
>> che possiamo non restituire fedelmente a chi ascolta, e che nel momento
>> dell'esecuzione può essere influenzata da altri fattori. Ma se il
>> compositore scrive una sensibile che risolve “banalmente” nella tonica
>> seguente, se dà a queste due noti due valori ben precisi e se
>> consideriamo la dinamica che suggerisce o che comunque la dinamica che
>> in quel momento ci ritroviamo, ecco se vogliamo che questa risoluzione
>> abbia un senso avremo bisogno di una velocità ben precisa per far sì che
>> ciò che accada.
> Questa ce la spieghi poi eh...
> A quanto pare tu hai le conoscenze per sapere quale sia questa 'precisa'
> velocità, poveri deficenti i grandi interpreti che le provano tutte ma
> sbagliano quasi sempre...
> La dinamica è solo un PICCOLISSIMO aspetto su ciò che tale 'precisa'
> velocità debba essere. Se questa è l'analisi a cui ti riferivi
> (sensibile e tonica e dinamica) andiamo bene...
No, non hai capito niente e peggio, non mi spiego bene io.
Per chiarire però: non ho la ricetta di un bel niente, e non sono uno dei proseliti di Celibidache che predicano l'oggettiva esattezza delle loro considerazioni.
Né tanto meno la mia analisi si limita alla risoluzione di una sensibile, mi spiace, e in primo luogo per me, ma poi non è neanche vero.
Né ancora penso che la dinamica, o che la velocità siano gli unici fattori da tenere presente, e però adesso provo a spiegarmi di nuovo.
Se un compositore scrive, in un tempo di sonata che identificherà come Allegretto, una certa cadenza con determinate durate prestabilite di note, e se abbiamo uno strumento a corda pizzicata o percossa e che quindi è soggetto al decadimento di una determinata nota, ecco, a quel punto se decidiamo, e faccio un esempio, di risolvere il tutto con un diminuendo dovremmo considerare questo decadimento dinamico della note suonate precedentemente, e in questo considerare anche la velocità con cui suoniamo le note della risoluzione, quelle precedenti e per coerenza quelle prima ancora. Il tutto per far sì che il risultato sia il più lineare possibile. In questo entrano sì in gioco molti fattori ma alla base di tutto deve starci una scelta, un'idea in testa del risultato che si vuole ottenere.
La scelta sarà pure frutto della nostra personale sensibilità ma ammetterai che anche la componente analitica avrà il suo peso, e un risultato ben preciso lo si ottiene con delle scelte ben precise, dettate, quasi mai (voglio sperare) dalla noia che ci provoca o meno una certa opera che stiamo eseguendo.
>> E chi l'ha messo in dubbio questo, penso che le responsabilità di un
>> interprete, perché in fondo di questo si parlava, tutto sommato vadano,
>> o debbano andare un pelo oltre questa banalizzazione del mi piace o non
>> mi piace.
> La scelta del repertorio di un interprete sta tutta lì in fondo.
Se quindi nella registrazione di 24 preludi e fughe dovessimo imbatterci in uno che non ci piace, che non ci sta simpatico, che è lontano dal nostro sentire lo saltiamo?
Se un impresario ci chiede di suonare l'integrale di un certo compositore di cui non amiamo alcune cose ma che stimiamo molto le saltiamo quelle cose lì?
Non sono domande retoriche, le faccio senza polemica.
Ma forse in questo entrano in ballo idee politiche su quello che potrebbe essere il ruolo di un interprete.
> Mandi in vacca e mi ritieni uno sprovveduto ma credi che il pubblico di
> una sala da concerto vada trattato da pubblico colto. In effetti forse
> altri la pensano come te in Italia ultimamente.
Può darsi che lo pensino, e in ogni caso io non penso che debba essere considerato colto. Penso solo che, in ogni caso, le scelte di un interprete non debbano dipendere (solo) dal pubblico e dall'idea che si ha del pubblico e del suo possibile ed eventuale gradimento
> La mia non è polemica, solo opinioni. Il NG è fatto di anche di questo,
> nessuno ti obbligava a rispondere.
No, però se permetti quando citi Gould e parli di sue registrazioni io penso che quelle registrazioni tu le abbia ascoltate, tutto qui.
grazie... non quoto perche la tua risposta è molto chiara questa volta in tutto, oltre che umile ed obbiettiva.....e alla fine siamo piuttosto d'accordo :)
Molto giusto quando parli di una integrale, in effetti è forse un po una eccezione nei programmi di sala (i cd sono altre cose) e di sicuro a volte ci sono in ballo aspetti politici. Effettivamente io non ascolto mai le integrali proprio perche le trovo noiose...
Per chiudere con Gould, tanto tempo fa sentii qualcosa di Mozart e andavo un pò a 'naso' anche perche poi come dici tu Gould applica la sua idea di musica a quasi tutto cio che suona. Però il discorso di un tempo rapido quando qualcosa non gli piace non era certo solo dettato dalla noia ma anche dalla sua sensibilità e capacita di analisi...in fondo quale musicista (per quanto mediocre) potrebbe giudicare qualcosa basandosi solo su quanto noioso sia? è chiaro che altre componenti come sensibilità, analisi e background cutlurale vanno a confluire sull'idea del tempo staccato..
è colpa mia che considero Gould un genio e mi pare sia oro tutto ciò che tocca.... niente di più sbagliato!! cerchero di essere piu obbiettivo, già mi sto ricredendo sul suo Beethoven....
ciao
>>> Non hai capito: nella testa di un compositore c'è una velocità ideale,
>>> che possiamo non restituire fedelmente a chi ascolta, e che nel momento
>>> dell'esecuzione può essere influenzata da altri fattori. Ma se il
>>> compositore scrive una sensibile che risolve “banalmente” nella tonica
>>> seguente, se dà a queste due noti due valori ben precisi e se
>>> consideriamo la dinamica che suggerisce o che comunque la dinamica che
>>> in quel momento ci ritroviamo, ecco se vogliamo che questa risoluzione
>>> abbia un senso avremo bisogno di una velocità ben precisa per far sì che
>>> ciò che accada.
>> Questa ce la spieghi poi eh...
>> A quanto pare tu hai le conoscenze per sapere quale sia questa 'precisa'
>> velocità, poveri deficenti i grandi interpreti che le provano tutte ma
>> sbagliano quasi sempre...
>> La dinamica è solo un PICCOLISSIMO aspetto su ciò che tale 'precisa'
>> velocità debba essere. Se questa è l'analisi a cui ti riferivi
>> (sensibile e tonica e dinamica) andiamo bene...
> No, non hai capito niente e peggio, non mi spiego bene io.
> Per chiarire però: non ho la ricetta di un bel niente, e non sono uno
> dei proseliti di Celibidache che predicano l'oggettiva esattezza delle
> loro considerazioni.
> Né tanto meno la mia analisi si limita alla risoluzione di una
> sensibile, mi spiace, e in primo luogo per me, ma poi non è neanche vero.
> Né ancora penso che la dinamica, o che la velocità siano gli unici
> fattori da tenere presente, e però adesso provo a spiegarmi di nuovo.
> Se un compositore scrive, in un tempo di sonata che identificherà come
> Allegretto, una certa cadenza con determinate durate prestabilite di
> note, e se abbiamo uno strumento a corda pizzicata o percossa e che
> quindi è soggetto al decadimento di una determinata nota, ecco, a quel
> punto se decidiamo, e faccio un esempio, di risolvere il tutto con un
> diminuendo dovremmo considerare questo decadimento dinamico della note
> suonate precedentemente, e in questo considerare anche la velocità con
> cui suoniamo le note della risoluzione, quelle precedenti e per coerenza
> quelle prima ancora. Il tutto per far sì che il risultato sia il più
> lineare possibile. In questo entrano sì in gioco molti fattori ma alla
> base di tutto deve starci una scelta, un'idea in testa del risultato che
> si vuole ottenere.
> La scelta sarà pure frutto della nostra personale sensibilità ma
> ammetterai che anche la componente analitica avrà il suo peso, e un
> risultato ben preciso lo si ottiene con delle scelte ben precise,
> dettate, quasi mai (voglio sperare) dalla noia che ci provoca o meno una
> certa opera che stiamo eseguendo.
>>> E chi l'ha messo in dubbio questo, penso che le responsabilità di un
>>> interprete, perché in fondo di questo si parlava, tutto sommato vadano,
>>> o debbano andare un pelo oltre questa banalizzazione del mi piace o non
>>> mi piace.
>> La scelta del repertorio di un interprete sta tutta lì in fondo.
> Se quindi nella registrazione di 24 preludi e fughe dovessimo imbatterci
> in uno che non ci piace, che non ci sta simpatico, che è lontano dal
> nostro sentire lo saltiamo?
> Se un impresario ci chiede di suonare l'integrale di un certo
> compositore di cui non amiamo alcune cose ma che stimiamo molto le
> saltiamo quelle cose lì?
> Non sono domande retoriche, le faccio senza polemica.
> Ma forse in questo entrano in ballo idee politiche su quello che
> potrebbe essere il ruolo di un interprete.
>> Mandi in vacca e mi ritieni uno sprovveduto ma credi che il pubblico di
>> una sala da concerto vada trattato da pubblico colto. In effetti forse
>> altri la pensano come te in Italia ultimamente.
> Può darsi che lo pensino, e in ogni caso io non penso che debba essere
> considerato colto. Penso solo che, in ogni caso, le scelte di un
> interprete non debbano dipendere (solo) dal pubblico e dall'idea che si
> ha del pubblico e del suo possibile ed eventuale gradimento
>> La mia non è polemica, solo opinioni. Il NG è fatto di anche di questo,
>> nessuno ti obbligava a rispondere.
> No, però se permetti quando citi Gould e parli di sue registrazioni io
> penso che quelle registrazioni tu le abbia ascoltate, tutto qui.
> assolutamente in disaccordo....
> continuiamo a pensare alla musica come a una cosa da elite,
Il fatto stesso che le mie parole ti appaiano espressione di una visione elitaria rivela la "logica" di cui sopra.
E' in base a questo malinteso democratismo che si colorano i
film in bianco e nero, si trasforma l'Iliade in una pièce teatrale
e si fa suonare Chopin ad Allevi (e ci si spella pure le mani)
Tutte cose lecite, per carità, ma che con l'arte hanno ben poco a che
vedere.
> ci ritroveremo 4 vecchietti in teatro prima della chiusura definitiva.
"La musica non è per tutti. Bisogna meritarsela". (ABM)
Altrimenti RIP.
> Stai estremizzando il discorso che bisogno c'è? Un grande interprete
> non è necessariamente un filologo estremo.
Con "ricreare le condizioni di fruibilità" non mi riferivo
necessariamente alle esecuzioni filologiche. Anzi talvolta un eccesso di filologia può ostacolare questa operazione.
Se per te però rispettare il tempo di un brano e l'equilibrio con
le altre parti di una composizione rientra nella filologia estrema, allora son d'accordo con te. :-)
>> Forse sì, quel che importa poi è che non lo abbia fatto davvero...
> Se non l'avesse fatto perche l'avrebbe detto allora...
guarda, ascoltandolo in rete (io ho l'edizione Abbado) il tempo
che ha scelto per lo Scherzo è persino più lento!
>> Per me è sempre un po' come confrontare le mele con le pere.
> beh allora stiamocene zitti e non parliamone proprio..
Per carità, non mi permetterei mai. Solo
non riesco in questi termini.
> grazie... non quoto perche la tua risposta è molto chiara questa volta
> in tutto, oltre che umile ed obbiettiva.....e alla fine siamo piuttosto
> d'accordo :)
> Molto giusto quando parli di una integrale, in effetti è forse un po una
> eccezione nei programmi di sala (i cd sono altre cose) e di sicuro a
> volte ci sono in ballo aspetti politici.
Il mio riferimento alla politica non era da intendersi in questo senso.
Semplicemente per me nell'estetica (e quindi nelle scelte di un interprete) si celano questioni morali, etiche e di conseguenza politiche.
Ho scritto questioni non a caso, non soluzioni.
> Effettivamente io non ascolto
> mai le integrali proprio perche le trovo noiose...
C'è gente che per lo stesso motivo non legge, non ascolta molta musica, non guarda certi film, ecc... Ognuno è libero di farlo, e ognuno è libero di ritenere noioso ciò che meglio crede.
Però che ci venga, quando lo facciamo e mi ci metto anch'io, almeno il sospetto che in certe opere d'arte la noia da parte di chi le fruisce subentra quando la comprensione viene meno e non ce le fa apprezzare.
> Per chiudere con Gould, tanto tempo fa sentii qualcosa di Mozart e
> andavo un pò a 'naso' anche perche poi come dici tu Gould applica la sua
> idea di musica a quasi tutto cio che suona. Però il discorso di un tempo
> rapido quando qualcosa non gli piace non era certo solo dettato dalla
> noia ma anche dalla sua sensibilità e capacita di analisi...in fondo
> quale musicista (per quanto mediocre) potrebbe giudicare qualcosa
> basandosi solo su quanto noioso sia? è chiaro che altre componenti come
> sensibilità, analisi e background cutlurale vanno a confluire sull'idea
> del tempo staccato..
mi perdonerai se non ho capito niente di quello che hai scritto.
> è colpa mia che considero Gould un genio e mi pare sia oro tutto ciò che
> tocca.... niente di più sbagliato!! cerchero di essere piu obbiettivo,
> già mi sto ricredendo sul suo Beethoven....
Il problema non è ritenerlo un genio.
Conosci Murder in the Cathedral di Eliot?
Forse hai pensato la cosa giusta per il motivo sbagliato. :)
ti è mai venuto il dubbio che quando qualcuno non ti capisce, o tu non capisci qualcuno la colpa possa non essere solo del tuo interlocutore?
Se ti è venuto e vuoi un consiglio, eccolo:
frequenta (di più) i giovani, potresti imparare qualcosa che non conosci/compredi.
PS naturalmente non mi riferisco a me purtroppo :)
> ti è mai venuto il dubbio che quando qualcuno non ti capisce, o tu non
> capisci qualcuno la colpa possa non essere solo del tuo interlocutore?
LOL, guarda che ho scritto “mi perdonerai” proprio per quel motivo.
Solo che, se leggo Proust e non lo capisco mi arrovello per capire, se leggo te, che puoi replicare di chiedo di rispiegarmi. Mi perdonerai se non ti riservo la stessa considerazione, e nondimeno, non ti considero ancora morto?
Io prima, per esempio, mi sono adoperato a riscrivere lo stesso concetto che io non avevo spiegato abbastanza bene e che tu, giustamente, non avevi capito.
Mi rendo conto che però non sei obbligato a restituire il favore.
> Se ti è venuto e vuoi un consiglio, eccolo:
> frequenta (di più) i giovani, potresti imparare qualcosa che non
> conosci/compredi.
ROTFL, è il consiglio che diedero a Berlusconi, temo.
In ogni caso quanti anni pensi che io abbia?
Ti tolgo dal dubbio? 28. (A te posso chiederlo quanti ne hai?)
Io sono ancora abbastanza giovane? O sono completamente e irrimediabilmente “andato” per poter tentare di capire il linguaggio di voi gggiovani?
Però sai, devo ammettere una cosa: tra tutti i consigli che mi sono stati dati per ovviare alla non comprensione di ciò che scrivono gli altri questo è... il primo.
> Il 27/12/2011 22:02, Garson Poole ha scritto:
>> Quando un brano è noioso o non particolarmente bello, rendendolo piu
>> rapido finisce prima e si alleggerisce la'scolto di un'opera magari piu
>> riuscita in altri movimenti. Molto semplice. non che ce ne sia bisogno
>> di parlare, da musicista-esecutore credo non sia difficile capirne le
>> motivazioni (condivisibili o no).
> Il meno che si può dire è che giudizi come questo, se perdono la
> furba provocatorietà delle boutades gouldiane, riflettono una
> concezione del fare arte totalmente appiattita sulle reazioni di un
> "pubblico" concepito come un bambino di tre anni, di cui si
> dà già per scontato che abbia capacità di comprendonio uguali a zero.
in realtà non è cambiando il tempo che si ottiene gran che, ma cambiando articolazione. Più che scarso rispetto del pubblico, direi che il semplice cambuio di tempo interpretato così è...scarsa musicalità :-)
>> A volte bisogna operare scelte nel repertorio da presentare, bisogna
>> pensare anche all'ascoltatore oltre che al defunto compositore.
> Questa è la logica dei classici della letteratura "accorciati"
> per essere letti più in fretta, ed è la logica dominante
> nella nostra epoca.
> "Operare scelte nel repertorio" non significa alterarlo sulla base
> di una personale idea di cosa possa o non possa annoiare il pubblico.
diciamo che la questione dei metronomi beethoveniani è da decenni che va avanti, e non è solo questione di lana caprina.
Non è nemmeno una novità, visto che il primo che cercò di avvicinarsi a questi fu Toscanini.
Ad ogni buon conto, è questione tutt'ora paerta. Io ho ancora dei forti dubbi (sui metronomi beethoveniani. Imho aveva un metronomo rotto a casa...).
Ma così, solo a orecchio. E' un storia complessa...
>Quella di Gould è una opinione, la nostra pure.
> Se permetti però la sua vale piu della mia e della tua..... forse :)
> o no?
> Io prima di liquidarla come stupida provocazione di un pazzo cerco di > comprenderne le ragioni e...in parte... questa volta concordo.. (mi > piacerebbe ascoltare alcune delle cose ritenute eseguite a tempi > folli...se qualcuno ha un link.....forse poi possiamo parlare piu > concretamente).
Basta sentire il primo tempo di K330 nella versione contenuto nel cofanetto dell'integrale. Per la cronaca, l'ha incisa tre volte, e le altre due esecuzioni (una dal vivo, al Festival di Salisburgo del 1959 mi pare) sono molto diverse, almeno una delle due ottima imho. Quella del Festival per me è un'esecuzione esemplare. E ne conosco.
Oppure il primo tempo di K333, sempre nel cofanetto (non nel video, che è decisamente meglio). In entrambi i casi il finale è comunque buono.
Qualche precisazione sparsa, giusto per la cronaca: Gould non ha mia detto, almeno io non riesco a trovare il passo, e sono un discreto lettore gouldiano, che andasse spiccio per farle durare poco. Lo faceva per tutta una serie di motivi che non valgono solo per Mozart. Uno è far risaltare la struttura (anche se spesso insufficiente, a suo parere) e livellare la "teatralità" dei particolari, insomma per evitare l'affettazione espressiva. Anche in questo caso mi pare che il suo obbiettivo fosse più uno stile esecutivo, peraltro assai pervasivo (e ormai superato; ma le cose non stavano così negli anni '60 o giù di lì del secolo scorso, allora doveva essere evidente un senso polemico che ora non si coglie più), più che il testo in sé e per sé.
Ha invece detto che per lui in Mozart le cose migliori sono quelle che durano meno (è un punto di vista, ed è una cosa differente) salvo poi aggiungere che la sua Sonata preferita era la Durnitz Sonate, in re maggiore K284, cioè la più lunga di tutte.
Gould riesce particolarmente bene, e non lo dico solo io, proprio nelle prime Sonate, quelle che a Garson Poole piacciono di meno. Sono quelle in cui ha ammesso di essersi divertito di più.
Penso che ascoltando l'integrale senza preconcetti si giunga alla conclusione che almeno le prime tre siano buone esecuzioni; possono piacere più o meno, ma non sono certo stravolgimenti. I tempi non sono affrettati. Gould non fa i ritornelli, ma è il suo modo di procedere, anche in Bach (in ogni caso non fa mai il secondo), in Haydn, in Beethoven. Ed era il modo di procedere, a quell'altezza cronologica, di molti altri pianisti. Tuttora un grande interprete mozartiano come Brendel omette alcuni ritornelli, li omette del tutto Lipatti in quella che probabilmente resta la migliore registrazione di K310. La Durnitz di cui sopra è affrontata da Gould con piglio virtuosistico, il risultato è tutt'altro che sgradevole. Trovo poi notevoli le interpretazioni di K309 e di K311, Sonata quest'ultima che molti interpreti, anche considerati, finiscono per banalizzare.
Anche la Sonata in la minore è comunque da ascoltare, anche se estremizzata. Abbiamo già detto di K330. Non mi pare male neppure la Fantasia in re minore, anzi.
Dove Gould perde la misura, e un po' perde anche la prospettiva (sembra quasi timoroso di subire il fascino delle opere che sta suonando, per dirla con Rattalino), è, paradossalmente nelle ultime Sonate e nella Fantasia in do minore. Dove incontriamo tempi assai veloci, a volte; altrove, tempi assai rallentati, quasi slegati. Insomma, il quadro non è semplice come pare.
E' un peccato che abbia voluto registrare un'integrale. E' un peccato perché è evidente che nelle ultime Sonate avrebbe dovuto, prima di tutto, superare dei preconcetti, insomma lavorarci sopra, soprattutto a livello intellettuale; cosa che ha avuto il tempo di fare con Beethoven (c'è una diffferenza enorme fra le registrazioni beethoveniane del giovane Gould e quelle a ridosso degli anni '80). Una serie di registrazioni antologiche, che includessero le Sonate di cui sopra, magari accompagnandole a opere più adatte (a parer mio) a Gould, come i due Rondò (K485 e K511, il secondo soprattutto), l'Adagio in si minore, la Giga, la Suite incompiuta in do minore, avrebbero reso maggior giustizia al compositore e all'interprete. Penso che anche alcune serie di variazioni, su tutte le teatralissime -e stupende; ancora attendono un interprete che le sveli veramente- Variazioni in sol K455, paradossalmente, potessero rientrare nelle sue corde, nelle sue tutt'altro che secondarie o sporadiche propensioni umoristiche.
On Friday, 23 December 2011 12:03:45 UTC, mailmisterx wrote:
> Ho preso spunto da questo commento, ma commenti del genere ne sento in
> continuazione, troppo forte, troppo questo, poco quest'altro su
> tantissime opere. Siccome non riesco a capire, perchè sono abbastanza
> ignorante ho pensato :
> Ma cosa significa ? Rispetto alle registrazioni d'epoca che non esistono
> ? Rispetto alla maggioranza delle interpretazioni ? Rispetto allo
> "standard" che ci siamo fatti nella testa ? Rispetto a che ? Non
> potrebbe esser semplicemente un punto di vista ? Visto che le
> indicazioni nelle partiture e la conoscenza dell'autore, dell'epoca etc
> non possono dare un'idea al 100% ?
> Voglio comunque evidenziare che la mia non è polemica, anzi siccome sono
> ignorante in materia, vorrei che qualcuno mi spiegasse come "funziona".
> Grazie mille e auguri
ASSASSINO PEDOFILO GINECOLOGO ALESSANDRO SCARSI - LATINA. ARRESTATO PER GRAVISSIMI CRIMINI. MASSONE SATANISTA ANZI SATANAZISTA. STUPRA, UCCIDE, LIQUEFA BAMBINI. PADRE DI ALTRO PEDOFILO: ANDREA SCARSI, LAVA SOLDI MAFIOSI PRESSO BANCA IFIGEST MILANO
LL, LEGA LADRONA ( E MAFIOSA) E PDL, POPOLO DI LADRONI ( E MAFIOSI),
IMBOSCANO SOLDI ALL'ESTTERO, RUBATI A NOI, LORO SUDDITI, COME PER
CONTO DI NDRANGHETA, COSA NOSTRA E CAMORRA, ATTRAVERSO TUTTI QUESTI
CRIMINALI ( ASSASSINI, IN ALCUNI CASI, SI, ASSASSINI IN ALCUNI CASI,
COME CITERO' QUI). NE INFORMEREMO PM DI MEZZO MONDO, INTANTO, LO
FACCIAMO ANCHE ATTRAVERSO TUTTI VOI.
PEDOFILO ASSASSINO PAOLO BARRAI DI MERCATO " MERDATO" LIBERO. RICICLA
ORA, TANTISSIMI SOLDI ANCHE ALLA CAMORRA, VIA MASSONE ASSASSINO
GIUSEPPE SABATO DI BANCA ESPERIA E GRAN LOGGIA ITALIANA MASSONICA.
INFATTI, E' SEMPRE A CASERTA. FINO A CHE NON MORIREMO, LO URLEREMO AL
MONDO INTERO, " DESTRAVERDAD".
PEDOFILO ASSASSINO GIUSEPPE SABATO, MASSONE SATANISTA DI BANCA ESPERIA
E GRAN LOGGIA ITALIANA MASSONICA. LAVA SOLDI A CAMORRA, SACRA CORONA
UNITA E NDRANGHETA. SPESSISSIMO UCCIDE IN PROPRIA LOGGIA MASSONICA
ASSASSINA: Gran Loggia Italiana Massonica Via Guadagnoli Antonio 89 -
52100 Arezzo (AR) tel: 0575 1785181 E BUTTA I CORPI IN UN BUCO CHE HA
SOTTO IL PAVIMENTO. GLI AGGIUNGE 60 LITRI DI ACIDO SOLFORICO E LIQUEFA
OGNI COSA.
PEDOFILO ASSASSINO EDOARDO LOMBARDI DI BANCA MEDIOLANUM E BANCA
ESPERIA. E' IL BANCHIERE PREFERITO DI COSA NOSTRA, AL MOMENTO. STUPRA
IN RIUNIONI MASSONICHE, BAMBINI, CHE POI VENGONO UCCISI E LIQUEFATTI.
IL TUTTO IN NOME DI SATANA, HITLER E E AL CAPONE, SUOI TRE IDOLI. CHE
SCHIFO. PUAH.
PEDOFILO ASSASSINO GIOVANNI RAIMONDI DI BANCA SAI, SUPER LAVATORE DI
CASH COLANTE LITRI DI SANGUE, PER MAFIA, CAMORRA E NDRANGHETA.
RAPPRESENTA IL LATO " PERICOLOSISSIMO" E MALAVITOSISSIMO DI CL. SI
FINGE CATTOLICO, PER STARE IN CL, MA E' IN REALTA' UN SATANISTA
PERVERTITO. STA PER DIVENTARE IL PIU' USATO BANCHIERE DALLE MAFIE DI
TUTTO IL MONDO, ALLO SCOPO DI LAVARE CAPITALI KILLER.
ASSASSINO LAVA SOLDI MAFIOSI STEFANO FIONDA E SUA CRIMINALE ESSE EFFE
INFORMATICA DI Viale Londra, 16 00142 Roma CHE LAVA FINANZE OMICIDA
PER MAFIA, CAMORRA E NDRANGHETA. E’ USATA PURE DA MASSONI PEDOFILI,
TIPO DAVID PAVONCELLO DELLA COMUNITA’ EBRAICA DI ROMA.
MALAVITOSISSIMA ESSE EFFE INFORMATICA SRL IN ROMA, DI SUPER LAVANTE
SOLDI MAFIOSI STEFANO FIONDA. LAVA TANTISSIMO CASH DI MAFIA, CAMORRA E
NDRANGHETA. DELINQUENTE STEFANO FIONDA DI ESSE EFFE INFORMATICA E’
ANCHE NOTO PEDOFILO
ASSASSINO DAVID PAVONCELLO DI COMUNITA' EBRAICA IN ROMA. PAZZO
SATANISTA CHE UCCIDE, IN ROMA. E NON SOLO IN ROMA. MAI STATO
ANTISEMITA, MA L’ASSASSINO EBREO DAVID PAVONCELLO DELLA COMUNITA’
EBRAICA DI ROMA, E’ DAVVERO PERICOLOSISSIMO. UCCIDE. OCCHIO, PLEASE.
SI FINGE FISIOTERAPISTA MA E' UN ASSASSINO HACKER.
LAVA SOLDI MAFIOSI E PEDOFILO ANDREA SCARSI DI BANCA IFIGEST, CACCIATO
A CALCI IN CULO DA RASFIN, E PRIMA ANCORA DA MONTE PASCHI, ANCHE,
CREDIATECI O MENO, IN QUANTO VA’ SEMPRE IN BAGNO A FARSI LE SEGHE.
NOTO MASTURBATORE COMPULSIVO. FAMOSO PURE, COME ” FINANCIAL
MARCHETTE”.
GINECOLOGO PEDOFILO ASSASSINO ALESSANDRO SCARSI DI LATINA, VIA DON
MOROSINI 1. ATTENZIONE AD ASSASSINO PEDOFILO GINECOLOGO ALESSANDRO
SCARSI DI LATINA, FIGLIO DI ALTRO PEDOFILO BASTARDO, CITATO: ANDREA
SCARSI, IL SEGAIOLO COMPULSIVO DI BANCA IFIGEST. ASSASSINO PEDOFILO
ALESSANDRO SCARSI, GINECOLOGO IN LATINA: GIA' ARRESTATO PER PEDOFILIA,
TRAFFICO DI ORGANI E ABORTI CRUENTI E CLANDESTINI. E' UN SATANISTA
PAZZO, ALLA LARGA E SUBITO, PER FAVORE.
ASSASSINO PEDOFILO NAZISTA MARCO BROTTO DI BANCA LEONARDO. CACCIATO A
CALCI IN CULO DA IMI E CENTROSIM, IN QUANTO SI FACEVA PAGARE MAZZETTE
CON OGNI SCUSA PRESSOCREDIT SUISSE BAHNHOFSTRASSE 53, ZURIGO.
BERLUSCONIANO BASTARDO DI PIU’ CORROTTA SPECIE.
PEDOFILO SBORRATO IN CULO STEFANO BASSI DE IL GRANDE BLUFF. CERCA DI
RICICLARE SOLDI MAFIOSI, DI LEGA E DI BERLUSCONI ( QUINDI, SEMPRE
MAFIOSI), VIA CRIMINALISSIMA OPERAZIONE VALKIRIA, A BERLINO. GIUSTIZIA
TEDESCA SA’ E SEQUESTRA
LAVA SOLDI MAFIOSI E ASSASSINO PAOLO REBUFFO DI RISCHIOCALCOLATO.IT.
OCCHIO A QUESTO NOME, COGNOME E INDIRIZZO:ASSASSINO PEDOFILO PAOLO
REBUFFO DI VIA JACOPO RUFFINI 4 GENOVA. LAVA SOLDI MAFIOSI CON ALTRO
ASSASSINO PEDOFILO: ANGELO PEGLI RIFUGIATOSI IN ECUADOR.
PEDOFILO NAZISTA ASSASSINO ANGELO PEGLI, RIFUGIATOSI IN ECUADOR.
TERRORISTA NAZIFASCISTA FIGLIO DI PUTTANA E ASSASSINO ANGELO PEGLI DI
GENOVA E RAPALLO, CHE DOPO TANTI OMICIDI MASSONICI PERPETRATI IN
LIGURIA, PER FUGGIRE AL CARCERE, SI E' ORA RIFUGIATO IN ECUAODR OVE
LAVA SOLDI MAFIOSI E MASSONICO NAZISTI A RAFFICA. DAVA IL CULO A
GIULIANO FERRARA, CHE CI FACEVA FISTING, CACCIANDOCI LE BRACCIA, PER
25 EURO A BOTTA.
PEDOFILO ASSASSINO NAZISTA BOGDAN BULTRINI DI INVESTIRE OGGI VARESE,
RICICLA TANTI SOLDI MAFIOSI. INSIEME A SOPRA CITATO, ALTRO MASSONE
LAVA SOLDI DI COSA NOSTRA, PEDOFILO STEFANO BASSI DE IL GANDE BLUFF.
PEDOFILO SEMPRE SBORRATO IN CULO, FEDERICO IZZI NOTO COME ” ZIO
ROMOLO, ER BEVI SPERMA DELLA BANDA DELLA MAGLIANA”. COPIA TUTTO DA UN
GENIO ED EROE CIVILE CHE VIVE ALL’ESTERO. E SI FA FIGO, ACCADEMIZZANDO
LE PROFEZIE VINCENTI DI QUESTO GENIO STESSO.
SEMPRE SBORRATO IN CULO, LEANDRO PRAI, NOTO COME ZIO VICENZA. LAVA
SOLDI MAFIOSI ATTRAVERSO CRIMINALISSIMA BSI ITALIA SRL DI VIA SOCRATE
26 A MILANO. DIRETTA DA ALTRO PEDOFROCIO E ASSASSINO: VINCENZO BARRAI
DI CUI…
Pedofilo assassino Vincenzo Barrai di Bsi Italia srl di Via Socrate 26
a Milano e di Via Padova 282 a Milano: riciclatore di cash mafioso ed
assassino! Mai dargli business: mai e poi mai.
PIENISSIMA DI PEDOFILI E ASSASSINI BSI ITALIA SRL: MAI DARE BUSINESS A
CRIMINALISSIMA BSI ITALIA SRL DI VIA SOCRATE 26 A MILANO. E’ DIRETTA
DA MEGA LAVA SOLDI MAFIOSI, PEDERASTA PAZZO VINCENZO BARRAI, ABITANTE
IN VIA PADOVA 282 A MILANO. CHE PREPARA ANCHE TERRORISMO DI ESTREMA
DESTRA.
PEDOFILO SEMPRE SBORRATO IN CULO GABRIELE SILVAGNI DI BANCA CARIM
RIMINI. HA UN FRATELLO IN THAILANDIA, OVVIAMENTE, PEDOFILO COME LUI.
CHE RICICLVA CASH PER ROBERTO PALAZZOLO. OSSIA, TOTO RIINA E BERNARDO
PROVENZANO. PENSO DI NON DOVER AGGIUNGERE TANTISSIMO
INSEGNANTE PRENDICAZZINCULO MARIA GRAZIA CRUPI DI MILANO: NAZISTISSIMA
REGINA DEL ANAL SEX. HA " ACCHIAPPATO" STIPENDIO DA MAESTRA, PERCHE'
PRIMA HA ACCHIAPPATO TANTI CAZZONI NELL'ANO DURANTE ORGE ED ORGE AD
ARCORE. NINFOMANE SBORRATISSIMA MARIA GRAZIA CRUPI DI MILANO,
INSEGNANTE, EX AMANTE LESBICA DI MARINA BERLUSCONI. DI ORIGINI
CALABRESUZZEDDE, VICINA A NDRANGHETA ( QUINDI, BERLUSCONES CLASSIC)
PUTTANE NINFOMANI ELISA COGNO E PIERA CLERICO DELLA
FRUIMEX DI ALBA. FACEVANO ORGE AD ARCORE, CIUCCIANDOLO A EMILIO FEDE,
E ALL’OMOSESSUALE LELE MORA. CAZZI MOSCI, CHE CIUCCIAVANO PER ORE E
ORE,
” INVANO”. SONO CATTIVE, NAZISTE, RAZZISTE, CAGNE, BASTARDE, VOGLIONO
I TERRONI, NEGRI E EBREI TUTTI MORTI.
SONO AIZZATE DALLA MEGA PUTTANONA FASCIA BASTARDA DANIELA
SANTANCHE’, E DA QUEL PRENDI CAZZI IN CULO DI GUIDO CROSETTO, DUE
BERLUSCONAZISTI DI CUNEO, COME DI CUNEO SONO PURE LE
BASTARDE ASSASSINE QUI SOPRA CITATE. E COME LO E’ PURE IL MASSONE
MEGA LAVANTE SOLDI MAFIOSI FLAVIO BRIATORE
SONO IL MASSONE GIA' IN GIRI DI MAFIA E CAMORRA, CORRADO ABBATTISTA DI
FENICIAN CAPITAL MANAGMENT LONDON.
EX GIRI DI CAMORRA, MAFIA E MASSONERIA DI ESTREMA DESTRA, PER CUI
QUESTE COSE LE SO' BENISSIMO.
E SE VOLETE ALTRE PROVE IMPORTANTISSIME, NON POTETE CHE SBIZZARRARVI,
CON QUESTI IMPORTANTISSIMI DOCUMENTI