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Pune
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Franco aveva troppe diverse attitudini e inclinazioni, troppa foga,
troppo poca vanità e forse anche troppo poca energia di volere per
sobbarcarsi a quel noioso metodico lavoro manuale che si richiede a
diventar pianisti. Però il Viscontini era entusiasta del suo modo di
suonare; Luisa, la sua fidanzata, non divideva interamente il gusto
classico di lui ma ne ammirava, senza fanatismi, il tocco; quando,
pregato, egli faceva mugghiare e gemere classicamente l’organo di
Cressogno, il buon popolo, intontito dalla musica e dall’onore, lo
guardava come avrebbe guardato un predicatore incomprensibile, con la
bocca aperta e gli occhi riverenti. Malgrado tutto questo, Franco non
avrebbe potuto cimentarsi, nei salotti cittadini, con tanti piccoli
dilettanti incapaci d’intendere e di amare la musica. Tutti o quasi
tutti lo avrebbero vinto di agilità e di precisione, avrebbero
ottenuto maggiori applausi, quand’anche non fosse riescito ad alcuno
di far cantare il piano, come lo faceva cantar lui, sopra tutto negli
adagi di Bellini e di Beethoven, suonando con l’anima nella gola,
negli occhi, nei muscoli del viso, nei nervi delle mani che facevan
tutt’uno con le corde del piano.
Troppo buono, sei proprio un amico... non so se
effettivamente la mia poca tecnica è "compensata" da
un minimo d'amore. Mi piacerebbe pensare che sia
così ma non so se questo traspare o no in quelle
due-tre cosette ascoltabili di me. E' però sicuro
che il passaggio sulla pigrizia è verissimo :D :D :D
ciao!
Apx.
> Troppo buono, sei proprio un amico... non so se
> effettivamente la mia poca tecnica è "compensata" da
> un minimo d'amore. Mi piacerebbe pensare che sia
> così ma non so se questo traspare o no in quelle
> due-tre cosette ascoltabili di me.
e a tua moglie niente? :P
scusa l'intromissione, ma sono qui per una domanda che vado ad apporre
in apposito topic! ;)