> Ma aggiungo, e non so se qui concordiamo, che io invece non capisco, (ma
non solo qui ma anche in altri teatri qui supercelebrati) le regie che
cervelloticamente sovrappongono, attraverso trasposizioni temporali e/o
ambientali, interpretazioni del tutto estranee al pensiero e alla cultura
dell'autore. E non solo dove l'autore non specifica, ma anche dove, come
appunto Wagner, detta minuziose indicazioni di paesaggie e ambiente
culturale. Che cioč si appropriano dell'opera musicale per fare un loro
discorso, ovvere strumentalizzano.
> E magari in altre occasioni si va a cercare lo strumento d'epoca per il
suono piů vicino a quello che intendeva il musicista.. Come se in una
opera
lirica il suono e la rappresentazione scenica non siano la stessa medaglia
che si deve rendere come indica l'autore. O quantomene cercare di farlo.
> Oppure ci si accapiglia per sostenere che dove non ci sia una indicazione
tassativa di tempo o dinamica in partitura sia meglio come fa il tal
direttore o il talaltro.
> Ascolto il tenore o la soprano, mi sembrano bravi, anzi per me tutto il
cast della prima sentita in RaiHD č di alto livello, anche se non conosco
il
tedesco, .... (sul direttore non mi azzardo, pare reato non parlar male
di
Barenboim) ....ma sul libretto leggo di un cavaliere medioevale in
splendida
armatura e sul video vedo un tremebondo scalzo) .... tanto per dire. Ma
lo
fanno ovunque, non alla Scala solo, perciň io non capisco e magari mi
attendo lumi dai luminari di qui.
> Barenboim sarŕ una merda di direttore, ma lo sento solo dire qui in questi
termini assoluti. Altrove magari riconoscono che ha alti e bassi ma alcuni
gli riconoscono di essere un notevole musicista. Io non sono in grado di
esprimere giudizi che vadano molto oltre il "mi piace-non mi piace-non so"
Ma nel mondo son tutti rincoglioniti?
> Forse sono io il rincoglionito e questo non č piů il luogo che fa per me e
io sto perdendo tempo?
Scusa turdusmerula, ma non consideri che un dissenso cosě unanime tra
musicofili e musicisti possa essere in realtŕ espressione di un sintomo
evidente di malessere legittimo per tali eventi?
Parlo proprio di evidenza.
Tu dici di non trovarla, perň... diamine...
Ragioniamo su due aspetti: il primo č quello dell' "istituzione Scala".
Sullo sfacelo culturale che ruota intorno ad essa, non mi pare che ci sia
tanto da capire o da discutere. Ci si dovrebbe solo vergognare per come lo
stato italiano sperperi le proprie risorse per questo gigantesco
inghiottitoio di quattrini, che continua ostinatamente a proporre eventi
operistici triti e fuori dal tempo. Naturalmente, a risentire di questo
andazzo, in periodo di crisi, sono tutti gli altri enti che potrebbero,
con
sacrificio e originalitŕ di iniziativa, dire qualcosa di musicalmente
interessante. Cos'č che non ti torna, scusa?? Mi sembra una cosa cosě
ovvia
che la capirebbe un bambino di tre anni. Certo non ci vuole un musicista
per
capirla. E non č neanche questione di opinioni.
Secondo aspetto: quello piů strettamente musicale. Anche qui non ci vuole
certo un musicista per fare due piů due. Kaufmann č un veterano e
specialista del Lohengrin. Ricordo un suo Lohengrin dato a Dresda (o
Monaco?
boh). C'era una regia a dir poco agghiacciante, con Lohengrin ed Elsa che
costruivano la propria casa con mattoni e cemento durante l'opera. Tutti i
cantanti, Kaufmann compreso, erano assolutamente formidabili. Kaufmann č
davvero un grande interprete della nuova generazione. E dunque?
E' chiaro che chiamare il cantante bravo non migliora di uno sputo quello
che hanno propinato alla Scala. Chiamare un cantante bravo non presuppone
grandezza di vedute artistiche, presuppone solo l'avere i quattrini.
Nel caso in questione, un cantante bravo fa ben poco in un Lohengrin
concertato cosě da schifo con un'orchestra cosě mediocre (nel migliore dei
casi). Anche qui, non ci vuole certo un musicista per rendersene conto:
basta solo un po' di buon senso. Davvero tu non ti accorgi dell'inerzia e
piattezza con cui č stato eseguito il preludio, che č un punto chiave per
l'opera? Insomma, capirai facilmente tu stesso che eseguire tutto quel
cumulo di note lunghe ed acute, senza far spiccare via via le frasi
dell'intreccio dei violini, č stancante.
E capirai tu stesso che l'effetto finale dell'esecuzione č ancor piů
misero
se l'orchestra non suona finalmente decisa ed energica sul fortissimo al
culmine del preludio, dopo tutto il lunghissimo arco melodico.
Poi, hai detto di suonare la tromba, giusto? Bene: leggi la parte delle
trombe sulla partitura ed ascoltala nel fortissimo in questione. Potresti
avere delle sorprese. (A proposito, com'č brutta quella semicroma di
tradizione che attacca il fortissimo, invece della biscroma. Toscanini per
fortuna fa sentire la durata corretta:
http://www.youtube.com/watch?v=pAPNQTFUrb0 )
Via, turdusmerula, non ci credo. Non posso credere che tu non abbia
sentito
lo stesso pezzo eseguito in altri modi, da parte di celebri direttori e
che
non abbia colto le differenze. Non dico quelle "tecniche" ma almeno quelle
macro-espressive. Non mi dire che per queste cose ci vuole un musicista,
sul
serio.