Il 19/04/2012 18:43, sunbather ha scritto:
> Ho appena visto (un po' distrattamente, devo dire) sia il "Woyzeck" (film)
> di Werner Herzog che il "Wozzeck" di Alban Berg (versione Maderna,
> reperibile interamente su Youtube). Che dire. A parte che quest'ultimo mi
> pare un po' una palla wagneriana, comunque è quantomeno interessante
> (molto bella la chiusa finale, de-ouverture?, tra le altre cose). Non
> sembra anche a voi che il plot del poveraccio amante e assassino della
> prostituta ricordi una delle tracce (la principale) di "Rocco e i suoi
> fratelli"? Potrebbe essere possibile che questa linea sia passata nel film
> attraverso "Il ponte della Ghisolfa" di Testori dal quale è esplicitamente
> tratto? (ma che non ho ancora letto).
>
> Grazie dell'attenzione.
>
Berg costruisce un'opera circolare, non sono solo i ragazzini a giocare
a girotondo. Dal punto di vista drammatico ho l'abitudine di vedere in
Woyzzeck un antesignano di Peter Grimes, una persona in cui è difficile
disegnare in modo netto il confine tra vittima e carnefice. Tra l'altro
a leggere il testo di Woyzzeck si fatica a credere che l'autore sia
morto nel 1837. Anche la struttura del dramma, a scene isolate che si
succeguono come in un film è estremamente moderna (per lo meno era molto
di moda all'epoca di Berg). Se vogliamo poi parlare dei fratelli di
Woyzzeck è il caso di citare anche l'opera scritta da Manfred Gurlitt,
meno nota (e data in Italia a Torino e Firenze) che forse è ancora più
aderente all'originale (con alcune scene espunte da Berg che invece
inserisce il personaggio dell'idiota nella scena della locanda del II atto)
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Giuseppe Sottotetti
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