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Mozart, Gould, la Durnitz; una continuazione, un po' contorta, del thread sul Don Giovanni

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Shapiro used clothes

unread,
Jan 1, 2012, 11:34:58 AM1/1/12
to
La Durnitz (dò per scontato che si sappia chi sono Gould e Mozart, e si
abbia un'idea di cosa sia il Don Giovanni, anche se da queste parti non si
può mai dire; si vedano thread recenti).
Cioè la Sonata per pianoforte in re maggiore, K284 (secondo la prima,
vetusta edizione del catalogo Koechel; 205b secondo la sesta); composta fra
febbraio e marzo 1775, pubblicata -unica fra le prime sei, che pure vennero
composte, o perlomeno messe per iscritto immediatamente prima- a Vienna nel
1784, vivente l'autore; le altre cinque ebbero un'edizione solo nel 1799. Il
destinatario della dedica era Thaddaeus von Durnitz, un barone che si
dilettava di musica: fu fagottista, oltre che cimentarsi con la tastiera, e
lasciò delle composizioni per questo strumento.
Un dilettante dalle dita piuttosto buone, si sarebbe portati a pensare, a
giudicare dalla composizione che ce ne conserva il nome; anche se pare che
non la eseguì mai.
Si parla infatti di "prime sei sonate" di Mozart, anche per la prossimità
cronologica nella stesura, ma fra questa e le precedenti la soluzione di
continuità è piuttosto netta: lo è sotto il profilo della scrittura
strumentale, più virtuosistica nella Durnitz, e quindi anche dell'ambiente
in cui possiamo immaginarne l'esecuzione; siamo un po' al di là dei limiti
del buon salotto borghese in cui si cimentava il dilettante colto
dell'epoca. Al virtuosismo si unisce una maggiore varietà timbrica e
dinamica, di stampo sinfonico, e un profilo formale molto più ambizioso; non
solo la Sonata in re maggiore dura assai di più, ma la complessità formale e
la mobilità espressiva, gli scarti affettivi risultano tanto più evidenti se
la si paragona con le Sonate in mi bemolle maggiore, K282, o in sol
maggiore, K283, assai più adeguate alla esigenze intellettuali ed
espressive, acustiche e digitali della pratica domestica.
A un primo movimento che è parso, ad alcuni commentatori, una trascrizione o
meglio, traduzione in termini pianistici di un'ouverture operistica, segue
un tempo lento definito Rondeau en Polonaise, ricco di riprese abbellite da
variazioni ornamentali e assai variato nei caratteri degli episodi; a
coronare il tutto, come movimento conclusivo, una serie monumentale di 12
variazioni su un tema di Gavotta, forse la serie di variazioni più
importante e ambiziosa composta da Mozart fino a quel punto, tale da segnare
un punto di svolta nel trattamento, da parte sua, del genere. Insomma, è
difficile immaginarla come diversivo in un ricevimento, o come sottofondo
per una conversazione più o meno colta. Le ottave sia spezzate che placcate,
gli arpeggi, gli spunti imitativi per moto retto e contrario che costellano
queste variazioni sortiscono un effetto ancor più spettacolare della
voluminosa apertura del primo movimento.

Non mi risulta che la Durnitz Sonate sia stata oggetto di predilezione da
parte dei grandi interpreti mozartiani, intendo quelli consacrati.
Tacitamente, si dà per scontata l'appartenenza della Sonata al gruppo delle
prime sei, al limite in veste di sintesi e superamento. Di solito compare
giusto nelle integrali, e fra i pianisti (clavicembalisti, fortisti) che
dedicano a Mozart un'antologia personale questa composizione non ricorre
praticamente mai: mi sovviene giusto un'eccezione, piuttosto recente, quella
della pianista Lisa de la Salle. Eppure dal punto di vista critico non
mancano gli esegeti che, sottolineando la relativa monotonia delle prime
cinque Sonate -secondo Rattalino è pesante, diciamo concertisticamente assai
poco attraente ascoltarle tutte di seguito; mi permetterei di dissentire, ma
lasciamo stare- valorizzano l'ultimo pannello della serie; suggerimento che
non molti interpreti hanno colto.
Se questo è il quadro offerto, più o meno, dalla tradizione interpretativa e
critica, veniamo a Gould.
Si diceva recentemente delle prevenzioni di Gould sul compositore
salisburghese, e di come la sua integrale documenti assai eloquentemente un
rapporto piuttosto teso. Al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare,
Gould non fa del suo peggio con le Sonate giovanili. Tratta a ceffoni, in
modo decisamente sbrigativo, le ultime. Esegue invece in modo assai
interessante alcune Sonate del periodo centrale ed è un interprete, mi
sbilancio, addirittura ideale per le prime tre.
La resa della prima, in do maggiore K279, è straordinaria; pur non facendo
ritornelli, Gould prende assai sul serio anche lo sviluppo (un po'
schematico) del primo movimento, lo conclude con una mossa sorniona di
ironica noncuranza ed evoca nel secondo un clima di cantabilità nostalgica,
tutta operistica e teatrale, talmente centrato, a parer mio, da non
ammettere repliche. Il finale è visto come un'umoristica esibizione di
virtuosismo. Uno schema simile ricorre con successo nelle due Sonate
seguenti, K280 (re maggiore) e K281 (si bemolle maggiore). Un po' più
sbrigative K282 e K283, anche se l'effervescente e ironico finale della
Sonata in mi bemolle resta impresso.

Veniamo così all'ultima, alla Durnitz. All'epoca di Gould la versione di
riferimento era ancora quella di Gieseking. Per noi oggi potrebbe essere
l'integrale di Arrau, almeno su strumento moderno. Ci sono meno differenze
fra questi due interpreti che fra uno qualsiasi dei due e Gould. Pur
prescindendo dalle scelte di velocità (a margine: non è che i tempi di
Gieseking siano poi sempre così castigati) e di suono, Gould si fa notare
per l'originalità dell'impaginazione; anzi, le peculiarità della Durnitz ci
danno ragione di quelle che forse sono semplici intuizioni, non
completamente realizzate da Gould.

Per Arrau la Durnitz è una Sonata complessa, impegnativa. Realizza tutti i
ritornelli, valorizza ogni episodio (la composizione ne è ricca), approda ad
una resa sonora assai spettacolare ed intellettualmente equilibrata, in cui
ogni movimento ha il suo peso e non si afferma sugli altri.
Il Finale, per quanto ampio e articolato, è appunto una conclusione, un
finale.
Per Gould è vero tutto il contrario. Allegro iniziale e Rondeau en Polonaise
sono premesse del vero centro di attenzione, del vero punto di equilibrio,
che è il tema con variazioni. La struttura formale permette a Gould di
passare a volte bruscamente da un clima, o un affetto, all'altro, senza
preoccuparsi di costruire un arco formale che unifichi tutte le variazioni,
o alcune di esse, dando la sensazione di uno sviluppo o progresso; come pure
cerca di fare nel primo movimento di K331. L'elemento di continuità è dato,
al limite, dal carattere sempre piuttosto netto e penetrante del tocco, cosa
del resto per lui consueta. I tempi sono sempre piuttosto mossi; la varietà
espressiva è conseguita con il fraseggio e l'articolazione. Rivelatoria
l'ultima variazione, l'adagio baroccheggiante, ricco di ornamentazione. In
questa sezione Gould fa giusto il contrario di quel che ci aspetteremmo da
lui. Nessuna oscillazione di tempo, nessun recitativo, nessuna libertà nella
scansione degli ornamenti. Anzi. Il tempo è piuttosto mosso (direi piuttosto
Andante), gli abbellimenti sono espressivi ma inquadrati nella regolarità
del basso albertino, mai veramente sospesa o contraddetta.
Descritta in questo modo pare un'interpretazione banale. All'ascolto non è
così. Non ci sono arrivato subito, anche perché Gould sosteneva di detestare
la teatralità mozartiana.
Questo tema con variazioni invece sotto le sue dita è puro teatro, anche se
si tratta di un teatro speciale, decisamente novecentesco nelle scelte di
regia. Gould alterna varie maschere, indossandole brevemente e di seguito;
cambiandole a vista, come un attore che interpreti vari personaggi, e conti
sul fatto che il pubblico se ne accorga, facendosi coinvolgere ugualmente;
non è la perfezione della finzione, la teatralità realistica in senso
ottocentesco, a contare. In altre parole, esibisce nel modo più evidente
possibile la dissociazione fra enunciazione (autoriale) ed enunciato. O,
detto altrimenti: non ho potuto non pensare alla straordinaria fioritura,
all'epoca di Mozart, del romanzo epistolare e delle forme di narrazione
affini. Cioè di forme in cui l'autore non solo non prende mai la parola, ma
non si fa neppure chiaramente rappresentare da un personaggio. Li fa parlare
tutti, in prima persona, non inserendoli mai nel proprio, di discorso; e si
riserva il compito di suggerire, più che di dire, attraverso il montaggio
complessivo dell'opera.

Non mi pare una lezione da poco. Anche se ho qualche dubbio che Gould ne
fosse consapevole fino in fondo. Per questo comunque penso che sarebbe stato
buon interprete dei grandi cicli di variazioni, come K455. Anche se
l'avrebbero messo un po' in crisi. Più o meno quanto gli accadde con
Beethoven; e anche in quel caso il discrimine fu una serie di variazioni,
l'opus 35.

dR

Shapiro used clothes

unread,
Jan 1, 2012, 3:55:40 PM1/1/12
to

"Shapiro used clothes" <vitto...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:jdq1vf$f6r$1...@speranza.aioe.org...

> seguenti, K280 (re maggiore)

Errata corrige: fa maggiore.
Nessuna tonalit� d'impianto ricorre nella serie di sei Sonate.

dR

cinghio

unread,
Jan 1, 2012, 4:59:25 PM1/1/12
to
(CUT)


Bell'articolo, grazie, ti sono debitore di molti spunti interessanti
e almeno uno per me estremamente intrigante. Ne approfitto per farti
, in ritardo, i miei auguri.

Ciao

C.

Shapiro used clothes

unread,
Jan 1, 2012, 5:45:10 PM1/1/12
to

"cinghio" <ata...@fdp.it> ha scritto nel messaggio
news:almarsoft.3727...@nntp.aioe.org...


Grazie di tutto, contraccambio molto volentieri.

dR

sunbather

unread,
Jan 2, 2012, 4:21:07 AM1/2/12
to
Shapiro used clothes ha scritto:
> La Durnitz (d� per scontato che si sappia chi sono Gould e Mozart, e si
> abbia un'idea di cosa sia il Don Giovanni, anche se da queste parti non si
> pu� mai dire; si vedano thread recenti).

Questa te la potevi risparmiare.

> la Sonata per pianoforte in re maggiore, K284

Post interessante, ma perch� perdere tempo con questa robetta? ("Non vale
la pena di perdere tempo con nulla che non sia straziante, almeno in
musica" rielaborazione da Cioran).

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Shapiro used clothes

unread,
Jan 2, 2012, 6:27:23 AM1/2/12
to

"sunbather" <sunb...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:jdrroc$2vl$1...@news.newsland.it...

> Questa te la potevi risparmiare.

Mannò, evviva la prodigalità. Vivan le femmine, viva il buon vino, sostegno
e gloria d'umanità.
Fate tutti i generosi, l'unico Scrooge della compagnia devo essere io?

> Post interessante,

Grazie.

>ma perché perdere tempo con questa robetta?

Oh bella, perché è robetta solo per pochi sprovveduti. E per chi posa. Vedi
un po' te, la categoria che ti offende di meno.

("Non vale
> la pena di perdere tempo con nulla che non sia straziante, almeno in
> musica" rielaborazione da Cioran).

Il cosiddetto pensatore rumeno trapiantato in Francia? Sopravvalutatissimo.
Il fumetto disegnato male dell'esistenzialismo. Posso anche capire che
eserciti una certa seduzione sui turisti della filosofia e sugli amanti
delle frasi da cioccolatino purché esteriormente straziate, ma via. Siamo
seri.
Per dire, tu che ami le letture peregrine (si fa per dire) potresti
documentarti su quel che ne dice uno che resta con i piedi per terra, come
il buon Cataluccio.
http://www.webster.it/libri-vado_vedere_se_meglio_cataluccio-9788838924743.htm

dR

"E' aperto a tutti! A tutti quanti!"

sal paradise

unread,
Jan 2, 2012, 7:45:44 AM1/2/12
to
Il 02/01/2012 12:27, Shapiro used clothes ha scritto:
>
> "sunbather" <sunb...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
> news:jdrroc$2vl$1...@news.newsland.it...
>
>> Questa te la potevi risparmiare.
>
> Mannò, evviva la prodigalità. Vivan le femmine, viva il buon vino,
> sostegno e gloria d'umanità.
> Fate tutti i generosi, l'unico Scrooge della compagnia devo essere io?

LOL!


> ("Non vale
>> la pena di perdere tempo con nulla che non sia straziante, almeno in
>> musica" rielaborazione da Cioran).
>
> Il cosiddetto pensatore rumeno trapiantato in Francia?
> Sopravvalutatissimo.

Ho alcuni amici filosofi che non lo considerano proprio, e a loro dire è
un'idea comune, quella di ignorarlo. Non che mi interessi l'opinione di
chi è ha la patente per filosofare, ma delle volte ci prendono persino loro.
Probabilmente lo si sta iniziando a considerare per quello che è.
Io ho subito il fascino di Cioran in età post-liceale, me ne ricordo con
un po' di imbarazzo ma mi consolarono alcune considerazione sul
suicidio. Che poi non fossero né nuove, né troppo ben organizzate, che
mirassero all'effetto ecc è un altro paio di maniche, e sono d'accordo.

sal paradise

unread,
Jan 2, 2012, 7:47:13 AM1/2/12
to
Il 02/01/2012 10:21, sunbather ha scritto:

> Post interessante, ma perché perdere tempo con questa robetta?

Suvvia, ancora con questo luogo comune?

sunbather

unread,
Jan 2, 2012, 8:25:28 AM1/2/12
to
sal paradise ha scritto:
> ...robetta.
> Suvvia, ancora con questo luogo comune?

Se nel primo Settecento era in uso la Tafelmusik (Musique de Table), da
suonare durante i pranzi, musica che non disturbasse gli animi, questa
sonata di Mozart sarebbe da relegare addirittura nella Bathroom Music, ad
andar bene.

etwas langsamer

unread,
Jan 2, 2012, 8:36:32 AM1/2/12
to
Il 01/01/2012 17:34, Shapiro used clothes ha scritto:
> La Durnitz

cut

Ottima analisi, è un piacere iniziare l'anno così.
Mi trovi molto d'accordo sulla qualità dell'interpretazione
gouldiana di questa sonata, che rimane appunto gouldiana ma
non eccede in gouldismi.
Prima ancora che il finale, mi colpisce l'asciutta
antiretorica, non priva di humour, con cui GG esegue
il Rondeau en Polonaise, che è un movimento tutt'altro che banale.
E' anzi uno degli Andante più insidiosi tra le sonate mozartiane,
per via del suo carattere mosso, dato dalle rapide ornamentazioni,
dal ricorso a terzine, ritmi puntati e così via, che però non si
palesa subito ma si intensifica a mano a mano che si sviluppa il pezzo,
e che tuttavia bisogna tener presente fin dall'inizio.

Qui sbagliare il tempo è facilissimo; la scelta è determinata, qui più
che altrove, dall'idea che uno ha della musica di Mozart e direi quasi
della musica tout court: gli Andante mozartiani sono un banco di prova
formidabile per dimostrare di aver compreso l'equilibrio magico che WAM
riesce a realizzare (e dunque esige) tra soggettività
dell'esecutore e oggettività della forma.

L'epic fail, almeno tra quelli che ho sentito,
spetta a Barenboim, che lo prende a un tempo assai lento,
e se possibile lo rallenta ulteriormente nelle parti più animate:
il risultato è che si crea in questo modo uno spazio dilatatissimo,
talvolta tra nota e nota, in cui la mano dell'interprete
ha buon gioco nel sovrapporsi pesantemente alla struttura.
Non è Mozart, e sarebbe anche un pessimo Chopin!

[Per inciso, tra i meno grandi, io consiglio sempre il Mozart di
Eschenbach, fresco e rispettoso, senza essere piatto come quello,
per dire, della Uchida]

Le variazioni finali sono, anche per me, eccellenti,
e tra le migliori scritte da WAM in questo genere:
fatta eccezione per le K613, fuori concorso.
Indubbiamente per Gould il genere delle variazioni era
il luogo in cui poter "sfogare", per così dire senza
sensi di colpa, la teatralità mozartiana, attraverso
la semplice adesione al gioco delle maschere (dici bene)
che trovava codificata già nella struttura.
Non c'era nulla da aggiungere, insomma, ed era già Mozart!

Tra l'altro c'è almeno un altro luogo dell'opera
mozartiana riguardo al quale GG esprime questa
inclinazione, ed è il concerto K491. Sempre nel
volume adelphiano, Glenn dice peste e corna del primo tempo
(non dell'introduzione sinfonica, ma dei passaggi solistici),
ma, continua, è una fortuna che il concerto si chiuda
con "una serie di variazioni di suprema bellezza... una struttura
che ha una proprioa ragion d'essere, dove il pianoforte non
appare fuori luogo e dove il cromatismo fugale cui M.
anelava nei suoi momenti filosofici... produce risultati
straordinari".
Qui, dice, sta il "Mozart dei nostri sogni"!

ciao
E

etwas langsamer

unread,
Jan 2, 2012, 8:49:18 AM1/2/12
to

>> Il cosiddetto pensatore rumeno trapiantato in Francia?
>> Sopravvalutatissimo.
>
> Ho alcuni amici filosofi che non lo considerano proprio, e a loro dire č
> un'idea comune, quella di ignorarlo.

Ma sai, detta cosě non vuol dire proprio nulla.
"Filosofo" č un nome di cui puň fregiarsi a buon diritto un Daniel
Dennett e un Massimo Cacciari (per dirne due che piů distanti non si
puň): dipende dall'idea che uno ha di filosofia, decidere se uno č un
filosofo o no. I due sopra per inciso farebbero fatica a considerare
tale l'altro.

> Probabilmente lo si sta iniziando a considerare per quello che č.

Io ritengo che sia stato un grande scrittore, un pensatore a tratti
fulminante (a tratti) e una "voce" (non un filosofo: prima, come detto,
bisognerebbe intendersi sul termine e sulla cosa) paragonabile a
quella di Canetti e (ebbene sě, fustigatemi) al nostro Sgalambro.

ciao
E


sunbather

unread,
Jan 2, 2012, 9:21:39 AM1/2/12
to
sal paradise ha scritto:
> Ho alcuni amici filosofi che non lo considerano proprio

Cambia amici, senti amm�.

Shapiro used clothes

unread,
Jan 2, 2012, 9:30:56 AM1/2/12
to

"sunbather" <sunb...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:jdsa2g$3t3$1...@news.newsland.it...

> Se nel primo Settecento era in uso la Tafelmusik (Musique de Table), da
> suonare durante i pranzi, musica che non disturbasse gli animi, questa
> sonata di Mozart sarebbe da relegare addirittura nella Bathroom Music, ad
> andar bene.

Piacerebbe leggere una motivazione articolata, che sei sicuramente in grado
di fornire.

dR

Shapiro used clothes

unread,
Jan 2, 2012, 9:33:27 AM1/2/12
to

"etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4f01b5de$0$1382$4faf...@reader2.news.tin.it...

> quella di Canetti e (ebbene s�, fustigatemi) al nostro Sgalambro.

Per Sgalambro di sicuro non meriti pene di sorta.

Essere pubblicati da Adelphi � carino, ma di per s� non significa tutto.

dR

Shapiro used clothes

unread,
Jan 2, 2012, 9:41:01 AM1/2/12
to

"sal paradise" <sda...@sd.it> ha scritto nel messaggio
news:4f01a6f8$0$1382$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Io ho subito il fascino di Cioran in et� post-liceale,

Vabb�, a quell'et� � lecito. Come un eventuale sbornia di Hemingway (per i
mitteleuropei a oltranza, di Hermann Hesse).
Lo snobismo antimozartiano invece sarebbe gi� stato un po' preoccupante.

dR

Shapiro used clothes

unread,
Jan 2, 2012, 9:44:41 AM1/2/12
to

"sunbather" <sunb...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:jdsdbr$bua$1...@news.newsland.it...

> Cambia amici, senti ammè.

Eppecché?

Sentiamo, che offrirebbe il vecchio Cioran? Che non offrano anche le
vecchie annate di Linus, intendo.


dR

etwas langsamer

unread,
Jan 2, 2012, 9:55:38 AM1/2/12
to
Il 02/01/2012 15:33, Shapiro used clothes ha scritto:
>
> "etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:4f01b5de$0$1382$4faf...@reader2.news.tin.it...
>
>> quella di Canetti e (ebbene sě, fustigatemi) al nostro Sgalambro.
>
> Per Sgalambro di sicuro non meriti pene di sorta.

quindi basta Battiato?

>
> Essere pubblicati da Adelphi č carino, ma di per sé non significa tutto.
>
> dR

Ah sicuro, infatti non ho niente di Calasso :-)
Se poi tieni conto che la cosa che amo di piů di Canetti č
Feltrinelli...

Shapiro used clothes

unread,
Jan 2, 2012, 10:08:05 AM1/2/12
to

"etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4f01b2e0$0$1382$4faf...@reader2.news.tin.it...

> Ottima analisi, è un piacere iniziare l'anno così.

Troppo buono. Grazie.


> E' anzi uno degli Andante più insidiosi tra le sonate mozartiane,
> per via del suo carattere mosso, dato dalle rapide ornamentazioni,
> dal ricorso a terzine, ritmi puntati e così via, che però non si
> palesa subito ma si intensifica a mano a mano che si sviluppa il pezzo,
> e che tuttavia bisogna tener presente fin dall'inizio.

> [Per inciso, tra i meno grandi, io consiglio sempre il Mozart di
> Eschenbach, fresco e rispettoso, senza essere piatto come quello,
> per dire, della Uchida]


> Le variazioni finali sono, anche per me, eccellenti,
> e tra le migliori scritte da WAM in questo genere:
> fatta eccezione per le K613, fuori concorso.

Stra-quoto. Ci sono almeno tre serie di Variazioni (ma anche le K265 sono un
bel pezzo) che attendono un grande, ma davvero grande, interprete.

> ma, continua, è una fortuna che il concerto si chiuda
> con "una serie di variazioni di suprema bellezza... una struttura
> che ha una proprioa ragion d'essere, dove il pianoforte non
> appare fuori luogo e dove il cromatismo fugale cui M.
> anelava nei suoi momenti filosofici... produce risultati
> straordinari".
> Qui, dice, sta il "Mozart dei nostri sogni"!

Ha ragione, anche se l'espressione "cromatismo fugale", a mio modesto
avviso, è la spia di un fraintendimento anche tecnico, se così posso dire.
Che fra l'altro non riguarda solo Gould (ne è affetto, a parer mio, anche
Einstein).
A un certo punto, da adulto, Mozart conosce il WTK e ha una crisi creativa,
che risolve passando ad un livello ulteriore. Il livello ulteriore è
l'integrazione di logica sonatistica e polifonia (su tutto, esemplari il
finale del quartetto in sol maggiore, che sicuramente il nostro prendisole
disdegnerà, magari avendolo ascoltato una volta alla radio, nobilmente
assiso sulla tazza del cesso nella posa pensosa della nota scultura di
Rodin; scultura, e posa, assai amate da Cioran e da tutta la pattuglia dei
fascistoni transilvano balcanici grafomani e incontinenti in esilio a Paris;
e il finale della Sinfonia in do). Prima abbiamo alcuni tentativi per lo più
incompiuti (uno dei pochi compiuti è la Fantasia in do K394) in cui molti
esegeti ravvisano un certo "turgore" armonico. Non si tratta di una
conseguenza imprevista, imho. Mozart non vuole rifare Bach e non intende
rinunciare al suo percorso (fra forma e armonia). Non trova subito la
soluzione giusta, tutto qui. Stranamente, non si parla di "turgore
armonico", per fortuna, in merito all'introduzione del Quartetto in do.
L'autore è sempre lo stesso.

dR

Shapiro used clothes

unread,
Jan 2, 2012, 10:14:37 AM1/2/12
to

"etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4f01c56b$0$1382$4faf...@reader2.news.tin.it...

> quindi basta Battiato?

E' già troppo. Per la miseria. Della serie: ho visto cose che voi umani...

> Ah sicuro, infatti non ho niente di Calasso :-)

Calasso mi piace quando parla di mitologia (in effetti, cerca di farlo
sempre, a prescindere dall'argomento del saggio, si tratti di Tiepolo,
Baudelaire e Shirley Temple). Vale almeno cinque o sei incontinenti rumeni,
e non è manco fascio.

> Se poi tieni conto che la cosa che amo di più di Canetti è
> Feltrinelli...

C'è un'altra cosa bella che era di Garzanti, prima di Adelphi.
Suvvia, Canetti è un signor scrittore, a lettere maiuscole. Altro che
professori risentiti o transilvanici ruminanti.

Piuttosto che quella roba, avrebbero fatto bene a cercare di prendere Broch
o Gombrowicz. Quelli sarebbero scrittori Adelphi.

dR

etwas langsamer

unread,
Jan 2, 2012, 10:26:52 AM1/2/12
to

> Ha ragione, anche se l'espressione "cromatismo fugale", a mio modesto
> avviso, è la spia di un fraintendimento anche tecnico, se così posso
> dire. Che fra l'altro non riguarda solo Gould (ne è affetto, a parer
> mio, anche Einstein).

> A un certo punto, da adulto, Mozart conosce il WTK e ha una crisi
> creativa, che risolve passando ad un livello ulteriore. Il livello
> ulteriore è l'integrazione di logica sonatistica e polifonia (su tutto,
> esemplari il finale del quartetto in sol maggiore,

...

> Mozart non vuole rifare Bach e non intende rinunciare al suo percorso
> (fra forma e armonia). Non trova subito la soluzione giusta, tutto qui.

tema interessantissimo, spero di avere un po' di tempo più tardi.
Ora mi limito a dire: è vero, quando il Mozart maturo si limita a
"rifare" Bach è per ottenere un effetto preciso che sta a metà tra
l'arcaico e il favoloso. Luogo classico: la scena degli armigeri nel
Zauberflöte.

ciao
E

daniel pennac (portatile)

unread,
Jan 2, 2012, 10:36:24 AM1/2/12
to

"Shapiro used clothes" <vitto...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:jdshkt$lm6$1...@speranza.aioe.org...
>CUT
>
> dR

Mi sto proprio godendo questa discussione! ^_____^
La cosa piů bella č che ho letto "transilvanici ruminanti" mentre stavo
sgranocchiando un finocchio crudo!


Shapiro used clothes

unread,
Jan 2, 2012, 11:18:39 AM1/2/12
to

"etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4f01ccbd$0$1382$4faf...@reader2.news.tin.it...

> Ora mi limito a dire: è vero, quando il Mozart maturo si limita a "rifare"
> Bach è per ottenere un effetto preciso che sta a metà tra
> l'arcaico e il favoloso. Luogo classico: la scena degli armigeri nel
> Zauberflöte.

Consento in pieno.

dR

etwas langsamer

unread,
Jan 2, 2012, 12:39:24 PM1/2/12
to
>
>> Se poi tieni conto che la cosa che amo di pi� di Canetti �
>> Feltrinelli...
>
> C'� un'altra cosa bella che era di Garzanti, prima di Adelphi.

Perdon perdono, � Garzanti, mi riferivo naturalmente a Autodaf�,
non so poi se ristampato anche da Adelphi.

> Suvvia, Canetti � un signor scrittore, a lettere maiuscole. Altro che
> professori risentiti o transilvanici ruminanti.

Concordo su Canetti.
Sugli altri due sarebbe utile evitare di sunbatherizzare il discorso :-)
Su Cioran per� una chiosa: Cioran � stato fascista fino ai 25
anni, poi come si sa, ha riparato in Francia dove ha vissuto e scritto
per altri 60, Le cose per cui Cioran � noto sono tutte posteriori, e
rappresentano *quanto meno* un punto di vista un po' pi� pi� ampio
rispetto a qualunque visione del mondo riconducibile al fascismo.
Altrimenti tra quanti in giovent� sono stati fascisti o hanno
percepito il fascino sinistro del medesimo, per poi ricredersi,
hai voglia, buttiamo nel cesso un bel po' di Novecento: da Heidegger,
a Junger, a Schmitt...

Poi i gusti sono gusti.
E

Shapiro used clothes

unread,
Jan 2, 2012, 1:00:05 PM1/2/12
to

"etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4f01ebcd$0$1388$4faf...@reader2.news.tin.it...

> Altrimenti tra quanti in gioventų sono stati fascisti o hanno
> percepito il fascino sinistro del medesimo, per poi ricredersi,
> hai voglia, buttiamo nel cesso un bel po' di Novecento: da Heidegger,
> a Junger, a Schmitt...

Naturalmente hai ragione.
Per dire, mettiamoci anche Pirandello.
Non stavo sunbatherizzando il discorso.
E' che Cioran proprio non riesco a prenderlo sul serio. Da cui la leggerezza
(non irresponsabile, perō) con cui l'ho bollato dell'etichetta di "fascio".
Potremmo anche discutere sul fatto che sia stato fascista fino a venticinque
o pių anni, e sul fatto che eventualmente lo sia rimasto dopo in forme pių o
meno criptiche (io credo di sė, e credo lo sia rimasto Eliade, con la
differenza che l'eventuale criptofascismo di Cioran č una barzelletta tanto
poco č influente, quello di Eliade un po' di pių).
Non ne vale la pena. Mi sembra il tipico scrittore da aforismi, per giunta
spesso gratuiti. Del resto raramente l'aforisma dā di pių; nei casi migliori
si tratta dell'estrema incarnazione del motto arguto. Naturalmente almeno
per il Novecento salvo personaggi come Kraus (che in ogni caso ebbe una
produzione ben pių sostanziosa di Cioran, non mi sembrano proprio
paragonabili) e non includo nel discorso la grande tradizione francese
cinque, sei e settecentesca, con personaggi come La Rochefoucauld, Pascal,
de Chamfort; quella č tutt'altra cosa, anche formalmente direi.

Cioran sembra avere almeno due livelli di lettura, e uno dei due č quasi
sempre piuttosto banale; l'unico, alla fine, con cui i conti tornano. Temi
affini (mettiamola cosė) sono ampiamente trattati, con un secolo e mezzo di
anticipo, dal pių grande pensatore italiano degli ultimi secoli, cioč
Leopardi; non sto neppure a fare un confronto fra lo Zibaldone o le Operette
Morali e il nichilismo modaiolo del nostro. Mi fermo solo alla strategia
comunicativa, all'immagine data di quel che si espone. Cioran ha avuto
successo perché, oltre a parere inattuale, č sostanzialmente alla portata di
tutti. Leggersi lo Zibaldone, o se vogliamo i libri in questa forma di
Nietzsche, č ben altra cosa. Chiede molto di pių, ma dā pure molto di pių. E
anche queste mie sono banalitā di cui non sarebbe neppure il caso di
parlare, mi sembra.

Mi dispiace che a nessun altro sia rimasto impresso il modo in cui ne parla
Cataluccio nel libro che ho segnalato. Solo apparentemente svagato.

dR

sal paradise

unread,
Jan 2, 2012, 1:06:32 PM1/2/12
to
Il 02/01/2012 15:41, Shapiro used clothes ha scritto:

> Lo snobismo antimozartiano invece sarebbe già stato un po' preoccupante.

Mi ero cimentato anche in quello, anzi mi ci ero provato. Ma niente, non
è roba per tutti, lo snobismo antimozartiano.

sal paradise

unread,
Jan 2, 2012, 1:07:39 PM1/2/12
to
Il 02/01/2012 15:21, sunbather ha scritto:
> sal paradise ha scritto:
>> Ho alcuni amici filosofi che non lo considerano proprio
>
> Cambia amici, senti amm�.

Non che io chieda ai miei amici �filosofi� il loro giudizio sulle mie
letture, solo si parlava del fatto che in certi ambienti non viene
considerato, tutto qui.

daniel pennac (portatile)

unread,
Jan 2, 2012, 1:08:54 PM1/2/12
to

"Shapiro used clothes" <vitto...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:jdsrb5$ed1$1...@speranza.aioe.org...

> Mi dispiace che a nessun altro sia rimasto impresso il modo in cui ne
> parla Cataluccio nel libro che ho segnalato. Solo apparentemente svagato.
>
> dR

L'ho aggiunto fra i desiderata sulla lista di Amazon, ho un paio di cose sa
finire e poi verr� acquisito e indi letto.


Shapiro used clothes

unread,
Jan 2, 2012, 5:47:46 PM1/2/12
to

"daniel pennac (portatile)" <marioren...@NOtin.it> ha scritto nel
messaggio news:4f01f2b6$0$1387$4faf...@reader1.news.tin.it...

> L'ho aggiunto fra i desiderata sulla lista di Amazon, ho un paio di cose
> sa finire e poi verr� acquisito e indi letto.

Vedrai che non te ne penti.
E' un libro originale, molto piacevole. Nonostante non sia proprio breve si
beve d'un fiato.

dR

Shapiro used clothes

unread,
Jan 2, 2012, 6:25:27 PM1/2/12
to

"daniel pennac (portatile)" <marioren...@NOtin.it> ha scritto nel
messaggio news:4f01cef9$0$1393$4faf...@reader1.news.tin.it...

> La cosa più bella è che ho letto "transilvanici ruminanti" mentre stavo
> sgranocchiando un finocchio crudo!

I transilvanici ruminanti mica si accontentavano del finocchietto.
Ruminavano alla grande, anche in senso letterale.
E dopo aver predicato il nulla, facevano jogging in tutina firmata.
Al Luxenbourg.
No, dico.
Ve lo vedete Baudelaire, in tutina firmata?
Ma mi faccia il piacere (cit).

Preferisco questo
http://www.youtube.com/watch?v=4RsQMyBImTc&feature=related

dR

"tutte le inclinazioni..."

etwas langsamer

unread,
Jan 2, 2012, 6:33:37 PM1/2/12
to

> Potremmo anche discutere sul fatto che sia stato fascista fino a
> venticinque o più anni, e sul fatto che eventualmente lo sia rimasto
> dopo in forme più o meno criptiche (io credo di sì, e credo lo sia
> rimasto Eliade, con la differenza che l'eventuale criptofascismo di
> Cioran è una barzelletta tanto poco è influente, quello di Eliade un po'
> di più).

Il neognosticismo di Cioran non ha nulla a che vedere con una
particolare espressione politica. E' un errore frequente e forse
inevitabile appiattire forme radicali di rifiuto delle
magnifiche sorti e progressive della storia su posizioni reazionarie
o fasciste tout court. In ultima analisi è un retaggio della
storiografia marxista (a sua volta effetto della iperpoliticizzazione
del pensiero nell'ultimo secolo) che cerca continuamente di localizzare
nello spettro politico un pensiero e si smarrisce quando, molto
semplicemente, questo pensiero si presenta come non politico.
La soluzione è allora :"(cripto)Fascista!"
Ne sono stati vittima le filosofie di Schopenhauer, Nietzsche,
Heidegger e nel suo piccolo (ci mancherebbe che io lo paragoni a questi)
anche Cioran.

> Non ne vale la pena. Mi sembra il tipico scrittore da aforismi, per
> giunta spesso gratuiti. Del resto raramente l'aforisma dà di più; nei
> casi migliori si tratta dell'estrema incarnazione del motto arguto.
> Naturalmente almeno per il Novecento salvo personaggi come Kraus (che in
> ogni caso ebbe una produzione ben più sostanziosa di Cioran, non mi
> sembrano proprio paragonabili)

La penso esattamente al contrario, semmai Kraus mi appare come
l'apoteosi del bon mot settecentesco, di una leggerezza che
sconfina pericolasamente nel vuoto.
La prosa di Cioran, oltre al fatto che non così di frequente
si serve dell'aforisma secco, preferendo testi un po' più
elaborati, ha un pathos e una musicalità totalmente differenti.
Poi naturalmente ha scritto aforismi anche lui, ma non sono imho
le sue cose migliori.

e non includo nel discorso la grande
> tradizione francese cinque, sei e settecentesca, con personaggi come La
> Rochefoucauld, Pascal, de Chamfort; quella è tutt'altra cosa, anche
> formalmente direi.

Assolutamente sì.

> Cioran sembra avere almeno due livelli di lettura, e uno dei due è quasi
> sempre piuttosto banale; l'unico, alla fine, con cui i conti tornano.
> Temi affini (mettiamola così) sono ampiamente trattati, con un secolo e
> mezzo di anticipo, dal più grande pensatore italiano degli ultimi
> secoli, cioè Leopardi; non sto neppure a fare un confronto fra lo
> Zibaldone o le Operette Morali e il nichilismo modaiolo del nostro.
> fermo solo alla strategia comunicativa, all'immagine data di quel che si
> espone. Cioran ha avuto successo perché, oltre a parere inattuale, è
> sostanzialmente alla portata di tutti. Leggersi lo Zibaldone, o se
> vogliamo i libri in questa forma di Nietzsche, è ben altra cosa. Chiede
> molto di più, ma dà pure molto di più.
> Mi dispiace che a nessun altro sia rimasto impresso il modo in cui ne
> parla Cataluccio nel libro che ho segnalato. Solo apparentemente svagato.

Per quanto sopra, rimando a domani, perché ... Ah tempo più non v'è
(farò un esperimento un giorno o l'altro e parlerò solo con Da Ponte :-)

Se però il problema è Cioran che faceva jogging (non è che lo sapevo, ho
googlato un po') mi sembra il più trito degli argomenti ad hominem.
Per il quale è sempre valida la risposta di Schopenhauer, che
"è tanto poco necessario che il santo sia un filosofo, quanto
che il filosofo sia un santo" :-)
(e da quando, cazzo, fare jogging è un peccato mortale??)

ciao
E



Der Gottheit dunkler Schein ist so: das Licht des Nichts

unread,
Jan 2, 2012, 7:57:46 PM1/2/12
to

> hai voglia, buttiamo nel cesso un bel po' di Novecento: da Heidegger,
> a Junger, a Schmitt...

...toglierei Jünger (mai e poi mai è stato un fascista) e inserirei Gottfried Benn. Casualmente, è tutta roba pubblicata da Adelphi (che ci ha ravanato un po' troppo nel torbidume da bestia bionda - a proposito di bestia bionda, Adelphi ha pubblicato un altro IMO grande romanzo che consiglio a tutti gli amanti di Canetti: http://www.adelphi.it/libro/9788845908453).

(E non ci andrei così duro su Cioran: in fondo in fondo non gli interessava essere un filosofo, un "latore" di discorsi razionali; come Heidegger e come Camus, forse sarebbe più sensato vederlo come gnostico e come amante del frammento).

Shapiro used clothes

unread,
Jan 3, 2012, 6:13:28 AM1/3/12
to

"etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4f023ed2$0$1388$4faf...@reader2.news.tin.it...

> Il neognosticismo di Cioran non ha nulla a che vedere con una
> particolare espressione politica.

Non volevo dire questo. Anzi, contesterei proprio il (neo)gnosticismo.
Dovrei documentarmi un po', però. Vedi sotto. In rapporto a Kraus, poi, la
pensiamo in modo esattamente speculare.
Nulla di male, anzi.


> La prosa di Cioran, oltre al fatto che non così di frequente
> si serve dell'aforisma secco, preferendo testi un po' più
> elaborati, ha un pathos e una musicalità totalmente differenti.
> Poi naturalmente ha scritto aforismi anche lui, ma non sono imho
> le sue cose migliori.

Vero.
Per continuare la discussione dovrei rileggere (e leggere, perché non lo
conosco certo tutto; quel poco mi è bastato).


> Se però il problema è Cioran che faceva jogging (non è che lo sapevo, ho
> googlato un po') mi sembra il più trito degli argomenti ad hominem.

Non è un problema. Non è un problema neppure il fatto che fosse un
furbacchione.

> Per il quale è sempre valida la risposta di Schopenhauer, che
> "è tanto poco necessario che il santo sia un filosofo, quanto
> che il filosofo sia un santo" :-)
> (e da quando, cazzo, fare jogging è un peccato mortale??)

I salutisti, accopparli subito tutti.

Ecco, sono uno scrittore di aforismi anch'io.

dR :-)

Shapiro used clothes

unread,
Jan 3, 2012, 6:28:05 AM1/3/12
to

"Shapiro used clothes" <vitto...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:jdunsp$9tu$1...@speranza.aioe.org...
>
> "etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:4f023ed2$0$1388$4faf...@reader2.news.tin.it...
>
>> Il neognosticismo di Cioran non ha nulla a che vedere con una
>> particolare espressione politica.
>
> Non volevo dire questo.

Mi spiego meglio. Quando dico che per me � rimasto fascista, creo in effetti
confusione, soprattutto usando il termine "criptofascista", che richiama un
certo mondo da cui non potrei essere pi� lontano (comunismo, magnifiche
sorti e progressive, sinistra italica e via dicendo).
Non cercavo tracce di militanza o di professione nei suoi scritti (come non
la cercherei, non necessariamente, per Junger e, guarda un po', neppure per
Benn citato nel thread, che � un grande poeta, anche se imho non come
Celan). Penso che lo sia rimasto lui, come persona.
Che non abbia mai rinnegato certe amicizie e inclinazioni di giovent�,
nazifasciste e antisemite, anzi, che in fondo l'uomo sia rimasto lo stesso,
al di l� della sua personale ma scontata rivisitazione di una certa forma di
pensiero (prendo per buona la tesi, sono in difficolt�, lo ammetto, perch�
dovrei passare una settimana o due a leggere e poi riparlarne, e ora non
posso proprio).
Altrimenti dovrei cercare tracce di antisemitismo e di collaborazionismo
anche nel Voyage di C�line, che pure � un grandissimo romanzo. Un
capolavoro.

Non mi piacciono come uomini, per quel che capisco di loro, sia Junger che
C�line che Cioran.
Solo che in campo letterario uno dei tre � un genio, uno un discreto
scrittore, l'altro una sola (per me, eh).

dR


etwas langsamer

unread,
Jan 4, 2012, 7:13:10 AM1/4/12
to
Il 03/01/2012 12:28, Shapiro used clothes ha scritto:
>
> "Shapiro used clothes" <vitto...@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:jdunsp$9tu$1...@speranza.aioe.org...
>>
>> "etwas langsamer" <etw...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
>> news:4f023ed2$0$1388$4faf...@reader2.news.tin.it...
>>
>>> Il neognosticismo di Cioran non ha nulla a che vedere con una
>>> particolare espressione politica.
>>
>> Non volevo dire questo.
>
> Penso che lo sia rimasto lui, come persona.
> Che non abbia mai rinnegato certe amicizie e inclinazioni di giovent�,
> nazifasciste e antisemite, anzi, che in fondo l'uomo sia rimasto lo
> stesso, al di l� della sua personale ma scontata rivisitazione di una
> certa forma di pensiero (prendo per buona la tesi, sono in difficolt�,

> lo ammetto, perch� dovrei passare una settimana o due a leggere e poi
> riparlarne, e ora non posso proprio).

Io ti consiglio almeno "Storia e utopia", volumetto adelphiano con
cui potresti, non dico riconciliarti con il transilvano ruminante,
almeno apprezzarne la prosa (non aforistica) e, come dire, il furore
intellettuale.
Citavi Leopardi nell'altro post e, certamente, lo ritengo anch'io
uno dei giganti del pensiero moderno (probabilmente avrai letto i testi
di Severino su di lui)
Tra Schopenhauer e Leopardi gi� De Sanctis tracciava un parallelo:
normale che tra i nipotini di Arthur, fratelli in pessimismo, ci siano
temi in comune: Sgalambro � un altro, che peraltro riconosce ampiamente
il debito definendosi uno "schopenhaueriano infelice" [e non avr�
il fisique du role per sgambettare ai giardini del Lussemburgo
ma ha fatto cose che altro che il rumeno salutista...
che direbbe Cataluccio? :-) ]

Cioran per�, rispetto al pessimismo "classico" rimonta pi� indietro
alla tradizione gnostica ("Il funesto demiurgo" � uno dei suoi
volumi, che non � altro che una figura della mitologia
gnostica), all'ebraismo (il suo antisemitismo, se mai � persistito
nella sua opera, � solo una faccia di una medaglia ben pi� complessa,
e in ogni caso non ha nulla di meramente "politico" o razzista)
alla tradizione mistica, il tutto filtrato da un senso (o meglio
un "non senso) pienamente novecentesco di disperazione (di "gettatezza"
direbbe un altro) e, va da s�, da una caterva di contraddizioni (e di
perverso *piacere* della contraddizione).

Insomma, a me � sempre parsa una voce di una certa originalit�
e, oltrettutto, un gran prosatore. Si va a teatro a vedere Beckett o
Artaud, perch� non leggere Cioran?


> Altrimenti dovrei cercare tracce di antisemitismo e di collaborazionismo
> anche nel Voyage di C�line, che pure � un grandissimo romanzo. Un
> capolavoro.

No infatti, sono altri i testi celiniani accusati esplicitamente di
antisemitismo.

> Non mi piacciono come uomini, per quel che capisco di loro, sia Junger
> che C�line che Cioran.

Come uomo probabilmente non sarebbe piaciuto neanche a me
(non conosco dettagliatamente la sua biografia, anche se non mi
sarei limitato come Cataluccio a un incontro ai giardini per
sbarazzarmente come pensatore, ma si sa, siamo nell'epoca della
velocit�...) ma in fondo chi se ne importa? Francamente, anzi, tendo a
diffidare di uomini che mi piacciono pi� come uomini, di quanto mi
interessino come scrittori (o pensatori).
Imho un eccesso di biografismo fa male alla fruzione di un pensiero.
"Una cosa sono io, un'altra cosa i miei scritti"... chi lo disse? :-)

> Solo che in campo letterario uno dei tre � un genio, uno un discreto
> scrittore, l'altro una sola (per me, eh).

C'� sempre tempo per rivedere le proprie idiosincrasie!

ciao
E

etwas langsamer

unread,
Jan 4, 2012, 8:09:52 AM1/4/12
to
Prima
> abbiamo alcuni tentativi per lo più incompiuti (uno dei pochi compiuti è
> la Fantasia in do K394) in cui molti esegeti ravvisano un certo
> "turgore" armonico.

Un tentativo ancor più riuscito è la Fuga per due pianoforti, K426
del 1783

http://www.youtube.com/watch?v=s_UqNWJV1s8

nel cui finale però WAM sembra volersi quasi liberare, dopo averla
così magnificamente sviluppata, dalla fuga in sé, introducendo elementi
concertanti piuttosto estranei allo spirito bach-haendeliano.
Il Mozart degli ultimi anni si servirà dell'elemento "fugato"
e in generale di un trattamento contrappuntistico di gran lunga più
complesso e integrale (rispetto alle forme che già usava e aveva
assimilato giovanissimo da JC Bach, GB Martini e dallo stesso
Haydn) come una delle soluzioni elaborative possibili all'interno
della forma sonata, principalmente nello sviluppo: in questo senso il
finale della Jupiter fa eccezione, molto più frequenti sono appunto i
"momenti" di contrappunto totale (raramente fugati però) che talvolta
vanno a coprire quasi l'intero spazio di uno sviluppo.
Penso, per rimanere alle sinfonie, al finale della K550 e nell'ambito
pianistico al primo tempo della K576, o all'incredibile finale
del concerto per pf k459.

In rari casi, oltre alla già citata scena degli armigeri
del Flauto magico (e nell'ouverture beninteso), Mozart
scriverà fughe propriamente dette, e, a meno di non ingannarmi,
solo in ambito sacro: il Kyrie del Requiem è un esempio fulgido.

ciao
E

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