Archaeopteryx ha scritto:
> vediamo se qualche sapiente interviene...
Lascia perdere, non conosco categoria di inverecondi pasticcioni
paragonabile a quella dei puristi. Tipacci che credono di aver voce
in capitolo, di poter dispensare il loro illuminato parere come se
fosse verit� rivelata, ma a ben guardare non hanno facolt� se non
quella di registrare i mutamenti della lingua, senza poter far nulla per
scongiurarli o almeno ritardarli.
Le regole sono sempre fatte a posteriori, spesso ignorando pi� o
meno consapevolmente i casi che fanno eccezione, in tal modo
creando mostri spaventosi e ridicoli allo stesso tempo. Quelli per
esempio che hanno fissato le norme sugli articoli determinativi e
Indeterminativi davanti a digrammi come gn e pn dovevano essere
strafatti di chianti e sangiovese: per evitare che si formino gruppi
cacofonici di consonanti, davanti a gnocco e a gnomo bisogna
dunque mettere lo. Che al plurale diventa ovviamente gli: e ti pare
che gli gnocchi e gli gnomi non siano cacofonie anche peggiori?
Le norme su apocope ed elisione sono in gran parte incongrue. Ti
dicono che l'imperativo di dire e di fare prende l'apostrofo (di', fa')
per via della caduta della i finale, per� quando a cadere � una
sillaba tipo -de o -te (piede, frate), allora devi mettere l'accento
(pi�, fr�) e non si capisce perch�.
Parole come tal, qual, pur eccetera non prendono l'apostrofo, dice
la regola, perch� possono tranquillamente stare davanti a parola
che s'inizia per consonante (qual piuma al vento, eppur si muove)
mentre si apostrofano quelle che, troncate davanti a consonante,
sarebbero impronunciabili (pover cane non � acconcio, dunque
pover'uomo).
Puristi, li odio.