ABM (inizio perfetto poi meno)
http://youtu.be/hguZfdvT4sE alla ripresa (1.23) "sbarella" pure lui alla grande
ergo, non è possibile suonare com'è scritto oppure i grandi pianisti
non hanno tempo da perdere su questi brani? Mi stupisce ABM che sembra
l'unico capace di fare quel che Debussy scrive, ossia dare risalto
alla melodia puntata superiore (do re do si la sol fa mi etc.) senza
far sentire l'unisono del ribattuto. Rimane interessante il caso ABM
che nelle battute iniziale rasenta la perfezione (come spesso succede
nelle sue esecuzioni) mentre nella ripresa tradisce la prima lettura
per uniformarsi a quella standard di tutti gli altri. In disco fa la
stessa cosa, se ricordo bene.
Fra parentesi: almeno tre di questi sono penalizzati da una cattiva registrazione, per non parlare del primo che suona su un pianoforte scordato (e sarà anche la registrazione, ma a me pare scordato, scordatissimo). L'idea di fucilare Bruno Canino è singolare; questa interpretazione non sarà felicissima, ma insomma...l'opera pianistica di D. l'ha pure incisa ed era meglio di così.
Direi che alla lista dei grandi interpreti debussiani mancano almeno Francois e Ciccolini, ma non è colpa sua se su YT non ci sono.
per me è un'interpretazione veramente ottima. E vale il
solito discorso.... quanti critici saprebbero suonare
un'invenzione di Bach senza stecche?
-- "Tesoro, ora che sto per morire devo confessarti
che ti ho tradita con la tua migliore amica"
"Non agitarti amore, lascia che il veleno faccia
il suo effetto"
>l'unico capace di fare quel che Debussy scrive, ossia dare risalto
>alla melodia puntata superiore (do re do si la sol fa mi etc.) senza
>far sentire l'unisono del ribattuto.
Scusa, dove sta scritto che a batt.3 e 4 il motivo do, do-re (accentata, non troppo forte la seconda, e ovviamente staccata), re-do, do-si ecc.ecc. *non* si debba sentire, riducendosi a do, re, do, si ecc.ecc.? Si sente anche se non vuoi. Capirei se sulla seconda nota, quella segnata come voce superiore ci fosse una forcella, o una qualsiasi indicazione dinamica che la isoli inequivocabilmente. Invece è indicato un p uniforme, con tanto di didascalia (anzi, la "sécheresse" è bandita; mi pare inevitabile, invece, se dovessi far spiccare le crome staccate sullo sfondo uniforme delle quartine, alla Glenn Gould), e sembra valga per tutto. Tra la voce superiore e il resto non c'è tutto questo distacco. Tanto più che il motivo, all'ottava inferiore, c'è nelle due battute precedenti. Lo si sente un po' di più alla ripetizione, emerge; tutto qui. E Michelangeli lo fa benissimo.
Aggiungo che la disposizione che invece si trova alle battute 5-6, quella con la melodia superiore indicata con una semiminima, è tipica di tanti esercizi elementari per l'indipendenza delle dita, non solo di Clementi; come del resto le quartine con cui il pezzo inizia. Quel che viene subito prima (batt.3 e 4) è un'evoluzione, diciamo così, poetica, della formula tecnica; come un colpo di fantasia che venga subito represso, con la melodia popolareggiante che si nasconde dietro all'impassibilità dell'esercizio. Ed è già una prima spia di leggera ironia (dove la leggerezza è piuttosto importante, credo), della gestualità, insomma del concetto di analogia che opera (micro) strutturalmente; per quanto la forma complessiva del pezzo sia in questo caso riconoscibile, non dissimulata, e la parte centrale sia identificabile come una specie di sviluppo.
Sbaglierò, ma per quanto mi riguarda la lettura "automatica" non esiste. Non esiste in letteratura, figuriamoci con la musica. E' sempre un atto riflesso, prima bisogna (cercare di) capire.
>per me è un'interpretazione veramente ottima. E vale il
>solito discorso.... quanti critici saprebbero suonare
>un'invenzione di Bach senza stecche?
:-)
Asciutta è asciutta, non c'è ombra di dubbio.
Peraltro Canino ha un repertorio che va da Bach a Sciarrino...con Ballista è stato appunto il primo esecutore, se non erro, della Sonata per due pianoforti di Sciarrino.
Forse può interessarti.
Non mi pare che Béroff corregga l'allievo su quel punto in particolare.
Non sarà un grandissimo interprete debussiano, ma vale la pena di sentirlo, e nella musica del Novecento qualcosa ha fatto.
>ABM (inizio perfetto poi meno)
>http://youtu.be/hguZfdvT4sE >alla ripresa (1.23) "sbarella" pure lui alla grande
Ad ascoltare meglio (questi filmati li ho sentiti ieri sera, questa mattina lavandomi i denti rimuginavo e ho finito per accendere il giradischi) una differenza c'è, almeno nel filmato di YT. Alla prima esposizione (3-4) si sente il do-re (terzo quarto di battuta 3), poi le crome sono più isolate dalla nota precedente. La ripresa, più avanti, è effettivamente come gli altri (gruppi di due note, la seconda più evidente).
La registrazione pubblicata dalla Dgg, su cui basavo le mie osservazioni precedenti, è differente; si sentono la nota ribattuta, ultima della quartina precedente, e la croma, anche se le crome hanno un peso differente. Insomma, non isola le crome come nel filmato.
Dire che Michelangeli sbarelli, insomma...
Se c'è una sua registrazione che proprio non mi piace è il Concerto di Schumann del '42, quella sì la trovo insopportabile.
bello filmatino / come noterai Bèroff canta deliberatamente (a voce
intendo) la melodia superiore, dandone quindi pieno risalto; poi
quando la esegue il "difetto" croma puntata + semicroma emerge (poco
ma emerge) contro la volontà esecutivo/interpretativa stessa; e
neanche corregge l'allievo in cui il "difetto" è evidentissimo.
Terrei a precisare che i giudizi lapidari qui sopra citati sono da
riferirsi esclusivamente al passo messo sotto analisi e in nessuna
maniera si rifanno ad una valutazione complessiva sul pezzo.
ABM cmq risulta oltremodo cristallino rispetto a tutti i casi citati
(non è una novità) e, anche per questo, per me rimane un mistero che
nella ripresa (btt47-48) cambi stile/tocco. Trovo che l'effetto che
scaturisce come se fosse scritto ottavo puntato + croma sia "orribile"
e in alcuna maniera giustificato dalla scrittura. Se DEBUSSY voleva
scriverlo così, poteva farlo benissimo. Invece NON L?HA FATTO. E
questo a me basta per leggere le crome staccate come melodia che
"deve" emergere dal flusso sottostante delle semicrome. Al limite,
identificando questa "melodia" superiore come "sovrainterpretazione",
dato che Debussy indica un P generale e un "égal et sans sécheresse",
almeno si dovrebbe ottenere la perfetta uniformità, senza appunto far
emergere arbitrariamente una melodia che "scritta non è" e se
"scritta" dobbiamo ritenerla non è sicuramente questa ma la
precedente.
A me il discorso sembra chiaro. In caso contrario potremmo decidere
come assolutamente lecito far emergere tutte le combinazioni di tocco
possibili creando improbabili melodie nascoste ad ogni battuta. Come
infatti Shapiro fa notare nelle prime due battute: chiunque abbia
studiato questo pezzo sa che dopo un po' si comincia a sentire quel
"mi re fa mi sol fa la sol" (carino peraltro ma arbitrario direi)
corrispondente alle prime semicrome di ogni gruppo. Forse c'è ma non
si deve far sentire.
>bello filmatino / come noterai Bèroff canta deliberatamente (a voce
>intendo) la melodia superiore, dandone quindi pieno risalto; poi
>quando la esegue il "difetto" croma puntata + semicroma emerge (poco
>ma emerge) contro la volontà esecutivo/interpretativa stessa;
>neanche corregge l'allievo in cui il "difetto" è evidentissimo.
Certo che l'ho notato, te l'ho fornito (anche) per quello.
Sta però parlando della struttura di base del passo; non ricordo bene le parole esatte.
Non del modo in cui questa struttura si manifesta discorsivamente.
Mi risulta difficile pensare che un pianista della sua esperienza (è stato uno stretto collaboratore di Olivier Messiaen in gioventù, come sicuramente saprai) semplicemente non senta il suo fraseggio e neppure quello dell'allievo, come se si trattasse di un atto mancato. Anzi, proprio non ce la faccio.
>Trovo che l'effetto che
>scaturisce come se fosse scritto ottavo puntato + croma sia "orribile"
>e in alcuna maniera giustificato dalla scrittura.
Sedicesimo.
Ho pensato anch'io che poteva scrivere un sedicesimo e una croma con le stanghette superiori, per marcare il fatto che si tratta di un'altra voce. Di fatto una situazione simile si incontra nel seguito del pezzo, con altro materiale melodico (livello discorsivo, per così dire). All'inizio, in effetti, no.
Ma neppure ti dice che la croma sia così in rilievo rispetto al resto. Io trovo che il sedicesimo che precede, ripetuto sul tempo debole immediatamente precedente, si senta comunque. Di fatto anche Michelangeli in video (in disco fa un'altra cosa) non distingue tanto. E' come uno spunto di canto che viene subito riassorbito dal resto del tessuto. La croma con la stanghetta superiore è una traccia, aiuta a capire il passo, imho (come suggerisce Béroff).
>Se DEBUSSY voleva
>scriverlo così, poteva farlo benissimo. Invece NON L?HA FATTO. E
>questo a me basta per leggere le crome staccate come melodia che
>"deve" emergere dal flusso sottostante delle semicrome. Al limite,
>identificando questa "melodia" superiore come "sovrainterpretazione",
>dato che Debussy indica un P generale e un "égal et sans sécheresse",
>almeno si dovrebbe ottenere la perfetta uniformità,
Che in ogni caso è quel che fa ABM, e direi anche Moravec. Poi le note più alte, in una figurazione a valori uniformi, si sentono inevitabilmente di più. Soprattutto se ripetute.
La cosa viene anche sfruttata dai compositori, ovviamente. Pensa all'inizio di Ondine di Ravel.
Mi viene in mente anche quel che dice Rosen della scrittura pianistica di Schumann, come ascoltando (e ascoltandosi) emerga una polifonia che non sempre sulla carta è così chiara. A volte lo è, a volte no. A volte Schumann fa addirittura il contrario, scrive una linea (terzo movimento dell'Humoresque, per esempio) che sta fra le due mani, è piena di note appartenenti alle altre parti che quindi andrebbero ribattute...e non si capisce se vada eseguita o in qualche modo serva a capire il resto, l'effetto che deve suggerire; Rosen sostiene* che emerge comunque, anche se non la si esegue, anzi: è una linea di canto immaginaria, perché la raccolta è un ciclo liederistico senza voce.
Fra l'altro il passo è tutt'altro che comodo, imho.
Un conto è il solfeggio come astrazione, un conto la messa a punto sullo strumento. Imho, si capisce.
dR
*La generazione romantica, pp.28 e 29: "Questa melodia, tuttavia, è incorporata nelle parti superiore e inferiore come una sorta di alone sonoro..Ciò che si ode è l'eco di una melodia non eseguita, l'accompagnamento di una canzone" seguono altre considerazioni.
Non dico che quel che vale per Schumann debba valere per Debussy, sicuramente no.
Credo tuttavia si possa ammettere che la scrittura a volte presenta aspetti che sono più un invito alla riflessione, alla ricerca di una soluzione possibile, concreta, per un problema un po' meno concreto piuttosto che pure e semplici indicazioni operative. E qui il problema c'è, a meno di risolvere con un'esecuzione molto "secca", in cui le quartine sono uniformi e magari non legate, quasi clavicembalistiche, e la croma spicca perché più forte, oltre che staccata e più alta; cosa che Debussy non sembra volere. E che, almeno a me, risulta un po' piattina.
> Mi risulta difficile pensare che un pianista della sua esperienza (è stato
Poi, diciamolo: si può anche concludere che sia un aspetto interessante ma non è che risolverlo ti risolva il pezzo intero, ecco. Nell'economia generale non è così importante.
Mi pare.
On 6 Mar, 12:54, "Shapiro used clothes" <vittorio...@tin.it> wrote:
> Che in ogni caso è quel che fa ABM,
Direi di no. Direi che ABM è quello che si avvicina di più alla
perfezione esecutiva e che parzialmente fa quello che ha scritto
Debussy. Tu come solito allarghi troppo i discorsi; metti troppa carne
al fuoco.
Qui la faccenda è semplice quanto difficile sul piano della
realizzazione pratica: abbiamo una notazione chiara e limpida e in
nessuna maniera questa ci fa intendere che deve emergere quella
semicroma (ultima di ogni quartina) che risolve arbitrariamente
sull'ottavo superiore dando origine ad una melodia che a tutti gli
effetti non è scritta. E come ho già detto se è questo l'effetto
(osceno) che si voleva ottenere (paradossale) Debussy l'avrebbe
scritta, mentre invece ne ha scritta un'altra (ovviamente), quella che
tutti i pianisti probabilmente cantano interiormente ma poi non
riescono a trasmettere esecutivamente.
> On 6 Mar, 12:54, "Shapiro used clothes"<vittorio...@tin.it> wrote:
>> Che in ogni caso è quel che fa ABM,
> Direi di no. Direi che ABM è quello che si avvicina di più alla
> perfezione esecutiva e che parzialmente fa quello che ha scritto
> Debussy. Tu come solito allarghi troppo i discorsi; metti troppa carne
> al fuoco.
> Qui la faccenda è semplice quanto difficile sul piano della
> realizzazione pratica: abbiamo una notazione chiara e limpida e in
> nessuna maniera questa ci fa intendere che deve emergere quella
> semicroma (ultima di ogni quartina) che risolve arbitrariamente
> sull'ottavo superiore dando origine ad una melodia che a tutti gli
> effetti non è scritta. E come ho già detto se è questo l'effetto
> (osceno) che si voleva ottenere (paradossale) Debussy l'avrebbe
> scritta, mentre invece ne ha scritta un'altra (ovviamente), quella che
> tutti i pianisti probabilmente cantano interiormente ma poi non
> riescono a trasmettere esecutivamente.
> lq
Se Debussy avesse voluto evitare ogni equivoco, avrebbe messo
note diverse. E' una linea melodica virtuale che risulta
dall'incontro di due parti. C'è ma non c'è. Va suonata ma non va suonata. Da' profondità a un passaggio altrimenti bidimensionale.
Passaggi del genere ci sono persino in Bach, figurarsi dopo.
On 6 Mar, 14:35, etwas langsamer <etwl...@gmail.com> wrote:
> Se Debussy avesse voluto evitare ogni equivoco, avrebbe messo
> note diverse. E' una linea melodica virtuale che risulta
> dall'incontro di due parti. C'è ma non c'è. Va suonata ma non va
> suonata.
E' pazzesco come in questi casi (SEMPRE praticamente perché posto solo
casi del genere) vi ostiniate a NEGARE le evidenze. Il fatto non è se
la linea melodica vada suonata dandone risalto Si' o NO, il fatto è
che praticamente tutti i pianisti degli esempi ne suonano un'altra che
non è affatto segnata.
Dunque siamo come al problema dell'ARABESQUE.
C'è da chiedersi perché neghiate l'evidenza?
Qualcuno vi paga, dite la verità - lol
>E' pazzesco come in questi casi (SEMPRE praticamente perché posto solo
>casi del genere)
Ecco, appunto.
Non te la prendere, ma non è che nell'insieme del pezzo questo particolare di lettura sia poi fondamentale.
Io resto convinto (quel che segue del paragrafo è detto a titolo personale) che isolare quelle crome nettamente, in modo evidente, sia tutto sommato inutile.
En passant: non vedo tutta questa differenza fra la linea melodica pulita, come piace a te, e la stessa con i sedicesimi "ribattuti" che precedono le crome diciamo così percepibili. Sono comunque due melodie abbastanza anonime, e infatti sono più traccia strutturale che elemento discorsivo. Quando vuole una linea melodica da mettere in risalto sopra tutto il resto, Debussy è ben capace di immaginare qualcosa di meglio, mi pare.
>Dunque siamo come al problema dell'ARABESQUE
Aheccobis. Dove si voleva arrivare.
>C'è da chiedersi perché neghiate l'evidenza?
Allora, consideriamo le possibili conclusioni:
-Solo Luzy sa leggere la musica, tutti gli altri no. E tutti gli altri non sono i partecipanti a questo ng che ancora gli danno retta, ma gente come Cortot, Gieseking, Benedetti Michelangeli, Canino, Béroff, che evidentemente non sono in grado di controllarsi digitalmente e uditivamente; dunque Luzy è un genio, ed è l'unico che non viene pagato da nessuno (Benedetti Michelangeli era sicuramente al soldo della CIA, Canino del Mossad, Béroff del KGB, con quel cognome slavo);
-Luzy si attacca a particolari di lettura tutto sommato insignificanti, poco determinanti strutturalmente, che tradiscono una visione della musica legata all'astrazione del solfeggio più che alla pratica dello strumento; per non parlare del fatto non spende una parola sugli altri problemi che il pezzo pone, messi per esempio in risalto dal buon Béroff.
On 6 Mar, 19:33, "Shapiro used clothes" <vittorio...@tin.it> wrote:
> "etwas langsamer" <etwl...@gmail.com> ha scritto n
> > Se Debussy avesse voluto evitare ogni equivoco, avrebbe messo
> > note diverse.
> Ecco: se avesse voluto evitare ogni equivoco.
Certo, se poi avesse anche lasciato una registrazione digitale con
commento come fanno i registi su alcuni film editati per i dvd, oppure
se lo si potesse interrogare via seduta spiritica...
Piuttosto, nessuno che abbia altre esecuzioni per il confronto con ABM
(che imho rimane l'esempio da seguire e sviluppare)?
> Certo, se poi avesse anche lasciato una registrazione digitale con
> commento come fanno i registi su alcuni film editati per i dvd, oppure
> se lo si potesse interrogare via seduta spiritica...
Puoi fare lo spiritoso finché ti pare, ma le ambiguità ci sono, in ogni tipo di testo. A maggior ragione in testi come quelli musicali.
> Piuttosto, nessuno che abbia altre esecuzioni per il confronto con ABM
> (che imho rimane l'esempio da seguire e sviluppare)?
Seguire e sviluppare? Benedetti Michelangeli?
Sì, vabbé...
Comunque in rete ci sono anche Moravec e Thiollier, oltre alla lezione di Béroff. Oltre a una montagna di dilettanti e semidilettanti, che forse pensano di seguire e sviluppare qualche grande pianista. Dai, posta su YT la tua di interpretazione.
On 6 Mar, 22:20, "Shapiro used clothes" <vittorio...@tin.it> wrote:
> > Piuttosto, nessuno che abbia altre esecuzioni per il confronto con ABM
> > (che imho rimane l'esempio da seguire e sviluppare)?
> Seguire e sviluppare? Benedetti Michelangeli?
Ecco che abbiamo scoperto il nocciolo.......
la lezione di ABM è materia viva formativa, se non fosse così sarebbe
un interprete secondario. Voi (e mi riferisco ai miei interlocutori
detrattori, sempre i solito ormai) vivete dentro un guscio reazionario
fatto d'adorazione a-critica e come tali vi date una gran pena a
ridicolizzare ogni intervento volto ad ampliare un'idea di ascolto
attivo e interpretativo.
Quest'ultimo problema che ho posto è un problema che ci pone di fronte
al testo, in questo caso molto semplice, e al risultato effettivo che
ne diamo al momento dell'esecuzione. ABM ci consegna la migliore
esecuzione possibile che io conosca e che da sempre ho cercato di
leggere interpretandone le sue intenzioni, perché è solo così che la
musica ci dà qualcosa oltre all'intrattenimento fine a sé stesso.
Basta quindi ascoltare ABM
http://youtu.be/QoUaexweVPI e di seguito una della tante versioni reperibili su YT per percepire
il suo intento a rendere quella linea melodica il più possibile
isolata dal flusso sottostante dei sedicesimi. Che poi nella ripresa
scelga un'altra linea interpretativa rimane per me un mistero. In ogni
caso, qualunque sia l'intenzione originale dell'interprete, ABM ci fa
sentire che è possibile suonare in un certo modo invece che in un
altro, quello per lo più adottato da tutti gli altri interpreti. E la
mia sensibilità mi fa optare per ABM come migliore interprete di quel
passo e di tutto Children's Corner.
Detto questo vi lascio alle vostre infinite repliche che ormai dire
scontate è un complimento.
E me ne vado a dormire zzzzzzzzzzzzzzz