Il 6/2/12 12:37 PM, Benedetto Zaccaria ha scritto:
> Sono fascista o solo troppo vecchio ?
Sul fascista non so, ma sul troppo vecchio ti rassicuro: sei anzi molto "up-to-date", qui ultimamente si è letto che Mozart è un cialtrone e copione di Cimarosa, che le sinfonie di Beethoven "fanno cagare", che la Traviata è "una troiata", e altri fiori di originale pensare.
Puo' darsi l'una e/o l'altra cosa, ma la spiegazione potrebbe anche risiedere nel fatto che, come si dice dalle mie parti, "non a tutti ci piace la menta".
Per me, Quarto potere e' uno dei film piu' belli della storia del cinema, mentre per gli utenti di imdb e' solo al 40o posto. La mia personale classifica si discosta parecchio dalla loro:
http://www.imdb.com/chart/top ma non per questo penserei mai di essere troppo vecchio, ne' fascista. Anzi :-)
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> L'altro giorno ho tentato di vedere Quarto Potere di e con Orson
> Wells.
> Non sono riuscito ad arrivare sino alla fine
Charlie Brown guarda la televisione.
Lucy gli chiede: "Cosa stai guardando?"
Charlie Brown: "Quarto potere".
Lucy: "L'avrò visto almeno dieci volte".
Charlie Brown: "Per me è la prima volta, non l'ho mai visto prima".
Lucy uscendo dalla stanza: "Rosebud era la sua slitta".
Charlie Brown si rotola dal dolore: "AAUGH!".
(descrizione di una striscia dei Peanuts del 1973 fatta da François Truffaut).
>e ho concluso che è " una
> bojata pazzesca".
Gli aspetti tecnici, con tutto ciò che hanno di innovativo possono anche non essere colti, ma tutto il resto dovrebbe comunque essere percepebibile.
Citizen Kane è un capolavoro.
> Sono fascista o solo troppo vecchio ?
Ognuno è quello che è, indipendentemente dall'età!
Il film è del 1941, credo che abbiate più o meno la stessa età e Quarto Potere i suoi lustri li porta senza smettere di risplendere.
Nel caso ti possa consolare:
"Devo dire in tutta sincerità che per i primi venti minuti del film, io, che sono stato del mestiere per trent'anni, non ho capito di che si trattasse. Può darsi che sia scemo, ma ho interrogato a questo proposito almeno cinquanta persone che hanno confessato più o meno la stessa esperienza.
Può darsi che io sia iperconservatore, o molto semplicemente sorpassato, ma credo sinceramente che il modo in cui viene raccontata la storia di Citizen Kane, non è quello più auspicabile e felice di raccontare una storia sullo schermo".
(Eric Von Stroheim, 1941)
Questo consola me:
"In un racconto di Chesterton, The Head of Cesar, credo, l'eroe osserva che niente è più angosciante di un labirinto senza centro. Questo film è esattamente quel labirinto. Sappiamo tutti che una festa o un palazzo, una grande impresa, un pranzo di scrittori o giornalisti, un ambiente cordiale all'insegna del cameratismo sincero e spontaneo sono essenzialmente orribili: Citizen Kane è il primo film che mostri tutte queste cose tenendo sempre presente tale verità".
(Jorge Luis Borges, 1945)
Non lo so :-)
La reazione ad un film è un po' poco, per arrivare a conclusioni simili.
L'essere fascista in particolare non vedo cosa c'entri, per il vecchio c'è da dire che è un film degli anni '40.
Citizen Kane (il titolo originale) non è un film semplice da vedere.
Per svariati motivi.
Intanto, anche se si vede una copia restaurata, c'è un gap "fisico", visivo da superare che è tutt'altro che agevole.
Poi è oggettivamente un film impegnativo, che mal si concilia con la visione casalinga a con lo stato di parziale disattenzione che la visione casalinga necessariamente comporta.
Forse è il caso di riprovare, e magari di leggere qualcosa. Prima.
Già la storia è raccontata in modo complesso, attraverso le testimonianze di una pluralità di fonti e un uso continuo delle anacronie (i flash back necessari, visto che ognuno racconta qualcosa di diverso sulla stessa persona).
Poi c'è tutto uno spessore di senso che si ricava dalle scelte formali, espressive, linguistiche. Ogni "testimone" della vita di Charles Foster Kane ha poi il proprio stile espressivo, il più evidente dei quali è il cinegiornale citato letteralmente e direttamente con cui inizia il film. Poi il rifiuto del montaggio tradizionale (piano sequenza, montaggio interno con profondità di campo, punti di ripresa eterodossi, manipolazione estrema dei tempi narrativi), su cui tanto insistette André Bazin che rende meno evidenti e percepibili gli atti rappresentati, incoraggiando lo spettatore a problematizzarli.
Scelte che *non* sono divenute patrimonio corrente per lo spettatore medio, nonostante i settant'anni, più o meno, passati dalla sua realizzazione. Proprio negli anni '30 e '40 i registi più attenti e dotati praticavano un stile che è difficile da afferrare ancora oggi, non è certo quella forma di espressione audiovisiva che abbiamo, volenti o nolenti, interiorizzato a furia di esposizione prolungata.
L'idea di base è comunque che nella vita di un uomo le cose più importanti sono le meno vistose, quelle quasi inafferrabili; il fatto che Foster Kane fosse un uomo di successo non semplifica le cose, anzi. Viene sollevato il problema connesso: possiamo veramente conoscere la vita degli altri? Sapere come e perché si sono svolte in un certo modo?
Anche saldando e sintetizzando le varie testimonianze, qualcosa di importante sfugge; la pluralità dei punti di vista (istituto tipicamente romanzesco, che Welles è fra i primi ad applicare al cinema) non basta. Parlo di punti di vista in senso narrativo, ovviamente; ma anche sui caratteri della visione che il film presenta ci sarebbe molto da dire.
Insomma, io non direi che è una boiata. Anzi.
Fermo restando che qualsiasi film può piacere o meno, legittimamente.
>Nel caso ti possa consolare:
>"Devo dire in tutta sincerità che per i primi venti minuti del film, io, che >sono stato del mestiere per trent'anni, non ho capito di che si trattasse. >Può darsi che sia scemo, ma ho interrogato a questo proposito almeno >cinquanta persone che hanno confessato più o meno la stessa esperienza.
>Può darsi che io sia iperconservatore, o molto semplicemente sorpassato, ma >credo sinceramente che il modo in cui viene raccontata la storia di Citizen >Kane, non è quello più auspicabile e felice di raccontare una storia sullo >schermo".
>(Eric Von Stroheim, 1941)
>Questo consola me:
>"In un racconto di Chesterton, The Head of Cesar, credo, l'eroe osserva che >niente è più angosciante di un labirinto senza centro. Questo film è >esattamente quel labirinto. Sappiamo tutti che una festa o un palazzo, una >grande impresa, un pranzo di scrittori o giornalisti, un ambiente cordiale >all'insegna del cameratismo sincero e spontaneo sono essenzialmente >orribili: Citizen Kane è il primo film che mostri tutte queste cose tenendo >sempre presente tale verità".
>(Jorge Luis Borges, 1945)
Okay, voglio rivederlo tutto.
Giusto per conrtrollare a che fase sono in fatto di Alzahimer.
On 2 Giu, 12:37, Benedetto Zaccaria <xxx...@xxxx.com> wrote:
> Sono fascista o solo troppo vecchio ?
Più che altro sei furbetto (ma a me non la fai); che sei fascista te
lo dissi due o tre anni fa con gran scandalo dei presenti e degl'ora
assenti. Sul vecchio, può essere solo un vantaggio.