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Auguri e buona musica

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unread,
Dec 22, 2009, 3:06:07 PM12/22/09
to
CHI PAGA OGNI ALZATA DI SIPARIO DELLA SCALA

LUCA BELTRAMI GADOLA
La Repubblica – Milano 22 dicembre 2009

L’ ATTENZIONE era tutta altrove e la notizia dell'assemblea dei soci
della Fondazione Teatro alla Scala del 14 dicembre scorso con la
ratifica del bilancio 2008 è finita nelle brevi, ma forse merita
qualche commento. Prima di parlarne, una premessa. Nel nostro Paese
quando si tratta di tagliare il bilancio dello Stato la cultura è la
prima vittima e anche il Fondo unico per lo spettacolo 2009 è stato
tagliato di 80 milioni, il 20%. Quanto sia giusto finanziare lo
spettacolo, tutti gli spettacoli e in che misura è dibattito aperto,
di certo c'è che la musica lirica da sola si prende il 50% dei
contributi dello Stato, un altro 10% va alla musica classica (comprese
le bande che devono accontentarsi di un contributo ciascuna di 550
euro) e il restante 40% va a tutto il resto, dalla prosa al circo. La
Scala da sola si porta a casa il 14,5% dell'intero fondo statale e
complessivamente quasi l'85% dei fondi destinati alla Lombardia. Si
merita questo - comunque avaro - privilegio? Spende bene questi soldi?
È giusto ad esempio che i suoi orchestrali godano di larghissimi
permessi non retribuiti per altre attività, ottenendo ulteriori
rilevanti compensi - situazione di privilegio rispetto ad altri teatri
d'opera-e di fatto limitando gli spettacoli della Scala? Non sono
forse troppi quasi mille dipendenti?
La Scala, per alzare il sipario 227 voIte nel 2008 - ma 117 volte per
l'opera con 15 titoli e 103 repliche e 47 volte per il balletto con 42
repliche - dunque 164 vere alzate di sipario (perché concerti e
recital hanno costi infinitamente più bassi) ha speso 112 milioni e
dunque ogni vera alzata di sipario è costata almeno 650mila euro: per
ogni spettatore si spendono quasi 350 euro a spettacolo. Chi ci mette
questi soldi? Per iI 22% lo spettatore, per il 10% la Fondazione con i
suoi ricavi (pubblicità e altro), per il 7% gli sponsor e il restante
61% è denaro pubblico. La Fondazione dichiara che questo “denaro
pubblico” è in realtà diviso in un 45% di contributo dello Stato e un
16% di privati, ma questi privati lo sono per modo di dire perché,
tolte Mapei ed Rcs, gli altri hanno tutti consigli espressione della
mano pubblica come la Camera di commercio o la Sea. Dunque una piccola
bugia: sarebbe meglio si sapesse che la generosità dei milanesi, anche
gli amanti della lirica, è inesistente e il Comune e la Provincia ci
mettono rispettivamente 7,3 e 2,7milioni.
Nei Paesi anglosassoni e negli Usa in particolare (il Paese che alcuni
vorrebbero imitare) la lirica conta sulle donazioni dei privati,
quelli veri. Dunque Milano, che considera la Scala una cosa sua,se la
fa finanziare in gran parte da altri e per una volta non può proprio
lamentarsi di Roma ladrona. Per finire: è giusto questo criterio di
attribuzione dei fondi pubblici? Perché in proporzione così poco alla
musica classica? Ma forse la ragione è che in Italia di vero amore per
la musica, in particolare per quella classica, non se ne vede molto e
l’istruzione musicale nelle scuole dell’obbligo è marginale. Per
finire è come se la lirica fosse più pubblicità turistica o “evento”
che non espressione culturale.

Digio965

unread,
Dec 22, 2009, 6:41:49 PM12/22/09
to
Che coraggio !!!
Molte delle cose che dici sono vere.
Il problema, a mio giudizio, non ᅵ quanto costa il FUS alla
collettivitᅵ (ma quantgo rende) o quanto prende il Teatro alla Scala.
Domandiamoci:
1) quanti spettacoli si produce con cosᅵ ingenti risorse ?
(troppo pochi !!)
2) sono necessari tutti i dipendenti della pianta organica ....
lavorano tutti a tempo pieno ??? (visti i relativi pochi
spetttacoli direi di no !!!)
3) Rispetto alla media europea come siamo messi ?
4) Spendendo cosᅵ tanto, la qualitᅵ degli spettacoli ᅵ adeguata ?
5) E' giusto che alcuni teatri (come la Scala o la Fenice)
costino alla collettivitᅵ cosᅵ tanto e poi abbiano tali costi dei
biglitti che solo una minima parte della societᅵ possa usufruirne
?? Questo ᅵ un vero scandalo !!! Bisognerebbe tagliare i fondi ai
teatri che praticano politiche non sociali nella vendita dei
biglietti ( N.B. prendendo come riferimento i biglietti piᅵ cari
e non il looggione).
Forse bisognerebbe a chiudere per davvero alcuni teatri e abolire
il FUS.
Antonio


abstract piece ha scritto:


>
> CHI PAGA OGNI ALZATA DI SIPARIO DELLA SCALA
>
> LUCA BELTRAMI GADOLA

> La Repubblica =96 Milano 22 dicembre 2009
>
> L=92 ATTENZIONE era tutta altrove e la notizia


> dell'assemblea dei soci
> della Fondazione Teatro alla Scala del 14 dicembre
> scorso con la

> ratifica del bilancio 2008 =E8 finita nelle brevi, ma


> forse merita
> qualche commento. Prima di parlarne, una premessa.
> Nel nostro Paese
> quando si tratta di tagliare il bilancio dello Stato

> la cultura =E8 la


> prima vittima e anche il Fondo unico per lo

> spettacolo 2009 =E8 stato


> tagliato di 80 milioni, il 20%. Quanto sia giusto
> finanziare lo

> spettacolo, tutti gli spettacoli e in che misura =E8
> dibattito aperto,
> di certo c'=E8 che la musica lirica da sola si prende


> il 50% dei
> contributi dello Stato, un altro 10% va alla musica
> classica (comprese
> le bande che devono accontentarsi di un contributo
> ciascuna di 550
> euro) e il restante 40% va a tutto il resto, dalla
> prosa al circo. La
> Scala da sola si porta a casa il 14,5% dell'intero
> fondo statale e
> complessivamente quasi l'85% dei fondi destinati alla
> Lombardia. Si
> merita questo - comunque avaro - privilegio? Spende
> bene questi soldi?

> =C8 giusto ad esempio che i suoi orchestrali godano
> di larghissimi
> permessi non retribuiti per altre attivit=E0,


> ottenendo ulteriori
> rilevanti compensi - situazione di privilegio
> rispetto ad altri teatri
> d'opera-e di fatto limitando gli spettacoli della
> Scala? Non sono
> forse troppi quasi mille dipendenti?
> La Scala, per alzare il sipario 227 voIte nel 2008 -
> ma 117 volte per
> l'opera con 15 titoli e 103 repliche e 47 volte per
> il balletto con 42
> repliche - dunque 164 vere alzate di sipario

> (perch=E9 concerti e
> recital hanno costi infinitamente pi=F9 bassi) ha
> speso 112 milioni e
> dunque ogni vera alzata di sipario =E8 costata almeno


> 650mila euro: per
> ogni spettatore si spendono quasi 350 euro a
> spettacolo. Chi ci mette
> questi soldi? Per iI 22% lo spettatore, per il 10% la
> Fondazione con i

> suoi ricavi (pubblicit=E0 e altro), per il 7% gli
> sponsor e il restante
> 61% =E8 denaro pubblico. La Fondazione dichiara che
> questo =93denaro
> pubblico=94 =E8 in realt=E0 diviso in un 45% di
> contributo dello Stato e u=


> n
> 16% di privati, ma questi privati lo sono per modo di

> dire perch=E9,


> tolte Mapei ed Rcs, gli altri hanno tutti consigli
> espressione della
> mano pubblica come la Camera di commercio o la Sea.
> Dunque una piccola

> bugia: sarebbe meglio si sapesse che la generosit=E0
> dei milanesi, anche
> gli amanti della lirica, =E8 inesistente e il Comune


> e la Provincia ci
> mettono rispettivamente 7,3 e 2,7milioni.
> Nei Paesi anglosassoni e negli Usa in particolare (il
> Paese che alcuni
> vorrebbero imitare) la lirica conta sulle donazioni
> dei privati,
> quelli veri. Dunque Milano, che considera la Scala
> una cosa sua,se la
> fa finanziare in gran parte da altri e per una volta

> non pu=F2 proprio
> lamentarsi di Roma ladrona. Per finire: =E8 giusto
> questo criterio di
> attribuzione dei fondi pubblici? Perch=E9 in
> proporzione cos=EC poco alla
> musica classica? Ma forse la ragione =E8 che in


> Italia di vero amore per
> la musica, in particolare per quella classica, non se
> ne vede molto e

> l=92istruzione musicale nelle scuole dell=92obbligo
> =E8 marginale. Per
> finire =E8 come se la lirica fosse pi=F9 pubblicit=E0
> turistica o =93evento=
> =94
> che non espressione culturale.
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