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Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/
sono sempre più convinto che la colpa sia dei vincoli del mezzo-fumetto.
Secondo voi quanto fa da tappo la rigidità del fumetto "alla bonelli",
"alla supereroi", etc ?
Non parlo solo dei vincoli tecnici, come forma e dimensione delle tavole,
numero massimo delle pagine etc, che credo infastidiscano più il
disegnatore;
mi preoccupano molto di più quei vincoli invisibili legati alla clientela
ed
al bisogno di vendere...
sarà mica che, esaurita la spinta creativa originaria di una testata, si
finisce per trascinarla stancamente ingozzando il lettore sempre e solo con
quelle due o tre cose che notoriamente gli piacciono (Tex?) ?
Da questo punto di vista, mi piacciono molto le miniserie, perché, se sono
ben congeniate, esauriscono il loro scopo creativo, chiudono col botto e
lasciano gli autori liberi di fare altro...
... trascinare un cadavere non è un bello spettacolo !
P.S. Secondo me Recchioni dovrebbe imitare la barbato e darsi al romanzo.
Non del mezzo fumetto in generale, pensa a Sandman, Watchmen, ecc.
>Secondo voi quanto fa da tappo la rigidità del fumetto "alla bonelli",
>"alla supereroi", etc ?
Alla Bonelli sicuramente, troppi paletti, troppi divieti narrativi.
>Non parlo solo dei vincoli tecnici, come forma e dimensione delle tavole,
>numero massimo delle pagine etc, che credo infastidiscano più il
>disegnatore;
>mi preoccupano molto di più quei vincoli invisibili legati alla clientela
Io invece mi riferisco ai vincoli narrativi, tipo che Tex non deve fumare
più, che Gea non può fare sesso, che Dylan Dog non può essere ambientato in
Italia, ecc.
>P.S. Secondo me Recchioni dovrebbe imitare la barbato e darsi al romanzo.
Ma anche restando al fumetto, dovrebbe fare di testa sua. Hai mai letto i
suoi corti, i suoi one shot? Sono fulminanti, liberi e sfrenati, io li
adoro. Invece la sua roba su Dylan oppure quel David Murphy 911...
banalissimi.
>
> Non del mezzo fumetto in generale, pensa a Sandman, Watchmen, ecc.
>
E' una mia limitazione, ma quando penso ad un fumetto penso ad uno
seriale; Watchman per come la vedo io è un romanzo grafico.
Confesso di non aver mai letto Sandman, ma se non sbaglio
non conta 100 numeri... DYD e NN vanno per i 300, Tex peggio...
>> Secondo voi quanto fa da tappo la rigidità del fumetto "alla bonelli",
>> "alla supereroi", etc ?
>
> Alla Bonelli sicuramente, troppi paletti, troppi divieti narrativi.
> Io invece mi riferisco ai vincoli narrativi, tipo che Tex non deve fumare
> più, che Gea non può fare sesso, che Dylan Dog non può essere ambientato
> in Italia, ecc.
Stiamo parlando della stessa cosa: i vincoli narrativi di cui parli
sono imposti, imho, da una malintesa cura per il cliente: non gli
sottoponi quello che potrebbe irritarlo e lo coccoli con quelle
due o tre banalità che lo fanno godere... così gli strappi un
fugace e semplice sorriso, e quello continua a pagarti...
E' lo stesso motivo, ad esempio, per cui certi comici riescono
a strappare applausi per 10 anni intonando rutti o dicendo parolacce,
non credi ? Solleticare il basso ventre del cliente paga subito
e senza fatica :°D
>> P.S. Secondo me Recchioni dovrebbe imitare la barbato e darsi al
>> romanzo.
>
> Ma anche restando al fumetto, dovrebbe fare di testa sua. Hai mai letto i
> suoi corti, i suoi one shot? Sono fulminanti, liberi e sfrenati, io li
> adoro. Invece la sua roba su Dylan oppure quel David Murphy 911...
> banalissimi.
C'è sempre qualcosa che un artista non riesce proprio a far star dentro
al genere che si è scelto; per questo sarei molto curioso di vedere
Recchioni alle prese con un Romanzo... in realtà mi piacerebbe anche
vedergli sceneggiare qualche film indipendente, ma credo sia una strada
ancora più stretta di quella fumettara
Ma Sandman no. E allora pensa a Ken Parker, a Strangers in Paradise... ce
ne sono di esempi.
>Confesso di non aver mai letto Sandman, ma se non sbaglio
>non conta 100 numeri... DYD e NN vanno per i 300, Tex peggio...
Anche i tuoi criteri di valutazione sono leggermente rigidi :)
>> Io invece mi riferisco ai vincoli narrativi, tipo che Tex non deve fumare
>> più, che Gea non può fare sesso, che Dylan Dog non può essere ambientato
>> in Italia, ecc.
>
>Stiamo parlando della stessa cosa: i vincoli narrativi di cui parli
>sono imposti, imho, da una malintesa cura per il cliente: non gli
>sottoponi quello che potrebbe irritarlo e lo coccoli con quelle
>due o tre banalità che lo fanno godere...
Eppure il Dylan Dog dei primi 100 numeri non era affatto così. Era...
libero e selvaggio, dal punto di vista stilistico.
>E' lo stesso motivo, ad esempio, per cui certi comici riescono
>a strappare applausi per 10 anni intonando rutti o dicendo parolacce,
>non credi ? Solleticare il basso ventre del cliente paga subito
>e senza fatica :°D
Probabile.
>C'è sempre qualcosa che un artista non riesce proprio a far star dentro
>al genere che si è scelto; per questo sarei molto curioso di vedere
>Recchioni alle prese con un Romanzo... in realtà mi piacerebbe anche
>vedergli sceneggiare qualche film indipendente, ma credo sia una strada
>ancora più stretta di quella fumettara
Un romanzo lo sta scrivendo, chissà se vedrà mai la luce. Sul suo blog
trovi qualche frammento nei vecchi post.