Che dire?
La lettura, per quanto avvincente e piena di riferimenti storici, non mi ha
entusiasmato cosi come gli altri lavori del Maestro. Lo studio alle spalle è
stato assolutamente mostruoso, le citazioni massoniche sono da applausi,
l'approfondimento è perfetto.... Ma... La storia non è una STORIA. E a me
piacciono le storie.
Non so come spiegare per bene questo concetto, ma in realtà, personalmente,
preferisco un altro tipo di narrazione. Una narrazione più alla Gaiman per
intenderci. Una narrazione di storie. Si, lo so, l'ho già detto, ma non
riesco a spiegarmi meglio. Spero abbiate capito, ma ci provo un pò meglio.
Watchmen era una storia con degli intrecci, con dei riferimenti che si
riprendevano nel corso del volume; lo stesso per V for Vendetta. Dei
personaggi vivi che sembrano uscire dalla pagine riportandoti a delle
situazioni correnti. Swamp Thing (tutto il suo luuuungo ciclo) è un inno
lisergico, un po ostico in alcuni parti, ma che tocca dei picchi narrativi e
poetici incredibili.
From Hell, invece, alla fine è una ricostruzione molto ben fatta, ma cui
manca quel tocco di narrazione... Troppo biografico... In alcuni punti
sembrava di leggere un libro... E non un fumetto... Poca emozione... E poi
ho trovato assai, ma assai noiosa, tutta la parte circa le strutture
massoniche di Londra (mooooolto Codice da Vinci!:-)))...
In ogni caso mi è venuta in mente l'idea di prendere il volume più citato,
ovverosia quello scritto da Knight; che voi sappate si trova? E'
interessante?
Domandina: nonostante le note ed un'attenta riflessione non ho ben capito a
cosa si riferisse la tavola 23 dell'ultimo capitolo... Mary Kell non era
morta?!?:-))
Any hint is higly appreciated, e non vale dire: rileggi con più
attenzione!:-))
Cheers
LUCA
>[cut]
> From Hell, invece, alla fine è una ricostruzione molto ben fatta, ma cui
> manca quel tocco di narrazione... Troppo biografico... In alcuni punti
> sembrava di leggere un libro... E non un fumetto... Poca emozione... E poi
> ho trovato assai, ma assai noiosa, tutta la parte circa le strutture
> massoniche di Londra (mooooolto Codice da Vinci!:-)))...
Beh, e' senz'altro una delle opere a fumetti piu' fredde che io ricordi di
aver letto.
Ma ho l'impressione che tu ti sia lasciato sopraffare da questa sensazione
e che non ti sia accorto del fatto che una storia (una 'fiction', nel senso
di invenzione) c'e'... :)
Basta vedere quello che scrivi piu' sotto, e cioe':
> In ogni caso mi è venuta in mente l'idea di prendere il volume più citato,
> ovverosia quello scritto da Knight; che voi sappate si trova? E'
> interessante?
Non ne ho idea, francamente. ^_^;
Comunque, ehm, non era a questo paragrafo che mi riferivo...
Ma a questo:
> Domandina: nonostante le note ed un'attenta riflessione non ho ben capito a
> cosa si riferisse la tavola 23 dell'ultimo capitolo...
[spoiler cut]
> Any hint is higly appreciated, e non vale dire: rileggi con più
> attenzione!:-))
E invece devo proprio dirtelo: rileggi con piu' attenzione. ^_^
Per la precisione, devi rileggere meglio il capitolo nove e tenere ben
d'occhio il personaggio di Julia. E poi devi rileggere _l'ultimo_ paragrafo
delle note che, se sarai stato attento nella lettura, ti permettera' di
ricollegare qualche particolare ;)
...
...
Comunque, micidiale questa cosa dell'ultimo paragrafo.
Come notava credo Moreno tempo fa, l'opera si apre con una affermazione (la
prima citazione del primo volume) riguardante l'unica certezza che abbiamo
su tutto il caso... e poi si chiude beffardamente con la sua sconfessione.
Satana di un Moore! ^_^
Ciao!
Un Gray Mouser che, insomma, 'diavolo' era troppo banale...
>Che dire?
>La lettura, per quanto avvincente e piena di riferimenti storici, non mi ha
>entusiasmato cosi come gli altri lavori del Maestro.
Comprendo e convengo.
Al tempo della mia prima lettura, venni qui a dire che era un'opera
molto fredda, e che per quello la sua lettura mi aveva messo molto in
imbarazzo.
In verita' una lettura non basta (come per gran parte dell'opera dello
Zio), e molte cose vengono alla luce solo dopo riletture e
documentazione (e discussione con altri lettori). Entrati in un certo
ordine di idee, la cosa acquista mordente.
>Lo studio alle spalle č
>stato assolutamente mostruoso, le citazioni massoniche sono da applausi,
>l'approfondimento č perfetto.... Ma... La storia non č una STORIA.
Gia'. E' una MAPPA.
Ecco, una cosa che mi ha aiutato meglio a capire From Hell, perlomeno
dal lato tecnico-costruttivo, e' stata la lettura di Hicksville e la
scoperta del concetto di fumetto come mappa.
Molto di quanto narrato in From Hell riguarda interrelazioni. La
storia parte da certe interrelazioni, si sviluppa attraverso
interrelazioni, e per certi versi trova il suo senso in esse, in
quello che da una persona viene trasmesso a un'altra per via della
relazione che ha con essa. Per le conseguenze di certi fatti in
relazione a certi personaggi, e cosi' via.
E di questo balletto di legami, se riusciamo ad ampliare la visione
dell'opera "a volo d'uccello", riusciamo a ricavare una mappa, che
pone ogni personaggio, ogni luogo, ogni avvenimento in una precisa
posizione rispetto a tutti gli altri.
Credo che Moore abbia trasferito in From Hell alcune delle siggestioni
che erano alla base di Big Numbers, che avrebbe dovuto essere un
affresco, o meglio una mappa, della stessa specie...
>From Hell, invece, alla fine č una ricostruzione molto ben fatta, ma cui
>manca quel tocco di narrazione...
Non so se la narrazione era uno dei fini dell'opera. E credo neanche
la ricostruzione. A ben pensarci (e The Dance of the Gull Catchers
sembra dare adito all'ipotesi) e' piu' una costruzione che una
ri-costruzione. E il tono molto spesso cronachistico (che puo' dar
l'idea di poco narrativo) aiuta a raggiungere questo scopo.
Ma leggendo bene, scorrendo la catena di eventi, si vede che ognuno ha
ripercussione sugli altri. non e' una fila di eventi scollegati. E'
una catena di eventi correlati in maniera non classicamente narrativa.
Per carita', posso capire i dubbi. Anch'io preferisco un tipo di
narrazione alla Sandman. Ma credo che quest'approccio, nella lettura
di From Hell, porti a equivocarlo. Infatti la seconda volta dovetti
cambiare approccio...
--
Buon cammino!
il_pellegrino
"Leggo per legittima difesa." - Woody Allen
>From Hell, invece, alla fine è una ricostruzione molto ben fatta, ma cui
>manca quel tocco di narrazione... Troppo biografico... In alcuni punti
>sembrava di leggere un libro... E non un fumetto... Poca emozione... E poi
>ho trovato assai, ma assai noiosa, tutta la parte circa le strutture
>massoniche di Londra (mooooolto Codice da Vinci!:-)))...
From Hell chiede veramente molto al lettore, non utilizza nessuno dei
sistemi usati di solito per "tenerne desta l'attenzione" (e non parlo
solo della boiate come gli agguati a ripetizione di Nizzi su Tex, ma
anche del semplice variare il ritmo per dare respiro al lettore). Moore
ormai non deve corteggiare l'attenzione di nessuno, scrive quel che
vuole ed e' il lettore a doversi adattare, a dover faticare per entrare
nel suo mondo.
Il capitolo del viaggio in carrozza ne e' un esempio perfetto: lungo,
fitto di testo, di descrizioni. Faticoso da leggere. Viene voglia (e
credo che la stragrande maggioranza di chi l'ha poi trovato "noioso"
l'abbia fatto) di saltare i balloon e scorrerlo velocemente per vedere
dove voleva arrivare.
Solo che cosi' non funziona.
Dopo tanti anni, ho imparato a dare fiducia a Moore. Raramente mi ha
deluso, e solo nei lavori "alimentari". Cosi' mi sono impegnato e ho
letto con attenzione ogni singola frase di tutto quel viaggio.
E alla fine, letta cosi', la reazione alla rivelazione finale ha
l'effetto sul lettore (su di me, almeno) della piu' opprimente
interpretazione dell'oppressione che abbia mai letto su carta. Ti manca
l'aria. Capisci perfettamente la reazione del complice di Gull. Una
reazione ancor piu' forte per la consapevolezza che quella e' una mappa
della vera Londra.
"Codice da Vinci"? Non scherziamo. C'e' un mondo di differenza nel come
le cose vengono narrate. Quel capitolo ha un impatto viscerale
fortissimo.
Pero' non puoi percepirlo prendendo scorciatoie. Devi fidarti di Moore e
seguire il sentiero che ti ha tracciato. Anche se e' faticoso e
tortuoso, senza passare da li' non arrivi dove voleva portarti lui.
>In ogni caso mi è venuta in mente l'idea di prendere il volume più citato,
>ovverosia quello scritto da Knight; che voi sappate si trova? E'
>interessante?
Non l'ho mai letto, e comunque Moore l'ha preso solo come spunto di
partenza, senza nemmeno crederci piu' di tanto alla sua "soluzione". Non
ha nulla in comune con From Hell se non il nome di Jack (se avessi letto
le note lo sapresti gia', ma anche dalla domanda successiva mi sa che
non le hai lette. Ahi ahi ahi, come dicevo piu' sopra se Moore ti mette
qualcosa, e' perche' quella cosa ci vuole e va letta. Compresa la dedica
iniziale e le note...)
E quindi....
SPOILERS!!!!!
>Domandina: nonostante le note ed un'attenta riflessione non ho ben capito a
>cosa si riferisse la tavola 23 dell'ultimo capitolo... Mary Kell non era
>morta?!?:-))
il segreto del destino finale di Mary e' noto solo ed unicamente a chi
si e' letti tutte le note... :-)
Infatti, a suggello del loro essere parte ASSOLUTAMENTE INTEGRANTE
dell'opera, Moore inserisce la "chiave di volta" che rovescia quello che
e' avvenuto nelle centinaia di pagine precedenti, nell'ultima frase
dell'ultima pagina delle ultime note.
E poi saluta, un "good night" beffardo, mentre il lettore sconvolto
comincia a rileggersi tutta l'opera chiedendosi come cavolo aveva fatto
a non capirlo prima... :-)
E, vale la pena notarlo, negando l'unica e sola certezza che aveva
asserito nella dedica dell'opera: che l'unica e sola certezza sul caso
di Jack lo Squartatore era che quelle donne fossero state uccide...
>Any hint is higly appreciated, e non vale dire: rileggi con più
>attenzione!:-))
Peccato, perche' l'unica risposta possibile e'... "rileggi con piu'
attenzione" :-)
--
Ciao,
/\/\oreno
Ad esempio? Sarebbe la prima volta che leggo di un suo scritto non buono.
:-)
--
Jolan Tru, Filippo "Hytok" Simone: l'oracolo sampdoriano di Sunnydale
La Casa degli Elfi - http://lacasadeglielfi.altervista.org/
Enclave del Dominio - S.N.S. Despiser - http://ildominio.altervista.org/
E su questo convegno assolutamente. Moore ha dimostrato per l'ennesima volta
di essere un signore autore di fumetti, anzi un signore autore e basta.
Non ho fatto fatica ad entrare nel mondo di From Hell, anzi ho trovato ben
più ostico quello lisergico di Swamp Thing; il problema è la freddezza della
storia e questo forse deriva prorpio dal fatto che sia alla fine un resconto
romanzato di fatti avvenuti, ma senza quella forza narrativa cui siamo
abituati.
Per fare un paragone forse un pò forzato, anche American Tabloid e Sei Pezzi
Da Mille di Ellroy tracciano un racconto romanzato degli USA
pre-durante-post JFK, tracciando un affresco grandioso di quei tempi. La
narrazione però ha avuto su di me un impatto diverso. Mi ha fatto suscitare
emozioni. La lettura di Moore no. Mi ha suscitato solo curiosità... Una
storia scritta da dio, ma "senza anima".
> "Codice da Vinci"? Non scherziamo. C'e' un mondo di differenza nel come
> le cose vengono narrate. Quel capitolo ha un impatto viscerale
> fortissimo.
Non avevo messo smileys a iosa per sottolineare la stupida ironia della mia
frase?:-))
> Pero' non puoi percepirlo prendendo scorciatoie. Devi fidarti di Moore e
> seguire il sentiero che ti ha tracciato. Anche se e' faticoso e
> tortuoso, senza passare da li' non arrivi dove voleva portarti lui.
E lo dici a me che ho letto Watchmen circa 180 volte e l'ho propinato a
tutti i miei amici inseme alla tue pillole di saggezza?:-))
> Non l'ho mai letto, e comunque Moore l'ha preso solo come spunto di
> partenza, senza nemmeno crederci piu' di tanto alla sua "soluzione". Non
> ha nulla in comune con From Hell se non il nome di Jack (se avessi letto
> le note lo sapresti gia', ma anche dalla domanda successiva mi sa che
> non le hai lette. Ahi ahi ahi, come dicevo piu' sopra se Moore ti mette
> qualcosa, e' perche' quella cosa ci vuole e va letta. Compresa la dedica
> iniziale e le note...)
Lette stralette e rilette. Cosi come ho letto il fumetto dei pirati di
Watchmen!:-))
Come ho detto prima From Hell ha generato in me curiosità sul caso e visto
che Knight è l'autore più citato...
> il segreto del destino finale di Mary e' noto solo ed unicamente a chi
> si e' letti tutte le note... :-)
Mi è sfuggito... Quindi tu sostieni che non sia stata MK a essere uccisa...
Io ho letto tutto ma proprio tutte e son curioso di capire cosa la mia mente
si è lasciata sfuggire...
> E, vale la pena notarlo, negando l'unica e sola certezza che aveva
> asserito nella dedica dell'opera: che l'unica e sola certezza sul caso
> di Jack lo Squartatore era che quelle donne fossero state uccide...
E quindi non sono state uccise?
Confusione!:-)
Cheers
LUCA
> > E, vale la pena notarlo, negando l'unica e sola certezza che aveva
> > asserito nella dedica dell'opera: che l'unica e sola certezza sul caso
> > di Jack lo Squartatore era che quelle donne fossero state uccide...
>
> E quindi non sono state uccise?
"ceci n'est pas une pipe" :)
--
Matteo L. - for mailbox messages sum 36 + 36
Frozen warnings close to mine
Close to the frozen borderline
" do you like grapes?"
Non so che c'entrano le pipe, il francese non è proprio il mio forte!:-)
Cheers
LUCA
>Non so che c'entrano le pipe, il francese non è proprio il mio forte!:-)
Ha a che fare con la differenza fra oggetto e sua rappresentazione.
Mi tocchera' rileggere From Hell visto che questa chiave non l'avevo
neanche considerata (oddio, solo nella misura in cui Jack e' una
sovra-posizione)...
> La lettura, per quanto avvincente e piena di riferimenti storici, non mi ha
> entusiasmato cosi come gli altri lavori del Maestro. Lo studio alle spalle è
> stato assolutamente mostruoso, le citazioni massoniche sono da applausi,
> l'approfondimento è perfetto.... Ma... La storia non è una STORIA.
Ti riferisci all'appendice "dance of the gullcatchers"? No perche' FH ha
una storia ben precisa, direi ed e', banalmente, una ricostruzione
verosimile (ma non per questo corrispondende a verita') dei fatti che
sconvolsero Londra nel 1889.
Forse quello che piu' ti ha confuso e' il fatto che la narrazione e'
estremamente frammenta tra gli svariati personaggi, senza preoccuparsi
troppo se il lettore viene spiazzato dai continui cambi di registro e
personaggi.
PS
Non mi toccare il capitolo del viaggio in carrozza attraverso Londra,
che e' il mio preferito!
--
Andy Roid,
"- Ambizioni particolari dalla vita?
- Uscirne vivo."
Don De Lillo, Americana.
> Ad esempio? Sarebbe la prima volta che leggo di un suo scritto non buono.
Non so cosa siano le storie a cui si riferisce Moreno, ma personlamente
trovo che Voodoo o la mini di Deathblow non siano certo dei capolavori e
imho si vede che sono stati scritti per intascare alla svelta qualche
dindino. A suo tempo anche la roba scritta per Spawn (Violator, Blood
Feud e l'8 della serie regolare) non e' che fosse di qualita' cosi'
superlativa.
--
Andy Roid
"(Beverly Hills, 22/11/58) Si faceva sempre alla
luce del televisore" - J. Ellroy, American Tabloid
Prima di tutto ti becchi una tiratina d'orecchie per il tuo bad quoting:
non metti mai l'autore del messaggio a cui rispondi.
>> "ceci n'est pas une pipe" :)
>
> " do you like grapes?"
>
> Non so che c'entrano le pipe, il francese non è proprio il mio forte!:-)
http://en.wikipedia.org/wiki/Ceci_n%27est_pas_une_pipe
Oppure, per gli offliners:
***********************************************************************
In 1912, Magritte's mother committed suicide by drowning herself in the
river Sambre.
He studied at the Académie Royale des Beaux-Arts in Brussels for two
years until 1918. During this time he met Georgette Berger, whom he
married in 1922.
Magritte worked in a wallpaper factory, and was a poster and
advertisement designer until 1926 when a contract with Galerie la
Centaure in Brussels made it possible for him to paint full-time.
In 1926, Magritte produced his first surrealist painting, Le jockey
perdu, and held his first exhibition in Brussels in 1927. Critics heaped
abuse on the exhibition. Depressed by the failure, he moved to Paris
where he became friends with André Breton, and became involved in the
surrealist group.
When Galerie la Centaure closed and the contract income ended, he
returned to Brussels and worked in advertising. Then, with his brother,
he formed an agency, which earned him a living wage.
During the German occupation of Belgium in World War II he remained in
Brussels, which led to a break with Breton. At the time he renounced the
violence and pessimism of his earlier work, though he returned to the
themes later.
A consummate technician, his work frequently displays a juxtaposition of
ordinary objects, or an unusual context, giving new meanings to familiar
things. The representational use of objects as other than what they seem
is typified in his painting, The Treachery Of Images (La trahison des
images), which shows a pipe that looks as though it is a model for a
tobacco store advertisement. Magritte painted below the pipe, This is
not a pipe (Ceci n'est pas une pipe), which seems a contradiction, but
means that the image of the pipe is not itself a pipe. (In his book,
This Is Not a Pipe, French critic Michel Foucault discusses the painting
and its paradox. )
His art shows a more representational style of surrealism compared to
the "automatic" style seen in works by artists like Joan Miró. In
addition to fantastic elements, his work is often witty and amusing. He
also created a number of surrealist versions of other famous paintings.
René Magritte described his paintings saying,
My painting is visible images which conceal nothing; they evoke
mystery and, indeed, when one sees one of my pictures, one asks oneself
this simple question, 'What does that mean?'. It does not mean anything,
because mystery means nothing either, it is unknowable.
His work showed in the United States in New York in 1936 and again in
that city in two retrospective exhibitions, one at the Museum of Modern
Art in 1965, and the other at the Metropolitan Museum of Art in 1992.
Magritte died of cancer on August 15, 1967 and was interred in
Schaarbeek Cemetery, Brussels.
**************************************************************************
--
Andy Roid,
I belong to the blank generation
I can take it or leave it each time