Un bel giallo di impianto tradizionale ma ben costruito. Servillo e' un po'
troppo uguale a se stesso, corre il rischio di diventare una maschera,
pero' da al racconto un incedere lento e possente. Con una regia un pochino
piu' originale poteva essere un gran film. La mancanza invece di tensione
lascia intatto l'interesse per lo sviluppo, ma toglie le emozioni.
Ne' aiuta una colonna sonora fatta di brutta musica e rumoracci.
Hotel Meina
Terrificante, salutiamo Lizzani, il cui cervello ci saluta ben prima del
corpo. Questo e' uno dei film piu' brutti che abbia mai visto. Non dico
nulla sul soggetto, una pagina dell'olocausto in piu' o in meno non fa la
differenza in un panorama cinematografico dominato dalla cultura della
memoria, ma il film e' terrificante.
Scolastico, o peggio ancora, con le sequenze scandite da ritmi da metronomo
ad alternare una successione di volti, in un periodare visivamente statico
e che si puo' riassumere cosi': affermazione, risposta, sguardo costernato
numero 1, sguardo costernato numero 2, sguardo costernato numero 3.
Affermazione... e si riparte.
Alla protagonista giovane era richiesto di costernarsi piu' spesso, e
questa capacita' di contridersi a comando e' l'unica cosa, un po'
terrorizzante, che il film mi ha lasciato.
Personaggi bidimensionali, le solite cartoline del solito presepe,
l'ufficiale tedesco fighissimo e stronzissimo, i soldati tedeschi nella
classica scena del "mangiare come porci", il gruppo di ebrei timorati che
improvvisa una funzione di nascosto, gli ariani insensibili, la tedesca
buona, i partigiani mal vestiti ma generosi, ecc.
Sceneggiatura estremamente vaga e rappezzata, alcune parti del film che
mancano di raccordo, assenza di caratteri, di dialoghi significativi, di un
po' tutto, e un finale plagiato, la danza macabra dei cadaveri nell'acqua
del lago, che rende il finale involontariamente semiserio.
Rispetto per la vicenda storica raccontata (e addolcita), ma il film e'
indegno persino di un passaggio televisivo.
> Hotel Meina
>
> Terrificante, salutiamo Lizzani, il cui cervello ci saluta ben prima del
> corpo.
uno schifo disumano e sono d'accordo di non dargli nemmeno un passaggio
televisivo, smettiamola di dire poi male delle fiction, così in generale,
che credo a questo livello non ci arrivino
Mi sono assentata due minuti al momento culminante, com'è che scoprono
s
p
o
i
l
e
r
la fuga?
quando sono tornata la tedesca era appoggiata sul pavimento e diceva no no e
loro erano sotto il tunnel con il nazista che cominciava la selezione
> s
> p
> o
> i
> l
> e
> r
> la fuga?
> quando sono tornata la tedesca era appoggiata sul pavimento e diceva no no e
> loro erano sotto il tunnel con il nazista che cominciava la selezione
Uno dei tanti snodi narrativi non raccordati.
Danno fuoco all'albergo e i tedeschi lo cercano di spegnere con delle
scodelle chiaramente inadatte.
Brucia un tavolo al piano di sopra, chissa' perche', forse il fuoco ha
superato il primo piano.
Nel frattempo la costernatrice accompagna giu' tutti i timorati, e li
introduce nel cunicolo.
La tedesca, dal chiuso della sua stanza, non si sa in base a cosa, non si
sa come, decide che e' andato tuttto bene e fa il segnale ai partigiani con
la lampada.
Stacco.
La scena dopo l'albergo non ha apparenti danni e gli ebrei sono catturati.
Pubblico il nome di questa signora che interpreta il ruolo della tedesca
consapevole in maniera cosi' bestiale, Ursula Bushhorn, in modo che se
qualcuno la conosce gli esprima, anche tangibilmente, i segni del mio
disappunto, magari con un calcione nel sedere, gli altri ne evitino i film.
Nemmeno Variety ci va leggero
http://www.variety.com/review/VE1117934561.html?categoryid=31&cs=1&p=0
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It's a sad day when a vet helmer like Carlo Lizzani takes a film to Venice
as poor as "Hotel Meina." Little more than a bad TV movie, pic tackles the
true story of Jews rounded up in a hotel on Lake Maggiore in 1943 and the
false tale of the German woman who tried to save them. Ill-conceived and
poorly acted, with an ending in particularly bad taste, pic is eons away
from the 85-year-old director's 1954 Cannes winner "Chronicle of Poor
Lovers." Sole takers will be undiscriminating smallscreen auds at home.
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Dice bene, quando dice che gli unici che lo vedranno sono quelli che si
"beccano le sole"...
cavoli ho perso una grande scena
> Brucia un tavolo al piano di sopra, chissa' perche', forse il fuoco ha
> superato il primo piano.
ci poniamo troppe domande, si sa
> Nel frattempo la costernatrice accompagna giu' tutti i timorati, e li
> introduce nel cunicolo.
> La tedesca, dal chiuso della sua stanza, non si sa in base a cosa, non si
> sa come, decide che e' andato tuttto bene e fa il segnale ai partigiani
> con
> la lampada.
> Stacco.
> La scena dopo l'albergo non ha apparenti danni e gli ebrei sono catturati.
>
ah ecco cos'era quel fumo bianco (?) che usciva da un albergo intatto
>>> s
>>> p
>>> o
>>> i
>>> l
>>> e
>>> r
>>
>>
>> Danno fuoco all'albergo e i tedeschi lo cercano di spegnere con delle
>> scodelle chiaramente inadatte.
>
> cavoli ho perso una grande scena
Un pezzo di grandissimo cinema. C'e' un tavolo che fa fumo e i tedeschi
corrono, ogni tanto qualcuno rovescia una scodellata d'acqua.
Si direbbe che bruci tutto fino a Luino, con quel modesto impegno, invece
torna pure la corrente in fretta.
Anche il tedesco tutto fare, il numero due, quello che volta a volta e'
fetente, e' tenero, e' umano, e' implacabile, e' ubriacone, e' il buon
esempio... anche lui si distingue con una scodellata.
>> La scena dopo l'albergo non ha apparenti danni e gli ebrei sono catturati.
>>
> ah ecco cos'era quel fumo bianco (?) che usciva da un albergo intatto
Infatti, non si vedranno nemmeno i segni nelle scene successive.