Ozpetek sceglie la virata ormai definitiva verso il melodramma
estremo, amore, morte e pulsioni distruttive, in un film
sconclusionato e pieno di difetti ma sorretto da alcune ottime
interpretazioni e da una mano comunque sicura dietro la macchina da
presa.
Non ho letto il libro della Mazzucco, di cui fonti affidabili mi
dicono sia molto bello, ma intuisco che in fase dis cenggiatura si sia
lavorato "a togliere", che spesso � una buona cosa. Solo che
probabilmente qui si � esagerato e si esce dal cine con l'idea che
dieci-quindici minuti in pi� di spiegazioni e approfondimento dei
personaggi non avrebbero guastato.
Non che ci sia molto da speigare in s�, dato che le storie che si
intrecciano sono tutte molto lineari; piuttosto non si capisce perch�
tutte quelle storie debbano essere messe assieme nello stesso film.
Non siamo ci� dalle parti di Bure Baruta o de Il cerchio, dove le
storie si intrecciano secondo una severit� del racconto che le riporta
a conclusione (magari non *la stessa* conclusione, ma dentro un quadro
comune), e neppure dentro la casualit� totale: per tutto il film
*sembra* che ci si voglia dire qualcosa, affiancando la giornata di
tutti questi personaggi, ma questo "qualcosa" continuamente sfugge.
Cos�, alla fine, tutte le spiegazioni che pure ci si potrebbe dare (i
personaggi sono tutti vinti dalla vita, doloranti di un dolore
infinito, persi, e anzi traditi, da quella famiglia che per tutti
sembrerebbe rappresentare l'agognato porto sicuro) sembrano
onestamente inventate l� per l� dal critico di passaggio che deve far
vedere che lui, il film, "l'ha capito", e invece sorge il dubbio che
non ci sia niente da capire.
E poi c'� il problema che il film e sbilanciato, e la storia di
Bentivoglio/Ferrari si mangia tutto ilr esto, probabilmente sfuggendo
di mano al regista. D'altra parte, � troppo pi� forte, troppo pi�
diretta... e anche troppo pi� facile.
Infine, avrei probabilmente gradito di pi� il film se a tutta la foga
a togliere (nella storia, nella caratterizzazione dei personaggi,
nella recitazione - ingenerale ottima) avesse corrisposto analogo
trattamentod ella colonna sonora, che � invece magniloquente, pesante
ed inutilmente enfatica, e, insieme con certi movimenti di macchina
attorno ai personaggi (e primi piani) sembra rappresentare la "firma"
pi� evidente di Ozpetek.
R.
--
Quando il gioco si fa duro
i sardi iniziano a giocare
Non ho ancora visto il film, ma ne ho letto e sentito parlare molto
bene.
Ozpetek ha rivisitato e corretto una storia tratta dall’omonimo
romanzo di Melania Mazzucco, facendo fuori l'unico gay del libro.
Ecco, mi piacerebbe conoscere il motivo di tale scelta, visto che
Ozpetek in tutti i suoi film è sempre riuscito a trattare, con
estrema delicatezza, il tema dell'omosessualità.
> Comunque lo si voglia considerare, un film che non lascia indifferenti
Ma sai che pure io pensavo peggio? Mi ci hanno trascinto ieri sera, dopo
settimane che facevo resistenza. Film certo non indimenticabile e certo
non indispensabile, ma certo ben impacchettato. Da quel che avevo
sentito dire, mi aspettavo la vigorosa e quasi compiaciuta bruttezza di
"Cuore sacro". Invece no: un film, come tu dici, con forse troppi rivoli
secondari senza sviluppo, ma che non meritava le levate di scudi che mi
pare ci siano state.
> Non che ci sia molto da speigare in sé, dato che le storie che si
> intrecciano sono tutte molto lineari; piuttosto non si capisce perché
> tutte quelle storie debbano essere messe assieme nello stesso film.
/me annuisce
> E poi c'č il problema che il film e sbilanciato, e la storia di
> Bentivoglio/Ferrari si mangia tutto ilr esto, probabilmente sfuggendo
> di mano al regista. D'altra parte, č troppo piů forte, troppo piů
> diretta... e anche troppo piů facile.
Bentivoglio, ovviamente, qui vuol dire Mastandrea.
> Infine, avrei probabilmente gradito di piů il film se a tutta la foga
> a togliere (nella storia, nella caratterizzazione dei personaggi,
> nella recitazione - ingenerale ottima) avesse corrisposto analogo
> trattamentod ella colonna sonora, che č invece magniloquente, pesante
> ed inutilmente enfatica, e, insieme con certi movimenti di macchina
> attorno ai personaggi (e primi piani) sembra rappresentare la "firma"
> piů evidente di Ozpetek.
C'č un buon momento, al termine della scena del mancato stupro, in cui
la musica magniloquente non c'č - ma non c'č piů nulla, nč l'audio
ambiente, nč dialogo, nč niente. Mastandrea e la Ferrari che si
guardano, silenzio completo per una decina di secondi, il momento in cui
entrambi capiscono che stavolta č davvero finita. Un'idea, quantomeno.
--
http://www.albertofarina.tk
>Da quel che avevo
> sentito dire, mi aspettavo la vigorosa e quasi compiaciuta bruttezza di
> "Cuore sacro".
Ma dai. A me Cuore Sacro piacque, anche se retrospettivamente aveva
già tante cose (musica, melodramma, toni enfatici e sovrabbondanti)
che viste ripetute nei film successivi retrospettivamente disturbano.
> > E poi c'è il problema che il film e sbilanciato, e la storia di
> > Bentivoglio/Ferrari
> Bentivoglio, ovviamente, qui vuol dire Mastandrea.
Stavo per scrivere "Buonocore" e m'è rimasta la "B" ;)
> C'è un buon momento, al termine della scena del mancato stupro
Si, vero. Però è poco...
R.
> Ma dai. A me Cuore Sacro piacque, anche se retrospettivamente aveva
> già tante cose (musica, melodramma, toni enfatici e sovrabbondanti)
> che viste ripetute nei film successivi retrospettivamente disturbano.
Mamma mia. Io ricordo un ottimo inizio, con quel suicidio inatteso, e
poi una sequela di scivoloni uno peggio dell'altro, appena temperati da
un'audacia e a un'ambizione che, quantomeno, facevano macchia in un
panorama di autori che non osano.
Vediamo se ritrovo qualche appunto che avevo postato all'epoca...
http://groups.google.com/group/it.arti.cinema/browse_frm/thread/931b3ba9
05ad9e07/b64f73c630abd034?lnk=gst&q=cuore+sacro+fake+alberto#b64f73c630a
bd034
Ah, ecco, vedo che ci eravamo già confrontati sull'argomento. ;-)
--
http://www.albertofarina.tk
>http://groups.google.com/group/it.arti.cinema/browse_frm/thread/931b3ba9
>05ad9e07/b64f73c630abd034?lnk=gst&q=cuore+sacro+fake+alberto#b64f73c630a
>bd034
>
>Ah, ecco, vedo che ci eravamo già confrontati sull'argomento. ;-)
Ho un vago ricordo del confronto anch'io... aspetta...
Riletto: che dire: la "messa in scena" che citavo rimane confermata
(citavo musica debordante, amore/morte, sentimenti estremi), ma sul
piano contenutistico noto che davamo per appurate cose che Un Giorno
Perfetto, sicuramente anche perché tratto da una ofnte di unc erto
spessore, non conferma.
Allora scrivevamo:
>Ozpetek allo stato puro se Ozpetek e' i suoi ultimi tre film. Se e'
>cosi', in effetti, c'e' un'aderenza quasi assoluta a quella che si
>delinea come una formula (se non lo si ama) o a una tematica precisa (se
>invece lo si apprezza). Vita normale, incontro/incidente inaspettato,
>scoperta del mondo-altro.
Non ho visto Saturno Contro, ma quella tematica qui non c'è,
sostituita per esempio da una attenzione ai temi familiari (più
esattamente genitoriali) che sinora non mi pare che fosse presente in
Ozpetek.
Piuttosto, non ricordo se ho mai chiesto qui sul NG una cosa: qualcuno
mi ha detto che Cuore Sacro è un rifacimento palese di un film di
Rossellini. Risulta?
> Piuttosto, non ricordo se ho mai chiesto qui sul NG una cosa: qualcuno
> mi ha detto che Cuore Sacro è un rifacimento palese di un film di
> Rossellini. Risulta?
Io avevo sentito qualcuno sbilanciarsi con Pasolini e citare "Teorema"
per la scena dello spogliarello francescano della Bobulova.
--
http://www.albertofarina.tk
Eccomi.
Boris
>Io avevo sentito qualcuno sbilanciarsi con Pasolini e citare "Teorema"
>per la scena dello spogliarello francescano della Bobulova.
Uh, dovrebbe essere (ma veramente mi sembra che avevo già chiesto)
Europa '51, di cui tra l'altro vedo che la protagonista si chiama
Irene.
Onestamente, è un Rossellini che mi manca, però alcune cose della
trama mi paiono tornare.
> On Mon, 6 Oct 2008 16:07:57 +0200, sin...@iaciners.org.invalid (un
> fake di Alberto) wrote:
>
>>Io avevo sentito qualcuno sbilanciarsi con Pasolini e citare "Teorema"
>>per la scena dello spogliarello francescano della Bobulova.
>
> Uh, dovrebbe essere (ma veramente mi sembra che avevo già chiesto)
> Europa '51, di cui tra l'altro vedo che la protagonista si chiama
> Irene.
>
> Onestamente, è un Rossellini che mi manca, però alcune cose della
> trama mi paiono tornare.
>
> R.
Così c'era scritto su film TV di due settimane fa quando ripassato sul
digitale terrestre. D'altronde, l'accostamento non è per nulla peregrino,
se guardiamo al soggetto.
Boris
Senti, io il romanzo non l'ho letto, il regista lo avevo ridimensionato
dopo "Cuore sacro" (e il suo successo, comunque, mi tocca poco - anche
perché a giudicare dalle sale in cui "Un giorno perfetto" è tuttora
fuori sospetto che proprio un tonfo non sia stato), che fosse
co-sceneggiato da petraglia l'ho appreso dai titoli di coda. E l'ho
visto al cinema, non a Venezia nell'atmosfera sempre un po' drogata del
festival.
Diciamo forse che dopo averne sentito dire così male avevo aspettative
molto piu' basse. E diciamo anche che da quello che ho visto su al Lido
- e dalle reazioni che ho letto in giro o sentite direttamente dai
giurati - era proprio la selezione dei film in concorso di quest'anno
che, per motivi che non interessa qui dibattere, lasciava molto a
desiderare. Ma non significa che un film non da concorso sia da valutare
più severamente perché l'hanno messo in concorso. Anche il film di Demme
è modesto, ma non poi così terribile.
--
http://www.albertofarina.tk
> Ma non significa che un film non da concorso sia da valutare
> più severamente perché l'hanno messo in concorso. Anche il film di Demme
> è modesto, ma non poi così terribile.
> --http://www.albertofarina.tk
Beh, se tu (o la tua produzione/distribuzione) pensi che il tuo film
valga tanto da entrare in competizione con pellicole da tutto il
mondo, ti esponi volontariamente a critiche un po' meno morbide. E le
critiche sono state anche un po' troppo severe in relazione alle
aspettative generate da questo team che prometteva fuochi d'artificio.
E il film di Demme è piaciuto a più d'uno. Io mi associo al tuo
modesto giudizio.