NUOVE OPPORTUNITA' E NUOVE REGOLE
Anche noi architetti siamo parte attiva nella rivoluzione del nuovo
secolo : "il web". Siti che propongono prestazioni on line (a vario
titolo e con modalit� molto diverse)ne nascono quotidianamente.
Perch� non parlare della cosa e tentare di risolvere i NUOVI problemi
di deontologia?
ad esempio :
E' giusto che siti con finalit� editoriali o commerciali possano
offrire servizi professionali on line usando la dizione "i nostri
architetti" (come se fossimo degli schiavi)?
E' giusto comparare la propria attivit� a quella di altri
professionisti?
E' giusto usare testimonianze di clienti soddisfatti?
E' giusto enfatizzare troppo la convenienza di un servizio
professionale?
E' giusto proporre un progetto come un prodotto di largo consumo?
Esiste una soglia minima di dignit� professionale oppure abbiamo
tracimato?
Naturalmente queste sono solo le prime considerazioni e mi piacerebbe
aprire un dibattito serio ed articolato.
Un saluto ed un grazie anticipato a tutti i colleghi
ps. Ovviamente metto in gioco anche la mia persona e se arriveranno
delle critiche costruttive saranno ben accette e tenute in massima
considerazione.
Manco Gropius si era spinto a tanto...
> Anche noi architetti siamo parte attiva nella rivoluzione del nuovo secolo
> : "il web". Siti che propongono prestazioni on line (a vario titolo e con
> modalit� molto diverse)ne nascono quotidianamente.
> Perch� non parlare della cosa e tentare di risolvere i NUOVI problemi di
> deontologia?
Non credo che il problema deontologico nasca dall'utilizzo del web;
probabilmente o moltiplica e lo rende pi� evidente.
> E' giusto che siti con finalit� editoriali o commerciali possano offrire
> servizi professionali on line usando la dizione "i nostri architetti"
> (come se fossimo degli schiavi)?
In fondo depone a favore della categoria: pensa se avessero scritto : "I
nostri geometri" !!!
Allora si che sarebbe stato degradante per un architetto leggere una cosa
del genere....
> E' giusto comparare la propria attivit� a quella di altri professionisti?
Mica impastiamo il cemento...b� almeno non proprio tutti...
> E' giusto usare testimonianze di clienti soddisfatti?
Se ce ne sono credo sia pi� che giusto!
> E' giusto enfatizzare troppo la convenienza di un servizio professionale?
Lo dice il nuovo codice deontologico: descrivere cosa si fa
(pubblicizzarsi), ma senza autoesaltarsi! Cos� credo sia giusto.
> E' giusto proporre un progetto come un prodotto di largo consumo?
L'illusione che il progetto sia per pochi, ha convinto talmente tante
persone che ora la stragrande maggioranza degli architetti sta con le "pezze
al culo".
Il progetto � per tutti; deve essere per tutti; magari fosse per tutti!
> Esiste una soglia minima di dignit� professionale oppure abbiamo
> tracimato?
Da mo che abbiamo tracimato...ma la dignit� persa credo che sia il problema
minore al momento.
> Naturalmente queste sono solo le prime considerazioni e mi piacerebbe
> aprire un dibattito serio ed articolato.
Tempo una settimana � dimenticherai di aver scritto quest post...
> Manco Gropius si era spinto a tanto...
Tentar non nuoce :-)
> Non credo che il problema deontologico nasca dall'utilizzo del web;
> probabilmente o moltiplica e lo rende pi� evidente.
Probabilmente hai ragione, lo esaspera
> In fondo depone a favore della categoria: pensa se avessero scritto
> : "I nostri geometri" !!! Allora si che sarebbe stato degradante per
> un architetto leggere una cosa del genere....
Qui non sono d'accordo, come fai a svolgere un'attivit�
deontologicamente corretta se sei stipendiato o sei a percentuale? Non
ti puoi fregiare di un titolo che presuppone indipendenza ed onest�
intellettuale
> Mica impastiamo il cemento...b� almeno non proprio tutti...
sar� tardo ma questo non l'ho capito...:-)
> Se ce ne sono credo sia pi� che giusto!
Se non erro � una delle cose deprecate dal nuovo codice : "non
nominare il nome del tuo cliente invano"
> Lo dice il nuovo codice deontologico: descrivere cosa si fa
> (pubblicizzarsi), ma senza autoesaltarsi! Cos� credo sia giusto.
Giusto
> L'illusione che il progetto sia per pochi, ha convinto talmente
> tante persone che ora la stragrande maggioranza degli architetti sta
> con le "pezze al culo". Il progetto � per tutti; deve essere per
> tutti; magari fosse per tutti!
Riflessione interessante, certo detto in questi termini sono d'accordo
> Da mo che abbiamo tracimato...ma la dignit� persa credo che sia il
> problema minore al momento.
:-)
> Tempo una settimana � dimenticherai di aver scritto quest post...
Vediamo se riesco a "reggere" almeno due settimane
Grazie della risposta
> Qui non sono d'accordo, come fai a svolgere un'attivit� deontologicamente
> corretta se sei stipendiato o sei a percentuale? Non ti puoi fregiare di
> un titolo che presuppone indipendenza ed onest� intellettuale
I mobilifici hanno al loro interno architetti che danno "lustro" alla
proposta progettuale di inserire un comodino di fianco al letto.
Non so davvero come sia possibile impedire che ci� avvenga. Soprattutto come
si fa ad impedire praticamente ad un architetto di prestare la propria opera
(quale che sia la forma giuridica) a chiunque esso voglia.
> Se non erro � una delle cose deprecate dal nuovo codice : "non nominare il
> nome del tuo cliente invano"
Che male c'� se un cliente soddisfatto afferma di esserlo e tu lo citi?
L'importante � che sia realmente soddisfatto, altrimenti � una vera
porcata...
>> Tempo una settimana � dimenticherai di aver scritto quest post...
> Vediamo se riesco a "reggere" almeno due settimane
vedremo...
> I mobilifici hanno al loro interno architetti che danno "lustro" alla
> proposta progettuale di inserire un comodino di fianco al letto.
> Non so davvero come sia possibile impedire che ci� avvenga. Soprattutto
> come si fa ad impedire praticamente ad un architetto di prestare la
> propria opera (quale che sia la forma giuridica) a chiunque esso voglia.
Un attimo, qua si fa confusione. Non � che semplicemente per il fatto di
avere una laurea in architettura (o ingegneria, � lo stesso) devo essere
obbligato a lavorare a tariffa, rispettare il codice deontologico ecc. ecc.
ANCHE SE FACCIO IL SALUMIERE!!!!
Un laureato in architettura � liberissimo di fare il designer, il consulente
presso un mobilificio, il cassiere del supermercato, il commesso in un
negozio di scarpe, l'impiegato alla posta ecc. In questo caso, non pu� avere
alcun vincolo in pi� rispetto ad un qualsiasi cittadino che faccia lo stesso
identico lavoro senza avere una laurea in architettura.
Oppure pu� esercitare la PROFESSIONE DI ARCHITETTO (come dipendente o l.p.,
non importa). In questo caso, e solo in questo caso, � tenuto al rispetto
del codice deontologico e compagnia bella. La differenza � che in questo
caso su quello che fa ci mette timbro e firma. E non � poco: � una
differenza profonda e sostanziale.
Ora, cos� come i LAUREATI IN ARCHITETTURA che lavorano per Casa Bella o quel
che sia, chi lavora come consulente di vendita presso un mobilificio non
esercita la professione di architetto, per cui non ha senso fare discorsi di
questo tipo.
Se un mobilificio pu� permettersi di assumere laureati in architettura come
addetti/consulenti di vendita e se questi ultimi accettano di buon grado
questo lavoro (che potrebbe svolgere anche una persona qualsiasi,
ammettiamo, magari, con risultati pi� modesti, senza alcun titolo accademico
o professionale, ma semplicemente dotata di buon gusto per l'arredamento)
non ci vedo niente di male. E mi sembra assurdo pensare ad un modo per
"impedire che ci� avvenga": vuoi vedere che m� avere una laurea vuol dire
dover rinunciare ad avere un lavoro "normale"?!???
Per maggior chiarezza: Casa Bella o EMMEPIU possono vantarsi che le loro
soluzioni sono elaborate da architetti, ma nulla vieta ad una persona con la
terza media di fare uno schizzo su come spostare un tramezzo, cambiare un
pavimento o posizionare una credenza, purch� ne sia in grado (e noi dobbiamo
"fidarci" della rivista o del mobilificio, del resto, senza poter verificare
i titoli del grande consulente!). La differenza la fanno il timbro e la
firma sulla prestazione professionale, il resto � aria fritta.
aLUCArd
Praticamente si fa con un esposto all'ordine nel momento in cui il
professionista (avvalendosi di un titolo accademico) svolge funzioni
che possano essere lesive della funzione.
ad es.
Estratto dall'ultimo codice :
"Per poter svolgere al meglio il suo compito, l�Architetto ha il
dovere di conservare la propria autonomia di giudizio e di difenderla
da condizionamenti esterni di qualunque natura. Con la sua firma,
dichiara e rivendica la responsabilit�, intellettuale e tecnica, della
prestazione espressa...omissis....La credibilit� si fonda su una
corretta condotta professionale e si alimenta nella capacit� dell�architetto
di essere all�altezza del ruolo che la Societ� gli
affida...omissis...."
Pensi che possa essere indipendente un architetto che � stipendiato
per vendere un certo prodotto piuttosto che un'altro?
(art. 27) Costituisce indebita interferenza tra interessi economici e
professione, rilevante ai sensi degli artt. 3 e 4, il comportamento
dell�Architetto che stabilisce con imprese e societ� patti attinenti i
servizi da queste ultime rese a favore del proprio cliente.
> Che male c'� se un cliente soddisfatto afferma di esserlo e tu lo
> citi?
> L'importante � che sia realmente soddisfatto, altrimenti � una vera
> porcata...
(art. 42) E� vietata la diffusione da parte del professionista che
partecipa ad eventi pubblici in ragione della competenza o attivit�
svolta - come l'intervento a trasmissioni televisive; la
partecipazione, come relatore, a convegni; la collaborazione a
giornali - di indicazioni circa le prestazioni offerte, i nomatividei
propri clienti e gli onorari praticati
Ciao
> (art. 42) E' vietata la diffusione da parte del professionista che
> partecipa ad eventi pubblici in ragione della competenza o attivit�
> svolta - come l'intervento a trasmissioni televisive; la partecipazione,
> come relatore, a convegni; la collaborazione a giornali - di indicazioni
> circa le prestazioni offerte, i nomatividei propri clienti e gli onorari
> praticati
Riguardo ai nominativi dei clienti mi verrebbe da dedurre che un Aldo Rossi
che collabora alla pubblicazione su Casabella degli interventi da lui
realizzati ad Omegna nell'abitazione di Alberto Alessi, vada a violare la
deontologia professionale :-)))
Repo
E' ingiusto che grandi realtà commerciali (vedi ancora ikea, e riviste
varie) instillino la cultura del progetto GRATIS
E' sbagliato limitarsi a considerare esclusivamente i siti web
>E' giusto comparare la propria attività a quella di altri
>professionisti?
la pubblicità comparativa ha una sua normativa che vieta la pubblicità
denigratoria
> (art. 27) Costituisce indebita interferenza tra interessi economici e
> professione, rilevante ai sensi degli artt. 3 e 4, il comportamento
> dell’Architetto che stabilisce con imprese e società patti attinenti i
> servizi da queste ultime rese a favore del proprio cliente.
L'arredatore di Ikea, ancorchè laureato e iscritto all'albo, non
svolge lavoro da libero professionista, non può essere vincolato dal
codice deontologico
> (art. 42) E’ vietata la diffusione da parte del professionista che
> partecipa ad eventi pubblici in ragione della competenza o attività
> svolta - come l'intervento a trasmissioni televisive; la
> partecipazione, come relatore, a convegni; la collaborazione a
> giornali - di indicazioni circa le prestazioni offerte, i nomatividei
> propri clienti e gli onorari praticati
Quindi non posso dire il signor Nome e Cognome è entusiasta del lavoro
che ho fatto e che l'ho fatto pagare tot, ma posso dire il
proprietario della casa di ischia che ho ristrutturato è entusiasta
dei risultati, non violo la sua privacy.
Non può esserci vietata la possibilità di mostrare il nostro lavoro
>E' giusto enfatizzare troppo la convenienza di un servizio
>professionale?
non capisco cosa intendi
>E' giusto proporre un progetto come un prodotto di largo consumo?
come dice Lex, DEVE essere di largo consumo
ciao
__
fabiocp
www.cafelab.it
> Esiste una soglia minima di dignit� professionale oppure abbiamo
> tracimato?
non capisco...
� pieno di architetti che nella vita professionale "reale" hanno la
percentuale sulla vendita delle finiture, sull'impresa ecc, estitono elenchi
nei negozi cui ogni prof. ha scontistica in funzione dei clienti che ha
inviato in stile punti della GdO
e ci veniamo a lamentare per una persona che cerca di inventarsi nuovi
spazi?
mah!
>L'arredatore di Ikea, ancorch� laureato e iscritto all'albo, non
>svolge lavoro da libero professionista, non pu� essere vincolato dal
>codice deontologico
L'arredatore di Ikea nel momento in cui viene proposto come
"architetto" (titolo che presuppone un ordinamento professionale)
SECONDO ME deve attenersi alle regole deontologiche. Diverso sarebbe
se si proponesse come "arredatore" o "dottore in architettura". Il
codice deontologico vale per tutti gli iscritti (non solo per chi
timbra e firma). Comunque nulla da eccepire su ci� che liberamente si
fa a patto di non usare un titolo IMPROPRIAMENTE. Nessuno mi vieta di
"sputare in un occhio di un vigile urbano" oppure di "gettare le
cartacce sul marciapiede" :-) ....l'importante e che non lo faccio per
nome e per conto di una categoria professionale che potrebbe eccepire.
Che poi in giro ci sia un gran casino sono d'accordo...ed infatti mi
sono deciso a scrivere il primo post proprio per confrontarmi con voi
colleghi.
>>E' giusto enfatizzare troppo la convenienza di un servizio
>>professionale?
>non capisco cosa intendi
Intendo dire che non mi sembra il caso di enfatizzare troppo la
convenienza (ho sentito di un collega che pubblicizzava il fatto di
avere aliquota IRPEF ridotta e per questo si vantava di essere
conveniente rispetto ad altri) ...preferirei un giusto equilibrio tra
convenienza e qualit�
>ciao
Ciao
__
fabiocp
www.cafelab.it
> Un attimo, qua si fa confusione. Non � che semplicemente per il
> fatto di avere una laurea in architettura (o ingegneria, � lo
> stesso) devo essere obbligato a lavorare a tariffa, rispettare il
> codice deontologico ecc. ecc. ANCHE SE FACCIO IL SALUMIERE!!!!
> Un laureato in architettura � liberissimo di fare il designer, il
> consulente presso un mobilificio, il cassiere del supermercato, il
> commesso in un negozio di scarpe, l'impiegato alla posta ecc. In
> questo caso, non pu� avere alcun vincolo in pi� rispetto ad un
> qualsiasi cittadino che faccia lo stesso identico lavoro senza avere
> una laurea in architettura.
Totalmente d'accordo con te, per� nel momento in cui dico :
"architetto" mi riferisco ad uno status giuridico preciso.
Personalmente prima di scrivere sul mio biglietto da visita architetto
ho aspettato l'esame di stato e l'iscrizione relativa. Se dico
Designer...arredatore...esperto in progettazione...interior
designer... laureato in architettura (quindi dottore) etc. etc. posso
fare ci� che voglio (nei limiti della legge)ma nel momento mi iscrivo
ad un ordine implicitamente accetto uno statuto e sono costretto a
rispettarlo (sempre a patto che uso pubblicamente il titolo relativo
ed opero in nome e per conto di questo)
Faccio un esempio banale : nessuno vieta ad un amministratore di
condominio di essere anche notaio ma...il tizio non pu� dire :
rivolgiti a me perch� ti offrir� consulenza gratuita (o a basso costo)
come notaio.
> Totalmente d'accordo con te, per� nel momento in cui dico : "architetto"
> mi riferisco ad uno status giuridico preciso. Personalmente prima di
> scrivere sul mio biglietto da visita architetto ho aspettato l'esame di
> stato e l'iscrizione relativa. Se dico Designer...arredatore...esperto in
> progettazione...interior designer... laureato in architettura (quindi
> dottore) etc. etc. posso fare ci� che voglio (nei limiti della legge)ma
> nel momento mi iscrivo ad un ordine implicitamente accetto uno statuto e
> sono costretto a rispettarlo (sempre a patto che uso pubblicamente il
> titolo relativo ed opero in nome e per conto di questo)
Solo parzialmente d'accordo. Io ritengo che la differenza la faccia il fatto
di mettere timbro e firma (cio� di mettere a garanzia di ci� che ho
scritto/disegnato il mio essere un professionista, con un bagaglio
culturale, professionale ed etico attestato e certificato da un titolo di
studio, da un esame di abilitazione, da un'istituzione quale l'Ordine
professionale), non quella di qualificarmi semplicemente come architetto o
ingegnere, quindi "sedicente" esperto della materia (ovviamente il
millantato credito e/o l'esercizio abusivo della professione sono un'altra
storia, che per� poco � poco rilevante in questa discussione). Ecco quello
che intendevo con il precedente post.
E comunque (per esperienza diretta, avendo arredato da zero due case in tre
anni!), generalmente gli "architetti" che lavorano presso i mobilifici sono
giovani neolaureati o laureandi, addirittura, che non hanno sostenuto
l'esame di Stato n� sono iscritti all'Albo, quindi, propriamente, non sono
ancora "architetti", e di conseguenza non sono nemmeno soggetti al codice
deontologico.
aLUCArd
azz anche gli ingegneri impiantisti ci fanno concorrenza! :)
generalmente gli "architetti" che lavorano presso i mobilifici sono
> giovani neolaureati o laureandi, addirittura, che non hanno sostenuto
> l'esame di Stato nè sono iscritti all'Albo, quindi, propriamente, non sono
> ancora "architetti", e di conseguenza non sono nemmeno soggetti al codice
> deontologico.
questo perchè il termine è sputtanato,
il codice si rivolge al libero professionista e ai suoi rapporti verso
committenza e colleghi,
nell'accezione comune*architetto* invece è indice di un certo tipo di
preparazione quindi può essere usatoa sproposito!
Parlo di casa mia, eh! Ci mancherebbe! ;-)
Oh, tra l'altro la mia compagna � architetto iunior...quindi sono ricorso ad
uno specialista!!! :-))))
> questo perch� il termine � sputtanato,
> il codice si rivolge al libero professionista e ai suoi rapporti verso
> committenza e colleghi,
> nell'accezione comune*architetto* invece � indice di un certo tipo di
> preparazione quindi pu� essere usatoa sproposito!
Esatto.
aLUCArd
Mi aspettavo un accordo meno "parziale" ...scherzo :-)...in fin dei
conti tutelare il ns. titolo vuol dire "difendere" anni ed anni di
studio, investimenti, sacrifici, tasse pagate, aggiornamenti continui
etc. etc.. Lo dovremmo fare per noi stessi ma anche per qui giovani
che tra qualche anno prenderanno la laurea ed inizieranno una
carriera.
Credo che alla fine della fiera conveniamo che sarebbe corretto
utilizzare il titolo di "architetto" solo se si dispone dei requisiti
(abilitazione ed iscrizione) e che il contesto nel quale si usa sia
attinente e possibilmente dignitoso
Ciao
C'è un'analisi interessante a riguardo negli articoli di Paolo
Bettini
http://www.unich.it/progettistisidiventa/LEZIONI/3-Architetto.htm
dove paragona l'architetto al medico
>C'� un'analisi interessante a riguardo negli articoli di Paolo
>Bettini
>http://www.unich.it/progettistisidiventa/LEZIONI/3-Architetto.htm
>dove paragona l'architetto al medico
Interessante ed oserei dire anche divertente.
Ahim�! siamo precipitati dall'ottavo posto al centoquarantaquattresimo
(dietro a disegnatore e cameriera...senza offesa per questi ultimi
:-)...senza parlare del reddito medio e della scarsa considerazione
dei media. Per fortuna che ci rimane questa passionaccia che � dura a
morire.
> La differenza la fanno il timbro e la firma sulla prestazione
> professionale, il resto � aria fritta.
>
> aLUCArd
ancora una volta una riflessione intelligente.
:)