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LibreOffice prende slancio...

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ArchiPit

unread,
Feb 27, 2012, 4:29:20 AM2/27/12
to
Avete letto questo?

http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?id=8386

ArchiPit


Tommy

unread,
Feb 27, 2012, 7:33:38 AM2/27/12
to
On 27 Feb, 10:29, ArchiPit
certo, ne avevamo parlato "off-topic" qui dentro:
https://groups.google.com/group/it-alt.comp.software.openoffice/browse_thread/thread/fbbf249b6a4ce444?hl=it#

come al solito c'è stato il solito "battibecco" tra Italo Vignoli (che
interpretava la notizia come prova della "grandeur" di LibO)
e VITRIOL (che ovviamente ne subito minimizzato e sminuito
l'importanza)... ma è come chiedere a Tiziano Crudeli ed Elio Corno di
essere d'accordo sul risultato di Milan-Inter...

a parte le battute penso che per LibO sia una buona notizia che da
maggior visibilità al suo prodotto


VITRIOL

unread,
Feb 27, 2012, 8:46:38 AM2/27/12
to
Il 27/02/2012 13:33, Tommy ha scritto:

> e VITRIOL (che ovviamente ne subito minimizzato e sminuito
> l'importanza)

Veramente non ho minimizzato niente, ma:

1) Io personalmente odio gli app store come concetto, ma questa è una
cosa squisitamente personale. In ogni caso non credo affatto che la
pubblicazione in un app store sottintenda un qualunque reale merito
tecnico, in quanto è sotto gli occhi di tutti che negli app store
vengono pubblicate senza particolari controlli le cose più abominevoli.

2) Ho chiesto perché LibO è stato pubblicato sotto nome di SUSE/Novell,
visto che in tempi non sospetti io avevo detto che mi sembrava che nella
pratica il progetto fosse controllato da SUSE/Novell e mi era stato
risposto che non era vero, che invece si viveva in una fondazione libera
e felice indipendente dalle aziende. Fino ad ora non ho ricevuto risposta.

--
Saluti
VITRIOL

Italo Vignoli

unread,
Feb 27, 2012, 9:25:05 PM2/27/12
to
On 2012-02-27 13:46:38 +0000, VITRIOL said:

> 1) Io personalmente odio gli app store come concetto, ma questa è una
> cosa squisitamente personale. In ogni caso non credo affatto che la
> pubblicazione in un app store sottintenda un qualunque reale merito
> tecnico, in quanto è sotto gli occhi di tutti che negli app store
> vengono pubblicate senza particolari controlli le cose più abominevoli.

Intel ha testato LibreOffice in tre diversi laboratori di ricerca e
sviluppo, negli Stati Uniti, in Francia e in Germania, per circa tre
mesi, ovvero da quando il software è stato approntato - più o meno
verso la fine di novembre 2011 - a quando è stato annunciato.

I test, inoltre, sono stati fatti anche da una serie di utenti dello
store, visto che l'applicazione è andata online a dicembre 2011 proprio
perché un gruppo di utenti la potesse testare.

Il lavoro degli ingegneri Intel, comunque, è stato anche quello di dare
delle indicazioni su alcuni aspetti di Windows che sono abbastanza
oscuri e che rappresentavano un ostacolo per alcune funzionalità, o
rendevano più complessa la soluzione di alcuni bug e alcune regressioni.

L'installazione con il pacchetto .msi che non lascia tracce sul disco
dopo l'installazione è una richiesta di Intel, ed è stata in gran parte
sviluppata su loro indicazioni.

Intel è probabilmente l'azienda che conosce meglio Windows dopo
Microsoft, e questo rappresenta un vantaggio per il progetto.

By the way, Intel ha già pagato due anni di presenza nell'Advisory Board.

> 2) Ho chiesto perché LibO è stato pubblicato sotto nome di SUSE/Novell,
> visto che in tempi non sospetti io avevo detto che mi sembrava che
> nella pratica il progetto fosse controllato da SUSE/Novell e mi era
> stato risposto che non era vero, che invece si viveva in una fondazione
> libera e felice indipendente dalle aziende. Fino ad ora non ho ricevuto
> risposta.

La fondazione è indipendente dalle aziende, oggi più che mai, visto che
lo statuto che sancisce la sua indipendenza e l'impossibilità per
un'azienda di avere più del 30% dei membri di qualsiasi entità (dal
board of directors ai gruppi di lavoro) è depositato al tribunale di
Berlino, e non può essere mai più modificato.

Ovviamente, questo non impedisce ad alcuni membri di essere più
visibili di altri, e siccome il più visibile tra gli sviluppatori è
Michael Meeks - che è un dipendente SUSE - si può interpretare la cosa
come l'espressione di un'ingerenza di SUSE sull'intero progetto.

In realtà, lo sviluppatore più attivo di tutti è di gran lunga Caolan
McNamara di RedHat, che però dice dodici parole all'anno (media
ponderata) per cui sembra quasi non esistere all'interno del progetto.

LibreOffice è pubblicato nell'AppUp Store (un altro nome orribile) come
LibreOffice, ma il nome è quello lungo e orrendo che include SUSE per
motivi legali, in quanto SUSE ha prodotto la versione speciale in
cinque lingue e si è impegnata ad aggiornarla per i prossimi due anni,
per conto di TDF.

Purtroppo, gli avvocati sono ineffabili, e Intel ha una fila di
avvocati lunga più o meno come quella di Microsoft, per cui la
revisione effettuata da questi avvocati del comunicato stampa ha
introdotto il nome (o denominazione) legale in luogo di quello
ufficiale, nonostante le nostre proteste, per cui il testo o usciva
così o non usciva.

VITRIOL

unread,
Feb 28, 2012, 2:12:09 AM2/28/12
to
Il 28/02/2012 03:25, Italo Vignoli ha scritto:

> Intel ha testato LibreOffice in tre diversi laboratori di ricerca e
> sviluppo, negli Stati Uniti, in Francia e in Germania, per circa tre
> mesi

[CUT]

OK, queste sono parole, poi chiunque può provare il programma e leggere
il bug tracker. Se a qualcuno va bene buon per lui, a me non va bene ma
non siamo tutti uguali.
Poi sicuramente posso essere io ipersensibile riguardo ai problemi di
OOo e LibO, perché comunque sono i software che conosco meglio e a volte
la cosa è negativa. Ad esempio non bisognerebbe mai sapere tutto della
propria moglie o fidanzata... spesso un po' di ignoranza aiuta a vivere
più sereni :-D

> Purtroppo, gli avvocati sono ineffabili, e Intel ha una fila di
> avvocati lunga più o meno come quella di Microsoft, per cui la
> revisione effettuata da questi avvocati del comunicato stampa ha
> introdotto il nome (o denominazione) legale in luogo di quello
> ufficiale, nonostante le nostre proteste, per cui il testo o usciva
> così o non usciva.

Non ho ben capito. Quindi per interloquire con le aziende commerciali
TDF conta come il due di picche quando la briscola è fiori, e ci vuole
un'altra azienda commerciale che faccia da intermediario e garante? Se è
così cade il senso stesso della fondazione.
Oltre a questo, il pensiero di un qualunque accordo
Intel-Microsoft-Novell non può non rievocare negli utenti più attenti
ricordi di operazioni non proprio cristalline, soprattutto verso il
software libero. Ma sicuramente sarò io troppo paranoico.

--
Saluti
VITRIOL

Italo Vignoli

unread,
Feb 29, 2012, 8:26:00 AM2/29/12
to
On 2012-02-28 07:12:09 +0000, VITRIOL said:

> Non ho ben capito. Quindi per interloquire con le aziende commerciali
> TDF conta come il due di picche quando la briscola è fiori, e ci vuole
> un'altra azienda commerciale che faccia da intermediario e garante? Se
> è così cade il senso stesso della fondazione.

La questione è diversa: siccome l'AppUp Center ha base negli Stati
Uniti, i software per l'esportazione devono rispondere alle specifiche
del Department of Defense per cui ci vogliono alcuni prerequisiti che
SUSE ha e TDF ancora non ha, perché ci vogliono mesi per ottenerli (e
onestamente non so nemmeno se abbia senso ottenerli, visto il costo
dell'operazione e il beneficio che ne deriva, che è pari a zero in
quanto LibreOffice è gratuito).

Personalmente, se dovessero esserci altre operazioni di questo tipo
anche in futuro, preferirei passare un'altra volta da SUSE - che è già
riconosciuta dal Pentagono - piuttosto che fare tutta la trafila,
perché in realtà non si tratta di qualcosa che aggiunge valore a TDF.

Personalmente, nessuno di noi directors ha problemi a fornire i propri
dati personali e garantire che LibreOffice non viene utilizzato per
compiere operazioni di spionaggio o terrorismo, e che lo sviluppo
avviene tutto all'interno di Paesi che non sono considerati covi di
terroristi, ma tutto questo non serve a nulla se non a soddisfare dei
regolamenti che personalmente trovo abbastanza anacronistici nell'era
della rete.

Questo dovrebbe chiarire il perché del nome apparentemente assurdo,
dettato dai legali per evitare a Intel problemi con il Pentagono (che
probabilmente non vorrei avere nemmeno io se fossi un cittadino
statunitense).

> Oltre a questo, il pensiero di un qualunque accordo
> Intel-Microsoft-Novell non può non rievocare negli utenti più attenti
> ricordi di operazioni non proprio cristalline, soprattutto verso il
> software libero. Ma sicuramente sarò io troppo paranoico.

In questo caso, Microsoft non c'entra nulla, se non per il fatto che si
tratta della versione del software per Windows, per cui l'accordo è
TDF/SUSE/Intel, dove deve figurare che il lavoro lo ha fatto SUSE in
quanto detiene il "bollino verde" del Pentagono. Microsoft, in un certo
senso, subisce l'accordo, visto che nell'AppUp Center c'è LibreOffice e
non c'è Microsoft Office (ma non credo che Microsoft sia preoccupata
per questa cosa).

In ogni caso, il precedente accordo Microsoft/Novell in cui sono stati
coinvolti gli sviluppatori che attualmente sono SUSE riguardava
solamente lo sviluppo dei filtri per OOXML, ed è scaduto da oltre due
anni, per cui pensare che ci possa essere un ripescaggio di questo
accordo mi sembra capzioso (ancorché in linea con quello che scrivono i
dipendenti IBM).


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