On 2012-02-27 13:46:38 +0000, VITRIOL said:
> 1) Io personalmente odio gli app store come concetto, ma questa è una
> cosa squisitamente personale. In ogni caso non credo affatto che la
> pubblicazione in un app store sottintenda un qualunque reale merito
> tecnico, in quanto è sotto gli occhi di tutti che negli app store
> vengono pubblicate senza particolari controlli le cose più abominevoli.
Intel ha testato LibreOffice in tre diversi laboratori di ricerca e
sviluppo, negli Stati Uniti, in Francia e in Germania, per circa tre
mesi, ovvero da quando il software è stato approntato - più o meno
verso la fine di novembre 2011 - a quando è stato annunciato.
I test, inoltre, sono stati fatti anche da una serie di utenti dello
store, visto che l'applicazione è andata online a dicembre 2011 proprio
perché un gruppo di utenti la potesse testare.
Il lavoro degli ingegneri Intel, comunque, è stato anche quello di dare
delle indicazioni su alcuni aspetti di Windows che sono abbastanza
oscuri e che rappresentavano un ostacolo per alcune funzionalità, o
rendevano più complessa la soluzione di alcuni bug e alcune regressioni.
L'installazione con il pacchetto .msi che non lascia tracce sul disco
dopo l'installazione è una richiesta di Intel, ed è stata in gran parte
sviluppata su loro indicazioni.
Intel è probabilmente l'azienda che conosce meglio Windows dopo
Microsoft, e questo rappresenta un vantaggio per il progetto.
By the way, Intel ha già pagato due anni di presenza nell'Advisory Board.
> 2) Ho chiesto perché LibO è stato pubblicato sotto nome di SUSE/Novell,
> visto che in tempi non sospetti io avevo detto che mi sembrava che
> nella pratica il progetto fosse controllato da SUSE/Novell e mi era
> stato risposto che non era vero, che invece si viveva in una fondazione
> libera e felice indipendente dalle aziende. Fino ad ora non ho ricevuto
> risposta.
La fondazione è indipendente dalle aziende, oggi più che mai, visto che
lo statuto che sancisce la sua indipendenza e l'impossibilità per
un'azienda di avere più del 30% dei membri di qualsiasi entità (dal
board of directors ai gruppi di lavoro) è depositato al tribunale di
Berlino, e non può essere mai più modificato.
Ovviamente, questo non impedisce ad alcuni membri di essere più
visibili di altri, e siccome il più visibile tra gli sviluppatori è
Michael Meeks - che è un dipendente SUSE - si può interpretare la cosa
come l'espressione di un'ingerenza di SUSE sull'intero progetto.
In realtà, lo sviluppatore più attivo di tutti è di gran lunga Caolan
McNamara di RedHat, che però dice dodici parole all'anno (media
ponderata) per cui sembra quasi non esistere all'interno del progetto.
LibreOffice è pubblicato nell'AppUp Store (un altro nome orribile) come
LibreOffice, ma il nome è quello lungo e orrendo che include SUSE per
motivi legali, in quanto SUSE ha prodotto la versione speciale in
cinque lingue e si è impegnata ad aggiornarla per i prossimi due anni,
per conto di TDF.
Purtroppo, gli avvocati sono ineffabili, e Intel ha una fila di
avvocati lunga più o meno come quella di Microsoft, per cui la
revisione effettuata da questi avvocati del comunicato stampa ha
introdotto il nome (o denominazione) legale in luogo di quello
ufficiale, nonostante le nostre proteste, per cui il testo o usciva
così o non usciva.