Sagra del Maiale e Mostra Mercato dei Prodotti Tipici ed Artigianali, Senerchia (AV), 25-27 febbraio 2011

13 visualizzazioni
Passa al primo messaggio da leggere

Assistente2

da leggere,
17 feb 2011, 03:00:0317/02/11
a InfoNapoli Newsletter
Da:
http://www.eventiesagre.it/Eventi_Sagre/6146_Sagra+del+Maiale.html

Sagra del Maiale
Mostra Mercato dei Prodotti Tipici ed Artigianali
dal 25/02/2011
al 27/02/2011

Dove:
Senerchia (AV)


Per maggiori informazioni:
info evento 338.8120560
333.2360078
e-mail in...@prolocosenerchia.it
Sito Web Esterno prolocosenerchia.it

Fonte:
Pro Loco Senerchia


sagra del maiale 2011-senerchia

"Sagra del Maiale"

SENERCHIA (AV)
25, 26, 27 febbraio 2011

Ci siamo, manca poco al trionfo del suino e dei suoi estimatori.
Cultura e memoria contadina ritornano imponenti a dettare le regole della
macellazione e dell'utilizzazione dell'animale di cui non si butta via
niente.
Un rito che si ripete a Senerchia da 23 anni, dove per accedervi bisogna
vestirsi pesante, avere lo stomaco vuoto ed il palato curioso.
Tante sono le prelibatezze che si possono gustare al naturale per una
celebrazione gastronomica senza tempo; una cucina semplice senza aggiunta di
alcuna alchimia culinaria: salsicce e costine di maiale alla brace,
soffritto di carne suina e peperoni, pane casereccio, pasta e fagioli "cù
'muss pint", pizza di granturco e minestra "sperta" e per riscaldare gli
immancabili falò e "fiumi" di vino rosso.

Arrivederci quindi a Senerchia il 25, 26, 27 febbraio 2011.

Senerchia, centro attivo della Valle del Sele ha origine antichissime
risalenti al IX sec. dell'era volgare. La popolazione picentina, che abitava
le ripide roccie costose della valle, insediatesi dopo il conflitto della
seconda guerra punica, venne a stabilirsi nell'oppidum romano con il nome di
SENA HERCLEA. Il nucleo insediativo medioevale arroccato sulle pendici del
monte Croce a circa 700 m s.l.m., è circondato da parti di murazioni che
determinano, anche per la caratteristica geografica del sito, il binomio
castello-chiesa, tipico dei centri fortificati.

La prima espansione urbana, databile intorno ai secoli XV-XVI, seguì ad
oriente il corso del Torrente Vallone, degradando verso la zona pianeggiante
mentre l'espansione direzionale centrifuga, ascrivibile ai secoli XVIII-XIX,
si localizzò sul pianoro collinare ai piedi della rupe dominata dal
castello.

Senerchia conserva intatte le caratteristiche di un paese montano: la
vegetazione è ricca,l'aria è pura e fresca, la gente cordiale e ospitale.

Il centro storico è tra i più tipici dell'Irpinia e l'impianto
architettonico è del '700. Il sisma dell'80 ha inferto pesanti ferite al
centro urbano ed ha indotto i pochi residenti nel centro antico a
trasferirsi altrove.

Il Palazzo storico più rappresentativo è il Palazzo Cuozzo costruito intorno
al '700. L'amministrazione Comunale ha presentato un progetto di recupero e
restauro per destinarlo ad un Centro di Educazione Ambientale.

Senerchia vanta anche un'oasi naturalistica gestita dalla pro loco Senerchia
e dal WWF "Oasi Valle della Caccia".

L'oasi, a 3 Km dal centro di Senerchia, rappresenta, per la conformazione
morfologica e idrogeologica, per le caratteristiche faunistiche e
floristiche, l'area più interessante, dal punto di vista naturalistico, di
tutto il massiccio dei Monti Picentini.

Ospita sul suo territorio molte piante rare come l'Erica Terminalis e l'Acer
Lobelii; sulle rupi e nelle boscaglie vive il Pino Nero, nelle valli umide
una lecceta di rara bellezza, ornelli e sorbi montani, nelle radure crochi,
viole, ranuncoli e tante specie di orchidee.

È possibile ammirare i giochi di luce ed ombra della "grotta del muschio"
percorrendo i "sentieri natura" che si snodano lungo il ruscello
Acquabianca.

Nel cuore dell'Oasi pulsa nel fragore dell'acqua cristallina una "cascata",
generata da un torrente, scende giù in una spaccatura del monte, dalle
pendici di una roccia sfagliata, alta trenta metri, in uno scenario di
poderosi alberi.

Per quel che concerne il patrimonio faunistico l'oasi è abitata dal lupo
irpino, dal gatto selvatico, dalla volpe e dal cinghiale. Nel parco vivono
tante varietà di uccelli: falconiformi, galliformi, corvidi, passeriformi,
piciformi come il raro Picchio nero.

Risultano numerosi anche i rappresentanti delle classi degli Anfibi e dei
Rettili, e va ricordata nel patrimonio ittico la Trota Fario che vive nel
ruscello Acquabianca.

L'Oasi Valle della Caccia è inoltre, dotata di un centro visite ed aree
attrezzate per la sosta.

La sagra del maiale di Senerchia nata nel 1989, si è sempre caratterizzata
come festa popolare e contadina. Sono passati ormai 20 anni da quando in
punta di piedi muoveva i primi passi, quando tutti i compaesani erano
coinvolti nei preparativi in quella piccola piazza del paese dove con canti
e balli si rallegrava la serata.

Scenario della festa è infatti la piazza del paese, coinvolta da subito in
tutte le sue componenti, c'è da lavorare ma anche da divertirsi, si capisce
che la cosa può funzionare, garanzia ne è l'ottimo prodotto offerto ai
visitatori attraverso un' iniziativa che vuole conservare usanze, gesti e
profumi che il tempo lentamente sta cancellando dalla memoria. Quindi
rivalutare l'allevamento del maiale, che era particolarmente diffuso tra i
Senerchiesi ed ha rappresentato, soprattutto nei periodi più difficili, una
componente rilevante dell'economia del luogo e per molte famiglie ne era la
risorsa principale.

Le carni sode e genuine derivano da animali che crescono liberamente nei
prati e in ettari di bosco incontaminato; i maiali senerchiesi sono nutriti
esclusivamente con tuberi, ghiande di quercia, granoturco, castagne, frutti
come pere o mele e dalla classica ''iotta'' formata da un intruglio di
brodo, crusca e residui di cibo.

L'impegno e il lavoro aumentano negli anni, ripagati da sano divertimento e
dall'ottima riuscita dell'avvenimento.

Da alcuni anni stiamo vivendo una fase di grande successo, dove la garanzia
è quella antica: la qualità del prodotto e l'ottimo servizio offerto.

La sagra oggi è un appuntamento nel periodo invernale, attira a Senerchia
numerosi visitatori provenienti da tutta Italia e dall'Estero; le ultime
edizioni hanno contribuito a rendere più forte il legame con le comunità
senerchiesi all'estero ed al nord Italia, registrando infatti la presenza di
numerosi emigranti di Nizza ed Imperia, appositamente organizzatisi per
trascorrere tre giorni a Senerchia in allegria e comunione.

Migliaia di persone che, nei tre giorni di svolgimento, riempiono le strade
di questa piccola comunità per gustare ed assaporare gli antichi aromi dei
piatti tradizionali.

Una festa all'insegna della buona tavola, quindi, ma in più c'è la
funzionalità di un area attrezzata e l'impegno della parte più giovane del
paese.

L'evento rappresenta per il paese non solo un momento importante di
aggregazione ma soprattutto di recupero della memoria storica e delle nostre
tradizioni che fanno da cornice alla festa.

Viene realizzata una mostra-mercato dei prodotti tipici e vengono allestiti
stands nelle vie del paese per l'esposizione e la vendita dei prodotti
locali: i funghi, il vino, il miele, il pane casereccio, i formaggi, i
cosiddetti "papazzi" (prodotto rinomato) e in particolar modo il fagiolio cu
muss pint, che cresce esclusivamente nelle nostre zone abbracciato al mais
che lo sostiene a mò di tutore, e l'olio d'oliva per i quali sono già state
avviate le pratiche presso i competenti uffici per avere la certificazione
DOP, riconoscimento assegnato ai prodotti agricoli ed alimentari le cui fasi
del processo produttivo, vengono realizzate in un'area geografica delimitata
e conforme ad un disciplinare di produzione, oltre a prodotti
dell'artigianato locale ed ai prodotti tipici della Valle del Sele.

La mostra-mercato dei prodotti tipici " sagra del Maiale " ha riscosso negli
anni un crescendo a livello di recensioni su riviste specializzate a livello
nazionale (Viaggi di Repubblica - LA STAMPA) nonché sulla stampa regionale
(Corriere del Mezzogiorno) e provinciale (Corriere,ottopagine e Irpinia
Neuws) e inoltre uno spazio nei programmi televisivi e radiofonici di Rai
Uno "Sabato & Domenica " e "Festa Italiana" e sul televideo regionale e
Radio 24.

La valorizzazione dei prodotti tipici, come chance di sviluppo sostenibile,
è l'intento prevalente dell'intera manifestazione.

Negli ultimi, infatti, si è sviluppata una forma di turismo che si muove
alla riscoperta dei prodotti e delle tradizioni enogastronomiche, ispirata
da un nuovo modo di vivere la vacanza, in comunione con l'ambiente locale e
con il suo trascorso storico e culturale.

Le attività economiche basate sulla valorizzazione delle risorse
territoriali sono in continua espansione e possano assumere, specialmente
nelle aree più svantaggiate e/o agricole un ruolo fondamentale per la
salvaguardia del territorio, il sostegno dell'occupazione e per la
rivitalizzazione dell'economia rurale fortemente minacciata dalla
globalizzazione e dalla competitività dei mercati.

Questa tendenza può costituire una grande occasione di sviluppo e di
valorizzazione del territorio e delle attività che su di esse si svolgono,
contribuendo a risollevare e a migliorare la situazione economica ed
occupazionale di molte aree spesso a connotazione agricola e caratterizzate
da una forte valenza paesaggistica e culturale.

La strutturazione di tale forma di turismo comporta il coinvolgimento e
l'integrazione, in un rapporto di stretta interdipendenza funzionale, delle
diverse aziende che operano sul territorio: dalla produzione agricola e
zootecnica, alla trasformazione e conservazione degli alimenti, alla loro
distribuzione e promozione, fino alla ricettività turistica articolata in
ristorazione ed ospitalità.

Inoltre per valorizzare un prodotto è necessario agire esaltando gli aspetti
favorevoli. Fra le caratteristiche favorevoli dei prodotti tipici, vi è la
qualità. Un prodotto ottenuto con tecniche artigianali, fa venire in mente
mani esperte che con passione e tradizione compiono gesti precisi e lenti,
gesti che sanno di racconti tramandati, di tecniche pazientemente apprese,
gesti che nessuna macchina potrebbe sostituire, perché rispondono a quella
caratteristica di unicità che si contrappone drasticamente alla
caratteristica di serialità dei prodotti industriali.

Il progetto in questione è volto a utilizzare la posizione geografica
strategica di Senerchia dando altresì l'opportunità di fare una passeggiata
per il centro storico, in premessa menzionato, e di godere di angoli e
scorci affascinanti, di percorrere la stradina che costeggia il torrente
Vallone fino alla chiesetta di S. Antonio, di ammirare il castello,
suggestivo rudere abitato da rapaci e la bella Chiesa di S. Michele
Arcangelo (parzialmente distrutta dal sisma dell'80).

Un sistema urbano di notevole valore testimoniale e paesaggistico che
potrebbe rientrare tra gli elementi di spicco degli itinerari irpini.

Attraverso il tentativo di far divulgare tali risorse, ci si propone
l'obiettivo di far conoscere le realtà paesaggistiche, naturalistiche e
storiche del nostro territorio e dei paesi limitrofi con lo scopo di dare un
concreto impulso all'attività turistica dell'Irpinia, che ha, sotto questo
profilo, grandi potenzialità, purtroppo, non adeguatamente sfruttate.

Un vero e proprio itinerario turistico nei territori della valle del Sele,
mediante iniziative e manifestazioni durante l'intero anno è un'occasione,
sicuramente, da non perdere.


Rispondi a tutti
Rispondi all'autore
Inoltra
0 nuovi messaggi