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Giorno del Ricordo "LE FOIBE" - 10.02.2013
Il 10 febbraio è un giorno per ricordare, per raccontare, per capire e
condividere la memoria dopo anni di silenzio. La terribile pagina di storia
a cui fa riferimento il Giorno del Ricordo è quella che interessò i
territori dell'Istria a partire dall'autunno del '43, subito dopo
l'armistizio, fino al 1947, dove furono rastrellate, deportate e uccise
migliaia di persone, per lo più italiani, dai partigiani dell'esercito di
Tito. L'inizio dell'eccidio risale al '43, subito dopo l'armistizio,
nell'Istria abbandonata dai soldati italiani e non ancora controllata dai
tedeschi, quando i partigiani slavi gettarono nelle foibe (fosse rocciose
profonde fino a 200 metri) centinaia di cittadini italiani considerati
nemici del popolo. Lo sterminio fu condotto senza distinzioni politiche,
razziali ed economiche, seguendo le direttive di Tito che ordinava di
eliminare i fautori del nazionalismo. Furono arrestati fascisti,
anti-fascisti e partigiani, cattolici ed ebrei, uomini, donne, vecchi e
bambini, industriali, agricoltori, pescatori, poliziotti e carabinieri,
militari e civili, secondo un disegno che prevedeva l'epurazione attraverso
torture, fucilazioni e infoibamenti. La persecuzione in quella terra di
nessuno vicina al confine sottoposta all'amministrazione jugoslava, la
violenza e l'efferatezza delle esecuzioni, precedute spesso da processi
sommari, torture e linciaggi, determinarono l'esodo che nel dopoguerra
allontanò quasi tutta la popolazione italiana dall'Istria. Ancora ad oggi
non ci sono cifre ufficiali relative ai deportati, agli italiani uccisi
durante la prigionia e, soprattutto, agli infoibati scomparsi nell'autunno
del '43 e nella primavera del '45. Non sono, però i numeri a determinare la
portata di questa tragedia, è importante conoscere le cause e le dinamiche
per evitare che in futuro qualunque essere umano si possa ritrovare
protagonista, vittima o carnefice, di un’altra storia di persecuzione.
Locandina:
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