Da:
http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=35243
Saiyuki
Dopo l’ottimo riscontro dei tre appuntamenti della scorsa settimana con le
performance di Capone & BungtBangt, de I Virtuosi di San Martino e Rita
Marcotulli in sestetto, altro cambio di rotta per i concerti che “PROGETTO
SONORA” propone nell’ambito della rassegna “Un’Estate al Madre 2010”.
Mercoledì 25 agosto, ore 21:30, infatti, sul palco del Museo MADRE (via L.
Settembrini n. 79, Napoli) saliranno tre musicisti d’eccezione e di portata
internazionale: Nguyên Lê, Mieko Miyazaki, Prabhu Edouard (Ingresso 10,00 €.
Info e prenotazioni: Museo Madre – 081/19313016).
Nguyên Lê (chitarra) – Mieko Miyazaki (koto) – Prabhu Edouard (tabla): tre
volti della cultura musicale orientale contemporanea, tre differenti
tradizioni, quella vietnamita, giapponese e indù, si incontrano in una
sinergica fusione tra passato e presente. Un chitarrista animato da fertile
curiosità intellettuale, volto alla sperimentazione e alla contaminazione,
accanto a una rinomata interprete di koto e a uno specialista di tabla,
allievo di uno dei più grandi suonatori di flauto bansuri. Questi i tre
artisti che si esibiranno mercoledì prossimo nel cortile del Museo di Arte
Contemporanea di Napoli, dando vita a uno spettacolo, che travalica
qualsiasi distinzione di genere, superando barriere e classificazioni, per
conferire un senso autentico alla propria musica, vero trait d’union tra
passato, presente e futuro, breve viaggio tra suggestivi suoni e motivi
orientali.
“Saiyuki”, nome anche del loro progetto artistico, è la parola giapponese
che indica “Viaggio verso l’Ovest”, il celebre racconto cinese scritto nel
XVI secolo da Wu Cheng’en. Questo testo narra la spedizione in India,
durante l’VIII secolo del monaco Xuanzang, alla ricerca di testi buddishti
sacri.
«Io ho voluto usare questa metafora come l’immagine dei viaggi, reali o
fantastici, che portano i musicisti della formazione a creare il proprio
sound. Come la ricerca di un segreto che ha oltrepassato le avventure più
incredibili, pur mantenendo il suo tesoro più prezioso: la nostra
identità.» – spiega Nguyên Lê.
«Dal Vietnam all’India, passando per il Giappone, noi intrecceremo i fili di
seta che disegnano un’Asia senza confini, quasi che ognuno di noi fosse un
punto cardinale, proprio come l’Ovest nell’antico racconto. Il centro è
plurale, il dialogo è cominciato, le connessioni si aprono, l’interplay è
forte e profondo.»
Ogni musicista “Saiyuki”, difatti, è benedetto da una doppia cultura, che
viene dal mix tra tradizione e modernità. Ognuno di loro è un virtuoso di
uno specifico strumento, Prabhu e Mieko possono essere genuinamente
tradizionali: uno ha suonato, come già accennato, col dio vivente del flauto
indù Hariprasad Chaurasia, mentre l’altra sarebbe potuta diventare un
classico nel XVIII secolo.
Ma entrambi sono anche musicisti etnici, conoscitori di tecniche e stili
moderni, molto interessati ai nuovi incontri e aperti alle diverse
potenzialità artistiche e comunicative.
«Il mio linguaggio è il jazz, ma ho scelto di sdoganare un tale lessico
sonoro, non limitandomi solo a melodie e ritmiche jazz, ma nutrendomi anche
di altre culture che mi affascinano e mi ricordano le mie origini.» –
prosegue Nguyên Lê.
«Come musicista jazz, comunque, mi diverto molto a improvvisare con loro
due, così come con altri grandi musicisti di estrazione jazzistica e non
solo.» – conclude il chitarrista, compositore, arrangiatore e produttore
vietnamita.
Siti web di riferimento: www.progettosonora.com, www.nguyen-le.com,
http://www.wardhan.com/Prabhu_EDOUARD.html, http://www.miekomiyazaki.com