Musei in rete: presentato il 1° febbraio 2011 il Google Art Project

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Gino Di Ruberto [GMAIL]

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2 feb 2011, 11:48:1702/02/11
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Ringrazio Paolo Gomez de Ayala per la segnalazione.

E' partito il nuovo progetto di Google che porterà in rete i principali
musei di tutto il mondo.
L'interfaccia grafica adoperata è la stessa di Street View e Google Earth,
con la possibilità di zoommare sulle varie opere in modo davvero notevole,
potendone osservare anche particolari molto piccoli.

Sito ufficiale del progetto:
http://www.googleartproject.com

Per alcune informazioni e per visionare due filmati sul progetto:
http://www.googleartproject.com/c/faq

Esempio:
Pagina per esplorare il MoMA - Museum of Modern Art di New York:
http://www.googleartproject.com/museums/moma

Articolo da
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=137145

Dal Moma agli Uffizi, viaggio virtuale
nei maggiori musei digitalizzati da Google

di Anna Guaita

NEW YORK - Fra le missioni di Google non c’è solamente di trovarvi la
migliore ricetta per fare il risotto ai funghi, o informazioni su come
combattere il raffreddore o le ultime notizie sulla rivolta in Egitto: il
gigante di Internet ha tra i proprio scopi anche quello di digitalizzare la
massima parte possibile della cultura umana. Una scommessa gigantesca. Che
di quando in quando compie un nuovo passo avanti. Proprio ieri, a Londra, la
società californiana ha presentato il primo “capitolo” di un nuova
straordinaria creazione: la visita in alta definizione all’interno di alcuni
dei più noti e amati musei del mondo.

Nel sito googleartproject.com si aprono le porte dei primi 17 musei che
hanno collaborato con la società di Mountain View. C’è la Tate Modern di
Londra, dove il progetto è stato presentato alla stampa, e il Moma di New
York, l’Hermitage di San Pietroburgo e il Rijksmuseum di Amsterdam. E ci
sono gli Uffizi di Firenze: «Gli Uffizi sono il museo più vecchio del
mondo - ha spiegato la direttrice Cristina Acidini - ora il nostro Museo può
essere visto dovunque, a ogni ora». E non sarà il solo museo italiano a
venire proiettato nell’universo digitale: Google continuerà ad ampliare il
sito dedicato ai musei e includerà anche il Museo Capodimonte a Napoli, la
Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini, la Galleria Borghese
di Roma e la Pinacoteca di Brera di Milano.

Allo stato attuale, Google ha applicato agli interni dei musei la stessa
tecnologia già sperimentata per la Street View. Si può cioè entrare dentro
le stanze dei musei, e guidando i propri spostamenti con il mouse del
computer ci si può avvicinare ai quadri, guardarli da vicino, godendo dell’alta
risoluzione che li rende limpidi come mai era accaduto prima. In totale i
quadri presenti in queste gallerie virtuali sono oltre mille, in 385 stanze,
e 17 sono riprodotti al livello di “gigapixel”, cioè ad altissima
risoluzione e un livello di chiarezza superiore a quello della migliore
macchina fotografica digitale oggi esistente. Agli Uffizi, l’onore dell’altissima
definizione è andata alla “Nascita di Venere” di Botticelli.

La missione dei “Musei in Casa”, viene dopo altre iniziative di
digitalizzazione, o di “democratizzazione” come talvolta i “creativi” di
Google amano descrivere queste iniziative.

Google ha già digitalizzato 15 milioni di libri, e il direttore del
progetto, Santiago de la Mora, sostiene che nel pubblico c’è un’altissima
richiesta di cultura digitalizzata: «Almeno l’80 per cento dei libri viene
consultato regolarmente» spiega de la Mora.

L’opinione è condivisa in Italia, al Ministero dei Beni Culturali, dal
direttore generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, Mario
Resca, che ha dichiarato: «Con Google abbiamo un rapporto privilegiato,
visto che il nostro Paese resta depositario del più grande patrimonio
culturale del mondo». Non solo, a sentire Resca, questa iniziativa dovrebbe
avere anche «un aumento nell’indotto del turismo». Difatti, i direttori dei
grandi Musei pensano che diffondere i loro capolavori in modo facilmente
accessibile e allo stesso tempo limpido e solleticante, servirà a spingere
la gente del mondo a voler andare di persona a vedere quello che hanno
guardato e assaporato virtualmente, sullo schermo di un computer. D’altro
canto, c’è chi si chiede se Van Gogh o Botticelli abbiano mai sospettato che
un giorno le loro opere sarebbero state guardate con tale precisione di
particolari, che un singolo capello nella capigliatura della Venere potrebbe
diventare oggetto di studio ossessivo.


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