“I calchi”
Mostra Antiqaurium di Boscoreale
Le vittime dell’eruzione attraverso “I calchi”
Mostra Antiqaurium di Boscoreale
5 marzo-20 dicembre
Dal 5 marzo l’Antiquarium di Boscoreale ospita la mostra didattica “I
calchi”, terzo appuntamento del ciclo di manifestazioni “Uno alla
volta” organizzato dalla Soprintendenza Speciale per i Beni
Archeologici di Napoli e Pompei, dedicato allo studio del mondo antico
attraverso i reperti dell’area vesuviana.
La mostra “I calchi” affronta un argomento che suscita particolare
interesse nei visitatori, quello delle vittime dell’eruzione che
distrusse Pompei nel 79 d.C..
Partendo dal calco di cane della Casa di Orfeo, che insieme al calco
di un maiale e a quello di una donna rinvenuta nella Villa della
Pisanella di Boscoreale, in esposizione permanete dell’Antiquarium,
vengono messi in mostra altri calchi umani eseguiti a Pompei, in copia
o in originale, a partire dalle prime esperienze del metodo inventato
da Giuseppe Fiorelli, direttore degli scavi di Pompei dal 1861 al
1875, fino alle più recenti.
Il metodo di Fiorelli, prevedeva una colata di gesso liquido nella
cavità lasciata dal corpo nel materiale vulcanico, che consentiva così
di recuperare l'immagine delle vittime dell'eruzione.
Tra i calchi esposti quello di un intero gruppo familiare dalla Casa
del Bracciale d’oro e quello di un bambino ritrovato nelle vicinanze
della stessa casa; dalla Casa del Criptoportico il calco di un uomo in
cui sono evidenti le tracce dei calzari con i resti delle borchie in
ferro, e quello dell’uomo caduto dalle scale durante la fuga dalla
Casa di Fabio Rufo.
“L’Antiquarium di Boscoreale ben si presta ad ospitare iniziative come
questa – dichiara la Soprintendente Mariarosaria Salvatore – E’
importante che insieme a Pompei, anche gli altri siti vesuviani vivano
una stagione di rilancio, promuovendo iniziative rivolte al pubblico
capaci di ampliare l’offerta culturale e contribuire alla nuova
vitalità dell’intera area archeologica vesuviana”.
“Bisogna ricordare- aggiunge Marcello Fiori, Commissario delegato
all’area archeologica di Napoli e Pompei - richiamando le parole
dello scrittore Luigi Settembrini in una famosa lettera a I Pompeiani
del 1863, a proposito dei calchi che “sono morti da diciotto secoli,
ma non sono creature umane che si vedono nella loro agonia. Lì non è
arte, non è imitazione; ma sono le loro ossa, le reliquie della carne
e de’ loro panni mescolati col gesso; è il dolore della morte che
riacquista corpo e figura”.
Ad illustrare la storia delle diverse tecniche utilizzate nella
riproduzione dei calchi, in mostra anche il calco in resina
realizzato nel 1984 eseguito su una delle vittime venute alla luce in
un ambiente della Villa di Lucius Crassius Tertius di Oplontis.
Quest’ultimo sistema sperimentato integra il metodo del calco in gesso
ideato da Fiorelli con quello della fusione a cera della statuaria in
bronzo, permettendo di realizzare un calco trasparente che rende
visibile lo scheletro consentendo l’individuazione e il recupero di
gioielli e oggetti che le vittime portavano con sé al momento della
fuga.
La mostra, aperta fino al 20 dicembre, è visitabile con lo stesso
biglietto di accesso al Museo negli orari di apertura dell’Antiquarium
di Boscoreale: 8.30 - 17.00 (orario invernale) e 8.30 - 18.30 (orario
estivo).
In occasione delle manifestazioni per la Festa della donna, previste
dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, verrà distribuita ai
visitatori copia della poesia “La bambina di Pompei” di Primo Levi,
che fu ispirato proprio da un calco di una vittima pompeiana.