Feste, concerti e mostre fino a maggio per ricordare il principe Raimondo di Sangro

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Roberto Piantedosi

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Feb 6, 2010, 1:15:20 PM2/6/10
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Da Il Mattino del 29/1/10
 
 
 

In occasione del tricentenario della nascita di Raimondo di Sangro principe di Sansevero, il Comitato voluto dagli eredi terrà la prima di una serie di celebrazioni: l’apposizione di una lapide commemorativa, per magnificare «l’ingegno straordinario e il celebre indagatore dei più reconditi misteri della natura». Sarà collocata sul prospetto di Palazzo Sansevero in piazza San Domenico Maggiore. Proprio qui il principe trascorse gran parte della sua esistenza, impiantando laboratori tecnici che, per l’epoca in cui visse, il Settecento, erano all’avanguardia, tanto da permettergli di stampare da solo il suo capolavoro letterario, la Lettera apologetica, con un frontespizio a quattro colori che risultò una vera e propria rarità. Poi nella Cappella Sansevero

http://www.museosansevero.it/,

che ospita il Cristo velato e le due macchine anatomiche ed è ancor oggi uno dei siti turistici più suggestivi e visitati di Napoli, si terrà la prima italiana del concerto «Solve et coagula. Raimondo di Sangro, il principe di Sansevero» con arie e testi ispirati al principe e ai capolavori della Cappella; previsto anche uno speciale annullo filatelico.

A partire dal 20 febbraio, e per un sabato al mese, inizieranno le visite teatralizzate della Cappella: una guida accompagnerà i visitatori tra le meraviglie del tempio ideato dallo stesso di Sangro, mentre attori professionisti, rigorosamente in costume, impersoneranno il principe di Sansevero, lo scultore Giuseppe Sanmartino e altre figure evocate dai capolavori della cappella barocca. Ai primi di marzo saranno presentati due libri, pubblicati dalla Alós edizioni, ricchi di importanti novità sulle origini della Cappella e sull’instancabile attività da mecenate di Raimondo di Sangro. Il primo è un saggio di Beatrice Cecaro dal titolo Madre di Pietà. Amore e morte all'origine della Cappella Sansevero e si propone di gettare nuova luce sulle origini della Cappella, strettamente legate a un celebre fatto di sangue, l’assassinio di Maria d’Avalos e Fabrizio Carafa ad opera di Carlo Gesualdo da Venosa. Il secondo, invece, recupererà fonti d’archivio poco note, documentando episodi, traversie patrimoniali e mecenatismo del principe (a cura di Eduardo Nappi, dal titolo Dai numeri la verità. Nuovi documenti sulla famiglia, i palazzi e la Cappella dei Sansevero). Tra marzo e aprile nascerà anche un laboratorio di idee (SanseveroLab) che, per rivisitare in chiave innovativa e contemporanea la storia, i miti, le tradizioni, le scoperte e i primati della Napoli del Settecento, analizzerà proprio gli elementi artistici della Cappella. Con questo stesso spirito saranno realizzati supporti e meccanismi per la divulgazione internazionale della storia della città, legata a quella della Cappella e del suo ideatore - creazioni che poi saranno esposte al Pan. Tra aprile e luglio, con il titolo «I nostri omaggi, principe!» si terrà una mostra con l’esposizione di oggetti, opere d’arte, onorificenze, invenzioni, documenti legati alla poliedrica personalità di Raimondo di Sangro. Tra le opere esposte: la chiave da «Gentiluomo di camera con esercizio di Sua Maestà», titolo di cui il principe fu insignito da Carlo di Borbone nel 1737; lo speciale archibugio inventato da di Sangro nel 1739 e donato al re; l’edizione originale della Lettera apologetica e il bozzetto in terracotta del Cristo velato, opera di Antonio Corradini. Infine, domenica 16 maggio, in concomitanza anche con il tricentenario della nascita di Giovanbattista Pergolesi - che con il principe pure fu in stretto contatto, tanto che musicò la prima parte di un preludio scenico scritto in occasione del matrimonio tra di Sangro e Carlotta Gaetani d’Aragona - è previsto un concerto nel Centro di musica antica Pietà de’ turchini incentrato sulla rappresentazione di atmosfere tra il sacro e il luciferino, ideali per ricordare i rapporti intercorsi tra il compositore marchigiano e il principe napoletano.

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