Celebrazione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, Carcere Borbonico, Avellino, 14 marzo 2011

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11 mar 2011, 13:36:0311/03/11
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http://www.eventiesagre.it/Eventi_Culturali/21049238_Celebrazione+del+150+anniversario+dell+Unita+d+Italia.html


Celebrazione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia
in Provincia di Avellino
il: 14/03/2011

Dove:

via Dalmazia
Carcere Borbonico
Avellino (AV)


Fonte:
Soprintendenza BAP di SA e AV

Celebrazione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia
in Provincia di Avellino
interverrà il Presidente del Senato Renato Schifani
14 Marzo 2011
Carcere Borbonico
via Dalmazia Avellino

Gino Di Ruberto [GMAIL]

da leggere,
14 mar 2011, 09:00:4614/03/11
a InfoNapoli Newsletter
da
http://www.ottopagine.net/common/interna.aspx?id=15823

Avellino- Un Museo Provinciale del Risorgimento, per raccontare come si
arrivò all'unità politica della nostra Penisola, un Museo del Risorgimento
per capire la storia Irpina dalla Rivoluzione Francese a inizio '900. E'
questa la doppia sfida del nuovo spazio espositivo permanente che verrà
inaugurato questo pomeriggio, alle 16.30, dal Presidente del Senato della
Repubblica, Renato Schifani. La sede della mostra è il carcere borbonico,
nell'ala i cui restauri sono stati appena completati dalla Soprintendenza ai
Beni Paesaggistici e Architettonici e consegnati alla Provincia di Avellino,
che ha promosso il rinnovato progetto museale. Un piccolo miracolo, la
nascita di questo museo, reso possibile dal lavoro, cominciato lo scorso
novembre, del Comitato Scientifico, presieduto dallo storico Francesco Barra
e dalla partnership tecnico-scientifica con la Soprintendenza, l'Archivio di
Stato, la Biblioteca Provinciale e la Società Napoletana di Storia Patria.

L'abbiamo visitato in anteprima e abbiamo scoperto due piani e quattro ampi
saloni attraverso immagini, cartelloni esplicativi, mappe, manoscritti,
giornali, documenti ufficiali, ma anche tantissimi cimeli d'epoca come
medaglie, monete, capi d'abbigliamento, accessori, armi, mobilia, un'ampia
collezione di ritratti, raffiguranti i personaggi più noti della nostra
provincia nell'800. Il tutto è stato suddiviso in tre percorsi tematici: 'La
Storia in un Ritratto', 'Dal Ducato alla Lira' e 'Il Risorgimento Irpino
nelle fonti documentarie'.

Insomma ci sarà la possibilità di respirare a pieni polmoni l'atmosfera
dell'Irpinia risorgimentale, attraverso questa prima considerevole mole di
materiale originale messa a disposizione dei visitatori, attraverso un
curato e attento allestimento. Sabato mattina, nel corso della conferenza
stampa di presentazione delle manifestazioni per commemorare il secolo e
mezzo di Italia Unita, il professor Barra, a nome del comitato scientifico,
da lui presieduto, ha svelato i segreti del Museo del Risorgimento: “Sono
davvero contento – ha spiegato - che il museo possa sorgere in questo
straordinario complesso, in una struttura permanente, funzionale, moderna.
L'idea è di rivolgerci ad un pubblico vasto, siano essi studiosi, studenti,
ma anche turisti e curiosi” Ci racconta come è stata pensata la mostra: “Il
museo è concepito in maniera aperta, per moduli. La sezione che ci
apprestiamo ad aprire è incentrata sugli anni che vanno dal 1848 al 1860,
gli anni decisivi per l'unificazione italiana. I decenni antecedenti sono
presenti, ma li abbiamo intesi come una introduzione a questo percorso. Per
l'anno prossimo stiamo già lavorando ad un modulo sugli anni post unitari e
il brigantaggio, il materiale per concepire questa nuova sezione non manca”.
Barra è molto soddisfatto del modo in cui è stata strutturato il Museo:
“L'intera esposizione consente un approccio vivo, non passivo a ciò che è
esposto. C'è inoltre la possibilità di rendere ancora più audiovisivi. Una
struttura viva e che si può continuamente rinnovare, attraverso la
previsione di nuovi moduli museali, permanenti o temporanei, che ci
permetteranno di avere un quadro completo su tutti gli aspetti della storia
della nostra provincia in quel periodo”.

Barra illustra la provenienza di gran parte del materiale esposto nel Museo:
“Gli assi portanti del materiale espositivo è stato fornito dall'Archivio di
Stato di Avellino e dai fondi più antichi della Biblioteca Provinciale
Capone, che, non dimentichiamo, è la più grande Biblioteca Provinciale del
nostro Mezzogiorno, con un patrimonio ricchissimo di testi a stampa e
documenti di archivi privati, che sono davvero unici. L'apertura del Museo
rappresenta un'occasione propizia per far conoscere questo giacimento,
patrimonio materiale e soprattutto ideale della nostra Provincia”.

In realtà il Museo Provinciale del Risorgimento non è una novità assoluto,
piuttosto, è un ritorno, come ha pazientemente ricordato lo stesso
professore Barra: “ Il Museo del Risorgimento nacque nel 1967 come mostra
temporanea in occasione del 150nario della nascita di Pasquale Stanislao
Mnacini e Francesco De Sanctis. Fu una felice intuizione del professor
Fausto Grimaldi, allora assessore provinciale alla cultura e fautore della
conoscenza di quel periodo storico. La mostra, allestita all'interno del
Museo Irpino di Corso Europa, fu possibile grazie alla collaborazione con il
Museo Nazionale del Risorgimento di Roma e prestiti di privati”. Barra
traccia una breve storia della precedente esperienza: “ L'esposizione fu
inaugurata dall'allora presiedente della Repubblica Giuseppe Saragat. Dopo
la chiusura della mostra temporanea molto materiale fu restituito. Il
professor Fausto Grimaldi non si perse d'animo e riusci a dare una forma
stabile alla mostra, anche se in dimensioni ridotte, avendo non solo con i
cimeli e le carte di De Sanctis e Mancini. Lo spazio è rimasto aperto fine
anni '90, quando è stato dismesso, per motivi logistici. Gran parte del
materiale era finito in depositi”.

Per Barra il Museo Provinciale del Risorgimento è anche un pezzo di vita,
giovanissimo collaborò con il professor Grimaldi all'allestimento di quella
prima sezione espositiva: “ Avevo all'incirca 18 anni. Diedi una mano alla
sistemazione della mostra, organizzai le didascalie, venne messo a
disposizione del materiale dell'archivio della mia famiglia. Fu un'occasione
importante, sia per la mia formazione professionale che per l'acquisizione,
da parte dell'Ente Provincia, di materiale sul periodo”. Adesso nel Carcere
Borbonico il Museo del Risorgimento vive una seconda vita: “ Per me e tanti
altri è come un sogno che si avvera. Sono grato all'Amministrazione per
averci creduto e aver proseguito nell'impegno tracciato sin dalla sua
fondazione, all'inizio del XIX secolo, da quest'ente. Il Carcere Borbonico è
uno straordinario monumento, prima applicazione in Italia, in ordine di
tempo, del sistema 'benthamiano' del Panopticon (Pianta delle struttura a
raggi ndr.). Nei decenni passati – ha proseguito Barra - ha rappresentato un
problema per lo sviluppo urbanistico della città, ma adesso, con il
completamento della sua riqualificazione è diventato una risorsa per tutta
l'irpinia, che offre le possibilità per attività culturali molteplici. Spero
che per il futuro si sappia utilizzare nel migliore dei modi questo
complesso”. La speranza del professor Barra è anche la nostra.

Dopo l'inaugurazione odierna, la cittadinanza avrà la possibilità di
visitare l'esposizione a partire da giovedì 17, giorno della festa nazionale
per i 150 anni di Unità, dalle 10e30 alle 19e30, con visite guidate
gratuite.

Mario De Prospo


14 MARZO 2011

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