Ravello Festival 2010: La Follia, 1° luglio - 26 settembre 2010, in particolare: Mostra "La Follia dell'Arte", Villa Rufolo, Ravello, 2 luglio - 31 agosto 2010

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Gino Di Ruberto [GMAIL]

da leggere,
23 giu 2010, 14:21:4223/06/10
a InfoNapoli...@googlegroups.com
Sito ufficiale:
www.ravellofestival.com
Programma:
http://www.ravellotime.it/public/orari/Programma%20Ravello%20Festival%202010.pdf
p.29-45, per la mostra p.30

da
http://www.ravellotime.it/

Ravello Festival 2010
www.ravellofestival.com

LA FOLLIA
dal 1 luglio al 26 settembre 2010


John Malkovich inaugurerà l’edizione 2010 del Ravello Festival
Il Ravello Festival 2010, in collaborazione con il Festival dei 2Mondi,
porta per la prima volta John Malkovich a recitare su un palcoscenico
italiano.
Dopo l'opera nuova di Veltroni dedicata all'Heysel, ecco svelato un altro
tassello dell'edizione 2010 del Festival, ispirata al tema conduttore della
Follia.
Giovedì 1 luglio Malkovich inaugurerà il Ravello Festival 2010 interpretando
il ruolo di Jack Unterweger, un serial killer psicopatico e con tendenze
istrioniche, nello spettacolo “The Infernal Comedy”, commedia in musica di
Michael Sturminger per orchestra barocca e due soprano, proposto con
successo a Los Angeles e Vienna ed atteso, ora, al debutto nel nostro paese.
La prestigiosa Wiener Akademie, diretta da Martin Haselböck, accompagnerà il
protagonista e le due cantanti, Bernarda Bobro e Aleksandra Zamojska, con
musiche e arie di Vivaldi, Haydn, Gluck e Mozart.
“Questo eccezionale ibrido tra opera e teatro dedicato alla figura di Jack
Unterweger, brillante Don Giovanni, seduttore di donne e famigerato
assassino, è una vera sfida per gli interpreti come per il pubblico. È un
piacere lavorare sul testo di Michael Sturminger. E la musica è ciò che
permette alla storia di toccare la sensibilità di ciascuno in un modo in cui
il solo dialogo non potrebbe fare. "Sono impaziente di portare in Italia un
pezzo di teatro tanto audace e di presentarlo in due luoghi splendidi come
Ravello e Spoleto, i cui prestigiosi festival sono famosi per la capacità di
rischiare puntando su produzioni inconsuete”, ha dichiarato Malkovich alla
vigilia di questo doppio impegno che rappresenta, per originalità e fascino
dei nomi messi in campo, uno degli appuntamenti più importanti della
prossima stagione estiva.
"The Infernal Comedy", dopo Ravello, sarà proposto a Spoleto (2 luglio)
nella seconda e ultima data italiana dello spettacolo.

Scarica il Programma:
http://www.ravellotime.it/public/orari/Programma%20Ravello%20Festival%202010.pdf
oppure scarica il file allegato a questo messaggio.
(leggere da p.29 a p.45,
per la mostra leggere a p.30)

Per informazioni :
www.ravellofestival.com
tel. 089 858422
______________________
guarda messaggi dell'anno scorso
http://groups.google.it/group/infonapoli-newsletter/browse_frm/thread/565b6014b688ec85?tvc=1

Programma Ravello Festival 2010.pdf

Assistente2

da leggere,
3 set 2010, 19:27:5803/09/10
a Gino Di Ruberto [GMAIL], infonapoli...@googlegroups.com
(già segnalato a p.45 del file PDF allegato al messaggio
http://groups.google.it/group/infonapoli-newsletter/msg/4c3fbaa3a5185250?hl=it
precedente)

Da:
http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=35348


Nardis e Shetler - La liederistica al RavelloFestival


Settembre è da qualche il mese dei grandi recital canori al
RavelloFestival
e il 5 settembre 2010, la Sala dei Cavalieri di Villa Rufolo ospiterà
un
evento di grandissima raffinatezza, del quale saranno protagonisti due
artisti distanti generazionalmente, ma accomunati dalla dedizione ad
un
genere di grande spessore artistico : il lied.

Il giovanissimo tenore Marcello Nardis e un mostro sacro del pianismo
da
camera come Norman Shetler.
Nardis è forse uno dei pochi a poter vantare oltre 50 esecuzioni
pubbliche
in Italia, e tantissime in tutto il mondo, di Winterreise di
Schubert;
diplomato in canto, pianoforte e musica vocale da camera , ha compiuto
studi
di flauto e di composizione ed è laureato in lettere classiche e in
Archeologia.

Si è perfezionato inoltre alla F. Liszt Hochschule di Weimar ( nella
classe
di Peter Schreier, con cui continua una proficua collaborazione) e al
Mozarteum di Salisburgo (con Kurt Widmer).
“Quando da pianista sono ‘diventato’ cantante non ho potuto trascurare
la
possibilità di essere proprio io a dare voce a quelle melodie. Ed una
familiare consuetudine con la lingua tedesca mi ha di sicuro
ulteriormente
incoraggiato” , racconta Nardis.
Accanto all'impegno cameristico, il trentenne tenore svolge una
intensa
carriera operistica.

Norman Shetler, nato in Pennsylvania, si è trasferito nel 1955 a
Vienna dove
ha studiato pianoforte e si è diplomato a pieni voti nel 1959.
Dopo una folgorante carriera solistica che lo ha portato ad esibirsi
in Usa,
Canada e tutta Europa è diventato una ‘leggenda’ nell’ accompagnamento
cameristico dei cantanti, con collaborazioni che sono diventate
storiche.
Annelise Rothenberg, il tenore Peter Schreier (con cui ha inciso, tra
l’altro,
l’integrale liederistica di Schumann), Dietrich Fischer-Dieskau,
William
Warfield, Brigitte Fassbaender, Hermann Prey, Margaret Price e Thomas
Quastoff, sono solo alcuni dei cantanti con cui stabilmente collabora.
Da
ricordare inoltre i duo formati con il violinista Nathan Milstein ed i
violoncellisti Heinrich Schiff e Leonard Rose.

Il programma si sviluppa sul leitmotiv dell'edizione 2010 del
RavelloFestival : la Follia, comprendendo brani di Franz Schubert
(1797-1828) : Schäfers Klagelied D 121b (il lamento del pastore),
Rastlose
Liebe D 138 (amore agitato), Der Hirt D 490 (il pastorello), Im Walde
D 834
(nel bosco), Normans Gesang D 846 (il canto di Norman), Über Wildemann
D 884
(frammento bucolico), Eine altschottische Ballade D 923 (un’ antica
ballata
scozzese), Der Doppelgänger (il sosia) e Die Stadt (la città) e tre
lieder
di Robert Schumann (1810-1856)
Der Arme Peter (Drei Lieder) op.53 e infine Ausgewählte Mörike-Lieder,
12
brani di Hugo Wolf (1860-1903)

La follia, la condizione, transitoria o permanente di alterazione
della
percezione della realtà e dell'interazione con essa da secoli esercita
un'attrattiva particolare sui compositori fino a indurli a denominare
follia
una forma di danza e a introdurre in una gran quantità di melodrammi,
non
necessariamente tragici, una tipologia di situazione teatrale
denominata
“scena di follia”.

Nel repertorio liederistico l’ accezione dell’ estraniamento,
implicito a
tale richiamata condizione mentale, viene esaltata e, in un certo
senso,
massimamente declinata sul versante dell’ eros.
La dimensione del Lied si pone come luogo di incontro e scontro tra
ragione
e istinto, tra un ‘io’ del pensiero e un ‘io’ dell’ impulso, affidando
al
binomio poesia-musica una funzione arbitrale e sublimante al tempo
stesso.

Esempi di aberrazioni schizoidi riconducibili alla negazione di una
sintesi
tra follia e ragione, che accreditano per contrasto la loro stessa
esistenza, compaiono in mirabili titoli della produzione liederistica:
“Der
Mond zeigt mir meine eigne Gestalt ” “La luna mi mostra la mia stessa
figura” (Der Doppelgänger di Franz Schubert)
Nell'amplissimo catalogo del padre del liederismo romantico si
riscontrano
veri e propri ‘itinerari’ psichiatrici dell’ io narrante (nei due
grandi
cicli Die Schöne Müllerin e Winterreise), la metafora del viandante,
il
quale si ritaglia una tregua all'ossessioe edipica attraverso la
condizione
del non luogo, che è sia negazione di alcova matura che allontanamento
dal
nido natale dominato dallo spettro materno.

Dialogo serrato tra madre e figlio. con rigida alternanza da antica
sticomitia, si ritrovano in Eine altschottische Ballade.
L'attenzione di Schumann per la follia, ahimè da questa ricambiata, ha
tratti espressivi altrettanto carichi, ma in un certo senso più
conciliativi, indulgenti, quasi rassegnati.
L'altrui felicità alla quale non si può opporre e alla quale non può
ambire
conduce Peter alla follia e alla morte, in conseguenza della quale
diviene
protagonista come io narrato, dopo la resa dell'impotente io narrante.

Anche e forse ancor più che Schumann, Wolf vive sulla sua pelle
l'esperienza
della pazzia che prima lo condurrà a tentare il suicidio e
successivamente
gli sarà triste compagna durante un internamento da cui non sarà mai
dimesso
fino alla morte nel 1903.

La condizione di Wolf sembra essere un esempio quasi accademico di
psicosi
suicida anomica, non solo descritta in epoca positivistica, ma
diffusasi
proprio sul declinare del XIX secolo come ben descrisse Emile Durkheim
attribuendola all'effetto della indeterminazione sociale, del
dissolversi di
regole e di modelli.
Siamo nella Vienna asburgica che affida all'operetta la funzione
oppiaceo-musicale di spacciatrice di spensieratezza.

Quasi sinesteticamente, Wolf trasmuta in musica, su testi di Mörike –
le
forme alterate di Schiele, in quella che Nardis vuole vedere come
“schegge
di luce impazzite che ravvivano le tenebre klimtiane di coscienza
tormentata, ossequi al manifesto artistico del Neukunstgruppe: macchie
di
colore, macchie di suoni, ruvide, scabre, violente e allucinate.
Impudiche,
bellissime impronte dell’anima”.

“Cantare con Shetler rappresenta per me un onore e mi trasmette
un’emozione
enorme: nel mio primo incontro con lui, nella sua casa a Vienna, dove
mio
ero recato per un’audizione, mi aspettavo mi chiedesse di cantare
qualcosa e
speravo di ricevere le sue impressioni e i suoi suggerimenti. Abbiamo
iniziato la Winterreise. Non ci siamo fermati che alla fine, a ciclo
completo. Io visibilmente emozionato e lui felice di avermi
conosciuto. Da
lì è nata l’idea del duo e del suo ritorno italiano dopo un'assenza di
quasi
40 anni, dopo un concerto alla Scala con Die Schöne Müllerin. Il
tenore era
Peter Schereier…!”

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