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Psico-setta sgominata a Bari

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Furion

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Oct 12, 2007, 4:32:46 AM10/12/07
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Psico-setta sgominata a Bari

BARI - Sgominata una "psico setta" che da Bari faceva adepti in tutta
Italia e spillava loro ingenti somme di denaro in cambio di
"guarigioni". Denunciate sei persone. L'operazione è stata condotta
dalla Digos di Bari.

L'organizzazione aveva sede nel capoluogo pugliese, ma operava in
tutta la penisola, anche attraverso internet. Le forze dell'ordine
hanno sequestrato la sede dell'organizzazione e i siti web di cui
disponeva.

Pesanti le accuse contestate a vario titolo dal sostituto procuratore
della Repubblica di Bari, Francesco Bretone: associazione per
delinquere finalizzata all'esercizio abusivo di professione medica,
truffa aggravata, violenza sessuale, violenza privata e calunnia.
L'indagine è durata un anno ed è nata dal racconto-denuncia fatto da
alcuni 'adepti' in due trasmissioni televisive in onda su emittenti
nazionali.

Secondo quanto accertato dalle indagini, condotte dalla Questura di
Bari, l'associazione nota come "The Sacred Path", con sede
amministrativa a Bari, operava su internet in varie parti d'Italia
attraverso seminari a pagamento con cui si prometteva ai partecipanti
di poter acquisire capacità di autoguarigione fisica e spirituale
grazie a un percorso di insegnamento di tecniche, secondo gli
investigatori, vagamente ispirate a filosofie orientali. Gli adepti,
per partecipare alle riunioni organizzate in sale di vari hotel,
avrebbero pagato cifre comprese tra i 250 e i 15mila euro. Una coppia
del nord Italia avrebbe, invece, pagato una somma molto più elevata e
vicina ai 200 milioni di vecchie lire.

L'associazione operava da circa 10 anni con il metodo "Ankeon"
'brevettato' dal presunto organizzatore dell'attività illecita, V.C.M,
55 anni di Noicattaro, in provincia di Bari, che a sua volta lo
avrebbe ceduto, pare in cambio di denaro, agli altri indagati che
avrebbero gestito la stessa attività tra Roma, Palermo, Milano e
Latina.

Circa una cinquantina sono le denunce giunte finora agli
investigatori, che hanno sequestrato la sede amministrativa barese
insieme ad alcuni incartamenti, e hanno provveduto alla chiusura dei
siti internet utilizzati per pubblicizzare l'attività e cercare
adepti. Le misure restrittive sono state emesse dal gip del Tribunale
di Bari, Vito Fanizzi.

(11 ottobre 2007)

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