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Misteri della fede!

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pirex

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Feb 13, 2012, 12:59:13 PM2/13/12
to
DON PAOLO FARINELLA –
Ior e Bertone, prove dell’esistenza di Satana


Il Fatto Quotidiano (27 gennaio 2012, p. 1-3) come un mastino di
guardia dell’informazione non molla la presa e a firma di Marco Lillo
leva la coltre che copriva, se mai ce ne fosse ancora bisogno, la
nefandezza morale che domina in Vaticano, questo Stato estero che
confina da ogni lato con la città di Roma.

La lettera è dell’8 maggio 2011, firmata da un vescovo galantuomo,
segretario del Governatorato della Città del Vaticano (una specie di
sottosegretario del governo centrale), mons. Carlo Maria Viganò.

Questo prete vero e onesto trovò un bilancio (2009) con 8 milioni di
perdita e dopo poco più di un anno, facendo pulizia di furti, ruberie,
intrallazzi, trucchi e false fatture, portò il bilancio ad un attivo di
22 milioni di euro. Segno evidente che la corruzione sotto il cappello
del papa volava con le ali degli angeli.


Siccome Viganò è una persona pulita e crede che essere prete significhi
essere coerente e onesto, dà estremo fastidio alla cricca dei
delinquenti che prosperano sotto il «sottobosco» di Bertone Tarcisio,
uomo senza Dio ed esperto in malaffare di ogni specie.
Infatti, l’eminentissimo cardinale Bertone, uomo vendicativo come non
mai e spudorato mentitore, invece di premiarlo, trasferisce mons.
Viganò nominandolo rappresentante del papa all’ONU:
così lontano oltre l’atlantico, finalmente la smetterà di rompere i
bertoni con le manie della legalità e della morale.

In Vaticano tremano quando incontrano una persona onesta e integra,
perché lì prosperano solo uomini vestiti di nero, il colore della loro
anima, nonostante il papa si ostini a vestire di bianco.
Povero papa bavarese:
in Vaticano non conta nulla, anzi meno di nulla.
Egli è la sagoma che i faccendieri mostrano al pubblico per ammansire
e distrarre, stupefacente allo stato puro, mentre i califfi e gli
smargiassi, vestiti come damerini e travestiti da donne, delinquono
religiosamente e asceticamente rubano e corrompono.
Tanto poi fanno i gargarismi con l’acqua benedetta e tutto ritorno a
posto.
Appena scorgono i virus dell’onestà e della legalità, li neutralizzano
cpn zelo fanatico.


L’arrivo di Bertone in Vaticano coincide con l’istituzionalizzazione
del malaffare e della corruzione.
Si porta dietro uomini equivoci che aveva conosciuto e usato a Genova,
come Giuseppe Profiti, ieri Vice presidente dell’Ospedale Galliera di
cui presidente per statuto/testamento è il vescovo di Genova.
Indagato e sottogiudizio, quasi per sfida contro la giustizia
italiana, lo ha portato al suo seguito aRoma, nomina dolo presidente
dell’ospedale vaticano «Il Bambin Gesù».

Dietro a lui corre il delfino di cardinali e preti, Marco Simeon,
giovane rampollo scaiolano e, a quanto pare, affiliato all’Opus Dei.
Non si capisce come mai costui, così giovane abbia fatto una carriera
sfolgorante all’ombra della curia di Genova.
Cosa avrà di così «speciale» e acuto questo belloccio oggi 35 anni che
da almeno 10 è «amato» prediletto da cardinali e vescovi e curiali?
Forse non si può dire, ma si può immaginare.
Il belloccio, oggi in un posto chiave della Rai, a Genova organizzava
per Natale i «Cardinal dinner» con la Genova danarosa, quella
solitamente affollata da evasori, truffatori, intrallazzatori che si
riunivano al palazzo del porto attorno al cardinale Bagnasco, che,
ingenuo, non si accorgeva di nulla.
Scrissi anche un pezzo su Repubblica (edizione locale) che fece solo
il solletico e il cardinale prese circa 120 mila euro da questo sforzo
da ernia che i ricchi pagani fecero quella sera pur di farsi
fotografare con una tonaca paonazza.


Misteri della fede!
Bertone non ha l’intelligenza di Richelieu né la furbizia di
Mazzarino, egli è solo un maneggione, arruffone ed esemplare
rappresentante di un pontificato che lo ha scelto con scienza e
coscienza, per cui il papa è responsabile prima istanza di tutta la
corruzione che scorre come una cloaca a cielo aperto sulla tomba di San
Pietro.

Attorno alla tomba del principe degli apostoli, prosperano malaffare,
prostituzione, specialmente maschile, evasione, ricatti, maldicenza,
invidia, soprusi, delitti di ogni genere come si conviene ad una
istituzione che si ispira al vangelo di Gesù Cristo, il povero illuso
che credeva di dare una svolta al mondo, mentre finì per dare una
spinta all’indicibile che con Bertone ha raggiunto l’abisso della
desolazione e dell’indecenza.

Povero Cristo!
Predicò il Regno di Dio e spuntò Bertone e tutto il brodo di cottura
che lo ha nutrito:
Vaticano, cardinali, sistema clericale, connivenza con la malavita
organizzata attraverso lo Ior e il governo Berlusconi, protetto e
garantito dal malaffare clerico-fascista che oggi domina la struttura
ecclesiastica e il sistema perverso di potere che regge il Vaticano,
facendo di tutto la Geenna della lordura e dell’abiezione.
Sergio Rizzo a proposito scrive sul «Corriere della Sera» con un
titolo esplicito «La corruzione in Vaticano che il papa non vede»
(25-01-2012):

«La parola è sinonimo di malaffare e degrado morale.
Ma se a pronunciarla è un altissimo prelato vicino al Papa, come
rivela questa sera «Gli intoccabili », il programma d’inchiesta del
giornalista Gian Luigi Nuzzi che va in onda su La7, allora vengono i
brividi.

«Corruzione» è proprio il termine che quel monsignore usa per
descrivere in una clamorosa lettera a Benedetto XVI l’incredibile
situazione che si è trovato davanti dopo aver assunto nel luglio del
2009 il delicatissimo incarico.
Una bomba sganciata nelle stanze del potere vaticano il 27 marzo del
2011, nell’estremo tentativo di sventare una manovra di corridoio che
culminerà con la sua rimozione.
«Un mio trasferimento provocherebbe smarrimento in quanti hanno creduto
fosse possibile risanare tante situazioni di corruzione e
prevaricazione », scrive Viganò al Papa.
Facendo capire a Joseph Ratzinger di non essere affatto isolato:
«I cardinali Velasio De Paolis, Paolo Sardi e Angelo Comastri
conoscono bene la situazione».

Ironia della sorte, nel calendario cattolico il 25 gennaio ricorre la
festa «Conversione di san Paolo»!
Non San Paolo ha portato frutti di conversione, ma Silvio Berlusconi
ha effuso nei suoi complici e maestri frutti abbondanti di corruzione.
A quando una purificazione dell’aria in Vaticano e nella Chiesa dei
cardinali?
Perché gli uomini di Chiesa, spinti da un istinto naturale,
frequentano uomini perversi e corrotti?
Su di loro ha sentenziato il vangelo che li ripudia senza ombra di
dubbio:

«2 Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei …
25 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del
bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e
d’intemperanza …
27 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri
imbiancati:
all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di
ogni marciume.
28 Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma
dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità» (Mt 23,2.25.27-28).

Medita, Bertone, medita!

don Paolo Farinella

(1 febbraio 2012)

[Tratto da MicroMega]
http://tinyurl.com/7ganvot


http://www.paolofarinella.eu/

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