"Le relazioni tra India e Cina non hanno subito tensioni", lo ha detto
il sottosegretario agli esteri indiano e direttore generale del
Ministero degli esteri di New Delhi, Nirupama Rao. La numero due della
diplomazia indiana lo ha detto ai cronisti a New Delhi che le
chiedevano di commentare le notizie arrivate da Pechino ieri secondo
le quali la visita che il Dalai Lama terrà l'8 in Arunachal Pradesh,
stato indiano conteso dalla Cina, tende a "sabotare le relazioni tra
India e Cina". La Rao ha detto che la posizione del governo indiano è
molto chiara, dal momento che non considera il Dalai un prigioniero
politico ma un ospite che è libero di muoversi nel paese e fuori come
vuole, anche perché non indulge in attività politiche. La
sottosegretario ha descritto le relazioni tra India e Cina come
"complesse", ma anche grazie alla situazione mondiale, sono destinate
ad acquistare "grande dinamismo e rilevanza". Nirupama Rao ha
ricordato come la settimana scorsa il primo ministro indiano Manmohan
Singh abbia detto al premier cinese Wen Jiabao che il Dalai Lama è un
"ospite d'onore" dell'India. "Ma noi - ha detto la Rao parlando a
margine di un convegno - non permettiamo ai rifugiati tibetani di
occuparsi di faccende politiche e impegnarsi in attività politiche. A
riprova di questo, l'anno scorso abbiamo utilizzato azioni risolute
durante i giochi olimpici e prima, quando c'erano notizie che alcuni
tibetani avrebbero potuto bloccare le manifestazioni come il passaggio
della torcia olimpica".
>Nirupama Rao ha
>ricordato come la settimana scorsa il primo ministro indiano Manmohan
>Singh abbia detto al premier cinese Wen Jiabao che il Dalai Lama � un
>"ospite d'onore" dell'India.
il che direi mette in chiaro molte cose... :-)
> >Nirupama Rao ha
> >ricordato come la settimana scorsa il primo ministro indiano Manmohan
> >Singh abbia detto al premier cinese Wen Jiabao che il Dalai Lama è un
> >"ospite d'onore" dell'India.
>
> il che direi mette in chiaro molte cose... :-)
Infatti!
Oggi i giornali parlano delle restrizioni che il governo ha imposato
sui giornalisti stranieri in Arunachal durante questa visita del Lama.
DALAI LAMA: VISITA STATO INDIANO E RISPONDE A PECHINO, NON E'
POLITICA
(ASCA-AFP) - Tawang, 9 nov - Il Dalai Lama e' giunto ieri nello stato
di Arunachal Pradesh, regione indiana rivendicata dalla Cina, per una
visita ''senza scopi politici'' nel monastero di Tawang. Ad
accoglierlo c'erano piu' di 30.000 persone, molte di queste giunte da
lontano.
''Compassione e pace sono due parole che dovrebbero essere ricordate
da tutti'', ha detto il leader spirituale in esilio rivolgendosi alla
gente riunita nella piazza del monastero per l'apertura delle tre
giornate di 'insegnamento spirituale'.
La Cina, che rivendica l'Arunachal come proprio territorio, ha
accusato il Dalai Lama di voler cercare di fomentare le tensioni nelle
relazioni fra Nuova Delhi e Pechino nel corso della sua visita di
questa settimana. Ma al suo arrivo a Tawang, il Dalai Lama ha respinto
le accuse provenienti da Pechino.
''La mia visita a Tawang non e' politica'', ha detto il premio Nobel
ai giornalisti. ''E 'del tutto normale per la Cina intensificare la
campagna contro di me ovunque io vada.
Ed e' 'totalmente privo di fondamento quello che dice il governo
comunista cinese sul fatto che io voglia incoraggiare un movimento
separatista''.
Prima di iniziare a predicare i suoi insegnamenti il Dalai Lama ha
aperto un ospedale per il quale ha donato 40.000 dollari. ''L'istituto
dara' alla popolazione locale la possibilita' di soddisfare le proprie
necessita' mediche''.
>> >Nirupama Rao ha
>> >ricordato come la settimana scorsa il primo ministro indiano Manmohan
>> >Singh abbia detto al premier cinese Wen Jiabao che il Dalai Lama � un
>> >"ospite d'onore" dell'India.
>>
>> il che direi mette in chiaro molte cose... :-)
>
>Infatti!
>
>Oggi i giornali parlano delle restrizioni che il governo ha imposato
>sui giornalisti stranieri in Arunachal durante questa visita del Lama.
� comunque molto interessante la posizione del governo indiano che rimanda
al mittente le accuse cinesi. L'India non cede... :-)